De Ketelaere, l’agente: “Il Milan crede in lui al 100%”

Tom De Mul ha parlato così a proposito del belga, da domani in campo per l’Europeo U21: “Maldini era un grande sostenitore di Charles, ma il suo sostituto è il capo scout che l’ha aiutato a far passare il suo trasferimento”

Charles De Ketelaere non si tocca. E’ questo il messaggio di Tom De Mul, agente del belga, ai giornali belgi. Intervistato prima dell’inizio dell’Europeo Under 21, dove CDK difenderà il suo Paese in un girone con Portogallo, Georgia e Olanda, ha parlato così riguardo il futuro del trequartista, reduce da un’annata negativa: “Il Milan crede ancora in lui al 100%”.

Fiducia

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De Mul ha continuato: “Maldini era un grande sostenitore di Charles, ma il suo sostituto è il capo scout che l’ha aiutato a far passare il suo trasferimento”. Sulla stagione negativa ha parlato così: “Charles si guarda allo specchio. Sa che tutti lo stanno giudicando molto perché è stato il più grande trasferimento del Milan, ma si rende anche conto che può dare…

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Foggia, Delio Rossi si dimette: “Ho dormito 3 ore a notte, sono troppo tifoso”


Delio Rossi saluta Foggia. L’esperto tecnico, in conferenza stampa, ha comunicato le proprie dimissioni con un messaggio molto sentito: “Penso che sia sotto gli occhi di tutti quello che ha fatto questa squadra. Sono venuto a quattro giornate dalla fine, mi ha chiamato un certo signor Sapio, non sapevo neanche chi era. Ci siamo incontrati a Napoli e se chiama il Foggia e ci vado a parlare significa che ci voglio venire. Non è un problema economico, tanto è vero che gli ho detto solo di darmi un gruppo di lavoro, economicamente quello che mi potevano dare, solo vitto e alloggio per me e il mio collaboratore fedele. Ho parlato col presidente 10 minuti nella sua azienda a Bari. Gli ho detto: io vengo, Foggia è la mia città, però non vengo per quattro partite. Vengo per quattro partite più un anno, anche per essere credibile nei confronti di un gruppo. Alla fine di queste quattro gare faremo un bilancio, ci conosceremo come persone e valuteremo cosa fare eventualmente in futuro.

La prima cosa che ho fatto è spegnere il telefono, non ho chiamato amici, parenti, nessuno. Non è stato facile, qui ho affetti, conoscenze e amicizie. Ho lavorato 24 ore al giorno da recluso, non ho fatto una passeggiata, non sono andato una volta in centro, non sono mai andato in un panificio, ho pensato 24 ore al giorno al Foggia. Mangiavo una volta al giorno, dormivo 3 ore a notte. Conosco il mio modo di fare calcio, soprattutto in questa città. Abbiamo lavorato e abbiamo cullato un sogno che purtroppo non è finito come volevamo. Io intanto ringrazio il presidente che mi ha dato la possibilità di allenare il Foggia, altri avevano fatto finta di farlo. Quello che ho chiesto al presidente me l’ha concesso.

Devo ringraziare un gruppo di ragazzi incredibile dal punto di vista morale, non avete idea di quello che hanno passato questi ragazzi. Tre direttori sportivi, cinque allenatori, contestazioni, senza campi d’allenamento, giocavano con infiltrazioni, su una gamba sola, qualcuno non camminava e alla fine scendeva in campo. Qualcuno si è pure permesso di contestarli in maniera ingenerosa, ultimo l’atto delinquenziale di ieri. Loro hanno onorato questa maglia, si sono dedicati completamente a me, li ringrazierò sempre per questo. Ringrazio lo staff, i magazzinieri, tutti quelli che hanno permesso di cullare questo sogno. Io ho un’idea ma non ho capito perché non è arrivato fino alla fine. C’è stato qualcosa che secondo me esula dal discorso calcistico, un’idea me la sono fatta ma me la voglio tenere per me. Se qualcosa non l’ho detta è perché non potevo dirla.

L’anno prossimo non sarò più l’allenatore del Foggia, per una mia scelta personale. Ma sarebbe stato così anche se fossimo andati in Serie B. Perché per fare l’allenatore devi essere razionale e io qui non riesco a esserlo, non riesco a fare il mio lavoro. Sono troppo legato, visceralmente, affettivamente, sentimentalmente. E non posso vivere da recluso per un altro anno, non sarebbe giusto e non sarebbe corretto. Io qualsiasi passaggio sbagliato, qualsiasi rimessa laterale, la sentivo sulla mia pelle. E non può andare avanti così, devi essere sereno. Meglio un allenatore che non ha rapporti con il territorio, più distaccato. Io sono troppo coinvolto, non c’è nessun altro motivo. Per questo me ne vado. Io sono e sarò sempre tifoso del Foggia.

Ho comunicato alla società, alla squadra e alla mia famiglia che avevo maturato questa decisione. Già un mese fa avevo quest’idea. Non è il problema dello stress, è che sono troppo coinvolto qua. Farei un danno al Foggia se rimanessi. Se io vedo una partita e la perdo, poi vado in albergo e alla reception mi vedono come fanno tutti i giorni, io sono convinto che mi stiano guardando male. Sono io quello sbagliato, serve un allenatore più sereno. I presidenti, gli allenatori, i giocatori passano. La squadra rimane. Si chiude una porta, si apre un portone. Se mi volete bene, cercate di capirmi. La scelta di non allenare più il Foggia è una scelta ponderata, non una pausa di riflessione.

Io come il marito che lascia la moglie perché la ama troppo? Facile dare giudizi dal di fuori, bisogna viverle dal di dentro. Per dare giudizi su una persona devi camminare per due giorni con i mocassini di quella persona. Non sono sereno, non è giusto per il Foggia che io non lo sia. Avrei preferito fare questo discorso di fronte a una promozione in Serie B, probabilmente non ci sarebbero stati tutti questi rimpianti. Accettate la mia decisione. Io non farò mai più l’allenatore del Foggia? Penso di no. Continuerò ad allenare? Non lo so. Sicuramente non farò l’allenatore del Foggia”.

Fonte:TuttoC.com

Garcia a Napoli, spavaldo e felice come un artista

Il francese per la sua nuova sfida trasmette sicurezza e voglia di stupire anche se stesso

«Non, je n’ai peur de rien». Rudi Garcia non ha paura di niente. Sembra un verso della Piaf, invece è la dichiarazione d’intenti del nuovo allenatore del Napoli.

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Il Lecce e mister Baroni non trovano l’ intesa: addio al tecnico della promozione e della salvezza in Serie A.

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di Danilo Sandalo

Con un comunicato diramato nella tarda mattinata di oggi, l’ US Lecce comunica che il rapporto con mister Marco Baroni è da ritenersi concluso.
Di seguito la nota ufficiale apparsa sul sito internet della società di Via Colonnello Costadura:

A seguito degli incontri intervenuti tra la società e l’allenatore Marco Baroni ed il suo agente, si comunica che le parti non hanno trovato un’intesa per proseguire il rapporto contrattuale in scadenza il prossimo 30 giugno.
La proposta dell’U.S. Lecce di proseguire il rapporto per un altro anno con incremento della parte economica a favore dell’allenatore e del suo staff non ha trovato accoglimento.
Dopo due anni straordinari, durante i quali è stata raggiunta la promozione in serie A e la salvezza nella massima serie, si chiude con grande serenità il rapporto tra U.S. Lecce e Marco Baroni.
Al mister ed al suo staff un grande ringraziamento per l’impegno e la professionalità dimostrati in questo biennio di successi.

L’Inter saluta Dzeko e Correa: ma solo per il bosniaco c’è gratitudine

Arrivati insieme per sostituire Lukaku, stanno per lasciare Milano. Il bosniaco è costato di più, ma la sua esperienza in nerazzurro è stata decisamente migliore

Dzeko e Correa viaggiano in coppia. Non in campo, però: quest’anno hanno giocato insieme solo spezzoni qua e là, da titolari in tandem esclusivamente contro la Cremonese e a Plzen. Viaggiano in coppia, piuttosto, nelle innumerevoli strade del calciomercato: sono arrivati insieme due anni fa per colmare il vuoto lasciato da Lukaku e ora, entrambi, sono destinati all’addio da Milano. Ma, quando saluteranno, ad accompagnarli alla porta ci saranno sguardi diversi: per Edin di gratitudine e riconoscenza, per Joaquin di rammarico per quello che non è stato.

Il bosniaco

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Dzeko ha regalato gol e prestazioni al mondo interista. Ogni rete del bosniaco – 31 in totale nel biennio – è costata 45mila euro, considerando che il cigno di Sarajevo era arrivato dalla Roma per appena un milione e mezzo. Poca…

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Milan, caccia al fantasista: da Pulisic a Romero il confronto tra i "candidati"

Milan, caccia al fantasista: da Pulisic a Romero il confronto tra i “candidati”
Piacciono lo statunitense del Chelsea, l’argentino Almada e il nigeriano Chukwueze. Investimenti sul futuro per il turco Guler e l’azzurro Baldanzi mentre il laziale potrebbe arrivare a parametro zero
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