Serie A, è pioggia di gol: il calcio si evolve ma paga i suoi eccessi

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La nuova linea arbitrale ha certamente aiutato, con il tempo effettivo che è aumentato di oltre 6 minuti a partite. Nelle prime 8 giornate di campionato le reti sono cresciute del 33%, il tutto all’improvviso

Nelle prime otto giornate il numero dei gol è cresciuto di quasi il 33%, con una media a partita che ha superato i tre gol, contro i 2,28 della stagione scorsa. Diversi altri indicatori, come il numero dei tiri in porta, sono schizzati verso l’alto. Il tutto è avvenuto all’improvviso: pochi mesi fa ci lamentavamo del gol perduto, in paragone con la Premier. Tipico del calcio, le cui leggi interne sono spesso insondabili. Le cause di questo boom sono diverse. Intanto si gioca di più (oltre sei minuti a partita) perché gli arbitri fischiano meno, come da istruzioni ricevute: meno interruzioni e pause, più gioco in velocità, per chi sa e vuole proporlo. Poi ci sono scelte tattiche condivise anche fra le squadre di seconda e terza fascia: nessuno, o quasi, sceglie il gioco di Allegri al Milan nella passata stagione, cioè difesa a cinque statica, tutti dietro la linea della palla, disinteresse verso il possesso palla, pochissimo pressing alto. Non è il modo di giocare del Frosinone, del Torino, dell’ultimo Bologna. C’è poi forse la riscoperta del centravanti d’area puro, da Malen a Raimondo, dopo anni di “falsi nove” e di folle di centrocampisti muscolari.

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