COMUNICATO STAMPA: IL CORATO CALCIO DICE BASTA

GIOVEDÌ LA SQUADRA NON SCENDERÀ IN CAMPO

«Non sappiamo dove giocare e neppure dove allenarci. Gli atti del Comune raccontano una
realtà diversa dalle dichiarazioni pubbliche dell’Amministrazione»
La U.S.D. Corato Calcio 1946 comunica che giovedì la Prima Squadra non scenderà in campo per la prevista
gara di Coppa Italia.
È una decisione grave, sofferta e dolorosa, ma inevitabile di fronte ad una situazione che ha ormai superato
ogni limite di tollerabilità.
A poche ore dalla gara, il Corato Calcio non ha certezza di dove poter giocare le proprie partite e non sa
neppure dove potersi allenare regolarmente.
Non sono queste le condizioni nelle quali può essere gestita una società sportiva.
Il Presidente Francesco Colabella ha investito ingenti risorse economiche e personali nel progetto Corato
Calcio. Ha costruito una squadra, assunto impegni nei confronti di calciatori, tecnici, collaboratori e fornitori e
sostenuto costi importanti con un solo obiettivo: restituire dignità, entusiasmo e prospettiva al calcio coratino.
A questo enorme sforzo, però, non è corrisposto un adeguato sostegno dell’Amministrazione comunale.
Al contrario, la Società deve oggi prendere atto di quello che considera un sostanziale e persistente
disinteresse dell’Amministrazione nei confronti delle sorti del Corato Calcio.
E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: una squadra della città che non sa dove giocare e non sa neppure
dove allenarsi.

LE DICHIARAZIONI DELL’ASSESSORE E GLI ATTI DEL COMUNE
A rendere la situazione ancora più grave sono state le dichiarazioni pubbliche dell’Assessore Giuseppe
Sciscioli, che hanno offerto alla città una ricostruzione che, in alcuni passaggi fondamentali, non coincide con
quanto emerge dagli stessi atti ufficiali dell’Amministrazione comunale.
Il Corato Calcio non intende rispondere alle parole con altre parole. Risponde con le date e con gli atti del
Comune.
È stato fatto riferimento alla necessità per la Società di regolarizzare una posizione debitoria.
Il Corato Calcio aveva però richiesto la dilazione già il 31 agosto; il 3 settembre aveva formalmente accettato
il piano predisposto dagli uffici e il 4 settembre, con determinazione dirigenziale n. 1027, il Comune aveva
formalmente approvato la rateizzazione.
La stessa determinazione stabiliva che, con l’adozione del provvedimento, lo stadio comunale poteva essere
utilizzato dalla Società e precisava che, in assenza dell’autorizzazione necessaria per la presenza degli
spettatori, la struttura poteva essere utilizzata senza pubblico.
Pertanto, quando il 6 settembre sono state rese le dichiarazioni pubbliche, la posizione economica era già
stata oggetto di un piano di rateizzazione formalmente approvato dal Comune.

IL PROBLEMA DELLO STADIO NON È STATO CREATO DAL CORATO CALCIO
C’è poi un’altra verità, ancora più importante, che emerge direttamente dagli atti.
Proprio il 4 settembre, il Comune adottava l’ordinanza dirigenziale n. 175.
Da quell’atto risulta che il Comune aveva precedentemente affidato ad ASIPU S.r.l. la custodia, la gestione
amministrativa e la pulizia dell’impianto.
Nei giorni immediatamente precedenti la gara erano insorte gravissime problematiche relative all’occupazione
di alcuni locali e all’esercizio delle funzioni di custodia e gestione.
Vicende completamente estranee al Corato Calcio.

COMUNICATO STAMPA • U.S.D. CORATO CALCIO 1946
Ed è lo stesso Comune, non il Corato Calcio, ad affermare nella propria ordinanza che quanto accaduto
aveva determinato «l’effettiva interruzione dell’esercizio delle funzioni di custodia, gestione e pulizia
dell’impianto», provocando un «concreto pregiudizio» alla programmata ripresa delle attività sportive.
L’ordinanza indica espressamente la partita della Prima Squadra del Corato Calcio prevista per il 6 settembre
alle ore 17.00.
Sempre il 4 settembre, ASIPU comunicava inoltre di essere costretta a sospendere le attività di presidio e
gestione del campo, non potendo il proprio personale operare in condizioni di sicurezza.
Questi non sono giudizi della Società. Sono atti ufficiali del Comune di Corato.
IL CORATO NON HA «PREFERITO» ANDARE VIA DA CORATO
Per queste ragioni contestiamo con fermezza qualsiasi rappresentazione secondo la quale il Corato Calcio
avrebbe semplicemente «preferito» giocare altrove per poter avere il pubblico.
Il problema del pubblico era una questione. La concreta disponibilità e gestione dello stadio era un’altra.
E gli atti dell’Amministrazione dimostrano che, a due giorni dalla gara, esisteva una gravissima criticità nella
gestione e nel presidio dell’impianto, derivante da circostanze estranee alla Società, che lo stesso Comune
indicava come pregiudizievoli proprio per la partita del Corato.
Il Corato Calcio, quindi, non ha creato il problema dello stadio: lo sta subendo.
Non è accettabile che problematiche sorte nella gestione di un impianto comunale possano essere
rappresentate pubblicamente in maniera tale da far apparire la Società responsabile della scelta di giocare
altrove.
LA «GESTIONE GRATUITA» DEL CAMPO
Anche l’affermazione secondo la quale al Corato Calcio sarebbe stata concessa gratuitamente la «gestione
del campo» necessita di essere chiarita.
Gli atti esaminati dicono che custodia, gestione amministrativa e pulizia dell’impianto erano state affidate dal
Comune ad ASIPU S.r.l.
Al Corato Calcio la determina n. 1027 riconosce invece l’utilizzo dell’impianto.
Gestire un impianto e utilizzarlo sono due cose profondamente diverse.
Anche su questo sarebbe stato opportuno fornire alla città una rappresentazione precisa.
OGGI NON SAPPIAMO NEPPURE DOVE ALLENARCI
Ma la situazione ha ormai superato la vicenda della singola partita.
Il Corato Calcio non dispone oggi neppure della certezza di un campo sul quale la Prima Squadra possa
allenarsi regolarmente.
Una società non può vivere alla giornata.
Non può tesserare calciatori, costruire una rosa, assumere un allenatore e uno staff, sostenere costi e
programmare un’intera stagione per poi chiedersi quotidianamente dove potrà allenarsi e dove potrà giocare
la partita successiva.
Il Presidente Colabella ha fatto la propria parte. La Società ha fatto la propria parte. La squadra e lo staff
stanno facendo la propria parte.
È l’Amministrazione comunale che, secondo la Società, non ha fatto la sua.
UN’AMMINISTRAZIONE CHE HA CONTRIBUITO ALLA DISFATTA DEL CALCIO CORATINO
Il Corato Calcio deve quindi denunciare pubblicamente quello che considera il totale disinteresse
dell’Amministrazione comunale rispetto alle esigenze elementari della principale realtà calcistica cittadina.
Non chiedevamo privilegi. Chiedevamo una soluzione. Chiedevamo chiarezza. Chiedevamo di poter
programmare. Chiedevamo semplicemente un posto dove allenarci e un campo dove giocare.
Non aver fornito risposte e soluzioni concrete ha, a giudizio della Società, contribuito in maniera determinante
alla situazione drammatica nella quale oggi versa il calcio coratino.
E se un progetto nel quale sono state investite ingenti risorse economiche rischia oggi di interrompersi,
l’Amministrazione non può limitarsi a raccontare alla città che il Corato avrebbe «preferito» giocare da un’altra
parte.
Le responsabilità politiche di quanto sta accadendo devono essere assunte.
«ERA QUESTO CHE SI VOLEVA PER IL CORATO CALCIO?»
A questo punto non possiamo neppure ignorare le diverse dichiarazioni rese alla stampa dal Sindaco Corrado
De Benedittis sul Corato Calcio.
Quelle dichiarazioni, rilette oggi alla luce di ciò che è accaduto, assumono inevitabilmente un significato
ancora più pesante.
Il Presidente Colabella ha investito. La squadra è stata costruita. Gli impegni economici sono stati assunti. E
oggi quella stessa squadra non sa dove giocare e non sa dove allenarsi.
Viene allora spontaneo domandarsi, alla luce delle dichiarazioni rese alla stampa dal Sindaco De Benedittis:
era proprio questo il risultato che si voleva per il Corato Calcio? Portarlo nelle condizioni materiali di non poter
più continuare?
Se così non è, il Sindaco e l’Amministrazione hanno la possibilità di dimostrarlo immediatamente.
Non con altri comunicati. Non con altre dichiarazioni. Ma con i fatti.
Dicano al Corato Calcio dove può allenarsi. Dicano al Corato Calcio dove può disputare le proprie partite
casalinghe. Dicano quale soluzione concreta e stabile intendano mettere a disposizione di una società che
rappresenta sportivamente questa città.
GIOVEDÌ NON SCENDEREMO IN CAMPO. IL PRESIDENTE È PRONTO A RITIRARE LA
SQUADRA DAL CAMPIONATO

Di fronte a questa situazione il Presidente Francesco Colabella ritiene che sia stato superato ogni limite.
Per questa ragione, giovedì il Corato Calcio non scenderà in campo per la gara di Coppa Italia.
E, in assenza di un immediato e radicale cambio di atteggiamento dell’Amministrazione e di una soluzione
certa per campo di gara e allenamenti, il Presidente ha manifestato la volontà di procedere al ritiro del Corato
Calcio dal campionato.
È una decisione dolorosissima, soprattutto dopo gli ingenti investimenti sostenuti.
Ma non si può chiedere ad un Presidente di continuare a investire denaro, tempo e passione in una squadra
che non sa dove giocare e non sa neppure dove allenarsi.
Se il Corato Calcio sarà costretto a fermarsi, ciascuno dovrà assumersi davanti ai cittadini e ai tifosi la
responsabilità politica delle proprie scelte, delle proprie dichiarazioni e delle proprie omissioni.
Il Presidente Colabella non ha abbandonato il Corato Calcio. Ha investito nel Corato Calcio. Ha provato a
costruire il Corato Calcio.
Ma una società calcistica non può essere lasciata sola.
Ed è questa la conclusione più amara di tutta la vicenda:
IL CORATO CALCIO NON STA SCEGLIENDO DI FERMARSI.
È STATO PROGRESSIVAMENTE MESSO NELLE CONDIZIONI DI NON POTER CONTINUARE.
U.S.D. CORATO CALCIO 1946
Corato, 8 settembre 2026

Fonte: Facebook official page

Share post:









Popular

Ti potrebbe interessare
Related

Picerno, tre su tre: mai così bene in avvio dalla Serie D 2018/19

Tre partite, tre vittorie. Per il Picerno non era...

Casarano Calcio – Matteo Obleac convocato nella Nazionale Under 21 della Moldova

La Federazione Calcistica della Moldova con un messaggio indirizzato...

SS Taranto, Francesco Montervino è il nuovo direttore sportivo

La SS Taranto dà il bentornato a Francesco Montervino...