Milan, centrocampo a due e squadra spezzata: così Modric va fuori giri

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Il cambio e le parole di Amorim dopo il pari con la Lazio hanno un po’ scosso l’ex Pallone d’oro

Come cambia la vita in pochi mesi. Luka Modric aveva stupito tutti la scorsa stagione, quando a dispetto dei 40 anni si era imposto subito al Milan, diventando una pedina imprescindibile nella squadra di Massimiliano Allegri. La classe non ha età, si diceva. E il croato ne era la prova vivente, perché nel 3-5-2, protetto e supportato da due mezzali, riusciva a schermare gli avversari e disegnare calcio con il pallone tra i piedi. Il crollo del Diavolo nel finale di stagione coincise – non a caso – anche con qualche problema fisico e un inevitabile calo di condizione di Modric. Se il Milan di Max seguiva le note suonate da Luka, quello di Amorim pare invece avere uno spartito tutto suo, in cui l’ex Pallone d’oro fatica a tenere il ritmo. Tanto che il tecnico portoghese, nell’intervallo dell’ultima partita con la Lazio, è arrivato alla conclusione che il suo Milan avrebbe potuto raddrizzare una gara nata storta solo togliendo l’ex Real Madrid. “Se trasformiamo la gara in continui capovolgimenti di fronte e corse all’impazzata, non è il tipo di partita per Luka – ha spiegato nel dopogara dell’Olimpico Amorim -. In più penso che Modric si abbassasse troppo vicino ai centrali di difesa”. Parole che, è facile immaginare, hanno un po’ scosso il campione croato, poco abituato alla critica dei propri allenatori.

tattica

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Facile arrivare a sentenze affrettate. Modric qualche giorno fa ha compiuto 41 anni e il dubbio che ogni stagione in più pesi come un macigno è legittimo. Luka non può correre come dieci anni fa, ovviamente. Il sospetto, però, è che sia il vestito tattico di Amorim a non andargli del tutto a misura. Innanzitutto, il centrocampo a quattro obbliga i due mediani a coprire molto più campo. In orizzontale e, con la volontà dichiarata di pressare in avanti, pure in verticale. Tanti chilometri in più che finiscono per mettere in difficoltà il croato. Contro la Lazio, un’istantanea fotografa il tutto: siamo al 28’, Modric arranca correndo all’indietro su di una ripartenza biancoceleste e riesce a toccare il pallone, ma probabilmente per la poco lucidità finisce per lanciare in porta Frattesi, che per poco non beffa Maignan. Un auto-assist non da lui.

CHE FARE

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Modric deve stare in panchina? La domanda circola da sabato nelle chat dei tifosi del Milan, ma la risposta l’ha data lo stesso Amorim dopo il pari con la Lazio. “Possiamo giocare con Luka e lo abbiamo dimostrato nelle altre partite, ma per farlo dobbiamo trasformare la gara in un dominio di possesso e controllo. Se la trasformiamo in una gara di corsa, per lui diventa impossibile”. Insomma, Modric resta una risorsa, a seconda della partita che il Milan può o intende giocare. Nel frattempo, la sensazione che si possa difficilmente rinunciare al dinamismo di Musah, al contrario rilanciato alla grande dal nuovo corso del portoghese, resta forte. Così come non va dimenticato Jashari, pagato un capitale un anno fa e voglioso di riscatto dopo un’annata complicata. Insomma, rispetto al passato Luka sarà gestito. E non è solo una questione di energie.

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