DESIGNAZIONI PRIMO PLAY OFF NAZIONALE 18 MAGGIO 2023

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PLAY OFF NAZIONALE

ANCONA – LECCO
Matteo Centi
Terni
Pietro Pascali
Bologna
Roberto Allocco
Bra
Roberto Lovison
Padova

AUDACE CERIGNOLA – FOGGIA
Stefano Nicolini
Brescia
Marco Cerilli
Latina
Michele Piatti
Como
Michele Delrio
Reggio Emilia

GUBBIO – VIRTUS ENTELLA
Marco Emmanuele
Pisa
Massimiliano Bonomo
Milano
Mattia Regattieri
Finale Emilia
Valerio Crezzini
Siena

PRO SESTO – LR VICENZA
Alberto Ruben Arena
Torre del Greco
Lorenzo Giuggioli
Grosseto
Vincenzo Pedone
Reggio Calabria
Niccolo’ Turrini
Firenze

VIRTUS VERONA – PESCARA
Ermes Fabrizio Cavaliere
Paola
Costin Del Santo Spataru
Siena
Marco Toce
Firenze
Samuele Andreano
Prato

 

LEGA PRO

Brescia, Palermo come l’Arsenal e carica De Zerbi: “Barbera bolgia, ma si può fare”

Roberto De Zerbi incanta con il suo Brighton in Premier League ma resta fortemente legato alle vicende del Brescia. L’ex Sassuolo carica la squadra di Gastaldello in vista del match contro il Palermo di Corini che vale la permanenza in Serie B

Dopo le mirabilie, strategiche e concettuali,  trasposte brillantemente dal suo Foggia in lega Pro, Maurizio Zamparini ne rimase professionalmente folgorato. il compianto imprenditore friulano subodorò personalità, talento e stoffa dell’uomo e del tecnico Roberto De Zerbi. L’ex patron rosanero lo scelse per guidare un Palermo tecnicamente inadeguato, per qualità e ristrettezza dell’organico, a competere in quel campionato di Serie A. Tuttavia, identità, forma mentis ed impianto di gioco impartiti dal coach bresciano rubavano l’occhio. Il coraggio, la creatività, l’innovazione portata in  dote da certe idee lasciavano presagire per lui un futuro radioso nell’olimpo del grande calcio. Zamparini ci aveva visto lungo. Dopo le numerose…

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Monopoli, Piccinni lascia il calcio: “È stato un bel viaggio, io scendo qui”


Marco Piccinni dice addio al calcio. Il capitano del Monopoli lo ha annunciato in conferenza stampa: “Questo incontro non sarà una lunga conferenza strappalacrime. Potete immaginare cosa sto annunciando, è stato un viaggio bellissimo durato più di 16 anni e lascio il calcio. Il calcio mi ha accompagnato sin da quando ero bambino, ero insicuro e balbuziente e il calcio mi ha svegliato fino a farmi diventare un capitano. Mi ha cullato nelle notti dopo le vittorie e non mi ha fatto dormire dopo le sconfitte, non ultima quella di ieri. Col calcio ci siamo conosciuti giovani e ora mi sta restituendo alla carriera come padre di due figli. Devo tanto al calcio ma è ora di lasciare. In tanti mi hanno detto di pensarci bene ma io sono pronto perché è una vita che mi preparo per questo giorno. Da tempo sto studiando e cercando percorsi paralleli ed è quello che ho detto a tutti i ragazzi che hanno condiviso con me lo spogliatoio. La fine della carriera la vivo senza paura e senza ansie, il mio più grande successo è avere tanti ragazzi nello spogliatoio che, fino a qualche anno fa, non aveva neanche un diploma e ora si sta laureando“. Il capitano biancoverde passa ai ringraziamenti: “Devo ringraziare i due presidenti, Onofrio che mi ha accolto quando avevo poco più di 30 anni e Francesco che mi ha rincorso per tanti anni e mi ha preso giusto nell’ultimo anno di carriera. Grazie allo staff di quest’anno, si sono presi rischi e responsabilità che non erano per nulla semplici, Poteva andare in tutt’altra maniera e loro sono stati molto coraggiosi. Ringrazio i tifosi del Monopoli, che oggi chiamo la mia gente e spero di essere uno di loro. Un ringraziamento particolare lasciatemelo fare allo spogliatoio e alla squadra. Nella partita più importante della stagione ho perso una palla sanguinosa in mezzo al campo, togliendo la speranza ai miei compagni e ai miei tifosi. Erano i miei ultimi minuti da calciatore e ho visto il buio, ho pensato che nello spogliatoio avrei trovato commiserazione e invece ho trovato riconoscenza per il percorso umano fatto insieme ed è stata una cosa meravigliosa. Sono passato in un attimo dal buio alla luce e ho capito la cosa più importante: io sono stato un normale giocatore di Serie C, anzi, di Serie C girone C, però riconosco di essere stato un campione nei rapporti umani. I rapporti umani ti permettono di rialzarti nei momenti bui e permettono alle squadre di uscire anche dalle stagioni più brutte. Lascio il calcio e lascio tanti amici veri e sinceri, a differenza di tanti altri ex calciatori io posso chiudere la mia carriera con il sorriso. Grazie a tutti, è stato un viaggio bellissimo, questa è la mia fermata e scendo qui”. Sul futuro: “Ora mi prenderò un attimo di pausa perché devo rassettare i pensieri e sviluppare i percorsi a cui sto lavorando. Fotografie della mia carriera? Sono difficili da individuare, è stata una carriera ricca di belle esperienze. A Piacenza, dopo la retrocessione, la gente riconobbe l’impegno invece di contestare e fu una delle massime espressioni di sport vissute nella mia carriera. Qui a Monopoli sono tanti i ricordi che porterò nel cuore per sempre. Sarà dura ricolmare le emozioni che lo sport e il calcio ti sanno regalare. Il mio futuro? Conosco benissimo l’ambiente calcistico ma è prematuro parlare di incarichi in società, anche perché non è una decisione che riguarda soltanto me ma dipende dalla società. Non posso dire che non mi piacerebbe, ma mi sono costruire anche altri percorsi paralleli su cui ho investito tanto e che dovrò valutare. Rimpianti? Prima della conferenza, scherzando, ho detto che non me ne sarei andato fino a quando non avrei visto il Monopoli in B. La società ha alzato l’asticella anno dopo anno con una visione a lungo raggio. La canzone che mi frulla nella testa è nessun rimpianto, nessun rimorso, però penso anche a quello che è successo nella scorsa stagione e a come è andata questa. Io ci credevo, alla squadra lo ripetevo continuamente. Il rimpianto più grosso è l’anno del Covid, chiuso al terzo posto e senza l’interruzione sono sicuro che avremmo chiuso secondi e poi chissà cosa sarebbe successo. Ma adesso non ci voglio più pensare perché ho chiuso questo capitolo e voglio tuffarmi nel prossimo. Non smetto per gli acciacchi fisici ma perché mi sono preparato tanto per la mia prossima vita. Dopo l’ennesimo infortunio, quest’anno, le mie figlie hanno chiesto a Dio di non farmi più infortunare e se lascio è perché lo devo anche a loro”.  

Fonte:TuttoC.com