𝐓𝐫𝐚 𝐂𝐨𝐬𝐦𝐚𝐧𝐨 𝐞 𝐔𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐂𝐚𝐥𝐜𝐢𝐨 𝐯𝐢𝐧𝐜𝐞 𝐥’𝐞𝐪𝐮𝐢𝐥𝐢𝐛𝐫𝐢𝐨: 𝟎-𝟎 𝐚 𝐅𝐨𝐠𝐠𝐢𝐚

𝐼𝑙 𝑐𝑎𝑙𝑑𝑜 𝑒 𝑙𝑒 𝑑𝑖𝑓𝑒𝑠𝑒 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑠𝑢𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑡𝑡𝑎𝑐𝑐ℎ𝑖 𝑒 𝑖𝑙 𝑟𝑖𝑠𝑢𝑙𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑒̀ 𝑢𝑛 𝑝𝑎𝑟𝑒𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑎 𝑟𝑒𝑡𝑖 𝑏𝑖𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒.

È un’Unione ancora in fase di rodaggio quella vista all’ex campo FIGC di Foggia: gli uomini di mister Di Simone faticano a creare i presupposti per il gol e sprecano alcune chance, con la nota positiva della porta inviolata all’esordio di Ferrara. Gli azzurri inciampano così in uno 0-0 che vale comunque il primo punto stagionale.

LA CRONACA: il primo tempo regala pochi spunti, anche a causa delle alte temperature, ma gli azzurri sfiorano comunque il vantaggio in un paio di occasioni. Al 13’ Amoroso si presenta davanti ad Armenise dopo l’apertura di Barrasso, ma l’estremo difensore di casa respinge il suo tentativo. Al 37’ è ancora Armenise a disinnescare una punizione da buona posizione calciata da Loseto. Poco prima del recupero si fanno sentire anche i padroni di casa, che colpiscono una traversa con Cormio, autore di un potente tiro dalla distanza.

Nella ripresa cala ulteriormente l’intensità e le occasioni da rete si manifestano solo nel finale. Al 75’ Iddi si presenta davanti a Lullo dopo una verticalizzazione improvvisa della Cosmano su recupero del pallone: l’attaccante di casa spreca, con Lullo bravissimo a coprire lo specchio. Gli azzurri rispondono all’84’ con una doppia conclusione: prima Pignataro dalla distanza, poi Ramos sulla ribattuta, ma nessuno dei due trova fortuna.

L’occasione più grande del match è però per i foggiani a 5’ dal termine: ripartenza rapida di Landi sulla sinistra e pallone preciso sul secondo palo dove sbuca il subentrato Cobuzzi, che però calcia alto e grazia gli ospiti. L’Unione ci prova ancora nel finale con due tentativi dalla distanza allo scadere, prima di Zinetti e poi di Conte, ma il risultato non si schioda dallo 0-0.

Tante le attenuanti, dal caldo alla chimica da ricercare, ma anche alcune cose positive da prendere dal match, come il primo punto e la rete inviolata. L’Unione deve inevitabilmente crescere uscita dopo uscita e cercherà la prima vittoria del suo campionato nel match interno di domenica contro il Galatina.

𝐂𝐎𝐒𝐌𝐀𝐍𝐎 𝐒𝐏𝐎𝐑𝐓-𝐔𝐍𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐂𝐀𝐋𝐂𝐈𝐎 𝐁𝐈𝐒𝐂𝐄𝐆𝐋𝐈𝐄 𝟎-𝟎

COSMANO SPORT (4-3-1-2): Armenise, Botticelli (38’ s.t. Longo), Mascia (31’ s.t. Acquaviva E.), Colonna, Divittorio, Sfrecola, Paolillo, Landi, Cormio (28’ s.t. Cobuzzi), Iddi (40’ s.t. Patierno), Tedeschi (28’ s.t. Caggianelli) All. Mascia
Panchina: Vitacchione, D’amore, Acquaviva, Longo, Cobuzzi, Aroca, Patierno, Sabbetti, Caggianelli

UNIONE CALCIO (4-3-1-2): Lullo, Lorusso, Ferrara, Lobjanidze, Loseto (14’ s.t. Pignataro), Barrasso (Zinetti 1’ s.t.) Diaz (29’ s.t. Conte), Caputi (14’ s.t. Pucinelli), Ramos, Amoroso (14’ s.t. Santos Falciano) , Croce All. Di Simone
Panchina: Lamanuzzi, Pignataro, Farucci, Bufi, Pucinelli, Touray, Conte, Zinetti, Santos Falciano

Arbitro: Jacopo Silvano Valente (Bari)
Assistenti: Vincenzo Gramegna (Molfetta), Tommsso Elia Morelli (Barletta)

Marcatori: /
Espulsi: /
Ammoniti: Croce (U), Lorusso (U)
Note: recuperi: 3’ p.t.. 4’ s.t.

Alessandro Pappolla
𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑐𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒&𝑆𝑡𝑎𝑚𝑝𝑎
𝐔𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐂𝐚𝐥𝐜𝐢𝐨 𝐁𝐢𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞

📸 Alessio Ferrante

Fonte: Facebook official page

Atalanta, le ultime in vista del match con la Roma

I due nuovi acquisti dovrebbero essere convocati per il match dell’Olimpico. Ottimismo anche per Kristensen

Ieri pomeriggio la squadra ha ripreso la preparazione a Zingonia. Buone notizie per Maurizio Sarri. Hanno lavorato in gruppo sia Jonathan Rowe sia Franck Kessie. I due nuovi acquisti viaggiano verso la convocazione per la gara di domani. Così come Thomas Pompei, ultimissimo innesto in ordine temporale: il portiere preso dal Cosenza sarà il terzo in campionato. Ottimismo infine pure per Thomas Kristensen. Ieri il danese ha svolto tutto il lavoro in gruppo e dovrebbe entrare in lista per la gara di domani. Solo terapie infine per Hien e Sulemana: per loro bisogna aspettare ottobre, dopo la sosta del campionato.

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Inter, Ausilio fuori e le domande in sospeso

L’addio dopo quasi trent’anni apre una nuova fase per l’Inter e lascia sul tavolo interrogativi sulle ragioni di una separazione maturata in modo diverso dal previsto

Con Ausilio se ne va uno dei protagonisti dell’ultimo periodo di storia interista. È entrato nella società nerazzurra quando era poco più che un ragazzo, a ventisei anni, e la lascia dopo quasi tre decenni durante i quali molte cose sono successe: sono arrivate grandi vittorie (era il vice ds nella stagione del Triplete, è stato il direttore sportivo degli ultimi tre scudetti), sono stati presi campioni di livello internazionale, è stata ovviamente sbagliata qualche scelta com’è naturale che sia. Di sicuro l’Inter perde un uomo che conosce alla perfezione il club in ogni sua sfaccettatura e che sa muoversi nel mercato internazionale grazie a un’esperienza ormai ampia. Lo sostituirà Baccin, cresciuto assieme a Marotta e allo stesso Ausilio: per lui sarà una prova del fuoco. Era noto che Ausilio dovesse rinnovare il contratto e che la situazione per arrivare alla firma non fosse lineare come in passato, ma forse nessuno pensava che si sarebbe davvero arrivati al divorzio: alla fine vedrai che rimane, si diceva. Ci sono stati invece motivi più rilevanti del previsto che hanno portato all’addio immediato. È noto che un ostacolo è stato rappresentato dalla durata del contratto, che Ausilio avrebbe voluto triennale anziché annuale, ma pare che abbia inciso anche la consistenza dei rapporti che il ds aveva creato in tutti questi anni sia nel mondo del mercato che in quello dei media. Un peso che a qualcuno avrebbe dato fastidio.

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Zvonimir Boban intervista: “Il Milan, Ramos, la Fifa, la Dinamo e…”

L’ex centrocampista: “Non vedo passi avanti in rossonero, se non la voglia di giocare un calcio offensivo. Mi è piaciuta la storia di Cisse. Caos Nazionale, Maldini non ha responsabilità”

Giornalista

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Juve-Milan è il derby degli esuberi reintegrati. La Sveglia di Garlando

Juve-Milan di domenica è tante cose: sfida tra aspiranti anti-Inter, evocazione dell’antica Santa Alleanza, ma è anche il derby del riciclo o, meglio, l’incrocio tra club che hanno messo in vetrina alcuni esuberi che poi non si sono dimostrati tali: Fikayo Tomori per i rossoneri, Teun Koopmeiners e Nico Gonzalez per i bianconeri. “Ma non dovevamo vederci più?”. Il 17 agosto, con una certa sorpresa, Tomori venne inserito tra gli esuberi e imbarcato sulla scialuppa messa in mare da Amorim: allenamenti separati dal gruppo, il numero 23 rimesso in gioco, trattativa aperta col Fulham. Fikayo era pronto a lasciare Milanello con lo scatolone delle sue cose, come un impiegato della Lehman Brothers nel 2008. Invece succede che il nuovo difensore del Milan non arriva, Gabbia si fa male, il passaggio al Fulham salta e Tomori torna improvvisamente utile. Amorim, con un filo d’imbarazzo, cala la scaletta sulla scialuppa e lo rimbarca. 

Idem alla Juve. L’arrivo del talentino Alajbegovic, ennesimo esterno, e la rifioritura di Douglas Luiz hanno rosicchiato l’utilità di Nico e Koop che hanno cominciato a fare le valige: Atletico Madrid? Besiktas? Roma? Poi succede che gli infortuni di Yildiz e Thuram si complicano e che i due partenti segnano entrambi al Parma. Spalletti sterza: “Ma io li tengo…”. Capita anche a noi di trattenere un vecchio vinile, che volevamo buttare via, e trasformarlo in un vezzoso orologio da parete. Roger Daltrey, voce e chitarra degli Who, litigò con la band e fu cacciato. Tornò e incisero ‘My Generation’, diventata hit generazionale. La vita è piena di seconde vite. Anche per questo è bella.

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