Riccardo e Alessio, la tragedia dei due ragazzi della Juve scomparsi a Vinovo

La genuinità dei 17 anni, la voglia di prendere il volo in bianconero, gli allenamenti con Buffon e gli altri grandi. Sono stati dei guanti ritrovati in un laghetto ghiacciato a gelare il sangue di tutti a Mondo Juve, in quel pomeriggio del 2006

Nelle foto che circolarono nei giorni successivi alla tragedia Alessio e Riccardo trasmettevano l’invincibile forza di un’età che non ha eguali. Avevano diciassette anni. Morirono entrambi annegati nel lago artificiale del campo sportivo di Vinovo, lì dove si trovava il centro sportivo “Mondo Juve”. Riccardo e Alessio giocavano nella Berretti del club bianconero, la squadra-piedistallo da cui – talvolta – si spicca il volo per il calcio vero. Il primo, toscano di Poggibonsi, era un portiere, il secondo, torinese, un centrocampista. Erano due ragazzi, gran parte della loro breve vita l’avevano spesa giocando a pallone, rincorrendo un sogno condiviso. Alessio era arrivato…

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Monopoli, Falzerano: “La gara con il Taranto quella che mi preoccupa di più”


Marcello Falzerano, centrocampista del Monopoli, intervistato da Antenna Sud ha parlato così della prossima di campionato. “La partita con il Taranto è quella che mi preoccupa più delle altre. La difficoltà sta nell’approccio: inconsciamente, quando affronti una squadra giovane pensi sia tutto facile. In questo girone non puoi mai abbassare la guardia, ma affrontare ogni match con la giusta mentalità, perché è sempre la testa a fare la differenza”

Fonte:TuttoC.com

Vlahovic: "Ecco cosa ho detto ai miei compagni dopo il Bologna"

Dusan Vlahovic ha deciso la sfida tra Juventus e Manchester City: ecco le parole del serbo [continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]

Juve, Di Gregorio e la parata su Haaland: “Non so come mi è uscita”

Contro il Manchester City i bianconeri hanno ottenuto il dodicesimo clean sheet in 21 partite. E per il norvegese la maledizione italiana continua: contro una squadra di Serie A l’ultimo gol è datato 2020…

Giornalista

Sensi sviluppatissimi, furbizia, capacità di attendere la mossa falsa dell’avversario e di attaccarlo e stenderlo con un paio di mosse devastanti. Quella che ha battuto per 2-0 il Manchester City e ha rilanciato le sue ambizioni europee in questa stagione è stata una Juve… felina. Non soltanto per l’atteggiamento complessivo della squadra, lodato da Thiago Motta al termine della gara, ma anche per le prestazioni di due giocatori su tutti. Entrambi, tra l’altro, accumunati da un tratto “felide”: “l’uomo DiGre”, autore di un riflesso pazzesco su Haaland a salvare il risultato sullo 0-0, e Federico… Gatti, che, come il compagno di Nazionale Acerbi, ha neutralizzato Haaland. Per il quale, adesso, la maledizione italiana comincia ad assumere i contorni di una dannazione. 

di gregorio e la parata su haaland

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Dopo le falle mostrate contro Lecce e Bologna, il fortino della Juve, giunto al 12° clean sheet stagionale su 21 partite, è tornato a essere insuperabile proprio di fronte all’assalto dell’attacco milionario del Manchester City, capace fin qui di segnare 44 gol in 24 partite e rimasto a secco soltanto in 3 occasioni in stagione. Quasi la metà di queste reti (18) portavano la firma del robotico bomber norvegese, che però, quando vede tricolore, va in tilt. Succede anche al 39′ della sfida dell’Allianz: De Bruyne lo serve con un passaggio filtrante, lui prova lo scavetto su Di Gregorio in uscita ma il numero uno bianconero alza la manona sinistra e gli nega la gioia del primo gol a un’italiana dopo oltre 4 anni (l’ultimo era arrivato su rigore contro la Lazio il 20 ottobre 2020, nella stagione precedente ne aveva segnati 3 al Napoli). “Sinceramente non lo so come mi sia uscita quella parata – ammette candidamente DiGre -. Sono contento, perché è il sogno di ogni bambino giocare la Champions. Poi contro una squadra come il City è stato davvero emozionante: lo stadio, l’atmosfera, tutto, sono veramente contentissimo”. E certamente l’aspettava da tempo una notte così in Europa questo ragazzo arrivato non troppo presto al grande calcio e che fin qui, in Champions, anche per merito dei compagni, non era ancora riuscito a mettersi in mostra. Anzi, aveva vissuto l’unica notte deludente di questa sua nuova avventura, con l’ingenua espulsione di Lipsia.

gatti, non solo marcatura su haaland

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Ma se il portiere si prende la copertina, il lavoro sporco lo fa Gatti, che, come già aveva insegnato Acerbi nelle sfide tra i Citizens e l’Inter, sfianca Haaland con una marcatura vecchio stile e lo costringe alla miseria di 18 palloni complessivi toccati in 90 minuti, di cui la metà persi. Ma non si limita soltanto a questo: perché è lui a fermare De Bruyne sulla trequarti e, poi, dopo uno scambio con Koopmeiners a metà campo, proporsi in verticale come la miglior versione del Calafiori “mottiano” e inserirsi in area, dando il via all’azione che porterà al gol del vantaggio di Vlahovic. E così, sorniona, la Juve… felina può ancora sognare la qualificazione diretta agli ottavi di Champions.

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Fonseca, con chi ce l’aveva? Milan, Theo sotto accusa. E Calabria…

Le parole durissime dell’allenatore rossonero dopo il 2-1 sulla Stella Rossa chiamano in causa l’atteggiamento di alcuni giocatori, anche in allenamento. Il riferimento è a pochi titolari (in panchina col Genoa?), non a tutti. E quell’uscita polemica dal campo di Calabria… 

Giornalista

Paulo Fonseca ama suonare la batteria e sa che, certe volte, bisogna picchiare forte. Le sue interviste dopo la partita con la Stella Rossa cambieranno inevitabilmente la stagione del Milan: sono state garbate, come sempre, ma i concetti sono fortissimi e, soprattutto, lui è sembrato stanco, provato dalla pressione e dalla delusione. Fonseca avrebbe potuto limitarsi a frasi di circostanza, invece ha attaccato la squadra, a costo di mettere a rischio il suo futuro al Milan. Sì, ma che cosa voleva dire? Con chi ce l’aveva?

che voleva dire

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Il significato dei suoi discorsi, piuttosto esplicito, gira intorno a una parola: atteggiamento. Se preferite, impegno, applicazione. Fonseca pensa che la squadra sia forte ma vuole più impegno, più dedizione, più concentrazione da alcuni giocatori. E lo fa capire chiaramente dalla seconda giornata, dopo la sconfitta di Parma: “Sono deluso – disse -. Difficile spiegare il nostro atteggiamento difensivo. È chiaro che abbiamo un problema difensivo”. Il concetto, tre mesi e mezzo dopo, non è cambiato granché. L’atteggiamento di Fonseca, nemmeno: va dritto e forte, senza nascondere i problemi. In altre situazioni l’allenatore minimizza, fa parlare i dirigenti oppure sbotta al chiuso dello spogliatoio. Fonseca no, giusto o sbagliato che sia gioca a carte scoperte: è lui che va contro tutti, dagli arbitri (trattati molto meglio da Scaroni e Ibrahimovic) ai calciatori. Questa volta ha scelto di chiamare i giocatori alle loro responsabilità, e il fatto che il pubblico milanista sia altrettanto insoddisfatto può decisamente avere un peso.

con chi ce l’aveva

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I destinatari non sono esplicitati e questa è la grande premessa. Qualcosa però si può dire. Primo: Fonseca si riferisce a 2-3 giocatori, non a tutta la squadra. Secondo: si discute anche dell’atteggiamento in allenamento, non solo in partita. Terzo: la storia di questi mesi dice che l’allenatore ha paradossalmente un rapporto più difficile con i senatori. Fonseca non è contento dell’applicazione di Theo Hernandez, e non da Milan-Stella Rossa. Sul momento di Theo si è detto molto – è difficile dentro e fuori dal campo – e la partita di ieri non ha cambiato l’impressione di un giocatore che fa molto meno di quanto potrebbe. Il feeling che Theo aveva con Pioli? Non pervenuto. Davide Calabria invece ieri è uscito con la fascia al braccio visibilmente scontento per il cambio. E no, non ha certo abbracciato il suo allenatore. Fikayo Tomori ha addirittura preso un giallo mentre si scaldava: squalificato per la prossima partita senza giocare. È chiaro che Fonseca da loro si aspetta di più, come è chiaro che molto di più vuole da Loftus-Cheek, che da mesi gira a vuoto e sembra giocare in punta di piedi. 

e ora che succede?

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La questione, a questo punto, è capire come cambieranno i rapporti tra l’allenatore e la squadra. Fonseca e i giocatori si rivedranno 12 ore dopo le parole in conferenza stampa e non potranno girarci intorno. Una direzione andrà presa e la frattura andrà ricomposta, se il Milan vorrà ripartire. Vedremo altre panchina sorprendenti da Milan-Genoa di domenica? Possibile. In fondo Leao ora gioca con un fuoco diverso e ha momenti da campione, per la gioia di chiunque ami il calcio. L’orgoglio dei giocatori, chiamato pesantemente in causa dalle parole sui ragazzi di Milan Futuro e Primavera, dovrà intervenire e per il Milan è meglio così: se le cose non funzionano – e la classifica di A conferma, non funzionano – meglio non trascinare i problemi. Meglio fare scelte forti: vincere o perdere con le proprie idee, rinascere insieme o uscire di scena, con un assolo di batteria.

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Avellino, De Cristofaro: “Speriamo di rovinare la festa dell’Altamura”


Il centrocampista dell’Avellino, Antonio De Cristofaro, ha parlato con i giornalisti a margine dell’evento natalizio organizzato dalla società nello store ufficiale: “Speriamo di vincere e trovare continuità in queste tre gare rimanenti per chiudere il 2024 – riporta TuttoAvellino.it – La Coppa? Sicuramente è un obiettivo, una volta arrivati ai quarti cerchi di giocartela fino alla fine e di arrivare alla vittoria, anche perché affronteremo una squadra alla nostra portata”. Nel prossimo turno l’Avellino terrà a battesimo lo stadio del Team Altamura: “Tutte le squadre vogliono fare la festa a noi, anche quando vengono a giocare a casa nostra. Noi speriamo di rovinare la festa all’Altamura.

Loro hanno giovani di qualità e ragazzi di esperienza, ci aspetta una battaglia”. 

Fonte:TuttoC.com