Acque agitate in casa Fasano Calcio

Acque quanto mai agitate in casa Fasano Calcio. Un appello unanime è stato lanciato dagli amministratori comunali, in sinergia con la dirigenza del club di Via Salvo D’Acquisto, rappresentata da Totò Carparelli, Vito Fasano e Donato Potenza, insieme all’ex presidente e fondatore del sodalizio biancazzurro, Franco D’Amico.

Il Fasano Calcio rappresenta una delle realtà sportive più importanti del territorio. Partendo dai campionati regionali e dalle categorie più difficili, grazie a vittorie, sacrifici e una programmazione lungimirante, la società è riuscita a conquistare la Serie D, campionato nazionale pienamente all’altezza del blasone calcistico cittadino. Nel corso degli anni il club si è consolidato nella quarta serie nazionale, diventando un punto di riferimento per numerosi atleti e tecnici che hanno vestito i colori biancazzurri.

La situazione è però precipitata nel corso dell’ultima stagione. L’imprenditore di origini napoletane Ivan Ghilardi aveva rilevato il progetto calcistico con grandi ambizioni e promesse di crescita. Tuttavia, con l’arrivo dell’estate, ha deciso improvvisamente di abbandonare la società, lasciando il Città di Fasano alle prese con una situazione economica estremamente complessa e con debiti che rischiano di compromettere seriamente il futuro del club.

A pochi giorni dalla scadenza per le iscrizioni al prossimo campionato di Serie D, l’allarme è massimo. Le istituzioni, la dirigenza e l’intera tifoseria rivolgono un accorato appello affinché imprenditori, cordate o investitori interessati possano intervenire per salvare una categoria conquistata con anni di sacrifici e preservare una delle realtà calcistiche più importanti della Puglia.
In assenza di un intervento concreto, il rischio di una scomparsa dell’attuale società appare sempre più reale. Ciò significherebbe dover ripartire dalle categorie provinciali o regionali attraverso una nuova realtà calcistica, affrontando un percorso lungo, difficile e pieno di incognite per tornare ai livelli raggiunti oggi.

La rabbia e l’amarezza sono profonde. In poco più di un anno, una gestione che aveva alimentato speranze e aspettative ha lasciato il club in una situazione drammatica, costringendo amministratori, tifosi e un’intera città a interrogarsi sul proprio futuro sportivo.
Ora più che mai serve unità, sostegno e senso di responsabilità. Fasano non può permettersi di perdere un patrimonio sportivo costruito nel corso di decenni.

Forza Fasano!

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