Numeri e curiosità di Vicenza-Juventus NG finale di ritorno di Coppa Italia

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Firenze, 10 aprile 2023. Si assegna domani sera al “Menti” di Vicenza la coppa Italia di Serie C, edizione numero 50, torneo iniziato nella stagione 1972/73 e da allora sempre disputato fino al 2019/20, el 2020/21 ci fu una pausa, poi la kermesse è ripresa a partire dalla stagione 2021/22.

La prima edizione fu vinta dall’Alessandria, nella finalissima “secca” a Roma, 4-2 dopo tempi supplementari, sull’Avellino (2-2 al 90’). La gara – in verità – sul campo – venne sospesa al 112’, al gol del 4-2 firmato Lorenzetti, poi omologata dal giudice sportivo. Il primo allenatore vittorioso fu Pippo Marchioro, che guidava i grigi piemontesi.

La squadra detentrice in carica è il Padova, vittoriosa nel 2021/22 sul Sudtirol nella finale andata/ritorno, con pareggio 0-0 all’andata in Veneto e successo esterno biancoscudato 1-0 nel ritorno al “Druso”.

La formula della finalissima è tornata ad essere su andata e ritorno l’anno scorso, dopo la “pausa” del 2019/20 (finale secca a Cesena, Juventus U23-Ternana 2-1); iniziata nel 1972/73 a questo modo la finale per l’assegnazione del titolo e durata per 7 edizioni consecutive, a partire dalla stagione 1979/80 il trofeo veniva assegnato – fino al 2018/19 – attraverso una doppia finale. L’ultima è stata tra Viterbese e Monza, vinta dalla compagine laziale, 2-1 all’andata in Brianza per i padroni di casa, 1-0 al ritorno per i gialloblu.

La squadra che vanta il maggior numero di trofei è il Monza, con 4 coppe alzate; seguono a quota 2 titoli Alessandria, Foggia, Padova e Spezia; con 1 coppa a testa, in rigoroso ordine alfabetico, AlbinoLeffe, Alzano Virescit, Arezzo, Bassano, Brindisi, Cagliari, Carrarese, Cesena, Como, Cosenza, Empoli, Fanfulla, Gallipoli, Juventus U23, Juve Stabia, Latina, Lecce, Lecco, Livorno, Lucchese, Lumezzane, Palermo, Pisa, Prato, Salernitana, Sambenedettese, Siracusa, Sorrento, Spal, Triestina, Udinese, Varese, Venezia, Vicenza, Virescit Boccaleone, Virtus Casarano e Viterbese.

Nella storia delle 49 precedenti edizioni di coppa Italia di Serie C in 7 occasioni il titolo è stato assegnato al termine dei tempi supplementari, con ultima volta nel 2001/02, vittoria del Livorno al “Picchi” 3-2 sull’AlbinoLeffe, dopo il 2-1 al 90’.

Due le edizioni decise ai rigori, nel 1974/75 vinta dal Monza sul Sorrento e nel 1989/90 dalla Lucchese sul Palermo.

Due anche le coppe assegnate a tavolino, nel 1977/78 all’Udinese (finale “secca” contro la Reggina al “Granillo” per invasione di campo) e nel 1984/85 l’andata di Carrarese-Virtus Casarano, per un black-out allo stadio, per il quale fu dato lo 0-2 ai marmiferi, il ritorno fu poi vinto dai toscani 2-1, ma non fu sufficiente per alzare la coppa.

Tra gli allenatori che hanno vinto in carriera la coppa Italia di serie C, il più celebre è senza dubbio Claudio Ranieri, campione con il Cagliari 1988/89 (che è tornato ad allenare da poche settimane dopo 32 anni) e poi vincitore della Premier con il Leicester 2015/16, della supercoppa Uefa col Valencia 2004, oltre ad 1 coppa Italia, 1 supercoppa di Lega, 1 supercoppa di Spagna e promozioni varie in giro per l’Europa, ma non si possono dimenticare Luciano Spalletti (oggi dominatore in serie A con il “suo” Napoli, che la vinse con l’Empoli 1995/96), Roberto De Zerbi (2015/16 al Foggia), Filippo Inzaghi (Venezia 2016/17), mentre nel 2019/20 alzò la coppa Fabio Pecchia (Juventus U23 2019/20, oggi coach del Parma e panchina d’argento di fresca nomina per la serie B 2021/22, che ha vinto con  la “sua” Cremonese).

Il Vicenza gioca una finalissima di coppa di C per la seconda volta in 15 partecipazioni alla competizione: nel 1981/82 vinse il titolo superando in finale il Campobasso: andata 0-0 nel Molise, ritorno 3-1 veneto dopo overtime, allenatore biancorosso Giancarlo Cadè, in formazione – tra gli altri – Gigi Delneri ed Alessandro Renica.

Nel percorso 2022/23 i biancorossi veneti hanno – via via – eliminato la Virtus Verona (2-1 al “Menti”), l’Arzignano Valchiampo (4-2 a Vicenza), il Rimini (4-2 ai rigori al “Neri”, 0-0 al 90’ e 1-1 al 120’), la Viterbese (2-0 in terra laziale), infine nella semifinale andata/ritorno la Virtus Entella (4-1 nel ritorno del “Menti” ai supplementrari dopo lo 0-1 subito all’andata a Chiavari).

E’ la quindicesima volta nella storia delle finali di coppa Italia di Lega Pro che una squadra vince fuori casa il match di andata: chi ci è riuscito, ha in 13 casi sempre alzato la coppa nel ritorno, nel proprio stadio: in ordine cronologico ricordiamo Carrarese 1982/83, Virtus Casarano 1984/85, Cagliari 1988/89, Palermo 1992/93, Empoli 1995/96, Spal 1998/99, Brindisi 2002/03, Spezia 2004/05, Juve Stabia 2010/11, Latina 2012/13, Salernitana 2013/14, Cosenza 2014/15 ed Alessandria 2017/18. Unica eccezione nell’edizione 2011/12, con il Pisa vittorioso all’andata 1-0 al “Picco” di La Spezia, ma poi sconfitto 1-2 all’Arena al ritorno e titolo vinto dai liguri.

La Juventus Next Generation è alla sua seconda finale in 4 partecipazioni al torneo: ha vinto l’edizione 2019/20 sconfiggendo 2-1 in finale secca la Ternana (a Cesena).

Nel cammino verso l’epilogo decisivo 2022/23, la squadra guidata da Massimo Brambilla ha eliminato, nell’ordine, la Feralpisalò vincendo 5-2 al “Turina”, il San Giuliano (1-0 esterno), il Padova detentore (2-1 all’ “Euganeo”) ed in semifinale andata/ritorno il Foggia, 5-3 ai rigori dopo reciproco successo interno per 2-1, all’overtime nella gara in Piemonte di ritorno.

Massimo Brambilla ha già vinto la coppa di C da calciatore, edizione 1990/91, non giocando però alcuna delle due finali contro il Palermo (1-1 al “Barbera” all’andata e 1-0 al ritorno a Monza per i brianzoli), ma faceva parte della rosa di mister Trainini, che annoverava – tra gli altri, tra le proprie fila – Gigi Di Biagio, Anselmo Robbiati e Vincenzo Vivarini (autore della rete monzese all’andata), oggi allenatore nel girone C con il Catanzaro dei record, che è stato già promosso aritmeticamente in serie B e che sabato scorso, con il successo 4-2 a Francavilla Fontana sulla Virtus ha stabilito – a quota 93 – il record di punti per un campionato di Lega Pro.

A Vicenza esiste un solo precedente ufficiale fra le due squadre, quest’anno in campionato, 12 ottobre scorso, 2-0 biancorosso con le reti di Ferrari (doppietta) al 26’ e 69’.

Per il secondo anno consecutivo uno dei due tecnici finalisti è di passaporto straniero: l’anno scorso vi era Javorcic, coach del Sudtirol, adesso nel ritorno c’è Thomassen, dopo che nella finale di andata a Torino il 2 marzo scorso, era ancora Francesco Modesto coach dei biancorossi veneti. Thomassen sarà il quarto tecnico straniero a giocare una finale di coppa di C. Se Javorcic l’anno scorso uscì sconfitto dal Padova di Oddo, hanno invece alzato la coppa gli argentini Oscar Massei con il Lecco 1976/77 ed Antonio Valentin Angelillo con l’Arezzo 1980/81. Sono dunque 42 anni che un coach straniero non vince la coppa Italia di C. (dati a cura di “Football data”)

LEGA PRO

CARO CAPITANO… – Taranto Football Club 1927

CARO CAPITANO…

Caro capitano,

che sarebbe stata una Pasqua diversa, chissà perché, ma ce lo aspettavamo. C’era qualcosa nell’aria di particolare, un’atmosfera diversa. Serena. Limpida. Come l’occasione per la quale stavamo per scendere in campo. Sarà stato il caldo sole primaverile, un po’ inusuale quando dalle nostre parti si avvicina la fine della settimana santa. La fede religiosa aveva lasciato spazio a quella calcistica. Alla necessità di credere in qualcosa di importante. E tu eri con noi. Assieme a tua moglie Ivana e ai tuoi figli Alessio e Fabio che con le rispettive famiglie hanno deciso di scendere in campo con noi. Con te assieme a noi. La tua maglia numero 8 ha sventolato prima del calcio d’inizio di Taranto-Pescara. Quella fascia di capitano al braccio del tuo nipotino che dinanzi ha tutta la vita da vivere. Come se quell’innocenza e quella vitalità di bambino si fossero trasmesse magicamente al braccio del nostro capitano di giornata, Giovanni Formiconi, chiamato a guidare, come te, la nostra squadra alla vittoria. Già, il numero 8, perché era anche sabato 8 aprile e noi avevamo il dovere di tenere lontano lo spettro dei playout. Beh, capitano, ci siamo riusciti. Abbiamo vinto. Tre a zero. Mai era successo di segnare tre gol in una stessa partita in questa stagione difficile. Sabato, invece, è sembrato tutto facile, come se qualcosa di sovrannaturale avesse reso quella gara una semplice discesa. Mai il nostro Alfredo Bifulco aveva segnato e invece ne ha fatti due. Prima, però, aveva già segnato Christian Tommasini e indovina quanti gol ha realizzato finora? Sì, proprio 8. Come il tuo numero capitano, quello che abbiamo ricordato assieme al tuo nome con i nostri applausi, quelli della tua famiglia, dei tuoi amici. Quelli della tua gente. Ce l’abbiamo fatta. Siamo salvi. E tu eri con noi. Grazie Ivan Romanzini. Grazie capitano.

Il tuo Taranto.

Fonte: Taranto Football Club Official Site

Cassano: “Con Livaja abbiamo litigato, ma poi amici come prima”

L’ex attaccante replica a Mourinho su Instagram: “Devi dire alla tua spia che quella volta si sono messe in mezzo venti persone e con Marko non sono venuto alle mani”

Antonio Cassano passa al contrattacco. A quasi tre giorni dalle dichiarazioni di José Mourinho, che aveva risposto alle affermazioni dell’ex attaccante sul gioco espresso dalla Roma rendendo pubblica la storia dello scontro tra il barese e Marko Livaja, ‘Fantantonio’ ha lanciato un messaggio allo Speciale One. La replica è affidata ad un video pubblicato su Instagram, in cui Cassano ha raccontato la sua versione dei fatti: “Nella mia vita non è mai stato duro niente. Anzi, il vero momento duro l’ho vissuto da 0 a 18 anni perché dove vivevo io o eri sveglio, furbo e figlio di buona donna oppure non andavi avanti. Con Livaja ho litigato e ci siamo detti di tutto, io a lui e lui a me ma poi, dopo due giorni, amici come prima e siamo andati avanti. Mia madre mi ha insegnato a non avere paura di niente e di…

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Roma, il futuro di Dybala passa dalla Champions

Con il rigore ha deciso anche la partita di Torino, la Joya in giallorosso ha numeri da capogiro ma il destino è ancora incerto. E il Real Madrid lo tenta…

Semplicemente Joya. Una Joya che va al di là dei numeri stagionali utili a santificarlo. Paulo Dybala è l’anima della Roma, il suo giocatore vetrina, quello per cui vale sempre il prezzo del biglietto.

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Da Conte a Zidane, dagli ex c.t. agli emergenti: ecco tutti gli allenatori sul mercato

Antonio per la grinta, Zinedine per la gestione del gruppo, Julian per l’età e le idee rivoluzionarie. Per quanto siano tanto diversi tra loro, Conte, Zidane e Nagelsmann sono i migliori allenatori disponibili sul mercato. Antonio ha già guidato Juve, Chelsea, Inter e Tottenham, acquisendo esperienza ad altissimi livelli. Zidane è fermo, invece, alla parentesi madrilena, chiusa nel 2021 dopo un triplo trionfo in Champions League: nulla da dire su leadership e mentalità vincente, ma resta l’incognita su come renderebbe altrove. Nagelsmann, 35 anni, ha l’appeal del giovane dal roseo futuro, anche se al Bayern non è riuscito a instaurare un ottimo rapporto con alcuni giocatori chiave. Occhio pure a Luis Enrique che, dopo il Mondiale in Qatar, ha salutato la Spagna. L’ex centrocampista cerca un club che gli dia fiducia, permettendogli magari di aprire un ciclo pluriennale.

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Juventus: Pogba si allena davanti ai tifosi, Vlahovic in palestra

Buone indicazioni dal francese che ha svolto l’intera seduta con i compagni. Il serbo è a rischio per la gara con lo Sporting

Buone indicazioni da Pogba, meno da Vlahovic. Il francese ha svolto l’intero allenamento con i compagni, prendendosi l’affetto dei circa 350 tifosi della Juve che hanno potuto assistere alla seduta aperta nel giorno di Pasquetta. L’attaccante invece non si è visto: come De Sciglio (che nell’ultima parte della mattinata ha svolto anche un lavoro individuale sul campo, ma in un rettangolo parallelo) è rimasto a lavorare in palestra: le sue condizioni sono da monitorare, per adesso è a rischio per la gara contro lo Sporting di giovedì. Ha lavorato a buon ritmo con la squadra Bonucci: il capitano si avvicina alla sua migliore condizione, dopo un periodo di stop dovuto a un trauma rimediato contro la Sampdoria un mese fa.

VERSO LO SPORTING

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In campo è tornato anche Allegri, assente all’Olimpico contro la Lazio per smaltire un attacco…

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10 Aprile 2023 – Serie D, tutto in quattro gare

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Fonte: AntennaSud Official Youtube channel

Benfica-Inter all’arbitro Oliver, quello del “bidone al posto del cuore”

Sarà l’inglese a dirigere l’andata dei quarti di Champions dei nerazzurri. Nel 2018 fece infuriare Buffon per il rigore fatale contro il Real nel recupero. Il bilancio con le italiane è di 4 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte

Sarà l’arbitro inglese Michael Oliver a dirigere l’andata dei quarti di finale di Champions League tra Benfica e Inter in programma domani sera (ore 21) al Da Luz di Lisbona.

Il famoso bidone…

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Ricordate Buffon alla fine di Real Madrid-Juve 1-3 del 2018 quando disperato diceva ai microfoni che “l’arbitro ha un bidone dell’immondizia al posto del cuore”? Ecco, il riferimento era proprio a Oliver, colpevole secondo il portiere di aver fischiato nel recupero un rigore “stradubbio” ma fatale per i bianconeri.

I precedenti

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L’inglese non ha invece mai incrociato i nerazzurri. Nel complesso il suo bilancio con le formazioni italiane è di 4 vittorie (Juventus-Sporting 2-1, Champions 2017-18; Real Madrid-Juventus 1-3 Champions 2017-18;…

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Taranto, sei salvo grazie agli incastri del calendario e…all’Avellino


Il Taranto ha sei punti di vantaggio sul quintultimo posto a due giornate dal termine. Eppure può già festeggiare la salvezza. A rendere aritmetica la permanenza in Lega Pro dei pugliesi sono gli incastri del calendario e, in particolare, grazie all’Avellino. Gli irpini, infatti, si trovano un punto sotto i rossoblù. Punto che potrebbero conquistare contro una tra Monterosi e Fidelis Andria. Strappare anche un solo pari a laziali e federiciani, però, significherebbe non permettere ai primi di agganciare il Taranto (essendo a sei punti) e ai secondi di ridurre almeno a otto le lunghezze di distacco dai tarantini. Ricordiamo, infatti, che da nove punti in su di distacco i playout non si disputano e la retrocessione della squadra peggio classificata in classifica è automatica. Ecco perché, grazie agli incastri di calendario e agli irpini, il Taranto può già festeggiare la permanenza in Lega Pro.

Fonte:TuttoC.com

Ancelotti: ‘Milan-Napoli equilibrata e incerta. E a Istanbul…’

Il tecnico del Real a Radio1: “Sono affezionato al club rossonero. Berlusconi un grande presidente. Il mio futuro? Vorrei rispettare l’attuale contratto fino al 2024”

Per lui sarà ovviamente una sfida molto particolare. E non solo perché uscirà una delle squadre che potrebbe teoricamente ritrovarsi in finale, ma anche – e forse soprattutto – perché Carlo Ancelotti sulle panchine di Milan e Napoli (con tempi e risultati diversi, ovviamente) ci ha lavorato.

Strategia

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Il tecnico del Real, intervenendo a “Radio anch’io sport” su Radio1, ha parlato così della sfida di San Siro: “ Se fosse nello spogliatoio del Milan o del Napoli cosa direi per preparare questa sfida? In questo tipo di partite i giocatori sentono la pressione, sono motivatissimi, quindi non c’è bisogno di fare discorsi motivazionali. Il discorso da fare è legato alla strategia della partita, cercando di dare indicazioni chiare e semplici ai giocatori, per farli sentire coinvolti e…

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