Inzaghi: “Scudetto? Le rivali hanno speso tanto sul mercato, perciò…”

Prima di parlare della sfida di Champions League contro il Lipsia, il tecnico dell’Inter ha voluto parlare della lotta per lo scudetto. [continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]

GIUDICE SPORTIVO 16^ GIORNATA DI ANDATA DEL 24 NOVEMBRE 2024

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COMUNICATO UFFICIALE N. 66/DIV del 25 Novembre  2024

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LEGA PRO

Milan, il futuro incerto di Fonseca

Il Milan non decolla e l’allenatore non riesce a dare continuità. A fine novembre il problema è certificato e potenzialmente risolvibile, ma sarà la qualificazione in Champions il primo parametro sulle prospettive del portoghese

Giornalista

Al momento gli resta la notevole dose di onestà intellettuale che fin qui lo ha sempre contraddistinto – “Giusto fischiarci, lo avrai fatto anch’io” -, ma poco altro. Paulo Fonseca al termine dell’ennesimo orrore stagionale può giusto tenersi stretto un clean sheet che fino ad ora era riuscito soltanto quattro volte in quindici uscite. Magari si può ripartire da qui, certo, dal momento che la fase difensiva è il grande cruccio del Milan 2024-25. Il problema vero, però, in realtà è racchiuso proprio in questo verbo: ripartire. Quante volte dovrà ancora accadere lungo questa stagione? Perché se occorre farlo, significa che si è caduti, e a forza di cadute gli obiettivi volano su altre coordinate.

lo spirito

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Ci si attendeva un guizzo, dal tecnico portoghese, contro la Juve. Un po’ perché lo esigeva la classifica, un po’ perché – pur in mezzo a mille difficoltà – i precedenti con Inter e Real erano confortanti. Della serie: il Milan di Fonseca stenta a Parma e Cagliari, però pare decisamente portato per le serate di gala. No, non stavolta. Il primo problema, quello più evidente, nell’esibizione contro i bianconeri è stato la paura di fallire. Teste attorcigliate su se stesse, ovvero gambe col freno a mano tirato. Una squadra vuota nell’anima. Una responsabilità, questa, che va in capo soprattutto all’allenatore: per quale motivo Paulo è stato in grado di liberare le menti dei suoi ragazzi prima del derby e del Bernabeu, nei giorni che precedevano incroci potenzialmente già assegnati (agli avversari ovviamente), e stavolta si è ritrovato una squadra succube dei propri fantasmi?

le scelte

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Allo stesso tempo sarebbe stato lecito attendersi una mossa tattica capace di spiazzare Motta. Fonseca è lo stesso allenatore che ha incartato e rispedito al mittente Inzaghi e Ancelotti. Ma hanno prevalso, anche in lui, i timori. La replica di Musah in versione Bernabeu, a tutta fascia sulla destra, è stata ammazzata nella culla dall’assenza di Pulisic, che invece a Madrid c’era. Contro la Juve, invece, dentro Yunus e Loftus-Cheek alle sue spalle, per un messaggio alla squadra che è suonato più o meno così: in assenza di Pulisic, mi cautelo perché da quella parte Cambiaso e Yildiz mi mettono ansia. Quale sarebbe stata l’alternativa? Fuori Musah e dentro Chukwueze, che ha attitudini difensive decisamente inferiori rispetto al nazionale americano, ma avrebbe senz’altro dato maggiore vivacità a una fase offensiva asfittica.

un diavolo… in conference

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I numeri in campionato del Diavolo iniziano a essere inquietanti, e d’altra parte questa è la peggior partenza rossonera dalla stagione 2019-20. Continuare a parlare di scudetto – probabilmente più per obbligo di blasone che per convinzioni reali – per una squadra che ha vinto cinque partite su dodici significa non essere aderenti alla realtà. Fingere di non vedere la realtà dei fatti. Che cosa potrebbe succedere a medio termine? La scorsa annata il destino di Pioli fu gravato soprattutto da una situazione in infermeria che a un certo punto uscì da ogni logica. Quel problema è stato risolto – numero di infortuni fisiologico per essere quasi a dicembre -, ma in questo momento il Milan si qualificherebbe per la Conference. Lungo questi primi mesi di Fonseca, il timore della proprietà è stato quello di ritrovarsi a un punto in cui la forbice con la vetta della classifica – o comunque, con le prime della classe – avrebbe potuto essere eccessivo. Nessuna tabella in senso spicciolo, sia chiaro, ma piuttosto la percezione del gap. Che adesso non solo c’è con tutta evidenza, ma sta ulteriormente dilatandosi. Se lo scudetto, ragionevolmente, non è più fra gli obiettivi già da qualche partita, il piazzamento in Champions non è un’opzione ma un imperativo finanziario. Il futuro di Fonseca passa molto banalmente da qui, a prescindere dai tre anni di contratto.

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Inter-Lipsia, come giocano e le stelle dei tedeschi di Marco Rose

Infortuni, problemi caratteriali e cambi di modulo, ma anche 3-4 uomini in grado di aprire qualsiasi difesa e una gran tenuta contro le big. Alla scoperta dei tedeschi

La situazione comincia a essere scomoda. Il Lipsia non rende. Male in Champions League (0 punti in 4 partite), male anche in campionato, dove la squadra è terza a -8 dal Bayern Monaco primo. Evaporata in fretta anche la speranza di competere per il titolo. D’altronde la squadra controllata dalla Red Bull ha un grande pregio, che però è anche limitante: forma i giovani, li rende grandi. Ma proprio per questo la squadra, ormai stabilmente in Champions (sei qualificazioni su sei dal 2018-19 in poi), non riesce a fare l’ulteriore salto di qualità. Manca la continuità. Attenzione però a sottovalutarli in vista della partita di martedì con l’Inter: il Lipsia ha qualità da vendere e nella singola partita può impensierire qualsiasi avversario. 

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Benevento, Talia: “Sapevamo il Taranto avrebbe giocato in quel modo”


Angelo Talia, a segno nella vittoria del Benevento sul Taranto, ai microfoni di AntennaSud ha commentato il 2-0 dello Iacovone: “Sapevamo che il Taranto ci avrebbe aspettati per ripartire in contropiede. Siamo stati bravi nella gestione del possesso, il mister ci ha detto di continuare a fraseggiare per trovare il varco giusto. Il mio gol? Sapevo che Lamesta avrebbe calciato un angolo basso sul primo palo, mi sono inserito e ho segnato. Siamo contenti di questo risultato, dobbiamo continuare su questa strada”.

Fonte:TuttoC.com

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Morini: "Sulle orme di Materazzi, grazie a One of us ora sono al Genoa"

Il vincitore dell’ultima edizione del progetto che permette a un giovane dilettante di giocare tra i pro’ si racconta: “Tutto è nato su TikTok… Qui rispetto ai dilettanti è diverso, dalla mentalità al lavoro in palestra! [continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]