Coppa Italia: Frosinone, Lazio, Genoa e Verona

I laziali divertono i pochi presenti allo Stirpe e vincono 4-1. Affronteranno ai sedicesimi la vincente tra Sassuolo e Cesena 

Altre quattro partite del primo turno di Coppa Italia in programma oggi: Frosinone-Juve Stabia 4-1, Genoa-Ascoli in corso, Verona-Entella alle 20.45 e Lazio-Mantova alle 21.15.

frosinone-juve stabia 4-1

—  

(dal nostro inviato Roberto Maida) Quattro gol, due dei quali segnati da un indemoniato Kvernadze, e tre legni. Il Frosinone riparte da dove si era fermato, battendo la Juve Stabia: a maggio era stato l’allungo decisivo per il ritorno in A, a Ferragosto vale il pass che vale i sedicesimi di Coppa Italia contro la vincente tra Sassuolo e Cesena. Nonostante la rosa ancora incompleta, la squadra di Alvini ha divertito i pochi spettatori presenti allo Stirpe. Ha concesso qualcosa di troppo all’avversario, costringendo Palmisani a un paio di…

[continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]

Inter, cosa funziona e cosa no verso l’esordio in Serie A

Sabato 22 agosto i nerazzurri debutteranno in campionato a San Siro contro il neopromosso Monza. Ecco quali indicazioni hanno dato le amichevoli

…
[continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]

Gli esuberi di Amorim tra Sporting e Manchester United

Il tecnico rossonero anche in passato, a inizio stagione, ha fatto scelte “forti” per sfoltire la rosa o renderla più adatta al suo calcio: ecco le principali decisioni prese in Portogallo e a Manchester

Tomori, Fofana, Nkunku e Odogu, ai quali magari nei prossimi giorni si aggiungeranno alcuni tra Estupinan, Gimenez, Leao e Filippo Terracciano, non sono casi isolati nella carriera da tecnico di Ruben Amorim. Sia allo Sporting sia allo United, il tecnico di Lisbona ha avuto il coraggio di prendere decisioni forti riguardo alla rosa a sua disposizione. Obiettivo semplice: modellarla alle sue idee tattiche. Allo Sporting certe scelte hanno pagato, la squadra ha vinto titoli e dato soddisfazioni ai tifosi; allo United… non è successo. Ma vediamo quali sono stati i principali giocatori che Amorim ha deciso di “tagliare” a inizio stagione nella sua carriera da allenatore.

SPORTING

—  

Amorim ha fatto capire di che pasta era fatto già nell’estate-autunno 2020, pochi mesi dopo il suo arrivo allo Sporting. C’erano diversi giocatori che il tecnico considerava in esubero e che si allenavano separatamente: Renan Ribeiro, Valentin Rosier, Stefan Ristovski, Tiago Ilori, Miguel Luís, Mattheus Oliveira, Eduardo Henrique, Francisco Geraldes e Pedro Mendes. Alcuni sono stati ceduti, altri dirottati nella squadra B, in attesa della fine del mercato. Di certo non si sono più allenati con la prima squadra. Perché Amorim non ama lavorare con un gruppo troppo numeroso: avere troppi elementi a disposizione non gli permettere di trasmettere in maniera efficace i suoi concetti calcistici. Il nome più in vista tra gli esuberi dello Sporting è stato Stefan Ristovski perché prima dell’arrivo di Amorim il macedone arrivato nel 2017 aveva fatto bene: tra di loro però il rapporto non è decollato e Ristovski è finito nella formazione B, prima di essere venduto a gennaio alla Dinamo Zagabria. Altri giocatori invece sono stati dirottati inizialmente nella squadra B e (alcuni) poi sono stati “riabilitati”: un esempio significativo è Joao Palhinha che all’inizio del 2020-21 non si allenava con gli altri e poi è tornato in gruppo dopo che sono naufragate le trattative per cederlo l’Al-Nassr e al Cska Mosca. Per Amorim quello è stato… un gran colpo visto che Palhinha è stato fondamentale per i successi dello Sporting. Anche a Luiz Phellype è stato comunicato che non rientrava nei piani come Palhinha, ma il brasiliano non ha avuto la stessa fortuna del compagno. Amorim non si è mai fatto problemi a “tagliare” giocatori dal curriculum importante o costati molto. Un esempio? Rafael Camacho era stato acquistato dal Liverpool nel 2019 per 5 milioni di euro e con Amorim è finito fuori dal progetto. Non ha avuto fortuna neppure Islam Slimani, tornato allo Sporting nel gennaio 2022 e inizialmente tra i titolari: il rapporto con Amorim non è decollato ed è finito ai margini (complice lo scarso impegno contestato dal tecnico in un paio di allenamenti) fino alla risoluzione del contratto per passare al Brest. Nell’estate 2022 invece la “vittima illustre” è stata Ruben Vinagre che era stato pagato 10 milioni dal Wolverhampton nel 2021: è stato autorizzato a non presentarsi al ritiro perché non rientrava nei piani ed è stato in seguito trasferito all’Everton. Nell’estate 2023 fuori dai radar di Ruben sono invece finiti Jovane Cabral, Rochinha e Sotiris Alexandropoulos. Idem Abdul Fatawu Issahaku. Altra stagione e altri ceduti: nell’estate 2024 via Koba Koindredi, Sotiris Alexandropoulos, Rúben Vinagre, Jovane Cabral, Mateo Tanlongo e Gonçalo Esteves oltre a Rafael Pontelo. Alcuni rientravano dai prestiti e sono subito ripartiti, senza avere chance… di riscatto.

MANCHESTER UNITED

—  

La storia si è ripetuta allo United anche se oltre Manica Amorim è rimasto una manciata di mesi, molto meno rispetto allo Sporting. L’estate 2025, dunque, è stata l’unica nella quale ha presentato un elenco con dei giocatori da “tagliare”. Comprendeva Marcus Rashford, Alejandro Garnacho, Jadon Sancho, Antony e Tyrell Malacia, a loro volta desiderosi di lasciare Manchester per provare una nuova avventura. Rashford e Garnacho non avevano legato con Ruben già la stagione precedente ed erano stati poco utilizzati. I cinque si sono così allenati a parte, anche a orari diversi dal gruppo, mentre la dirigenza ha cercato loro una sistemazione. Amorim è stato in seguito esonerato. 

[continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]

Quanto costano le maglie da calcio: i dati a confronto

Viaggio tra le divise dei top cinque campionati d’Europa: nessuno come la Ligue 1, ma in Serie A c’è il rapporto più alto rispetto allo stipendio

Giornalista

La maglia da calcio è sempre più un prodotto commerciale, forse anche più di un simbolo di appartenenza. Ogni estate i club presentano le nuove divise e per i tifosi arriva il momento di scegliere se acquistare la versione più semplice o quella più vicina a ciò che indossano i calciatori. Ma quanto costa oggi una maglia nei principali campionati europei? Un’analisi della Gazzetta dello Sport sui cinque maggiori campionati europei mostra che il prezzo medio della maglia replica più economica disponibile è di 92,7 euro. Dieci anni fa, nella stagione 2016/17, la stessa analisi portava a una media di 74 euro: in un decennio il prezzo è quindi aumentato del 25%. 

quanto costano le maglie? I dati

—  

La crescita, però, non è stata uguale ovunque. Il campionato nel quale le maglie sono diventate più care è la Premier League, passata dai 63 euro medi del 2016/17 ai 93 euro attuali, con un incremento del 48%. Seguono Liga (+23%), Ligue 1 (+21%), Serie A (+21%) e Bundesliga (+17%). Oggi il campionato con il prezzo medio più elevato è la Ligue 1, a 95,2 euro, davanti alla Serie A a 94,2 euro, alla Bundesliga con 93,3 e alla Premier League a 93. La Liga è invece quella con la media più bassa, a 88,3 euro. Per rendere il confronto il più omogeneo possibile, l’analisi considera come punto di partenza la versione replica più economica disponibile online per ciascun club. A questa viene poi affiancata la possibilità di verificare quanto può arrivare a costare la stessa divisa aggiungendo il massimo delle personalizzazioni, degli sponsor e delle patch disponibili. Ed è proprio qui che emergono differenze anche molto importanti tra una maglia e l’altra. In Italia il prezzo medio della maglia è di 94,2 euro, leggermente superiore a quello degli altri grandi campionati. E anche rapportando questa cifra allo stipendio medio lordo mensile (dati Eurostat), il quadro non cambia. In Italia l’acquisto equivale al 3,4% dello stipendio medio lordo mensile, contro il 3,1% della Liga, il 2,6% della Ligue 1 e appena il 2,1% di Premier League e Bundesliga. La differenza è quindi soprattutto nel potere d’acquisto: una maglia costa più o meno la stessa cifra nei cinque campionati, ma pesa in maniera diversa sul reddito di chi la compra. 

Il peso sullo stipendio

CampionatoPrezzo medio magliaStipendio lordo medio mensileImpatto %
Serie A94,2 €2.794 €3,4 %
Liga88,3 €2.808 €3,1 %
Ligue 195,2 €3.649 €2,6 %
Pr. League93,0 €4.400 €2,1 %
Bundesliga93,3 €4.483 €2,1 %

Le scelte dei club

—  

All’interno dei singoli campionati, poi, le strategie commerciali non sono sempre le stesse. In Serie A ci sono club che hanno scelto di offrire una porta d’ingresso più economica per il tifoso, affiancando alla versione utilizzata dai calciatori una replica a prezzo ridotto. È il caso di Napoli, Fiorentina e Torino, che mettono a disposizione una versione replica a meno di 60 euro, mentre la versione match, più vicina per caratteristiche a quella indossata dai giocatori, viene proposta a un prezzo più elevato. La distinzione tra replica e match è comunque ormai diffusa anche negli altri campionati. La differenza è che, in molti casi, anche la versione replica più economica parte da una cifra superiore. Per questo, nel confronto tra i club, è stata considerata sempre la proposta più accessibile disponibile. Il caso del Como è invece particolare per un altro motivo: al momento dell’analisi, sullo store online del club è disponibile solo la maglia con la patch della Champions League. Un’altra particolarità italiana è che ben tre dei venti club di Serie A non hanno ancora messo in vendita la maglia sul proprio store ufficiale online (Frosinone, Monza e Sassuolo). Guardando all’estero, invece, c’è anche chi si distingue diversamente nel panorama europeo. Il Brentford, in Premier League, ha deciso di mantenere la maglia presentata per la stagione 2026/27 identica anche nel 2027/28. Una decisione che rompe con il modello ormai consolidato della presentazione annuale delle nuove maglie e che, oltre all’aspetto commerciale, introduce anche una riflessione sulla sostenibilità e sul consumo delle divise sportive. 

le maglie complete

—  

Non a caso infatti le maglie base possono crescere rapidamente di prezzo. Basta solo aggiungere nome e numero, sponsor e patch delle competizioni. In Serie A, così, la media delle configurazioni più complete arriva così a 121,2 euro, rispetto ai 92,6 euro della maglia replica più economica. In Ligue 1 si arriva addirittura a spendere 123 euro in media per la divisa completa, con il record nazionale del Monaco (156 euro di cui addirittura 30 solo per gli sponsor) anche se il primato europeo è del Newcastle, addirittura con 159 euro all’interno di una media per la Premier League di 122,8 euro. Più economiche, invece, le maglie complete di Bundesliga (112,8 euro) e Liga (105,6 euro). 

dati a confronto

—  

Il confronto storico resta comunque il dato più evidente, prendendo in analisi il solo costo della maglia base. La media dei cinque campionati è infatti passata da 74 euro nel 2016/17 a 92,7 euro nel 2026/27, con un incremento del 25%. La Premier League è quindi il caso più evidente: in dieci anni il prezzo medio è cresciuto di 30 euro, quasi la metà in più rispetto a quello di partenza. La Serie A, pur avendo oggi una media superiore a quella della Liga, ha invece registrato una crescita più contenuta, pari al 19%. 

L’aumento in 10 anni

CampionatoPrezzo medio 2016/17Prezzo medio 2026/27Variazione %
Pr. League63,0 €93,0 €+48%
Liga71,6 €88,3 €+23%
Ligue 178,5 €95,2 €+21%
Serie A77,6 €94,2 €+21%
Bundesliga79,7 €93,3 €+17%
MEDIA74,0 €92,7 €+25%

Il mercato delle maglie racconta così una trasformazione del calcio che va oltre il campo. I club hanno sempre più segmentato l’offerta: dalla replica più economica alla versione match, passando per personalizzazioni, sponsor e patch. E se la maglia media dei cinque grandi campionati costa oggi 92,7 euro, il conto per chi vuole quella più completa può essere sensibilmente più alto. In dieci anni, intanto, il tifoso spende quasi 20 euro in più. 

[continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]

Mertens entra nella proprietà dello Sporting Hasselt. E Napoli si interroga…

Il belga ha acquistato quote dello Sporting Hasselt, neopromosso nella serie B del Belgio. Ma i tifosi azzurri lo sognano dirigente del Napoli

…
[continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]

Tutto pronto per il Di Francesco bis: contro il Palermo per l’esordio stagionale in Coppa Italia

di Danilo Sandalo

Prima gara ufficiale nella stagione 2026/27 per il Lecce che nei trentaduesimi di finale di Coppa Italia affronterà il Palermo di Pippo Inzaghi al Renzo Barbera.
I rosanero sono una squadra costruita per vincere il campionato e possono vantare giocatori del calibro di Pohjanpalo, Hernani, Ranocchia e, ultimo arrivato, l’ex funambolo giallorosso Gabriel Strefezza che per l’occasione probabilmente partirà dalla panchina.
Per il Lecce sarà una gara importante in vista dell’ esordio in campionato della settimana prossima, soprattutto dopo un’ estate dove ha tenuto banco la vicenda tragicomica riguardante Lameck Banda.
In attacco probabile l’esordio dal primo minuto del nuovo attaccante giallorosso Geubbels che potrebbe soffiare il posto da titolare all’ eroe di Reggio Emilia, Nikola Stulic.

La partita sarà trasmessa su Italia 1 lunedì 17 agosto a partire dalle 21:15.

PROBABILI FORMAZIONI

PALERMO (4-2-3-1): Joronen; Cassandro, Magnani, Ceccaroni, Augello; Segre, Ranocchia; Gyasi, Hernani, Johnsen; Pohjanpalo.
All.: Filippo Inzaghi

LECCE (4-2-3-1): Falcone; Danilo Veiga, Gaspar, Tiago Gabriel, Gallo; Maleh, Ngom; Pierotti, Coulibaly, N’Dri; Geubbels.
All.: Eusebio Di Francesco