Arbitri, le novità in Serie A: var per i corner e bocca coperta

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La Serie A ha scelto: non ci sarà un caso come quello di Almiron al Mondiale

Sui social è diventato un tormentone, anche techno (scrollare per credere): “After review, number ten, Paraguay, covered his mouth, decision is red card” urlava l’arbitro Ivan Barton al 48’ di Turchia-Paraguay cacciando dal campo Miguel Almiron che si era coperto la bocca nel proferire chissà cosa verso Muldur. È stato – secondo norme Ifab – il primo rosso della storia del calcio per copertura labiale e magari – al Mondiale o in altri campionati europei – si vedrà ancora. Ma in Italia no. In Serie A no. Così è stato deciso. 

Né rosso né giallo

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 La “mano alla Cassano” insomma – quel gesto col quale anni e anni fa, e per primo, Antonio si metteva a parlare per non farsi catturare dalle telecamere – non verrà punita. Attenzione: nè col rosso e né col cartellino giallo, visto che non esiste alcun riferimento in tal senso nella circolare ad hoc. Quindi la Serie A ha deciso che quella frangia di regolamento se la prendano pure gli altri: ma è chiaro che bisognerà lavorare di sensibilizzazione fra tutte le componenti del calcio. E gli arbitri, dal proprio ambìto, lo faranno quando verrà ripristinato anche l’incontro fra fischietti e Serie A, collettivo (riunione saltata lo scorso anno) o squadra per squadra. 

protesta

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Tutta questa premessa racchiude un principio di base: quando l’Ifab (l’unico organo deputato a cambiare, creare o migliorare le leggi e il regolamento del calcio, ndr) avanza cambiamenti, ecco che in alcuni casi (regole) c’è la facoltà o meno da parte di ogni campionato sotto l’ombrello-Uefa di recepire o meno quella variazione o emendamento. La Uefa è d’accordo sulla scelta da giorni e la Serie A non ha voluto essere eccezione: niente rosso per la mano che copre la frase/labiale, ma anche nessun tipo di cartellino rosso per chi abbandona il campo in segno di protesta. Per dire: sei contrario a una decisione arbitrale, per rabbia e istinto prendi ed esci dal terreno di gioco e… beh, resti fuori anche se ci ripensi perché scatta l’espulsione (esempio scatenante: Coppa d’Africa col Senegal che abbandona). Ecco: il rosso per il giocatore “imbestialito” non lo vedremo in Serie A (il giallo resta, come già previsto) e anche qui la fase di sensibilizzazione sarà importante tanto quanto il rispetto reciproco che da tutti è stato definito “non negoziabile” nel giorno della nomina dei designatori (Orsato, Ayroldi e Dondarini), dal dt Domenico Messina in giù. 

Var all’angolo

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Sia chiaro: restano ben fisse le regole inerenti alla rimessa laterale o in gioco da parte del portiere (è di 5” il tempo di tolleranza e sarà calcio d’angolo per l’avversario in caso di superamento del limite); resta il minuto fuori dal campo nel caso in cui un giocatore (portiere escluso) deve ricevere le cure da parte dello staff medico o provoca un’interruzione, il tutto salvo quando il fallo è punito con cartellino giallo o rosso. Oppure la sostituzione veloce, dieci secondi per il cambio da quando i numeri appaiono sulla lavagna del quarto ufficiale. O ancora l’intromissione sana del Var nel momento in cui un secondo giallo viene definito spropositato (quindi per togliere e non per assegnare), in stile Kalulu-Bastoni. Ma soprattutto la regola che verrà applicata anche al campionato italiano è quella del Var sui calci d’angolo. Lì, anche da noi, non si deroga. La Serie A ha deliberato a favore del mantenimento: sarà un silent-check sui corner chiaramente assegnati in modo errato; la condizione è che lo stesso check venga effettuato in maniera veloce, naturalmente evitando la battuta che potrebbe portare a un episodio (rigore, gol) successivo dentro una nuova azione. Insomma, si potrà parlare con la mano davanti alla bocca e fare luce sui calci d’angolo: il resto sta ai protagonisti, evitando frasi sconnesse e furbizie.

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