30 Settembre 2022 Foggia Calcio A Taranto Gentile in panchina, i probabili 11
Inter, senti Olic: ‘Brozovic? Torni quando sta bene, non si faccia prendere dalla pressione dell’allenatore’ | Nazionali
Mister Gidiuli (Locorotondo) a CWP: “A me le sfide piacciono. L’obbiettivo? Non mettiamo limiti!”
Il tecnico blaugrana a CalcioWebPuglia: “Squadra costruita in un solo mese. Col Talsano faremo una bella figura”
A fine giugno la Virtus Locorotondo sembra sul punto di scomparire. Poi, con un colpo di coda, la macchina blaugrana si è rimessa in moto ed è ripartita alla grande. Dopo aver passato il primo turno di Coppa ai danni dell’Atletico Martina, il Locorotondo ha quindi incamerato già quattro punti nelle prime due uscite di campionato.
E’ certamente un segnale positivo, dovuto anche all’apporto di Giuseppe Gidiuli. Il navigato mister, martinese doc, ha accettato quest’anno la panchina blaugrana, assistito da Pietro Convertini, ed i risultati si vedono. In ESCLUSIVA ai nostri microfoni il tecnico ha quindi fatto il punto della situazione.
In estate il Locorotondo sembrava non avere un futuro. Poi la svolta. Cosa l’ha convinta ad accettare questa panchina?
“In estate, si sa, la squadra non doveva nemmeno iscriversi al campionato. Poi il presidente Vito Carbotti, con la collaborazione di Pietro Convertini, di Micele Nicodemo (Responsabile del settore giovanile) e del Direttore Generale Pino Cardone, è riuscito a convincermi a sposare questo progetto. A me le sfide piacciono e quindi ho accettato, anche perché Locorotondo merita ben altri palcoscenici“.
L’anno scorso i playoff sono sfumati per un’inezia. Quest’anno, con lei al timone, siete partiti bene. I playoff restano dunque l’obbiettivo stagionale?
“Siamo partiti da zero. In un mese abbiamo messo assieme una squadra composta da un mix fra giovani e gente d’esperienza. Il primo obbiettivo è quello di mantenere la categoria. Poi, come si dice? L’appetito viene mangiando… E noi non mettiamo limiti alla provvidenza!”.
Domenica arriva il Talsano, altra candidata alla poule promozione.
“Gli avversari per noi sono tutti uguali. Ogni partita sarà una battaglia, quindi cercheremo di portare a casa più punti possibile. Ai ragazzi ho detto di non guardare al blasone delle nostre avversarie. Se sono più forti e attrezzate di noi, comunque le faremo sudare in ogni partita. Nello specifico – conclude mister Gidiuli – sono convinto che faremo una buona partita al cospetto di un Talsano che, dopo lo scorso anno, vuole almeno centrare i playoff. Ci teniamo a fare una bella figura davanti al nostro pubblico perché si sta riaccendo un certo entusiamo e vogliamo mantenerlo tale”.
RIPRODUZIONE PARZIALE O TOTALE CONSENTIVA PREVIA CITAZIONE FONTE CALCIOWEBPUGLIA.IT
Inter, Asllani tra Acerbi e Dzeko: asse centrale tutto nuovo. Così Inzaghi tenta lo sprint
Dall’ex laziale dietro a Edin davanti passando per l’albanese regista:Simone ha una spina dorsale diversa. Ma resta la tentazione Mkhitaryan
In teoria non sarebbe il momento migliore per cambiare l’assetto, modificare l’asse, poggiare su nuovi pilastri: l’Inter traballa già abbastanza di suo. Eppure Simone Inzaghi è costretto alla sperimentazione, colpa un po’ degli infortuni, vecchi e nuovi, e un po’ del calo di alcuni dei suoi. Quando d’estate il tecnico con i dirigenti disegnava su un foglio il contorno dell’Inter ideale la immaginava diversa nelle fondamenta, con tutt’altra spina dorsale rispetto a quello che domani dovrebbe presentarsi davanti a Mourinho: è cambiata la colonna vertebrale, la linea che attraversa il campo da un polo all’altro e su cui si costruiscono i destini dell’Inter. Un tunnel dal difensore centrale (il redivivo Acerbi) al centravanti (l’eterno Dzeko) passando per il ruolo del regista in cui pare aprirsi finalmente…
San Siro, tutto quello che c’è da sapere sul nuovo stadio
Inter e Milan con il progetto con più verde e meno cemento puntano ad avere l’ok definitivo a inizio 2023. Restano i nodi della capienza, dell’aumento dei costi e della forma della Cattedrale
Mercoledì in Comune a Milano è cominciato il dibattito pubblico sul nuovo stadio di San Siro. Inter e Milan, che hanno presentato il piano di fattibilità nell’estate 2019, hanno iniziato a illustrare il loro dossier. Dal Meazza demolito fino alla capienza e alla forma della Cattedrale, dal peso del dibattito pubblico fino ai tempi e ai costi del maxi intervento su San Siro, ecco a che punto siamo.
Nzola: ‘Davano sempre la colpa a me: ero a terra, ma sono rinato’
La punta dello Spezia racconta l’anno buio: “Non voglio nascondere le mie responsabilità. Però non era tutto così nero, non era tutto così sbagliato”
Mbala, cos’era successo? “Non ero più io. Per la prima volta nella mia vita non riuscivo a reagire. Sembrava che ogni cosa andasse male. Mi chiedevo perché tutti ce l’avessero con me e non vedevo l’ora che finisse la stagione. Per voltare pagina, per ripartire, per scrivere un’altra storia. La mia storia. E adesso lo so: sono tornato”.
Juve, Allegri-Bonucci, patto scudetto: Juve, scatta la grande rimonta
Tecnico e capitano uniti per far ripartire la squadra: Max ha bisogno del carisma e della qualità di Leo
Il primo giorno dopo la lunga assenza è stato dedicato soprattutto alla tecnica, con focus sulla fase difensiva. Verrebbe da dire che Leonardo Bonucci sia rientrato alla Continassa al momento giusto, ritemprato dalla doppia vittoria azzurra in Nations League e da due prestazioni convincenti, per rituffarsi dentro la sua Juventus, che in questo momento ha più che mai bisogno di un trascinatore. Lui e Massimiliano Allegri si sono solo incrociati all’interno del centro sportivo bianconero, un saluto e nulla più prima dell’allenamento. Tra uomini di campo non c’è bisogno di troppe parole. Nonostante la panchina di Monza Bonucci non ha mai smesso di remare dalla stessa parte del gruppo e dell’allenatore, perché conosce un solo modo per vincere: essere compatti. E Allegri, che negli anni ha imparato ad apprezzare il valore e lo spirito guerriero di LB19 al di là delle…
