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Dida intervista: “Maignan come me. Amorim ha tutto per fare bene al Milan”

Dida intervista: “Maignan come me. Amorim ha tutto per fare bene al Milan”

L’ex portiere rossonero esalta l’intervento del capitano contro l’Inter: “Mike è sempre attento e concentrato. Questo Diavolo crescerà ancora”

Giornalista

Un riflesso alla… Dida. Mike Maignan sabato sera ha evitato il 2-2 di Spence con un guizzo degno del brasiliano, che con il Cruzeiro, il Milan e la Seleçao ha vinto tutto quello che c’era da vincere. Nelson ha allenato Magic Mike in rossonero e al derby era in tribuna, naturalmente nelle vesti di tifoso milanista. Domani sera contro il Ferencvaros sarà davanti alla tv, sperando in un altro successo, necessario per far ritrovare al Diavolo il suo dna europeo.

Dida, da milanista quanto è felice dopo il derby? 

“Molto perché il Milan ha dimostrato una grandissima concentrazione e una voglia di reagire dopo il risultato negativo con il Bologna. Sono contento anche per il gioco espresso, per la grande collaborazione tra i giocatori e per l’atteggiamento”. 

Cosa le è piaciuto di più della squadra? 

“Abbiamo visto una grandissima determinazione da parte di tutti fin dal fischio d’inizio. I giocatori cercavano il confronto con gli avversari, puntavano l’uomo e dimostravano di credere nella vittoria. È stata una prova di grande personalità e coraggio”. 

La parata di Maignan, quel riflesso incredibile sul 2-1, è stata decisiva per il successo? 

“È stata una parata incredibile, davvero pazzesca. Dimostra che Maignan è sempre attento e concentrato. In quel momento, con il suo intervento, ha aiutato la squadra a mantenere il vantaggio e questo è stato sicuramente molto importante”. 

Si aspettava che Moreira fosse così decisivo alla prima stagione in A e dopo così poche gare? 

“Moreira è un giovane talento in grande crescita. Sta dimostrando incontro dopo incontro sia il suo valore all’interno della squadra sia la fiducia che ha in se stesso. Speriamo che possa continuare a crescere e ad aiutare ancora di più i suoi compagni”. 

È giusto che il Milan punti a vincere lo scudetto? 

“Penso che il Milan debba prima di tutto trovare il proprio ritmo di gioco e acquisire un controllo sempre maggiore delle partite. Abbiamo vinto un derby, ma c’è ancora tanta strada da fare per vincere il campionato. Il mio obiettivo è vedere questa squadra crescere ulteriormente e dimostrare di poter diventare sempre più forte”. 

Da domani intanto sarà necessario migliorare la posizione in Europa. Sottovalutare il Ferencvaros è il rischio più grande? 

“Dare continuità al lavoro che sta facendo l’allenatore è la cosa principale. Contro gli ungheresi non sarà un match facile, ma vincere sarebbe importante per rimanere vicini alle prime posizioni. Il Milan non deve mai sottovalutare nessun avversario: deve scendere in campo con rispetto, affrontare la sfida con la giusta mentalità e fare il proprio gioco”. 

È d’accordo sul fatto che il Milan, per il suo dna e per le sette Champions conquistate, debba puntare ad alzare l’Europa League? 

“Tutte le squadre puntano a vincere, ma è chiaro che il Milan, per la sua storia, ha un tipo di responsabilità diverso: parliamo di una società importante nel panorama calcistico mondiale e, di conseguenza, vincere è fondamentale per il club, per i tifosi e per tutti i suoi sostenitori nel mondo”. 

Cosa è mancato finora contro Benfica e Bournemouth? 

“Indubbiamente le avversarie affrontate sono forti. Il Milan poteva fare meglio, ma la squadra è in crescita e in panchina ha giocatori importanti. Elementi che possono aiutare a mascherare qualche infortunio. Una rosa ampia è un aspetto positivo che potrà rivelarsi utile nel prosieguo della stagione: per arrivare in fondo a tutte le competizioni c’è bisogno dell’apporto di tutti”. 

“Ho avuto la meravigliosa opportunità di essere presente al suo arrivo a Milano e di trascorrere del tempo con lui a Casa Milan e a San Siro. È una persona stupenda, un giovane allenatore che ha già maturato esperienze importanti nel mondo del calcio e che ha una grandissima voglia di vincere. Si sta ancora ambientando nel Milan, ma sta imparando rapidamente tutto ciò che serve per lavorare al meglio in questo ambiente. Credo che possa fare molto bene qui: ha il coraggio e la consapevolezza delle proprie capacità e sa di poter dare tanto a questa squadra”. 

Al suo Milan che ha vinto tutto, Modric avrebbe fatto comodo? 

“Sicuramente sì. Modric è uno spettacolo da vedere: corre ancora tantissimo e ha una voglia incredibile di giocare e vincere. È sicuramente un esempio per i giovani e rappresenta una grande fonte di ispirazione”. 

E a Dida sarebbe piaciuto giocare nel Milan di oggi? 

“È un peccato che il tempo passi per tutti! Vorrei essere sempre in campo perché ho una grandissima passione per il calcio. Questo sport mi ha dato tutto e sono davvero felice di aver avuto questa opportunità nella mia vita. Il Milan per me è una famiglia. Se potessi tornare indietro, sarei ancora in campo con la maglia rossonera”. 

Le è piaciuta l’atmosfera sabato, con i tifosi milanisti che sono stati il dodicesimo uomo in campo? 

“San Siro è qualcosa di magico e vedere lo stadio pieno fa venire i brividi a chiunque. È emozionante vedere la Curva, i tifosi, i padri, le madri e i bambini che sono lì a sostenere il Milan. È una passione difficile da spiegare, ma semplicemente fantastica”. 

Le piace il nuovo San Siro che sarà costruito? 

“Il mondo va avanti e il calcio si evolve: è giusto che Milano abbia un nuovo impianto e quello che è stato presentato mi piace molto. È importante creare strutture che rispondano sempre meglio alle esigenze dei tifosi e dei club. San Siro ha fatto la storia, ma sono sicuro che anche il nuovo stadio sarà all’altezza della sua eredità”.

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