Il club partenopeo già al lavoro per gennaio, tra i desiderata del tecnico e i colpi che possono essere chiusi
Dentro una frase, a volte può nascondersi un disegno, un messaggio subliminale oppure un’amabile (?) bugia: però poi dato che ormai tutto è memorizzato, e nulla sfugge all’umano e oceanico tribunale del web, s’è capito da un bel po’ che non è il caso di azzardare. Giovanni Manna l’altro giorno ha ribadito ciò che si sapeva da un po’: il Napoli è “vecchio”, avrebbe voluto rinfrescarsi e dunque ringiovanirsi già nella scorsa estate, poi a volte certe cose accadono ed altre no. E dunque, conviene aspettare tempi propizi. Ora che arriverà gennaio, e dopo averne parlato ripetutamente con Allegri e con il diesse, Aurelio De Laurentiis tenterà di riaprire quel mercato brutalmente chiuso nell’estate scorsa, quattro milioni spesi (uno per il prestito di Favasuli che poi verrà riscattato versandone altri otto; e tre per avere Badiashile) d’interventi attuali e comunque un’altra settantina per spese pregresse (Hojlund, Alisson Santos e Lucca). Nell’ultimo triennio il Napoli s’è dato, ha messo mano al protafogli, ha speso circa cinquecento milioni di euro e un po’ di questi soldi non hanno fruttato sogni, forse pure poche speranze: intanto il tempo è volato via ed a giugno ci sarà una dozzina di over 30 in organico. “Cerca giovani bravi” ha detto De Laurentiis a Manna, che a giugno avrebbe voluto Doumbia, oltre a Favasuli, e che adesso insegue comunque un esterno basso che funga da alternativa da Di Lorenzo, eventualmente un difensore centrale – anche se Rafa Marin è stato recuperato e Badiashile è sempre più confortante – e poi un centrocampista e una punta. Il mercato l indirizzano a volte gli eventi, e dunque…
chi esce
—A giugno prossimo, Anguissa sarà in scadenza: difficile rinnovi, quindi se a gennaio viene fuori un estimatore, può darsi che qualcosa succeda. Coulibaly del Monaco ha ventidue anni ma pure costi esagerati: però, sta lì, nella short list. Per l’attacco, dipenderà molto da Lucca, a cui Allegri sta concedendo chances senza essere ricambiato: i 35 milioni spesi sedici mesi fa per averlo dall’Udinese non possono essere bruciati ma il Napoli qualcosa cerca, perché ha bisogno di chi stia alle spalle di Hojlund garantendo autorevolezza. Gennaio non è poi così lontano, a pensarci bene.