Ekhator dal Genoa alla Juve: la storia del nuovo attaccante bianconero

Il prossimo attaccante della Juve, tanto genoano da canticchiare i cori della gradinata quando si accomodava in panchina, in campo dimentica la timidezza che ne contraddistingue il carattere fuori. E alla firma sul primo contratto sua madre non chiese soldi, ma un dentista

Allora è vero che il Genoa è un Athletic Bilbao dalle dimensioni leggermente ridotte: giocatori fatti in casa, spesso prodotti a km zero, dal potenziale esagerato e che in breve tempo si trasformano in ossigeno puro per le casse della società. È il caso di Jeff Ekhator, prossimo attaccante della Juventus, ma pure di molti altri: l’altro bianconero Cambiaso (genovese) è cresciuto proprio nel Don Bosco, la stessa realtà salesiana che ha svezzato Ekhator, mentre Ahanor passato all’Atalanta per 20 milioni era stato accolto bambino in un’abbazia adibita a centro di accoglienza nella zona di Sampierdarena. Poi ci sono tanti altri nomi, “local” e…

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Bastoni verso il no alla Procura: la difesa e la ragazza respingono le accuse.

Proseguono le indagini: il difensore dell’Inter valuta di non presentarsi alla convocazione, il legale esclude rapporti a pagamento. E anche la giovane coinvolta nega di aver ricevuto denaro. La prossima settimana saranno ascoltati altri calciatori

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VIDEO Bruno Conti saluta la Roma dopo 53 anni e scoppia a piangere

Si è conclusa la lunga storia d’amore tra Bruno Conti e la Roma dopo 53 anni di carriera come calciatore, allenatore e dirigente. “Marazico” ha salutato tutti a Trigoria e ha tenuto un discorso commovente nel suo circolo Conti Sport Center di Anzio. Presenti tanti amici e i familiari del campione.

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Da Ramos a Van Dijk e Liberali: ora sì che è il Milan di Gerry Cardinale

Dopo due anni deludenti e la critica feroce dei tifosi, il numero uno di RedBird ha cambiato decisamente registro, scendendo in campo in prima persona

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Da Aubameyang a Kerkez, tutti i ragazzi che il Milan non ha “capito”

Chi più, chi meno, ma capita a qualsiasi club: accogli, coltivi e sgrezzi un ragazzo, poi per mille motivi diversi lo lasci andare, e te lo ritrovi sbocciato altrove. Non tutti sono necessariamente veri e propri rimpianti e non tutte vere e proprie cantonate: se una società lascia partire un giovane di belle speranze, può essere certamente anche solo un errore di valutazione, ma dietro le quinte possono esserci valide spiegazioni. Di certo, nell’ambito di queste riflessioni, fa effetto che il Milan stia provando a riportare a casa Liberali, lasciato andare un anno fa senza particolari remore e interrompendo qualsiasi tipo di legame contrattuale. In passato tra Vismara e Milanello ci sono stati diversi casi di giocatori che hanno salutato e che, in fondo, il club rossonero non ha “capito”. Vediamone alcuni, in ordine alfabetico.

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