Spalletti ha voluto la conferma dell’argentino, rientrato dall’Atletico: guida lui contro il Sassuolo e col club parla già di futuro
La Juventus aveva salutato Gonzalez senza tanti rimpianti e adesso ha ritrovato Nico, quello originale e protagonista nell’Argentina vice campione del mondo di Leo Messi. Torino-Madrid-Torino in meno di dodici mesi. Un po’ l’Erasmus positivo nell’Atletico di Diego Simeone e un po’ la marcatura a uomo, stile Fabio Cannavaro 2006, con cui Luciano Spalletti ha trattenuto l’ex viola alla Continassa dopo il Mondiale americano. Nico è uscito dalla porta secondaria, spedito in Spagna a fine agosto 2025 come un pacco di Amazon, e nel giro di un anno è rientrato in bianconero da quella principale. L’ala-jolly di Belen de Escobar ha lasciato una Signora e ne ha ritrovata una completamente diversa, molto più che ritoccata. A Torino è cambiato tutto, ora anche il ruolo dell’argentino: da colpo flop dell’era Giuntoli a uomo della provvidenza della nuova Juventus di Spalletti, che da buon artigiano della panchina sta rivalutando 134 milioni di investimenti bocciati troppo frettolosamente un anno fa dall’ex ad Damien Comolli. La Juventus ridotta ai minimi termini dagli interventi chirurgici (Yildiz, Thuram, Locatelli), dagli infortunati (Ekhator, Boga, Cabal) e dagli acciaccati (McKennie e Cambiaso, Sarr potrebbe andare in panchina a Reggio Emilia) domani si aggrappa agli ex esuberi. Douglas Luiz (50 milioni), Teun Koopmeiners (51) e soprattutto Nico (33), arma tattica e trascinatore caratteriale per battere l’emergenza e il Sassuolo. Una missione tutt’altro che impossibile per il vero Nico Gonzalez. Il 28enne argentino ai tempi della Fiorentina era una sentenza contro gli emiliani: 4 reti negli ultimi 4 incroci.
prove di rinnovo
—Un po’ trequartista, un po’ ala e un po’ mezzala di sostanza e corsa. A Reggio Emilia come contro il Milan, Nico dovrebbe agire prevalentemente a supporto di Kolo Muani, col gigante Nick Woltemade pronto a entrare a gara in corso. Vestiti diversi, ma stesso spirito. Affamato, determinato, decisivo. Un altro giocatore rispetto a quello conosciuto nella sua prima vita in bianconero. Di uguale c’è soltanto l’abitazione: l’argentino è tornato a vivere nella villa sulle colline torinesi, un tempo residenza reale del Cristiano Ronaldo juventino. Per il resto nuovo numero di maglia – il 31 al posto dell’11 – e nuovi numeri: più occasioni create (media di una a gara; 0,7 nel 2024-25), dribbling riusciti (1,50 contro 0,65) e tiri nello specchio: 1,50 contro 0,8 (dati Opta). Per tutti questi motivi, dalla separazione si è passati a ragionare su un possibile prolungamento. Non c’è ancora una trattativa, ma le valutazioni sono iniziate: il contratto scade nel 2029.
il retroscena
—Spalletti nei mesi scorsi ha corteggiato l’ex Fiorentina come una signora: non è un mistero che Nico volesse tornare a Madrid, dove nel 2025-26 è rinato e si è messo alle spalle le critiche ricevute all’Allianz Stadium con Thiago Motta e Igor Tudor l’anno prima. “O porti un’offerta che rispecchi il tuo valore, che è alto, oppure noi non ti regaliamo”. Spalletti è stato schietto con l’argentino e poi ha incrociato le dita fino al primo settembre, confidando in nessuna cattiva sorpresa nelle ultime ore di trattative. Nico ha giocato d’anticipo: gol al Parma il 29 agosto, pace con i tifosi e valigie rimesse in soffitta. Un vero e proprio colpo per la Juventus e per Spalletti, che a giugno aveva discusso a lungo con l’ex ad Comolli anche per Nico. Luciano voleva la conferma dell’argentino e di Douglas, il manager francese puntava a cederli senza farli passare dalla Continassa. Il nuovo ad Giovanni Carnevali ha accontentato il tecnico. E domani spera che Nico ripaghi la fiducia e restituisca i 4 gol con cui l’ha fatto soffrire ai tempi del Sassuolo.
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