Ramos riempie il vuoto di CR7 e rallegra Amorim: ora serve il bis al Milan

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I due gol consecutivi in nazionale hanno rimesso Gonçalo al centro della scena. Domenica l’ultimo impegno col Portogallo, poi tornerà a Milanello: il tecnico confida nella svolta

C’è chi fa il vuoto intorno a sé per lesa maestà, e chi in quel vuoto ci si infila. Perché nel calcio i vuoti è meglio se durano il meno possibile: sono fatti per essere riempiti. Gonçalo Ramos ha semplicemente fatto il suo lavoro: nella prima partita senza l’ombra lunga di Ronaldo, in Danimarca, l’ha buttata dentro. E aveva fatto lo stesso qualche giorno prima, andando in buca contro la Norvegia mentre CR7 masticava amaro in panchina, dopo un riscaldamento di mezzora a cui non è seguito nemmeno un minuto di partita. Insomma, mentre si consumava il teatrale strappo tra Cristiano e la nazionale portoghese, la Seleçao aveva un altro attaccante che ripagava le scelte complicate del ct Jorge Jesus. “Ronaldo? Le questioni esterne non influenzano l’importanza della partita – ha poi detto il centravanti rossonero al termine della gara -. Ora la cosa più importante è la prossima e questo basta per il nostro gruppo. Abbiamo tutti molta qualità, il mister ha un’ampia scelta, ma ovviamente sono felice di consolidare la mia posizione all’interno del gruppo”.

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Ora, dire che Ramos ha contribuito a “pensionare” Ronaldo dalla nazionale è senz’altro esagerato. Di certo, però, con i suoi gol ha fornito un’ottima sponda a un allenatore sotto la cui gestione è immaginabile che prima o poi il caso sarebbe deflagrato. Gonçalo tra l’altro è “recidivo”: e la prima volta che rubò la scena a CR7 lo fece alla grande. Mondiale 2022, ottavi di finale contro la Svizzera, Fernando Santos lasciò fuori Cristiano – cosa che in un grande torneo non gli succedeva dal 2008 -, reo di non essersi comportato bene al momento della sostituzione nel match precedente, e buttò nella mischia Ramos. Gonçalo aveva 21 anni, era alla prima da titolare in nazionale e debuttava dall’inizio in una partita mondiale da dentro-fuori. Ce ne sarebbe abbastanza da far tremare le gambe e invece a uscirne maltrattato fu il portiere svizzero: Ramos lo bucò tre volte e servì pure un assist a Guerreiro nell’ambito di un rotondissimo 6-1 che, in parte, lenì l’enorme risonanza mediatica dovuta all’esclusione di CR7. Risonanza che, come in altre occasioni, il diretto interessato non fece nulla per smorzare. Anzi…

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Adesso che Cristiano in nazionale non c’è più, Ramos ovviamente ha davanti a sé più spazio. A partire dalla seconda sfida di Nations contro la Norvegia in programma domenica. Poi Gonçalo sarà libero di tornare a Milanello e qui lo attende l’altra parte di lavoro del quale occuparsi. Con urgenza. Amorim si augura che le note liete in nazionale abbiano ricaricato il suo centravanti, che in rossonero fino a questo momento ha stentato. Un solo gol (e un assist) in 535 minuti sono evidentemente troppo poco al cospetto di un cartellino pagato oltre settanta milioni. Ci sono state (più) partite in cui non è proprio riuscito a tirare in porta, con buona pace del suo generoso moto perpetuo che lo porta a correre ovunque pur di dare una mano e provare a farsi servire dai compagni. “Corre tutta la partita, non si ferma mai, ed è anche una grande persona”, raccontava ieri Pulisic. Manca “solo” buttarla dentro.

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