Ad agosto dell’anno scorso, con Chukwueze in partenza, il nome del nazionale belga era finito sul taccuino rossonero. Poi il Diavolo non affondò il colpo e l’attaccante finì al Benfica per circa 20 milioni
C’è stato un tempo in cui Dodi Lukebakio poteva diventare la nuova freccia del Milan. E, a dirla tutta, non è nemmeno un tempo così lontano. Per tornare a quel momento bisogna riavvolgere il nastro di una stagione: agosto 2025, quando dalle parti di Milanello si trattava – con una certa ostinazione, diciamo così – Adrien Rabiot, nel tentativo di ricomporre la coppia con il suo allenatore di fiducia, Max Allegri. Lukebakio, sia chiaro, al Milan non è mai stato davvero vicino. Però il suo nome era finito sulla lista degli obiettivi e un sondaggio la vecchia dirigenza rossonera l’aveva fatto.
sostituto di chukwueze
—Dopo il mancato arrivo di Conrad Harder, il Milan era alla ricerca di un sostituto di Chukwueze, ormai con la valigia pronta in direzione Fulham. Tra i nomi valutati c’era proprio l’esterno belga, reduce da una stagione da undici gol in Spagna con il Siviglia. Rapido, duttile, mancino e abile al tiro. Caratteristiche che, peraltro, ieri sera Bartesaghi ha avuto modo di conoscere molto da vicino. Forse fin troppo. Alla fine, però, non se ne fece nulla. Lukebakio salutò la Spagna e, ai primi di settembre, firmò per il Benfica: circa venti milioni di euro, contratto quinquennale e clausola rescissoria fissata a 50 milioni. Il Milan, invece, prese un’altra strada.
chi è
—Inquadriamolo. Lukebakio è un attaccante congolese naturalizzato belga, cresciuto nel settore giovanile dell’Anderlecht. Nel corso della sua carriera ha praticamente collezionato ruoli come figurine: centravanti, seconda punta, trequartista, ala sinistra e ala destra, zona di campo in cui si è consacrato. Mancino naturale, ama partire largo e poi accentrarsi, cercando la giocata o il tiro sul secondo palo. Esattamente la dinamica da cui è nato il gol del vantaggio portoghese ieri sera a San Siro. A 28 anni ha già girato mezza Europa, passando per Belgio, Inghilterra, Germania, Spagna e Portogallo. Con la nazionale belga conta 33 presenze e 6 gol. E il suo rapporto con la doppia cifra è tutt’altro che casuale: ci è arrivato tre volte. Dodici gol con l’Hertha Berlino, quattordici con il Fortuna Dusseldorf e undici con il Siviglia. Insomma, il curriculum è quello di un esterno mancino che sa correre, saltare l’uomo, mettere palloni interessanti in area e, soprattutto, vedere la porta. Il Milan l’aveva osservato ma non abbastanza, evidentemente, da portarlo a casa.
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