Difesa a 4 ai Mondiali e a 3 in Serie A: ecco perché

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Sei delle prime sette classificate del nostro campionato hanno difeso con tre uomini, a partire dall’Inter di Chivu campione d’Italia

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Se ai quarti di finale del Mondiale sono arrivate solo squadre con la linea a quattro, la classifica dell’ultima Serie A sembra uno spot della difesa a tre. Sei delle prime sette in classifica giocavano con tre centrali: che fosse 3-5-2 (Inter, Milan), 3-4-2-1 (Napoli, Roma), 3-4-3 (Juve), 3-4-1-2 (ogni tanto l’Atalanta), si è trattato di variazioni, non minime, ma sempre sullo stesso tema. Ci si chiudeva a cinque. Soltanto il Como è sfuggito a questa regola e la tentazione di un’equivalenza tra difesa a quattro e bel gioco è forte. Sarebbe un errore, ma non si può negare che, rispetto allo scenario internazionale top, noi siamo quelli che meno ricorrono alla difesa a quattro. Più difensivi?

Inter

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Non è per forza così. Non è difensivo Gasp, non è difensivo Spalletti, che poi le loro squadre riescano sempre a essere offensive è un’altra storia. Sono pragmatici Conte e Chivu. Allegri ha sicuramente atteggiamenti più ‘protettivi’. Palladino ha elaborato la lezione di Gasp in maniera personale. Qualcosa però quest’anno potrebbe cambiare anche per il girotondo di panchine o per la ricerca di nuove idee. Chivu l’anno scorso ha capito che l’Inter gli sarebbe sfuggita di mano se l’avesse stravolta dopo il ciclo Conte-Inzaghi. Però quest’anno potrebbe cercare altre soluzioni, forse una linea offensiva più ampia. Dipenderà anche dal mercato. Al momento difficile ipotizzare quattro dietro.

A tre

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L’estate porta spesso sogni poi infranti. Allegri doveva giocare a quattro nel Milan, poi, appena cominciato, è stato 3-5-2 con tutti i pro e i contro: difesa più blindata, giocatori fuori ruolo a cominciare da Leao centravanti. I campetti del suo futuro Napoli per ora sono a quattro. Vedremo. Nel Milan è arrivato Amorim il cui sistema di riferimento è il 3-4-2-1, anche se allo United ha fatto ricorso spesso al 4-2-3-1. Anche per lui è tempo di studio e ambientamento. Difficile che Gasp rinunci ai tre dietro e all’uomo su uomo in marcatura, è il suo calcio e nella Roma non può che migliorare dopo la prima stagione.

A quattro

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Fabregas difficilmente rinuncerà alla linea a quattro. Dal mercato si capisce che il Como sta perfezionando il bel giocattolo. Spalletti viene dalla linea a quattro anche se è stato tra i primi a ‘ufficializzare’ quella a tre e mezzo nella sua Roma. In Nazionale ha cercato di variare ma il discorso che ha fatto è chiaro: “Se tutti i club top giocano a tre, mi ritrovo convocati da tre”. Come dargli torto? L’impressione è che la nuova Juve, però, sarà a quattro. Così come l’Atalanta che, avendo scelto Sarri, sa come si schiererà in difesa. Non necessariamente 4-3-3: Sarri ha sempre cercato variazioni dai tempi del Chelsea.

Le altre

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Il nuovo Bologna di Tedesco e la Fiorentina di Grosso sembrano destinate a un campionato con la difesa a quattro. Idem il Sassuolo di Aquilani che ha detto subito di ispirarsi a De Zerbi. Si può prevedere una linea a tre per il Monza che ha ingaggiato Juric. Gattuso ha sempre detto che il ricorso a tre nell’Italia era un’emergenza: quindi anche la Lazio non cambierà dopo Sarri. Runjaic ha sempre schierato a tre l’Udinese e anche Di Francesco, ex 4-3-3, ha virato sui tre negli ultimi anni. Certo, l’Europa, almeno quella che vince o arriva in fondo, è sempre a quattro. Ma più che tattica sembra questione di atteggiamento, corsa, personalità, qualità…

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