Gasp in dribbling sul futuro: ‘Ne parliamo da lunedì. Ora voglio l’Europa League”

Il tecnico prima del match col Monza: “Siamo già contenti così della nostra stagione, anche se ho sempre ascoltato rumor piuttosto negativi”

Dal nostro inviato Andrea Elefante

“Del mio futuro parliamo da lunedì. Per mettere un punto? Non c’è mai stato nessun conflitto, non abbiamo mai parlato di calcio, del prossimo anno, di mercato. Oggi conta solo il Monza, e la partita di domani”. Gian Piero Gasperini sa che in realtà se n’è già parlato: è successo nel tempo, è successo di nuovo, e più approfonditamente, in settimana, ma un punto non è stato ancora messo. Una sola certezza, la solita: “Io ho un contratto, eh? Mi sono impegnato al massimo, spero che basti quello che abbiamo fatto”. E una constatazione di calcio, appunto: fermarsi alla Conference League già certa o arrivare in Europa League può cambiare non tutto, ma alcune cose sì.

“Solo il Monza”

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Quindi Atalanta-Monza diventa ancor più un crocevia non banale. Contro…

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Rebus Lukaku, Acerbi e Onana, gli obiettivi: i nodi del mercato dell’Inter

Dopo la finale di Champions League si apre il cantiere per la prossima stagione. C’è fermento per tutti i reparti

La certezza si chiama Istanbul, finale di Champions League, Manchester City. Un sogno da provare a coronare tra una settimana, ma è bene per l’Inter tenere anche lo sguardo oltre: alla prossima stagione, agli obiettivi (ambiziosi) del 2023/24. Ecco che il mercato, se non si è ancora preso tutte le attenzioni del club nerazzurro per ovvie ragioni, è un pensiero che inizia a montare, giorno dopo giorno. Perché ci sono varie questioni che l’Inter deve affrontare, tra giocatori in casa dal futuro incerto e possibili nuovi obiettivi.

Lukaku e l’attacco

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Il piatto forte è sempre lo stesso: Romelu Lukaku. La situazione è nota: il belga – come più volte confermato da Beppe Marotta – tornerà al Chelsea dopo la finale di Champions, poi i due club torneranno a discutere. La volontà del calciatore è chiarissima: restare (o meglio, tornare) a…

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Spalletti, Ibra, Skriniar, Di Maria e Quagliarella: cala il sipario ma non finisce qui

Tra oggi e domani cinque pezzi grossi saluteranno i tifosi. Qualcuno riapparirà altrove, qualcun altro forse resterà

Sebastiano Vernazza

L’allenatore del Napoli

E Spalletti se ne va perché è un irrequieto naturale

Non gioca più, se ne va. La musica di un grande successo di Mina, “Non gioco più” canzone del 1974, c’entra poco con Napoli-Samp di domani, l’ennesima festa scudetto al Maradona. Un blues lento e malinconico, ma un paio di versi descrivono alla perfezione la separazione tra Aurelio De Luarentiis e Luciano Spalletti: la faccia di cemento/ tu parli e non ti sento/ io cambio e chi non cambia resta là. Spalletti non gioca più e se ne va da vincitore. Una scelta giusta o un errore? Dipenderà dal rendimento nel Napoli nella prossima stagione. Se la squadra andrà male, tutti a dire: ha fatto bene a lasciare, aveva capito che di più non si sarebbe potuto fare. Se…

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