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Kean, parla lo scopritore: “Fossi in lui resterei. La Fiorentina non lo venda”
Il futuro di Moise Kean continua a essere uno dei temi principali del mercato della Fiorentina. Sul possibile addio dell’attaccante è intervenuto anche Maurizio Molinelli, colui che lo ha scoperto, ospite del Pentasport di Radio Bruno. Il suo consiglio è chiaro: Kean dovrebbe restare a Firenze, dove potrebbe trovare le condizioni ideali per vivere una stagione importante sotto la guida di Fabio Grosso.
La Fiorentina ovviamente sta alzando il muro per Kean. Io fossi in Moise resterei a Firenze. Il Como è una squadra allettante, ma la Fiorentina sta costruendo una squadra in cui divertirsi e può essere l’anno giusto per un rilancio personale e di squadra. Grosso ha fatto una grande annata con il Sassuolo, ma…
Puzone, miglior amico di Maradona al Napoli, alcolizzato, ha rischiato la morte
L’ex calciatore, ricaduto nella dipendenza dall’alcol, era sdraiato da giorni su una panchina ad Acerra, con ferite alle gambe. Ora è ricoverato in una clinica per le cure necessarie
Pietro Puzone ha rischiato di morire, ancora una volta. Il migliore amico di Maradona al Napoli – campione d’Italia con gli azzurri nel 1987 – da giorni era sdraiato su una panchina ad Acerra. L’incubo della dipendenza dall’alcol è tornato: l’ex giocatore era in condizioni critiche, con ferite profonde su gambe e braccia. Per aiutarlo, l’attivista ambientale Alessandro Cannavacciuolo aveva lanciato un appello social: il post in poche ore è diventato virale. Grazie all’intervento dei sanitari del 118, attivati dal sindaco D’Errico e dagli assistenti sociali, Pietro è riuscito a salvarsi: “Attualmente è ricoverato alla Clinica Villa dei Fiori per le cure e gli accertamenti necessari – ha detto Cannavacciuolo – la situazione era davvero grave. Da giorni era sdraiato su una panchina sotto il sole torrido, continuava a bere. Non so quanto tempo ancora avrebbe resistito. Nel frattempo abbiamo avviato pure l’iter legale e sociosanitario per garantire a Pietro un percorso di recupero certo”.
l’amicizia con maradona
—Puzone è cresciuto nelle giovanili del Napoli e ha debuttato in Serie A nel 1982 contro il Cesena. Con gli azzurri ha vinto uno scudetto e una Coppa Italia nel 1987 condividendo – per poco – il campo con Maradona: “Lui era il calciatore più forte al mondo, io un giovane che pensava soltanto a divertirsi – ha raccontato qualche mese fa alla Gazzetta – Non ho saputo gestire il mio talento, ho perso tutte le occasioni. Ero sempre in giro di notte con Diego”. L’ex ala destra classe ’63 ha collezionato 9 presenze con il Napoli: in carriera ha vestito pure le maglie di Catania, Spezia e Ischia. “La vita mi ha presentato il conto – aveva ammesso -. Ho trascorso anni oltre il limite. L’eccessiva popolarità, i guadagni facili, i vizi. Io e Diego giravamo i locali, ci divertivamo. Con lui sapevi a che ora uscivi, ma non quando tornavi a casa”.
clochard
—È stato Puzone a organizzare la famosa partita nel fango ad Acerra, giocata nell’inverno del 1985, per raccogliere fondi e aiutare un bambino nato con una grave malformazione al labbro. Dopo il ritiro, l’ex giocatore è finito nel baratro: a causa della dipendenza dall’alcol era diventato un clochard. Viveva su una panchina. La stessa su cui è tornato a sdraiarsi qualche giorno fa. In passato aveva affrontato un lungo ricovero e intrapreso un percorso di cure, era riuscito a uscire dal tunnel anche grazie a Maradona: “Prima di lasciarci, Diego mi ha detto una frase cui ripenso ogni momento: ‘Pietro, devi salvarti’. Se adesso sono qui è anche grazie a lui” aveva detto qualche mese fa. Stavolta è stato necessario l’intervento dei suoi concittadini per salvarlo.
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Lautaro al Barcellona? La posizione dell’Inter
Nessuna offerta a Milano dai blaugrana ma il club chiude comunque: l’argentino non si muove a nessuna cifra
Non è la prima volta che questo ronzio dalla Catalogna arriva in Lombardia. Da giorni a Barcellona si fa un gran chiacchierare sul nuovo centravanti per Flick e, vista la complessità di arrivare a Julian Alvarez, il nome di Lautaro è tornato a ronzare nell’aria con tanto di presunte offerte a tre cifre: rimpallo sui social, news su alcuni media, ammiccamenti vari, ma a Milano non è (ancora) arrivata nessuna prova tangibile di un reale interesse. E, anche qualora accadesse, i nerazzurri non sembrerebbero intenzionati a cambiare la propria posizione e rotta sul mercato: anche la prossima stagione sarà Lautaro-centrica. Insomma, la squadra di Chivu entra nel 2026-27 con il capitano argentino alla testa di un nuovo gruppo diventato improvvisamente anglofono: bizzarro pensando alla storia e all’ultimo Mondiale, ma Martinez farà da guida spirituale pure ai britannici a cui ha spezzato il cuore nella semifinale di un mese fa. Per quanto riguarda i catalani, invece, in viale della Liberazione non si dà troppo peso al loro sgomitare, considerato pure un po’ scomposto.
Il muro
—Normale che Lautaro sia apprezzato nelle principali cancellerie d’Europa e, tra l’altro, l’interesse blaugrana non è nuovo: prima del Covid, in un’altra era geologica, il Toro era stato davvero a un millimetro dal giocare al Camp Nou. Tradurre tutto in un’offerta ufficiale è tutt’altra cosa, nonostante i tentativi fatti per far capitolare l’Atletico Madrid: in casa del Cholo è arrivato l’ultimo no alla cessione di Julian Alvarez alla squadra di Flick. In questo scenario, i blaugrana dovranno guardarsi attorno per continuare il duello a colpi di milioni con il nuovo Real del vecchio nemico Mourinho, ma troverebbero porte chiuse all’Inter: per i nerazzurri, infatti, Lautaro non ha prezzo, soprattutto a una settimana dall’avvio del campionato. Tra l’altro, il Barcellona deve pur sempre fare i conti con una situazione finanziaria ancora complessa: il club catalano resta gravato da un indebitamento enorme, aumentato anche dal maxi-progetto Espai Barça. Nel 2023 sono stati raccolti 1,45 miliardi per finanziare il nuovo Camp Nou e al centro delle operazioni c’è sempre Goldman Sachs, partner finanziario ormai storico dei blaugrana. Nel 2025 il club ha rifinanziato 424 milioni di debito, spostandone parte delle scadenze fino al 2050 e adesso Goldman starebbe lavorando a una nuova operazione per alleggerire il costo del finanziamento dello stadio, mentre il Barça cerca altre risorse per completare i lavori. Un equilibrio delicato che inevitabilmente pesa, mentre Lautaro spinge solo per essere titolare contro il Monza.
