Foggia, Auteri: “Abbiamo pagato a caro prezzo due errori”


Gaetano Auteri, allenatore del Foggia, ha analizzato in sala stampa la sconfitta interna contro l’Audace Cerignola nel derby di Capitanata, partendo dalle difficoltà mostrate nella fase iniziale della gara: “Il nostro approccio è stato buono: loro inizialmente hanno provato a giocare, mettendosi anche in un modo leggermente diverso rispetto al solito, ma è durato quattro o cinque minuti – poi non sono più riusciti a palleggiare, sono sempre entrati nella nostra morsa. Dopo pochi minuti, però, abbiamo commesso un errore in una chiusura difensiva, regalando il primo pallone: nasce un contrasto, un rimpallo favorevole a loro. C’è poi l’episodio di Gallo, che stava recuperando la posizione: se lo si rivede, resta tanto rammarico, perché l’aveva recuperata, si frappone, ma la posizione dell’arbitro gli rallenta la corsa e non gli permette di intervenire sull’ultimo passaggio – si toccano pure, ma l’arbitro non se l’è sentita di interrompere il gioco. Comunque, quella chiusura l’avevamo preparata: dovevamo essere più risoluti. Loro hanno creato veramente poco, quindi il risultato nasce da due errori nostri, più i palloni lunghi di quaranta-cinquanta metri che abbiamo lasciato vivi troppe volte, permettendo loro di accompagnare l’azione o guadagnare falli: su questo dobbiamo migliorare. Detto questo, la squadra ha messo in campo tanti aspetti importanti, ha creato molto – a volte è mancata l’ultima scelta, l’ultimo passaggio. Nel secondo tempo abbiamo attaccato con le due punte centrali in un modo diverso e anche lì abbiamo creato tanto: nei primi venticinque minuti abbiamo messo una grande pressione, in cinque-sei situazioni aggredivamo bene, tenevamo il campo, bastava un piccolo episodio per rimettere la partita in equilibrio. Poi è stato un continuo spezzettamento, con qualche prestazione individuale sotto le nostre possibilità. Il risultato è stato determinato da due errori, ma la squadra, nell’economia della gara, la prestazione l’ha fatta: sono partite poco ripetibili, lo so, e so che dobbiamo migliorare tante cose – stasera, nel secondo tempo, abbiamo anche provato soluzioni mai testate in allenamento. Siamo un divenire, siamo all’anno zero: questo grande pubblico che ci ha sostenuto fino alla fine non deve portarci a spostare gli equilibri, a dover garantire cose che in questo momento non siamo ancora in grado di garantire – non perché siamo scarsi, anzi, questa è una buona squadra che crescerà. Il risultato di stasera non deve frenare questa considerazione: è una partita ripetibile, dove non abbiamo commesso errori gravi a parte quei due, e dove abbiamo anche seminato discreti meriti nell’arco dei novanta minuti, cento contando i recuperi. Evitiamo di commettere errori, cerchiamo di essere più risoluti, e miglioreremo anche sul piano della lucidità e delle situazioni create in area, che sono state tante”.

Sull’episodio arbitrale nel secondo tempo, con alcune interruzioni di gioco che secondo il tecnico hanno spezzato il ritmo della pressione del Foggia: “Dopo venticinque minuti di grande pressione nostra nella ripresa, in cui eravamo sempre lucidi, recuperavamo palla e riuscivamo a entrare in area, l’arbitro ha preso alcune decisioni un po’ cervellotiche – fermare il gioco per far entrare i fisioterapisti per crampi che sembravano simulati, quel genere di cose – forse non riusciva a tenere il ritmo della partita. Non è questo il motivo per cui abbiamo perso, ma è stato un peccato, perché stavamo continuando a essere martellanti e incisivi, e vedersi interrompere per certi episodi lascia interdetti, oltre a far perdere tempo. Ma questa è la Serie C, dobbiamo imparare anche questo: il motivo della sconfitta resta comunque quello che ho già indicato”.

Sul possesso palla giudicato positivo ma sterile ai fini del risultato, con il Cerignola capace di sfruttare al massimo le proprie occasioni: “Ce ne capiteranno altre di partite così, in cui l’avversario si chiude nella densità, si schiaccia negli ultimi venticinque metri con un 5-3-2 o un 5-4-1: sono gare in cui dal punto di vista tattico dobbiamo essere più bravi a destabilizzare gli altri. A volte l’abbiamo fatto, a volte abbiamo sbagliato le scelte – abbiamo appena cominciato. Faccio un esempio: la posizione di Panico in quelle situazioni è determinante, perché deve giocare alle spalle della punta centrale, con questi movimenti a elastico che possono creare la combinazione veloce per inserirsi negli spazi. A volte abbiamo sbagliato gli smarcamenti, altre volte i posizionamenti, sia nel primo che nel secondo tempo: è normale, sia perché siamo in Serie C e si sbaglia anche ai livelli più alti, sia perché abbiamo iniziato da poco e impareremo a destabilizzare avversari di questo tipo, così come dovremo imparare a gestire chi, a un certo punto, rinuncia a giocare e cerca solo di allontanare il pallone e accorciare sulle seconde palle: quei palloni lunghi verso i difensori o verso qualunque attaccante non devono più restare vivi, perché lasciarli vivi permette all’avversario di prendere campo. Dobbiamo essere più bravi, più esperti, più risoluti su questi dettagli, e ce ne occuperemo”.

Sull’inserimento delle due punte centrali insieme nella ripresa: “Nel secondo tempo abbiamo provato la doppia punta centrale: anche Ravasio, arrivato da poco e non ancora al cento per cento, era alla prima volta in campo insieme a Luciani, e tutto sommato hanno fatto bene, con grande presenza in area, cambiando anche il modo di attaccare. Questa partita l’abbiamo persa per due errori che non dovevamo commettere, ma in mezzo ci abbiamo messo anche tanti meriti che miglioreremo. Mi dispiace per il pubblico, ma vorrei che non ci abbandonasse: se qualcuno ora ha già dei giudizi negativi e vuole allontanarsi, noi lo faremo tornare allo stadio, perché la linea l’abbiamo tracciata. Adesso dobbiamo lavorare sui dettagli, e non sempre andrà così come nelle ultime due gare: abbiamo creato situazioni al limite dell’incredibile, la palla che ballava quattro-cinque volte in area, grandi mischie, due-tre parate importanti. A volte basta un piccolo dettaglio in più per crederci ancora di più, ma la squadra ci ha creduto fino alla fine”.

Sulla scelta tattica del finale, con quattro attaccanti in campo e Bigonzoni schierato come esterno sinistro di una difesa a tre: “Bigonzoni è un giocatore che, se gioca a tre, diventa un quinto importante: non è eccellente sul piano difensivo e fa fatica a migliorare in questo, ma saremo perseveranti con lui come con altri. Smeraldi ha chiesto il cambio per un piccolo affaticamento muscolare, ma anche lì è più un fatto emotivo che fisico: si allena con noi dal 25 luglio ed è uno dei giocatori messi meglio fisicamente, ma certi crampi nascono anche dall’emotività, specialmente per un 2007 come lui. In quel momento della partita, il Cerignola non ha praticamente più provato a costruire con un minimo di logica o pericolosità per tutto il secondo tempo: era una scelta ponderata da parte nostra, visto che ci creavano davvero pochi problemi. Erano usciti una sola volta, sulla punizione dal limite poi trasformata, ma erano circondati, avevamo raddoppiato e triplicato la marcatura: l’arbitro ha scelto di fischiare un fallo lì, mentre invece non ha fermato l’azione, chiaramente irregolare, in cui si è frapposto sulla corsa di Gallo senza che lui riuscisse a intervenire”.

Sulla lettura difensiva della fascia sinistra, apparsa in difficoltà anche nella gara precedente con la Salernitana, e sull’impressione di una certa inferiorità numerica a centrocampo nel primo tempo: “Qualche prestazione individuale è stata un po’ sotto tono, può stare. Loro hanno sempre giocato con un 3-4-3, scegliendo di portare braccetto ed esterno proprio su quel lato sinistro: ma francamente, se non gli davamo noi il pallone, non ci hanno mai creato problemi. Solo nei primi tre-quattro minuti costruivano in un certo modo, poi lo abbiamo capito – il calcio è fatto di piccole variazioni rispetto a quanto preparato. Da lì in poi non hanno mai creato reali pericoli: tenevano qualche pallone solo su nostri errori, come nel primo tempo con Smeraldi, quando abbiamo regalato una transizione perdendo palla sui piedi – ma poi ci siamo ricompattati e non è successo nulla. Oppure sfruttavano quei palloni lunghi di trenta-cinquanta metri che quasi sempre lasciavamo vivi, invece di sovrastarli fisicamente: con poco, così, riuscivano a ottenere tanto. Sono queste le cose da migliorare, impareremo a destabilizzare anche avversari di questo tipo, perché siamo nati da poco. Sono dispiaciuto, certo che lo sono: alcune prestazioni sono state sotto tono, non saprei spiegarne bene il motivo – forse la presenza di un pubblico così importante, qualcuno che deve ancora abituarsi a certi palcoscenici e alle responsabilità che comportano, puntando sul concreto invece che sulle giocate a effetto. In alcune cose abbiamo sbagliato, ma nel mezzo della gara abbiamo messo anche tanta positività: abbiamo riaggredito, siamo stati corti, e semplicemente non siamo stati bravi né risoluti nelle tante situazioni che siamo riusciti a creare. Miglioreremo”.

Auteri commenta la prova di Coulibaly, entrato nella ripresa e apparso subito rassicurante nella gestione del possesso: “La qualità migliore di Coulibaly non è distribuire il gioco, ma l’impatto fisico. Gallo e Haoudi hanno fatto fatica a cambiare passo nel primo tempo e ad andare ad aggredire, come se giocassimo timorosi – non che loro abbiano dimostrato chissà quale qualità nel palleggio. Avrei voluto un atteggiamento più aggressivo fin da subito, cosa che poi abbiamo fatto: non mi so spiegare il motivo di questa timidezza iniziale, perché ci alleniamo per giocare un certo tipo di calcio. A un certo punto abbiamo iniziato a farlo proprio con Coulibaly, che ha quella caratteristica come qualità principale, e siamo cresciuti. Al di là delle piccole valutazioni, può capitare qualche prestazione sotto tono, ma non è mancato l’impegno, il senso di appartenenza, il sacrificio o la determinazione: vi garantisco che negli spogliatoi i ragazzi sono rimasti davvero male. Ma si va avanti, si reagisce, il campionato è lunghissimo: gli obiettivi non si cambiano in corsa, sarà il campo semmai a farci capire se vanno rivisti, ma sono sicuro che sul campo acquisiremo tanti meriti. Non stiamo cercando il pelo nell’uovo, sono cose importanti quelle sollevate stasera e le sottolineo anch’io: non ci andrà sempre così male, non è normale costruire sette-otto occasioni importanti, sfiorare il gol e regalare la partita. A volte il calcio è strano: analizziamo gli errori e cerchiamo di valorizzare anche le cose buone fatte, senza spostare gli obiettivi di campionato – anche se questo pubblico meriterebbe la Serie C, se non la Serie A. Ci arriveremo piano piano: non è tutto nero stasera, così come non sarebbe stato tutto rosa e passione se avessimo vinto 3-2 in rimonta, perché poteva capitare anche quello, a volte sono piccoli dettagli. L’unica cosa certa è che i punti persi non tornano più. Ma questo è un buon gruppo, e faremo meglio in futuro migliorando le cose che ho detto: evitando gli errori e cercando di essere più lucidi e risoluti nelle situazioni importanti”.

Fonte:TuttoC.com

Share post:









Popular

Ti potrebbe interessare
Related