GIUDICE SPORTIVO 9^ GIORNATA ANDATA 23 NOVEMBRE 2024

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COMUNICATO UFFICIALE N. 32/PR3 del 27 Novembre 2024

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LEGA PRO

Taranto, Vulpis: “Il mio obiettivo sarà quello di far crescere tutti i brand”


Marcel Vulpis, nuovo Chief Growth Officer del Taranto, ha parlato così come riporta Antenna Sud del suo arrivo. “Fino al 1° gennaio, data in cui inizierà il mio compito, seguirò gli sviluppi inerenti il club ma non avrò un ruolo attivo. Sarò il responsabile della crescita e dello sviluppo del marchio Taranto F.C. 1927 in tutte le aree extra-sportive. Per conto di Apex, mi occuperò, tra le altre cose, di marketing e comunicazione.

Ringrazio Campbell per la fiducia, abbiamo avuto colloqui serrati prima di dare il via a questo sogno di rinascita. Speriamo di far divertire tutti i tifosi tarantini in Italia e non solo. In questo momento, il Taranto è il marchio-bandiera di Apex ma l’obiettivo è quello di far crescere tutti i brand. Non escludo che in futuro possa essere impiegato in altri ruoli”.

Fonte:TuttoC.com

DESIGNAZIONI ARBITRALI 17^ GIORNATA 29 NOVEMBRE – 2 DICEMBRE 24

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GIRONE A

ALBINOLEFFE – LECCO
Antonio Liotta
Castellammare di Stabia
Domenico Russo
Torre Annunziata
Alberto Callovi
San dona’ di Piave
Gianluca Cipriano
Torino

ATALANTA U23 – UNION CLODIENSE
Enrico Gemelli
Messina
Andrea Rizzello
Casarano
Leonardo Mallimaci
Reggio Calabria
Matteo Moncalvo
Collegno

CALDIERO TERME – ARZIGNANO VALCHIAMPO
Giovanni Castellano
Nichelino
Diego Peloso
Nichelino
Simone Della Mea
Udine
Lorenzo Moretti
Cesena

FERALPISALO’ – ALCIONE MILANO
Leonardo Di Mario
Ciampino
Paolo Di Carlo
Pescara
Sebastian Petrov
Roma 1
Gianmarco Vailati
Crema

GIANA ERMINIO – PERGOLETTESE
Andrea Zoppi
Firenze
Michele Rispoli
Locri
Alessia Cerrato
San dona’ di Piave
David Kovacevic
Arco Riva

L.R. VICENZA – VIRTUS VERONA
Valerio Vogliacco
Bari
Edoardo Maria Brunetti
Milano
Filippo Pignatelli
Viareggio
Giorgio Bozzetto
Bergamo

NOVARA – LUMEZZANE
Mauro Gangi
Enna
Pierpaolo Vitale
Salerno
Roberto Palermo
Pisa
Anna Frazza
Schio

PADOVA – TRIESTINA
Domenico Castellone
Napoli
Cosimo Schirinzi
Casarano
Riccardo Leotta
Acireale
Alessandro Pizzi
Bergamo

PRO PATRIA – PRO VERCELLI
Matteo Canci
Carrara
Michele Fracchiolla
Bari
Diego Spatrisano
Cesena
Alessandro Dallaga’
Rovigo

RENATE – TRENTO
Gabriele Totaro
Lecce
Francesco Raccanello
Viterbo
Davide Fenzi
Treviso
Andrea Terribile
Bassano del Grappa

 

GIRONE B

AREZZO – VIRTUS ENTELLA
Valerio Pezzopane
L’Aquila
Ilario Montanelli
Lecco
Gheorghe Mititelu
Torino
Cristiano Ursini
Pescara

CAMPOBASSO – RIMINI
Gianluca Catanzaro
Catanzaro
Simone Iuliano
Siena
Davide Fabrizi
Frosinone
Gennaro Decimo
Napoli

GUBBIO – PESCARA
Leonardo Mastrodomenico
Matera
Marco Pilleri
Cagliari
Andrea maria Masciale
Molfetta
Mario Picardi
Viareggio

LEGNAGO SALUS – CARPI
Ferdinando Emanuel Toro
Catania
Badreddine Mamouni
Tolmezzo
Fabio D’Ettorre
Lanciano
Flavio Barbetti
Arezzo

PINETO – PIANESE
Michele Maccorin
Pordenone
Giuseppe Daghetta
Lecco
Gianluca Li Vigni
Seregno
Diego Castelli
Ascoli Piceno

PONTEDERA – SPAL
Stefano Milone
Taurianova
Ferdinando Pizzoni
Frattamaggiore
Bruno Galigani
Sondrio
Emanuele Velocci
Frosinone

SESTRI LEVANTE – PERUGIA
Nicolo’ Dorillo
Torino
Nirintsalama T. Andriambelo
Roma 1
Andrea Manzini
Voghera
Gabriele Restaldo
Ivrea

TERNANA – MILAN FUTURO
Roberto Lovison
Padova
Alessandro Parisi
Bari
Giorgio Ermanno Minafra
Roma 2
Edoardo Gianquinto
Parma

TORRES – ASCOLI
Dario Di Francesco
Ostia Lido
Glauco Zanellati
Seregno
Luca Capriuolo
Bari
Mirko Pelaia
Pavia

VIS PESARO – LUCCHESE
Giuseppe Rispoli
Locri
Carlo De Luca
Merano
Luca Chianese
Napoli
Andrea Prencipe
Tivoli

 

GIRONE C

BENEVENTO – AUDACE CERIGNOLA
Niccolo’ Turrini
Firenze
Davide Santarossa
Pordenone
Elia Tini Brunozzi
Foligno
Giorgio Vergaro
Bari

CASERTANA – POTENZA
Matteo Dini
Citta’ di Castello
Alessio Miccoli
Lanciano
Roberto Meraviglia
Pistoia
Domenico Leone
Barletta

CATANIA – CAVESE
Claudio Giuseppe Allegretta
Molfetta
Nicola Morea
Molfetta
Emanuele Spagnolo
Reggio Emilia
Dario Madonia
Palermo

FOGGIA – CROTONE
Maksym Frasynyak
Gallarate
Giampaolo Jorgji
Albano Laziale
Giuseppe Minutoli
Messina
Gianluca Grasso
Ariano Irpino

JUVENTUS NEXT GEN – TARANTO
Alberto Poli
Verona
Luigi Ferraro
Frattamaggiore
Simone Mino
La Spezia
Mattia Maresca
Napoli

LATINA – AZ PICERNO
Simone Gauzolino
Torino
Giuseppe Lipari
Brescia
Federico Linari
Firenze
Alessandro Angelo
Marsala

MONOPOLI – AVELLINO
Andrea Ancora
Roma 1
Michele Piatti
Como
Nicola Di Meo
Nichelino
Lucio Felice Angelillo
Nola

SORRENTO – GIUGLIANO
Luca De Angeli
Milano
Vittorio Consonni
Treviglio
Mario Chichi
Palermo
Antonio Spera
Barletta

TEAM ALTAMURA – TRAPANI
Edoardo Manedo Mazzoni
Prato
Andrea Barcherini
Terni
Luca Marucci
Rossano
Mattia Ubaldi
Roma 1

TURRIS – ACR MESSINA
Francesco Burlando
Genova
Massimiliano Starnini
Viterbo
Emanuele Fumarulo
Barletta
Giuseppe Lascaro
Matera

(foto AIC)

LEGA PRO

Aston Villa-Juve, Thiago Motta e il futuro. L’analisi di Luigi Garlando

Il tecnico italobrasiliano è già andato oltre Allegri in tanti aspetti, ma gran parte del mondo bianconero si aspettava qualcosa in più. Aspettando le evoluzioni future, già dal Villa Park servirebbe una prestazione squillante

Giornalista

Dire che Thiago Motta ha le spalle al muro è troppo, perché i 7 punti già messi in cascina lasciano aperto un ampio spettro di qualificazione agli ottavi e perché la fiducia del mondo bianconero nel giovane tecnico italobrasiliano resta forte. Ma è altrettanto vero che, soprattutto a livello popolare, molti si aspettavano di più. Una squadra capace di difendersi e di ringhiare con Gatti ce l’avevano già. Il cambio in panchina avrebbe dovuto aggiungere qualità nella costruzione e produttività offensiva alla solidità dell’impianto. L’operazione è ancora lontana dalla realizzazione, come dimostra il sesto attacco del campionato e un gioco che raramente ha sollevato entusiasmi. La timida e spuntata prestazione di sabato contro il Milan ha fatto fermentare ulteriormente il sentimento di insoddisfazione e ha aggiunto pressione alla trasferta di Birmingham. Spalle al muro no, ma, mai come ora, Thiago avrebbe bisogno di una prestazione squillante, tipo quella di Lipsia, meglio se 11 contro 11, per trasmettere entusiasmo a una squadra giovane e fortificare la fede generale nel nuovo progetto.

Crescita evidente

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Vincere sarebbe importante, perché i cervelloni delle simulazioni hanno tarato a 10 l’accesso minimo ai playoff. A quel punto, la Juve avrebbe tre gare a disposizione per arrivare a quota 16 e qualificarsi direttamente nel G8. Al contrario, non fare punti a Birmingham renderebbe elettrico l’incrocio successivo con il City, che sarà anche in crisi, ma è pur sempre il City. Steccare il doppio esame di inglese condannerebbe alla necessità di vincere con Bruges e/o Benfica. Ma, come detto, vincere non basta. Thiago deve convincere con gioco e atteggiamento, per togliersi di dosso l’etichetta di Max… Motta. In realtà, Thiago è già andato oltre Allegri. La sicurezza del palleggio in uscita che ha eluso il pressing del Milan è una cosa nuova, come lo è il primo posto in Serie A per sequenze di almeno 10 passaggi prima di un tiro. Fino all’anno scorso faticava a metterne in fila 3. Sotto la buccia dei difetti, si riconosce un’identità in formazione, che cresce bene. Ora la Juve sa muovere la palla, il problema è farla arrivare a Vlahovic e in porta. Dusan è migliorato troppo poco nelle ultime due stagioni, tecnicamente e tatticamente. Alla critica dovrebbe aggiungere l’autocritica. Comunque, ha segnato un gol in più di un anno fa: 6-5.

Ci sei Koop?

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Un giudizio onesto sul tecnico non può prescindere dalla missione a medio termine che gli è stata assegnata. Avesse dovuto puntare subito allo scudetto, non avrebbe svezzato tanti giovani. Sta allenando il futuro, come ad Allegri non è riuscito. Nella prossima stagione, vedremo la sua vera Juve. Altra considerazione necessaria: la resa dei singoli, frenati da infortuni e ambientamento. Nella stagione scorsa, in campionato, Koopmeiners e Nico Gonzalez segnarono 12 gol, Douglas Luiz 9. Nel torneo in corso i tre sommano 0 reti. Aggiungete 32 gol alla base solida di questa Juve e avrete un’altra Signora. Quando Koop arriverà al top della condizione e dell’adattamento tattico, come l’impressionante Thuram di San Siro, i tifosi vedranno ciò che attendono dall’estate. È l’olandese il più atteso al Villa Park, dopo la pessima prova con il Milan. Lui e Kenan Yildiz, che si accende nelle serate di gala e con il suo talento puro può sublimare tutta la squadra. Torna in mente Aston Villa-Juve, quarti di finale della Coppa Campioni 1982-83, una delle partite più belle nella storia internazionale della Juve che raramente è stata dominante all’estero, come lo è stata in Italia. Ma quella notte a Birmingham diede spettacolo. Tacco di Bettega per Cabrini, cross e colpo di testa di Pablito, come un anno prima al Sarrià. Carezza d’esterno di Platini, proibita agli umani, per spalancare la porta a Boniek: 2-1 finale.

Come Trap

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Quella squadra, che in finale avrebbe inciampato in Magath, era la più forte d’Europa. “Trapattoniano” ha preso nel tempo un’ingenerosa accezione negativa, “troppo difensivo”. Ma quella era una Juve brasiliana che attaccava con 7 uomini: Cabrini, Scirea, Tardelli, Boniek, Platini, Rossi, Bettega. L’aggettivo “trapattoniano”, nella sua accezione dispregiativa, si adatta di più a certe prestazioni di Motta, tipo quella di sabato. Ecco, dalla sua Juve, nella notte di Birmingham, ci aspettiamo una recita di qualità e coraggio, degna dei ragazzi del Trap. L’Aston Villa 1982-83 era campione in carica della Coppa Campioni, questo non vince dal 22 ottobre (2-0 al Bologna). Ma, per quanto in crisi, imporrà corsa, intensità, fisico, come lo Stoccarda che passeggiò allo Stadium. Vedremo se la giovane Juve ha imparato la lezione. Ha bisogno di una grande notte per crescere ancora. Come ne ha bisogno Thiago. Spalle al muro no, ma una parte della fiducia totale, che in estate stava nella parte alta della clessidra, è già scivolata di sotto. E il tempo passa.

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Aston Villa-Juve, Yildiz trascinatore di Thiago Motta: la sua sfida

Al trequartista di Motta manca il gol europeo in trasferta: in casa dell’Aston Villa servirà il suo talento per tirare fuori la Signora dall’emergenza

dalla nostra inviata Fabiana Della Valle

Diciannove anni, una maglia pesantissima sulle spalle, un futuro radioso davanti e la responsabilità di doversi caricare la Juventus sulle sue giovani spalle. Eppure Kenan Yildiz non dà l’idea di avvertire la pressione che gli gravita attorno e che sembra avvolgerlo come un mantello protettivo piuttosto che stritolarlo. Si guarda intorno, sorride, non si sente un predestinato ma ancora un bambino a Gardaland, che ogni giorno ha la possibilità di fare la cosa che più lo rende felice, ovvero correre dietro a un pallone. Stasera il suo parco giochi sarà il Villa Park, storico teatro di Premier e di Champions League. Yildiz è nato per giocare a calcio e anche per notti come questa, quando il pallone diventa pesante e solo chi sa addomesticarlo con il suo talento riesce a imprimergli la traiettoria giusta.

Stella di Coppa

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Kenan in turco significa stella e in Champions League l’astro nascente bianconero si è manifestato in tutto il suo splendore in una notte di due mesi fa, quando il ragazzino fece la sua prima linguaccia europea dopo un gol alla Del Piero contro il Psv. Prima partita, prima rete, una notte da dieci, la cifra dei campioni. Yildiz non lo è ancora, ma talento e testa per diventarlo non gli mancano. Servirà tempo, perché a volte ci si dimentica che non ha nemmeno vent’anni, però alla Juventus l’attesa è uno stato d’animo che non è contemplato. Tutti vogliono tutto e subito e da chi indossa la casacca più prestigiosa ci si aspetta sempre qualcosa in più. Eppure sta bruciando le tappe, tra gli attaccanti dei top 5 campionati europei nati dal 2005 in poi è quello che ha più presenze in questa stagione in Serie A (13 con 927 minuti giocati). Una in più di Lamine Yamal del Barcellona, che però ha due anni in meno.

Inseguendo Ale

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Kenan stasera al Villa Park sarà ancora di più al centro della scena. Notte di Champions, notte di sogni, di coppe e di campioni, come cantava Antonello Venditti, e anche di stelle che hanno appena incominciato a brillare vogliono continuare a farlo, sempre di più. Del Piero, l’idolo di Yildiz oltre che indimenticato e indimenticabile numero dieci della Signora, lasciò la prima griffe in Champions nel settembre 1995, quando aveva un anno in più di Kenan, e a fine stagione chiuse con 6 centri in Europa e 10 in totale e anche con il trofeo. Kenan è a quota 4 tra campionato e Champions ma solo una volta ha fatto centro in Coppa. Zero linguacce dopo quella al debutto col Psv, zero esultanze in trasferta.

Alzare l’asticella

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Il ragazzino però ha già dimostrato di saper essere decisivo nelle partite che contano: doppietta all’Inter a San Siro nel 4-4 in rimonta e poi gol nel derby. Yildiz ha la stoffa dei fuoriclasse, capaci di alzare l’asticella quando la posta in palio diventa ancora più alta. Una stella che nelle grandi serate riesce a diventare ancora più luminosa. È quello che s’aspetta stasera la Juventus, quando il Villa Park sarà caldissimo e la squadra bianconera proverà ad andare oltre l’emergenza, tirando fuori quel qualcosa in più che Motta continua a chiedere ai suoi per sopperire ai tanti infortuni. In palio c’è un pezzetto d’Europa, perché vincere aiuterebbe la Signora ad avvicinarsi agli ottavi. Un’Europa che Yildiz ha appena conosciuto e che vuole continuare a frequentare a lungo. L’Europa che Del Piero ha conquistato e che Kenan sogna di fare sua, un giorno.

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De Ketelaere show con l’Atalanta a Berna, le parole di Gasperini

Due gol e tre assist del trequartista belga nel successo dell’Atalanta a Berna: mai nessun giocatore di una squadra italiana c’era riuscito in una partita di Champions. Il suo partner Retegui votato miglior giocatore della partita

Dal nostro inviato Matteo Brega

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