SERIE D | Ferrulli sorride al Bisceglie: “Bel lavoro su costruzione rosa. Niente stracittadina…?”
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SERIE C | Potenza, dall’Ascoli… all’Ascoli e con la novità Tisci in panchina. “Affascinato da…”
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4 agosto 2026 SERIE C – FOGGIA, TRA OTTIMISMO E MERCATO LA ROSA DI AUTERI PRENDE FORMA
Chicco Evani intervista: “Baresi leggendario, era il Milan”
“C’era solo un Capitano”. Chicco pensa a Kaiser Franz tra fedeltà, sacrifici e successi. E che partita in finale contro il Brasile di Romario…
…Mercato Como, affari da Champions: ecco quanto ha speso finora
Con l’arrivo di Chalobah, i lariani sono diventati la seconda squadra (dietro la Juve) ad aver speso di più finora. È vicino anche Yan Couto del Borussia Dortmund: affare impostato con un prestito e diritto di riscatto sui 20 milioni
È stata una trattativa lunga e spinosa quella che ha portato Trevoh Chalobah al Como, con momenti di stallo in cui si è sfiorata la rottura. Ieri una svolta definitiva che si annusava da qualche giorno. Trovato l’accordo totale con il Chelsea per il passaggio a titolo definitivo del difensore centrale inglese, che è atteso in città per le visite mediche e la firma tra la serata di domani e la mattina di giovedì. Affare da circa 36 milioni complessivi, di cui 30 di parte fissa e il restante in bonus, più una clausola di recompra a favore dei Blues. Che sommati a quelli già spesi per Paz (60), Milla (6), Liberali (6) e Kaiki (obbligo di riscatto a 12) porteranno la spesa complessiva a superare i 130 milioni contando il prossimo arrivo di Yan Couto (diritto di riscatto a 20). D’altronde non si può badare a spese per la stagione più importante della storia del club che affronterà per la prima volta la Champions. Fair play finanziario sempre più a rischio. Ma il presidente Suwarso è tranquillo: “Pagheremo la multa”. La stagione impone dei sacrifici. La rosa doveva essere rafforzata sia numericamente che qualitativamente. E in più servivano innesti di esperienza. Non bastavano più due elementi forti per ruolo come aveva pianificato Fabregas prima della sorprendente qualificazione alla coppa più importante. Vuoi per gli infortuni, vuoi per gli impegni bisettimanali.
il pupillo di cesc
—Chalobah ha una solida esperienza di Champions (17 gettoni spalmati su tre edizioni, tutti con la maglia del Chelsea). Il destino di Trevoh è in qualche modo legato all’Italia anche perché fu Conte il primo ad aggregarlo stabilmente nella prima squadra durante il 2017-18. Come per quasi tutti gli acquisti del Como, è Fabregas a dare l’impulso e il timbro finale. Chalobah infatti lo ha visto crescere proprio perché in quella stagione Cesc era uno dei leader del centrocampo dei Blues. Nessuna partita ufficiale insieme poiché l’esordio ufficiale con il Chelsea avvenne solo nell’estate 2021 quando Fabregas era già passato al Monaco. Ma c’è un punto di contatto importante, forse l’apice di quella prima esperienza tra i grandi di Chalobah, quando venne convocato nel maggio 2018, nella suggestiva cornice di Wembley, in occasione della finale di FA Cup vinta dal Chelsea contro il Manchester United per 1-0. Il diciottenne difensore stette seduto per tutti i 90’ in panchina mentre Fabregas dettava i tempi in mezzo al campo. Otto anni dopo, il destino li rivede ritrovarsi sul lago, a ruoli invertiti: Cesc a bordo campo a guardare Trevoh giocare.
duttilità
—Ecco che allora sorge spontanea la domanda, come e soprattutto dove giocherà Chalobah? Oltre che per l’esperienza, il centrale è stato acquistato per la sua duttilità. Questa caratteristica che lo rende un profilo ideale per il calcio fluido e camaleontico di Fabregas. Il suo ruolo naturale è quello di centrale di destra in una difesa a quattro. La zona è quella di Ramon, uno a cui Cesc difficilmente rinuncerà. Tenendo conto che con la Champions aumenteranno le rotazioni, uno dei due potrebbe trasferirsi sul centro-sinistra. Ma nelle ultime stagioni in Premier, Chalobah ha anche giocato spesso come terzino destro in una linea a quattro flessibile. Non è un laterale di spinta che arriva sul fondo a crossare, ma agisce da esterno basso di contenimento. Ciò consentirebbe alla squadra di sbilanciarsi sul lato opposto, trasformando la difesa a quattro in una linea a tre in fase di possesso. Infatti, al Chelsea con Tuchel Chalobah agiva stabilmente come braccetto destro nella difesa a tre.
il prossimo
—E a proposito di terzino destro, si attende la chiusura per Yan Couto. Altro lungo e difficile corteggiamento, con il Dortmund che aspettava la guarigione del titolare del ruolo, Ryerson, infortunatosi al Mondiale. Affare impostato con un prestito e diritto di riscatto sui 20 milioni. Finita qui? No di certo, serve una punta di spessore. Se non Kean, sarà un altro nome di grido.
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Milan, Amorim: “Porteremo avanti l’eredità di Baresi. Mercato? Contento”
Il tecnico ha parlato in conferenza stampa, insieme a Saelemaekers, alla vigilia del derby di domani contro l’Inter
La conferenza stampa di vigilia del derby di domani è stato il momento scelto da Ruben Amorim per ricordare Franco Baresi. Prima di parlare della sfida ai nerazzurri, il tecnico del Milan ha parlato della scomparsa dell’ex capitano, un lutto che ha scosso tutto l’ambiente rossonero: “Prima di tutto le nostre condoglianze alla famiglia di Baresi, ai suoi amici e anche a tutti i compagni di squadra che ha avuto durante la sua carriera. Penso di essere l’ultima persona che dovrebbe parlare di Baresi, perché sono qui da due minuti, ma posso spiegare un po’ la sensazione che c’è all’interno del nostro staff. Prima di tutto, nessuno chiama Baresi “Baresi”: lui è Franco e questo significa qualcosa. Quando parli di lui con tutto lo staff della comunicazione, hanno le lacrime nei loro occhi. Quando andiamo a cena, Michele, il nostro chef (Persechini, ndr), continua a mostrarmi fotografie di lui e del signor Baresi insieme e a raccontarmi tante storie. Ho parlato con tante persone di Franco e nessuno parla delle Champions League e degli scudetti che ha vinto. Tutti dicono una cosa: ‘Quando siamo andati in Serie B, lui non ci ha lasciati’. E questo è speciale. Adesso che non è più con noi, ci sta insegnando che i successi sono davvero una bella cosa, ma che sono importanti per il nostro ego. La cosa fondamentale, alla fine, è il carattere e chi sei, non quello che hai raggiunto. Franco era tutto per la squadra. Tutto per la squadra. E’ questa la sua eredità… Io non so cosa succederà in futuro dal punto di vista dei risultati. Non posso controllarlo né promettere niente. Ma una cosa posso prometterla: la squadra è la cosa più importante del nostro club e porteremo avanti l’eredità di Franco. La squadra, fino al mio ultimo giorno qui, sarà la cosa più importante del nostro club. Oggi non siamo al suo funerale perché siamo qua, ma avvertiamo anche noi la tristezza in tutto il nostro club il nostro leader, il signor Cardinale, è lì e ci sono le persone del Milan. E se oggi poteste chiedere a Franco se avremmo dovuto interrompere la nostra preparazione per andare al suo funerale, penso di poter garantire che avrebbe preferito che continuassimo a fare il nostro lavoro, a difendere il club”.
RAFA FELICE E LUKA…
—Ecco alla partita, con Leao che sarà in campo: “Ho la sensazione che tutti i giocatori stiano lavorando davvero bene: sia quelli che hanno iniziato dal primo giorno sia quelli che sono arrivati dopo. Rafa è fortunato a essere in un club come il Milan, quindi dovrebbe essere felice. Io sento che è felice e motivato. Non so cosa succederà da qui alla fine del mercato, ma sento che il gruppo è davvero unito. La cosa importante è continuare con questo spirito quando le cose diventeranno difficili. In questo club bisogna vincere ogni partita e per questo dobbiamo mantenere lo spirito giusto per tutta la stagione. Perciò non ho sentito, non ho visto alcuna differenza in Leao rispetto agli altri ragazzi. Sento che tutti si stanno preparando per iniziare una stagione molto difficile. Modric? Domani giocherà anche lui. Tutti giocheranno una parte del derby. Perché non abbiamo molto tempo per allenarci e, con due partite molto vicine tra loro, dobbiamo allenarci giocando. Cercheremo di gestire il carico di lavoro. Luka è davvero umile e non gli piace tutta l’attenzione che riceve. Ha un’esperienza enorme e io lo tratterò come un giocatore normale. Dovrà lottare per conquistarsi il posto, ma naturalmente è un giocatore speciale. Abbiamo fatto tanto per averlo con noi almeno per un’altra stagione. Sono davvero contento di lui”.
MERCATO? SONO FELICE COSì
—Eccoci al mercato: “Sono davvero contento della squadra che ho. Stiamo costruendo la nostra idea di gioco. Abbiamo anche un’idea per il mercato. A volte è possibile realizzarla, a volte no. Ma la cosa più importante, l’ho detto in conferenza stampa e lo ripeto, è questa: se dovessimo iniziare la stagione con questa squadra, penso che saremo competitivi in ogni partita e che potremo vincere ogni partita”. Poi a ruota la dimostrazione del milanismo di Amorim: “Per chi dovrebbero tifare gli australiani? Io ho una risposta chiara in mente, il Milan. Capisco che, se si guardano soltanto gli ultimi anni, l’Inter abbia vinto più di noi. Ma il Milan è il Milan. E per questo io dirò sempre Milan. Perché il Milan non riguarda soltanto i trofei. Il Milan rappresenta qualcosa che non si può comprare. Capite? Per me, fin da quando ero un bambino, è sempre stato il Milan. Quindi aprite YouTube, guardate i video e capirete perché sceglierei sempre il Milan”. Poi sul derby: “Vogliamo far bene, ma essere il campione del precampionato non è importante. Ma l’unica cosa che conta davvero è quando, a Torino il 23 agosto, l’arbitro fischierà l’inizio della gara. Contro l’Inter vogliamo vincere, ma vogliamo anche prepararci per quella partita contro il Torino. La nostra preparazione è fondamentale perché ci aiuta a giocare in un certo modo: vincere è quello che vogliamo, ma farlo giocando molto male non trasmetterebbe fiducia. Il mio obiettivo è mettere questi ragazzi nelle condizioni migliori per mostrare questo talento”. Finale sugli allenatori italiani: “Ce ne sono tanti bravi e sono un ammiratore di tutti loro e di Gasperini in particolare che contro il mio Sporting vinceva sempre… La Serie A non è soltanto catenaccio. Bisogna essere davvero fuori strada per pensare che gli allenatori del nostro campionato facciano soltanto catenaccio. Mi servirà un po’ di tempo per adattarmi a ogni partita, ma penso di aver capito piuttosto bene quello che fanno i vostri tecnici. Io voglio giocare il calcio a modo mio. E voglio anche dimostrare, in Serie A, che si può giocare in un modo diverso”.
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PER L’ATTACCO ARRIVA PANICO – Calcio Foggia 1920
Il Calcio Foggia 1920 comunica di aver acquisito a titolo definitivo dall’U.S. Avellino 1912 le prestazioni sportive del calciatore Giuseppe Panico, che si lega al club rossonero fino al 30 giugno 2028.
Attaccante e seconda punta, nato ad Ottaviano il 10 maggio 1997, Panico cresce calcisticamente nel settore giovanile della Polisportiva Calcio Sezze prima di completare la propria formazione nella Primavera del Genoa, club con il quale fa anche il suo esordio in Serie A. Nel corso della sua carriera veste le maglie di Cesena, Teramo, Cittadella, Pro Vercelli, Novara, Juve Stabia, Lucchese, Pro Sesto e Crotone, fino ad approdare alla Carrarese. Con la società toscana si afferma come uno dei grandi protagonisti della stagione 2023/24, culminata con la promozione in Serie B.
Successivamente passa all’Avellino e poi in prestito alla Ternana nella seconda parte della stagione. In carriera vanta un’importante esperienza con oltre 200 presenze tra i professionisti divise tra Serie B e Serie C, arricchite da numerose reti e assist, oltre ad aver indossato la maglia delle Nazionali giovanili azzurre fino all’Under 20.
“Foggia è una piazza calda che vive di calcio. Non vedo l’ora di scendere in campo allo Zaccheria, sudare per questa maglia e dare tutto me stesso per questi colori.”
Benvenuto Giuseppe!
