Il rientro di McKennie e Cambiaso offrono novità tattiche ai bianconeri. Idea due punte: il tedesco con Kolo
Cambiare molto per non cambiare niente: la trappola che Luciano Spalletti deve evitare è un po’ “gattopardesca” ora che arriva l’Europa e con l’Europa il tempo delle partite senza soluzione di continuità. Cambiare molto è condizione, l’unica, in campo perché oltre il Nec – domani sera all’Allianz Stadium – c’è uno spazio limitato per preparare il delicatissimo incrocio di domenica pomeriggio – sempre allo Stadium – con l’Atalanta dell’ex Sarri alla luce del rovescio di Reggio Emilia: il problema, ingombrante, è che sempre di otto assenti bisogna parlare nonostante l’infermeria dia qualche segnale incoraggiante. Spalletti recupera due dei suoi fedelissimi – McKennie e Cambiaso -, ma non può contare su Zhegrova, fuori dalla lista Uefa, e Kelly, che deve scontare il rosso della passata stagione contro il Galatasaray: gli altri sei out, Yildiz, Thuram, Locatelli, Ekhator, Cabal e Boga, raccontano storie di recuperi lunghi o lunghissimi.
Sarri nella testa
—E, allora? L’ex ct azzurro è chiamato a dare una sterzata nella formazione muovendosi dentro un sentiero stretto: il “peso” dell’Europa League è doppio, da una parte c’è la chiara volontà della società di arrivare fino in fondo, dall’altra c’è un campionato che non ammette più passi falsi per non sgonfiarsi sul nascere. Ma, come detto, dar vita ad una piccola, profonda rivoluzione è cosa logica e giusta dopo le ferite delle ultime ore. L’atteso recupero di McKennie e Cambiaso vale, almeno in partenza, più per il secondo che per l’americano: l’azzurro si è messo alle spalle un problema non muscolare, da qui la più rapida discesa sotto i riflettori. Cambiaso potrebbe prendere il posto di Celik o spostare l’ex giallorosso a metà campo, da esterno a destra: in quest’ultimo caso, l’ipotesi di un cambio di modulo con il ritorno alla difesa a tre prenderebbe corpo. Il polacco Grabara insidia Vicario perché per Spalletti “…la Juventus ha due numeri uno…”: in coppa l’avvicendamento, soprattutto nella prima fase, è più di un’idea. Gatti insidia Bremer per due motivi: il difensore che sa fare l’attaccante d’emergenza si porta dietro l’adrenalina del gol contro il Milan sui titoli di coda, il capitano brasiliano l’immagine di gambe molli e testa distratta dentro il ko a casa Sassuolo, soprattutto nella giostra finale.
La ferita di Reggio Emilia
—Da metà del terreno da gioco in sù è un bel rompicapo. Douglas Luiz, in Emilia, ha terminato la sua fatica camminando: mai aveva vissuto un tour de force così intenso negli ultimi tempi. Ma Douglas Luiz non può rifiatare, non ora: accanto al brasiliano ci sarà l’energia di Sarr, qualche scatto a Reggio Emilia, pronto a dare il suo contributo in Europa con McKennie in attesa dalla panchina e con l’aura di chi cambia le cose. Là davanti, si sono persi gli esterni: Boga, come detto, è fermo ai box, Zhegrova può fare solo lo spettatore così Nico Gonzalez e Conceiçao sono destinati alla staffetta con vista Atalanta. Il tema attaccante rimane quello dominante perché Spalletti non vuole scendere dal carro di Kolo Muani, ma, fino adesso, il carro continua a sbagliare strada: da qui, la probabile scelta di responsabilizzare Woltemade, pronto al debutto dal via, ma, allo stesso tempo, la volontà di non dare l’impressine di aver cambiato idea mettendo Kolo Muani in disparte. Tradotto: con l’obbligo di non pestarsi i piedi, contro il Nec potrebbe prendere forma l’inedita coppia di punte o seconde punte con il gigante tedesco più centrale e l’attaccante francese più periferico. La sensazione è che l’ostacolo olandese non sia di quelli insormontabili (eufemismo), ma possa rappresentare una sorta di gara provino con sfide più probanti all’orizzonte. D’altronde, calendario alla mano, lo spazio per gli esperimenti non c’è: il campionato si fermerà dopo la tappa del prossimo fine settimana, ma la palla passerà alle nazionali e, al rientro, per i bianconeri, e non solo, è previsto un impegno ogni tre giorni fino a fine novembre. Reggio Emilia impone una svolta, a Spalletti il compito di muoversi tra infortunati, squalifiche, rientri.
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