Il Lecce scrive ancora la storia: batte il Genoa 1-0 e centra la quarta salvezza consecutiva

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di Danilo Sandalo

In un “Via del Mare” vestito a festa con oltre 28000 spettatori il Lecce, di Eusebio Di Francesco, conquista la quarta salvezza consecutiva in Serie A scrivendo ancora una volta la storia.
Una salvezza strepitosa, per come è arrivata, conquistata sul campo, con le proprie forze, senza ricevere regali da nessuno (com’è giusto che sia del resto).
Una vittoria che premia tutto il Salento, innamorato di questa squadra e di questa città, simbolo incondizionato di orgoglio di tutto il territorio fatto a sua immagine e somiglianza.
Una salvezza di tutti e per tutti, soprattutto per chi non c’è più, come Graziano Fiorita la cui immagine era presente sul rettangolo di gioco e a cui la Tribuna Est ha dedicato la coreografia della gara, segno evidente che certi legami non muoiono mai.

Il Lecce parte alla grande e già al 5′ minuto del primo tempo è in vantaggio grazie al gol di Banda, lesto a riprendere una respinta di Leali su Cheddira e a scaricare in rete tutta la sua rabbia.
Il messaggio di Di Francesco di “azzannare la partita” sembra sia stato compreso alla grande dalla squadra senza nulla togliere al Genoa che, tra infortuni, assenze e scarse motivazioni, fa comunque il suo tenendo testa e andando anche vicino al gol in qualche occasione, al contrario di quanto visto nella scorsa giornata in una gara di una diretta concorrente per la salvezza dove sono stati letteralmente calpestati i valori dello sport, ma anche l’etica e la morale.
Nella ripresa il Lecce continua a fare la sua gara e colpisce un palo clamoroso con Gandelman di testa che avrebbe chiuso definitivamente i giochi, ma ci pensa il Como a dilagare e spingere la Cremonese in Serie B, permettendo a Falcone e compagni di iniziare a festeggiare una salvezza EPICA.

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Casarano, parla Vito Di Bari: «Questo è stato il viaggio più bello della mia vita»


La stagione del Casarano si è chiusa con un pareggio a reti bianche sul campo del Brescia, un risultato che, pur sancendo l’eliminazione dai playoff, non scalfisce la fierezza di un gruppo protagonista di un’annata da ricordare. Come riportato sulle pagine de L’edicola del sud, l’atmosfera al termine del confronto è stata densa di emozione e orgoglio per quanto espresso in campo, anche davanti alla numerosa cornice di pubblico dello stadio «Rigamonti».

Il tecnico Vito Di Bari, analizzando la chiusura del percorso stagionale, non ha nascosto una punta di nostalgia, sottolineando la consapevolezza di aver compiuto un tragitto sportivo di altissimo profilo. «C’è un po’ di rammarico e nasce da tutto quello che abbiamo costruito. Quando finisce una stagione così c’è anche malinconia, ma ho detto ai ragazzi di essere orgogliosi e di uscire a petto in fuori» ha dichiarato l’allenatore.

Nonostante l’esito finale non abbia premiato i salentini, la prestazione collettiva ha convinto pienamente lo staff tecnico. «In questi playoff abbiamo fatto sempre la partita al di là del nostro avversario. Senza dubbio con un risultato differente dall’andata, ma vanno fatti i complimenti al Brescia per il passaggio del turno. Sappiamo quello che abbiamo creato e dobbiamo esserne orgogliosi».

Il tecnico ha poi definito l’esperienza appena conclusa con parole di grande intensità, preferendo rimandare ogni valutazione sulle prossime mosse. «Questo è stato uno dei viaggi più belli della mia vita. Ora è tempo di analizzare un percorso condotto da neopromossa e che passerà dagli interrogativi sul futuro. Di Bari non vuole però pensare troppo in avanti. Ora è riduttivo parlare di futuro, è un momento tecnico e credo sia giusto prendersi una pausa. Non vediamo da tanto i nostri familiari. Io sto bene a Casarano e sento mio questo progetto, ma non voglio pensare al futuro».

Anche il direttore sportivo Antonio Obbiettivo ha espresso grande soddisfazione per il lavoro svolto durante l’intero arco del campionato. «Comincio da ciò che ci siamo detti a fine gara» ha esordito il ds, manifestando il proprio apprezzamento per l’impegno profuso dal collettivo.

«Voglio fare i complimenti a tutti. Venire a Brescia e fare questa partita con un passivo così pesante non era semplice. Va fatto un plauso a tutta la squadra. Il piano gara è stato quello giusto. Peccato non aver fatto il gol del vantaggio, ma va bene così» ha proseguito Obbiettivo nel suo intervento.

Il dirigente ha infine voluto sottolineare la crescita del club, proiettandolo verso una prospettiva di costante miglioramento. «Abbiamo disputato un campionato eccellente. Ci sarà sempre da migliorare, ma al primo anno di Serie C, abbiamo fatto un ottimo lavoro» ha concluso il direttore sportivo, chiudendo metaforicamente il sipario su un anno sportivo che ha visto il Casarano ambire concretamente a palcoscenici prestigiosi.

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Potenza, De Marco: “Andati oltre i limiti, una stagione che ti resta addosso”


Si chiude con un eccellente percorso complessivo, con tanto di vittoria in Coppa Italia Serie C, la stagione del Potenza, col centrocampista Antonino De Marco che via social ringrazia tutti per le emozioni vissute: “Ci sono momenti in cui le parole fanno fatica a raccontare tutto quello che si prova dentro. Questa stagione, questo percorso, non è stato solo calcio. È stato sacrificio, appartenenza, emozione pura. Voglio dire grazie. Grazie alla società, per la fiducia, il sostegno e per aver creduto in noi ogni giorno, anche nei momenti più difficili. Grazie ai tifosi, perché il vostro calore è stato la nostra forza. Ci avete spinto oltre la stanchezza, oltre i limiti, facendoci sentire sempre parte di qualcosa di speciale. Sentire il vostro affetto è stato un privilegio immenso.

E grazie al gruppo squadra. Ai miei compagni, allo staff, a tutte le persone che ogni giorno hanno condiviso fatica, silenzi, sorrisi, delusioni e vittorie. Abbiamo costruito qualcosa che va oltre il risultato: un legame vero, umano, che porterò dentro per sempre. Ci sono stagioni che finiscono… e altre che ti restano addosso. Questa per me sarà una di quelle. Grazie di cuore a tutti, abbiamo dato tutto.”

Fonte:TuttoC.com

Gravina: la panchina cerca padrone, spunta l’ipotesi Loseto


Si chiude ufficialmente l’avventura di Nicola Ragno sulla panchina del Gravina. Dopo una stagione intensa e contraddistinta da un rendimento solido, culminata con un sesto posto finale a pari merito con il Nardò – pur con l’amarezza dell’esclusione dai playoff a causa della classifica avulsa – le strade del tecnico e del club pugliese si separano. Si tratta, come riportato dalle pagine di Edicola del Sud, di un epilogo che, nonostante l’ottimo lavoro svolto, non porterà al prolungamento del rapporto contrattuale.

Ragno, dal canto suo, guarda già al futuro. L’allenatore gode di ottima stima in categoria e, stando alle indiscrezioni, diversi club si sono già mossi per sondare la sua disponibilità, pronti a garantirgli un progetto ambizioso fin dal ritiro estivo per puntare con decisione alla qualificazione agli spareggi promozione.

Nel frattempo, la dirigenza del Gravina non è rimasta a guardare e ha immediatamente avviato le manovre per individuare il profilo adatto a guidare la squadra nella prossima annata calcistica. Il cosiddetto “toto-allenatori” è ufficialmente aperto e sono diversi i profili finiti sul taccuino della società pugliese, che punta a garantire stabilità e una programmazione efficace.

Tra le figure monitorate con maggiore interesse figura quella di Fabio Di Domenico, attuale allenatore dello Spinazzola in Eccellenza, tecnico considerato in grande ascesa. Sullo sfondo restano vive anche altre opzioni di rilievo: Luigi Pezzella, profilo di grande esperienza già visto sulle panchine di Manfredonia e Team Altamura, oltre alla suggestione legata a un ritorno di Valeriano Loseto.

Proprio la candidatura di Loseto assume contorni interessanti, ricordando il suo precedente trascorso a Gravina dove, subentrando in una fase critica, riuscì a condurre la squadra verso una salvezza anticipata, imprimendo al tempo stesso una marcata identità tattica. Qualunque sarà la scelta definitiva, l’intento del club è chiaro: dare continuità al percorso di crescita intrapreso, puntando su competenza, appartenenza e una solida base progettuale per affrontare con rinnovato vigore le sfide del futuro.

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Novoli Calcio – Era un traguardo ed è stato il più sofferto di tutti.

Era un passaggio fondamentale per dimostrare che il Novoli Calcio merita il massimo torneo dilettantistico e lo ha voluto per il suo quinto anno consecutivo, nella stagione che celebrerà i primi 85 anni del calcio novolese. Lo fa al termine di una stagione davvero difficile, sofferta, piena di ostacoli ma, forse, proprio per questo ancora più bella da ricordare. Grazie a chi non ha mai mollato: al presidente Francesco Murra e al suo gruppo di amici, tifosi prima ancora che dirigenti, grazie a tutti I collaboratori della #famigliarossoblù, grazie a mister Luperto e il suo fido mister Adamo. Grazie allo staff tecnico e sanitario, a tutti coloro che in questa stagione hanno stretto i denti: a capitan Lobjanidze e ai suoi compagni di squadra, indomabile davanti alle difficoltà e grazie ai tifosi, che non ci hanno mai lasciati soli dimostrando ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, che è sempre una questione di orgoglio e appartenenza.
Dedicato a chi ci ha sempre creduto, a chi ha il cuore ❤️ 💙 e a chi continua a tifarci dall’alto. Umili e fieri, non molleremo mai!

#novoliugento #novolicalcio #passionedatramandare #eccellenzapuglia #sempreinsiemeate #avantinovolesi





Fonte: Facebook official page

Poule Scudetto Serie D: il Barletta fa festa al 90′, la Scafatese strappa un pari d’oro a Desenzano


Domenica 24 maggio 2026. L’andata delle semifinali della Poule Scudetto di Serie D non ha tradito le attese, regalandoci due sfide vibranti, equilibrate e decise da episodi che confermano, se mai ce ne fosse bisogno, quanto il calcio sappia essere tanto affascinante quanto crudele. Sotto il primo vero sole estivo di fine maggio, Barletta e Desenzano hanno ospitato rispettivamente Vado e Scafatese, in due incroci rimasti incerti fino all’ultimo secondo.


In Puglia è andata in scena la sfida forse più emozionante e dal sapore più nostalgico. A Barletta faceva infatti il suo ritorno da avversario Marco Sesia, attuale tecnico del Vado ed ex allenatore rimasto nel cuore della tifoseria biancorossa fin dalla stagione 2014/15. Ma i sentimenti hanno lasciato subito spazio all’agonismo.

A passare in vantaggio al 24′ sono stati i liguri: errore da matita rossa di Bizzotto, involata di Marras che viene atterrato dal portiere Fernandes, e calcio di rigore trasformato da Vita con un freddo e beffardo “scavetto”. La reazione del Barletta di mister Paci non si è fatta attendere e ha trovato sfogo nel carisma del solito capitan Lattanzio, bravo a ristabilire la parità al 40′ del primo tempo con il suo undicesimo centro stagionale. Nella ripresa le squadre hanno battagliato su ritmi alti e quando l’1-1 sembrava ormai scritto, ecco l’episodio che scuote la Poule: al 90′, un clamoroso e sfortunatissimo autogol di Abonckelet ha regalato il 2-1 definitivo ai pugliesi.

Una vera e propria beffa per il Vado, che ha giocato con grande personalità sfiorando anche il raddoppio in più occasioni. Domenica prossima in Liguria, la squadra di Sesia dovrà vincere con due gol di scarto per passare il turno, mentre una vittoria di misura prolungherebbe la sfida direttamente ai tiri di rigore (senza supplementari).


Tutt’altro che banale anche lo scontro sull’asse Nord-Sud andato in scena al “Tre Stelle” tra il Desenzano di Marco Gaburro e la Scafatese di mister Ferraro. Una partita tattica, a tratti nervosa, che si è sbloccata attorno al quarto d’ora. Al 17′, nel tentativo di un anticipo in area, Baldan causa il calcio di rigore in favore dei padroni di casa: dal dischetto si presenta Gabbianelli che non sbaglia, spiazzando Arlanch per l’1-0 lombardo.

La Scafatese, orfana in attacco dello squalificato bomber Maggio, ha faticato inizialmente a trovare spazi, ma nella ripresa ha tirato fuori l’orgoglio dei “canarini”. L’uomo del destino è proprio colui che aveva causato il rigore: al 19′ del secondo tempo, lo stesso Baldan si fa ampiamente perdonare, siglando la rete dell’1-1. Nel finale le due formazioni ci provano accusando tanta stanchezza: il brivido più grande è per i campani su un’occasione di Barwuah, al quale viene negato un gol praticamente fatto da un provvidenziale salvataggio sulla linea del solito, onnipresente, Baldan.

Un pari che avvantaggia moralmente i campani, i quali domenica prossima, 31 maggio, avranno a disposizione il catino infuocato del “Giovanni Vitiello” di Scafati per centrare l’accesso all’atto finale della stagione.

Novanta minuti sono andati in archivio, ma il discorso per il tricolore dilettanti è apertissimo. Il Barletta ha un piccolo, grande vantaggio da difendere con i denti in trasferta, mentre tra Desenzano e Scafatese si ripartirà da un equilibrio totale. Preparate i pop-corn per il prossimo weekend: la “Regina dei campionati” ha ancora molto da dirci.   

Fonte:NotiziarioCalcio.com