Roma-Inter, perché i nerazzurri sono l’anti Gasperini

data

L’allenatore della Roma non batte i nerazzurri da 8 anni. Un problema di sistema o di interpreti? 

Giornalista

La kryptonite di Gasperini è nerazzurra e si porta dietro un soprannome storico: biscione. Quando incrocia l’Inter, Gian Piero ne esce sconfitto, amareggiato e un filo nervoso, perché non vince da tempo. L’ultimo successo risale al 2018. Il Gasp allenava la Dea, si giocava a Bergamo e la truppa guidata dal Papu infilò quattro reti a quella di Spalletti. C’erano Icardi, Brozovic, Perisic, Handanovic. Solo un interista fa ancora parte della rosa: Lautaro. Quel giorno restò in panchina per 90’, insieme a Joao Mario e Dalbert. Era un’altra Inter, e forse anche un’altra vita, ma da quel giorno Gasperini non ha più battuto l’Inter.

dentro gli otto anni senza successi

—  

I numeri arrivano prima della tattica e dell’analisi. Negli ultimi 17 confronti, Gasperini ha raccolto cinque pareggi e 12 sconfitte, di cui dieci di fila dal 2022 al 2026. L’anno scorso ha perso 1-0 all’andata e 5-2 al ritorno, nel giorno di Pasqua, snodo fondamentale per lo scudetto nerazzurro. Nelle ultime dieci sfide ha incassato 27 gol. In generale, contando tutta la carriera, ha battuto i nerazzurri cinque volte, tre col Genoa e due con la Dea. Il primo appunto arriva proprio da qui. In quattro di queste cinque sfide, l’Inter non giocava con la difesa a tre. Aveva una linea a quattro e tridente d’attacco. Nel 2014 c’era Mazzarri, nel 2015 e nel 2016 Mancini e Frank De Boer, nel 2018 Spalletti. Solo il primo aveva schierato l’Inter col 3-5-2, lo stesso modulo del Gasp, vittorioso 1-0 con gol di Antonelli. 

le sconfitte 

—  

L’analisi passa da qui. L’allenatore giallorosso ha perso contro Conte, Inzaghi e Chivu. Con Simone incassò addirittura otto reti di fila tra l’ultima di ritorno del 2023-24 e la prima d’andata del 2024-25. Per cinque partite consecutive non ha segnato neanche un gol. In molte di queste sfide i nerazzurri hanno punto nel primo tempo o nei minuti iniziali. Andrea Stramaccioni, ex allenatore dell’Inter e oggi commentatore di Dazn, ce ne aveva parlato in modo dettagliato, aggiungendo anche un particolare: “Gasperini di solito rovescia il vertice d’attacco, un giocatore si occuperà di Zielinski. Soulè, Mora o Pisilli. Di solito soffre nel quadrilatero d’attacco dell’Inter. L’anno scorso, nella gara d’andata, Ndicka doveva inseguire Bonny ed è andato in difficoltà. Gasp l’ha sempre accusato, è accaduto anche con l’Inter di Conte”. Al netto della qualità degli interpreti, è un problema di sistema e di approccio della partita. Gasp fa dell’aggressione il suo punto di forza. I centrali alti, aggressivi, come i mediani, rappresentano la chiave di volta di un gioco voltato all’attacco e allo sviluppo della manovra sulle fasce. Quando viene meno questo principio, di solito va in difficoltà. Da qui le sconfitte con Conte, Inzaghi e Chivu, che l’anno scorso ha segnato sei gol alla Roma in due partite. Merito anche delle palle inattive, fiore all’occhiello della manovra interista. Chissà stavolta cosa si inventerà il Gasp.

[continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]

Altro dalla Gazzetta dello Sport
Related