Milan e Juve, quanto vale l’Europa League e perché non va snobbata

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I rossoneri e i bianconeri non avranno gli incassi della Champions ma la seconda coppa europea rimane un obiettivo importante

L’unico paragone che “regge” è quello sul numero delle partite: nella prima fase sono otto sia in Champions sia in Europa League. E pure il resto del cammino è analogo, con i playoff per chi arriva dal nono al ventiquattresimo posto. Per il resto la principale coppa europea e la sua sorella “minore” hanno poco altro in comune. Soprattutto dal punto di vista economico. In più partecipare all’Europa League vuol dire giocare di giovedì (non il martedì o il mercoledì come in Champions) ed essere “spremuti” in vista della successiva giornata di campionato. Un dato che fa riflettere e del quale il Milan e la Juventus dovranno tener conto. Non hanno mai partecipato insieme all’Europa League. Ne avrebbero fatto a meno entrambe, ma la realtà è questa e bisogna farci i conti. 

SOLDI

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La Champions è la slot machine dei club italiani. Quando sedeva ancora sulla panchina rossonera, Allegri spiegava in tutte le conferenze l’importanza per il bilancio di chiudere nelle prime quattro; Spalletti più o meno faceva gli stessi discorsi. Qualche esempio per chiarire lo scenario: la qualificazione al maxi girone di Europa League frutta 4,31 milioni di euro contro i 18,6 milioni che vanno a coloro che accedono alla massima competizione europea. Ogni vittoria in Europa League porta 450.000 euro, in Champions 2,1 milioni; il pareggio 150.000 euro contro 700.000 euro. E la qualificazione ai turni successivi? Arrivare dagli ottavi in finale di Europa League garantisce 15,4 milioni più altri 6 in caso di vittoria della coppa. Compresa la prima fase, dunque, 25 milioni (circa) più la cifra proveniente dai risultati e dal “value” ovvero l’insieme del market pool e del ranking storico. Raggiungere dagli ottavi l’ultimo atto della Champions ne fa guadagnare 57 più altri 6,5 in caso di trofeo alzato al cielo. La Champions – compresi la prima fase, i soldi dei risultati e il “value” – garantisce molto più di 100 milioni: il Psg nel 2025-26 ne ha incassati 142. Il parallelo tra i premi delle due coppe, dunque, non regge. Stesso discorso per i ricavi da stadio perché i big match della Champions consentono incassi importanti, le avversarie meno di prestigio dell’Europa League attirano meno pubblico. 

SFORZI

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Dal 2009-10, quando la Coppa Uefa è diventata Europa League, le partecipazioni di squadre italiane dall’inizio del torneo sono state 43 (non contiamo quelle… entrate in corsa a febbraio, dopo l’eliminazione dalla Champions) e i nostri club hanno avuto spesso difficoltà in campionato. O comunque non sono mai riusciti a vincere lo scudetto dividendosi tra gli impegni europei del giovedì e quelli della domenica (o del lunedì) in Serie A. La Roma nel 2009-10 e nel 2016-17 ha chiuso al secondo posto il campionato, idem il Napoli nel 2015-16 e il Milan nel 2020-21. Terzo posto per l’Udinese 2011-12, per il Napoli 2021-22 e per la Roma nella scorsa stagione; quarto per la Lazio 2011-12, la Fiorentina 2013-14 e 2014-15 e per l’Atalanta 2023-24 (che ha vinto l’Europa League). Negli altri 32 casi le nostre formazioni sono arrivate dal quinto posto in poi e dunque fuori dalla zona Champions. Un monito per il Milan e la Juventus: l’Europa League rischia di essere un tranello in ottica scudetto. Per affrontarla senza pagare dazio, bisogna avere una rosa attrezzata e fare turnover. 

pass champions

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Vincere l’Europa League garantisce la qualificazione alla Champions dell’anno successivo oltre alla partecipazione alla finale di Supercoppa europea. Ma quante chance hanno Milan e Juve di arrivare in fondo? Alcune possibili avversarie saranno le sconfitte dei playoff della Champions, mentre sono già certi della partecipazione le inglesi Crystal Palace, Bournemouth e Sunderland, le spagnole Real Sociedad e Celta Vigo, le tedesche Hoffenheim e Bayer Leverkusen, le francesi Marsiglia e Rennes e l’olandese Az Alkmaar. Sulla carta nessun ostacolo insormontabile per le formazioni di Amorim e Spalletti. Sul campo… vedremo.

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