Gli unici rinforzi per Allegri sono arrivati in difesa: presi Badiashile, in prestito con diritto di riscatto dal Chelsea, e Favasuli dal Catanzaro
Chi l’ha detto che il Napoli non ha speso nulla sul mercato? Un po’ tutti. Tra i tifosi, in particolare, serpeggia la voce che il club di Aurelio De Laurentiis non abbia fatto mercato. Gli acquisti dei soli Favasuli e Badiashile inducono a valutare il mercato azzurro come uno dei più poveri dell’ultimo ventennio. Se è vero che la strategia del patron del Napoli è stata, chiaramente, quella di risanare i conti, dall’altro lato bisogna considerare gli esborsi per i riscatti di Hojlund e Alisson Santos. Circa 60 milioni per accaparrarsi ufficialmente il centravanti titolare e l’esterno brasiliano. Ai quali vanno aggiunti i 10 milioni delle due nuove operazioni in entrata. Se non altro, Aurelio De Laurentiis è stato di parola. Alla conferenza di presentazione della nuova maglia del Napoli, quella del Centenario, si era lasciato andare ad una disamina estremamente lucida: “Il Napoli ha 47 giocatori e almeno 25 ne devono uscire prima di cominciare ad acquistare. Se ci sono dei buchi serve acquistare, ma ci sono già più giocatori per ogni ruolo. Poi bisogna parlare con l’allenatore per capire, ognuno ha la sua metodologia, Allegri è aziendalista e con lui andremo molto d’accordo”. Detto fatto. Massimiliano Allegri non ha avuto nulla da eccepire nella rosa del Napoli, anzi. Le dichiarazioni prima della gara con il Como non hanno lasciato spazio ad interpretazioni: “Sono contento della rosa a disposizione. A parte che abbiamo problemi di lista. È inutile andare a mettere giocatori che non migliorano il livello tecnico della squadra che è già alto”. Parole, che saranno suonate come musica alle orecchie di Aurelio De Laurentiis e dell’ad Andrea Chiavelli.
cedere è stata la priorità
—La dirigenza azzurra, infatti, si è trovata a dover smaltire le spese del biennio Conte. Circa 300 milioni per i cartellini dei giocatori richiesti dall’ex allenatore del Napoli che, però, ha regalato a De Laurentiis uno scudetto, una Supercoppa e, di conseguenza, la qualificazione in Champions per due edizioni consecutive. Unica pecca il cammino in Europa: se il Napoli fosse andato più lontano dello sbarramento playoff gli introiti sarebbero stati ancora maggiori. Negli ultimi due anni, il Napoli ha sorriso anche grazie alle cessioni di giocatori come Osimhen e Kvaratskhelia, che hanno lasciato in eredità al patron azzurro un tesoretto di 150 milioni complessivi. Che sarebbero stati 200 se il presidente avesse accettato la corposa offerta, messa sul piatto dal Psg qualche mese prima per il tandem. La missione azzurra di smaltire quanto più possibile, ad ogni livello, ha trovato applicazione anche sul monte ingaggi. A partire dalle spese relative allo staff tecnico, Conte e i suoi collaboratori sono costati al Napoli, più di 20 milioni lordi all’anno. L’avvento di Allegri ha fatto risparmiare al Napoli la metà. L’ingaggio lordo di Max, infatti, corrisponde al netto di Conte. Pertanto, il nuovo staff tecnico azzurro pesa a bilancio complessivamente 10 milioni, considerando tutte le figure. Ma è il dietro le quinte il vero fiore all’occhiello del mercato azzurro. Gli addii, a titolo definitivo o in prestito, della sessione estiva hanno alleggerito il Napoli di circa 25 milioni lordi di ingaggi. Solo Lukaku pesava a bilancio 12 milioni lordi, percependo un netto stagionale di 8,5 milioni. Con la cessione a titolo definitivo di Romelu al Fenerbahce, Manna è riuscito a portare nelle casse del club 6 milioni di basse fissa più 3 di bonus, di cui 2 legati alle prestazioni personali e uno alla vittoria del campionato. Un’operazione niente male, se si considerano i 102 minuti giocati dal centravanti nella scorsa stagione. Dai prestiti di Cajuste e Lindstrom, passando per Ngonge, ma anche le cessioni a titolo definitivo di Cheddira all’Avellino e Hasa al Frosinone: i 25 esuberi del Napoli hanno trovato una nuova casa, almeno per i prossimi sei mesi. Problema solo rimandato sì, ma comunque un toccasana per le finanze azzurre. Certo, nel marasma generale della politica delle cessioni compulsive del club, è stato sacrificato un giocatore come Miguel Gutierrez. A fronte di un’offerta di 30 milioni più 2 di bonus da parte del Bayer Leverkusen, Aurelio ha dato l’ok. L’uscita dello spagnolo ha prodotto una plusvalenza di 18 milioni, da spalmare su tre anni secondo le regole Uefa.
i tifosi non ci stanno
—Quella appena conclusa è, senza dubbio, la sessione di mercato più povera dell’era De Laurentiis. I tifosi azzurri l’hanno seguita, inizialmente con speranza, poi con rassegnazione. Abituati ai mercati stellari del biennio Conte, si sarebbero aspettati qualche colpo a sorpresa, magari anche sul gong. Illusi dai nomi altisonanti circolati nelle ultime settimane, da Gabriel Jesus (accasatosi al Barcellona) a Woltemade (alla Juventus), i napoletani hanno riversato la loro rabbia sui social: “Il peggior mercato degli ultimi cento anni”, “Almeno un paio di calciatori di livello nell’anno del Centenerio…”. Tra i tifosi c’è chi fa ironia: “Perché c’è stato il calciomercato?”, “Decimo posto, Here we go”, “E comunque non si può giudicare un mercato senza acquisti”, “Mercato? Quello del pesce”, “Anche la Lazio ha fatto più mercato di noi”, “Sono io il vostro mercato cit”. Mentre alcuni, i più fiduciosi, provano a trovare una spiegazione: “Ripetiamo insieme, gli altri avevano bisogno di rinforzi più di noi, il Napoli è una grande squadra”, “Povero Allegri che diventerà il capro espiatorio, speriamo non faccia la fine di Ancelotti”, “Il mercato è stato fatto un anno fa per Conte che ha svalutato i giocatori”. Tra cessioni, pochi acquisti e tanta delusione dei tifosi, c’è la soddisfazione di Aurelio De Laurentiis. Nonostante tutto, il sorriso del presidente fa sempre ben sperare.
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