Como: spesi 342 milioni in 3 anni. Suwarso: “Se dovete multarci, multateci”

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Dagli acquisti più cari come Caqueret e Douvikas, ai più moderati come Nico Paz, nel triennio solo Juventus, Milan e Napoli hanno speso di più del Lariani. Il risultato? Il club è passato in 7 anni dalla D alla Champions

In sette anni, il Como è passato dalla Serie D alla Champions League. Un percorso tanto rapido quanto meritato per quanto fatto vedere sul campo, con la squadra che nelle ultime due stagioni di A è stata tra le migliori per la modernità della proposta di gioco offerta, affidata a un tecnico che prima dell’esperienza sul lago non aveva mai allenato. Un percorso che però non sarebbe stato possibile senza il grande investimento sul mercato – e non solo – con il quale la proprietà indonesiana degli Hartono ha supportato il progetto: dal 2024-25, quindi dalla prima stagione nella massima serie del calcio italiano, il Como ha speso 342 milioni di euro per le campagne acquisti, dietro soltanto a top club come Juventus, Milan e Napoli nello stesso arco temporale. Una cifra alla quale aggiungere, oltre al monte ingaggi dei calciatori, gli investimenti per il centro sportivo di Mozzate, acquistato all’asta nel 2021 e sottoposto a lavori costati 5 milioni di euro, e soprattutto per il riammodernamento dello stadio Sinigaglia, con l’obiettivo di renderlo conforme ai paletti Uefa per le partite casalinghe di Champions. Una spesa che, secondo quanto dichiarato dal presidente Mirwan Suwarso poche settimane fa al podcast Business of Sport, si aggirerà intorno ai 64 milioni di euro. 

Quota 110

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Nella stagione del ritorno in Serie A (2024-25), il Como ha investito 110 milioni di euro, un mercato importante che ha messo le basi dell’attuale rosa: gli acquisti più cari sono stati Caqueret (arrivato dal Lione per 15 milioni di euro), Douvikas (14 milioni dal Celta Vigo) e Diao (12 milioni dal Betis), in una sessione che ha regalato a Fabregas titolarissimi a spese contenute come Nico Paz (6 milioni), Kempf (2,5) e Butez (2,1) ma che ha visto anche l’arrivo calciatori che non hanno reso come Dossena (9,5 milioni), Engelhardt (8), Fadera (5) e Belotti (4). L’anno scorso, la spesa è sempre stata a tre zeri e gli investimenti sono stati premiati con il quarto posto in campionato e la qualificazione Champions: 105 i milioni di euro pagati per gli acquisti. L’investimento più grande ha portato sul lago Jesus Rodriguez, arrivato dal Betis per 22,5 milioni di euro più bonus e che ha contribuito alla cavalcata con 2 gol e 9 assist in 31 presenze in A. Praticamente nullo invece il contributo di Kuhn, prelevato dal Celtic per 19 milioni: il tedesco non ha impattato, e in caso di offerte congrue potrebbe addirittura lasciare il club nelle prossime settimane. Discorso diverso per Baturina, che ha dimostrato di valere i 18 milioni pagati alla Dinamo Zagabria. C’è ancora tempo poi per giudicare 12 milioni investiti per il 2007 svedese Lahdo, passati quasi in sordina negli ultimi giorni del mercato invernale. 

record

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Per la sessione in corso, il Como ha già superato la cifra della scorsa stagione: siamo già a 127 milioni, escluso l’eventuale riscatto a fine anno di Yan Couto (2 milioni di prestito più 20 di diritto di riscatto dal Borussia Dortmund) e i 6 milioni di bonus oltre ai 30 di parte fissa investiti per Chalobah dal Chelsea. La spesa più onerosa della storia del club è arrivata proprio un mese e mezzo fa: 60 milioni, oltre ai 6 versati nell’estate 2024 al Real, per avere ancora a disposizione Nico Paz, la stella della squadra. E in tutto ciò… il Fair Play Finanziario? Non fa paura. Parola di presidente: “Non ho bisogno che l’Uefa me ne parli – ha detto Suwarso –. Se dovete multarci, multateci. Fa parte degli ostacoli che dobbiamo superare. È una normale conseguenza del lavoro”.

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