Foggia, Nobile: “Voglio dare il massimo per questi colori”


Tommaso Nobile, nuovo portiere del Foggia, come si legge sui canali ufficiali rossoneri, ha dichiarato: “Sono contentissimo di essere qui. Foggia è sempre stata la mia prima scelta e questa chiamata arriva nel momento migliore. Nelle ultime ore c’è stato l’interesse di un club di Serie B ma non potevo rifiutare una piazza come questa. Ringrazio la società per avermi voluto fortemente qui, sono onorato di vestire questi colori. Ora voglio solo dare il massimo, Forza Foggia”.

Fonte:TuttoC.com

Dg V.Francavilla: “Presenti sul mercato, abbiamo le idee chiare”


Intervenuto ai microfoni del Quotidiano di Puglia, ha parlato così il direttore generale della Virtus Francavilla Domenico Fracchiolla riguardo il mercato. “Siamo sempre presenti sul mercato e abbiamo le idee chiare su ciò che dobbiamo fare. Con il presidente, il direttore Antonazzo e il mister c’è un continuo confronto. Non dobbiamo avere fretta in quanto é un mercato atipico che vede diversi club importanti muoversi sugli under, ciò comporterà che numerosi over dovranno abbassare le loro richieste ed è lì che dobbiamo farci trovare pronti”.

Fonte:TuttoC.com

Mercato Inter: tutti i piani per il dopo Skriniar

La dirigenza nerazzurra vaglia altri profili difensivi nel caso si dovessero complicare le cose per i due obiettivi principali, Bremer e Milenkovic. Da Akanji a Soyuncu, non è escluso anche qualche ritorno di fiamma…

La ricerca continua e il casting si intensifica, logicamente in attesa di novità sul fronte Skriniar. Sono ore frenetiche in casa nerazzurra, dove ci si aspetta il decisivo assalto del Psg al centrale slovacco con un’offerta consona alle attese, in modo da poter così sbloccare le ultime operazioni in entrata ritenute fondamentali per completare la rosa a disposizione di Inzaghi.

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Copertino, scelto il mister per la Promozione: sarà Renis

Dopo un triennio alla guida del Leverano, 𝑻𝒐𝒏𝒊 𝑹𝒆𝒏𝒊𝒔 ha lasciato i bianconeri e si è si è accasato al Copertino. Sarà lui, infatti, a guidare la neo promossa compagine rossoverde.

A darne l’annuncio la stessa società su Facebook: “Dopo un lungo corteggiamento, si è giunti alla fumata bianca. 𝑻𝒐𝒏𝒊 𝑹𝒆𝒏𝒊𝒔 è 𝒊𝒍 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒆𝒏𝒂𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝑪𝒐𝒑𝒆𝒓𝒕𝒊𝒏𝒐 𝑪𝒂𝒍𝒄𝒊𝒐. Dopo tre stagioni al Leverano football torna a sedersi sulla panchina rossoverde accettando il progetto della famiglia Ciccarese. L’ ex bomber da qualche annata si sta facendo conoscere con le sue doti da trainer ottenendo ottimi risultati. Non poteva esserci scelta migliore. Benvenuto Mister“.

11 Luglio 1982: “Viva l’ Italia”!

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Viva l’Italia, l’Italia liberata,
l’Italia del valzer e l’Italia del caffè.
L’Italia derubata e colpita al cuore,
viva l’Italia, l’Italia che non muore.
Viva l’Italia, presa a tradimento,
l’Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l’Italia, l’Italia che non ha paura.
Viva l’Italia, l’Italia che è in mezzo al mare,
l’Italia dimenticata e l’Italia da dimenticare,
l’Italia metà giardino e metà galera,
viva l’Italia, l’Italia tutta intera.
Viva l’Italia, l’Italia che lavora,
l’Italia che si dispera, l’Italia che si innamora,
l’Italia metà dovere e metà fortuna,
viva l’Italia, l’Italia sulla luna.
Viva l’Italia, l’Italia del 12 dicembre,
l’Italia con le bandiere, l’Italia nuda come sempre,
l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l’Italia, l’Italia che resiste.

(Francesco De Gregori)

L’ 11 luglio 1982 rappresenta una data storica per la nostra nazione, uno di quei momenti che sono destinati a diventare parte integrante della vita di ognuno di noi, anche di coloro (come il sottoscritto) che per motivi anagrafici non hanno vissuto in prima persona quel momento.
Un’ emozione lunga 40 anni che ancora oggi ci fa venire la pelle d’ oca ripensando all’ epopea della Nazionale Italiana più bella e genuina di sempre, guidata da un uomo dai sani e antichi valori che seppe costruire un gruppo di ragazzi fantastici che per lui non furono solo calciatori, ma dei veri e propri figli adottivi e che fece diventare “uomini” con la “U” maiuscola.
Come tutti ricorderemo l’ inizio del Mundial ’82 non fu dei migliori e le critiche non tardarono ad arrivare, ma la grandezza del CT. Enzo Bearzot venne fuori proprio in quel momento, prendendo posizione e difendendo a spada tratta i suoi ragazzi proprio come un padre fa con i suoi figli.
La svolta non tardò ad arrivare, proprio quando nessuno ci poteva credere l’ Italia venne fuori dimostrando il proprio valore, rendendo orgogliosi e fieri tutti gli italiani esserlo.
Nel secondo turno, infatti, la nostra Nazionale era inserita in un girone di ferro insieme all’ Argentina di Maradona ed il Brasile di Socrates, Falcao, Zico e Cerezo.
Nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul passaggio del turno da parte degli azzurri e forse nemmeno su una buona prestazione, ma il destino non la pensava allo stesso modo ed il 29 giugno 1982 avviene il primo colpo di scena: a Barcellona Tardelli e Cabrini stendono l’ Argentina ribaltando i pronostici e facendo aumentare la fiducia nell’ ambiente.
Una vittoria bella ed inaspettata che però non sarebbe bastata per passare il turno in quanto il Brasile, avendo superato l’ albiceleste con il risultato di 3-1, godeva di una migliore differenza reti oltre che di una squadra che faceva rabbrividire chiunque al solo pensiero di doverla affrontare.
Ma il risvegliato orgoglio italiano e lo spirito di compattezza, unità e fratellanza non si curò minimamente di questi particolari ed il 5 luglio 1982, nel caldo infernale di Barcellona, il sogno diventò realtà: il figliol prodigo Paolo Rossi uscì dal letargo e con una tripletta liquidò la corazzata carioca facendo esplodere di gioia tutto lo stivale: risultato finale Italia-Brasile 3-2!
Una vittoria inaspettata quanto voluta che restituiva finalmente dignità a un popolo martoriato dalla strategia del terrore e dalle stragi nere che avevano caratterizzato il periodo precedente.
Una nazione intera si riversò per le strade a festeggiare, lo spirito di unità aleggiava sui nostri corpi e batteva nei nostri cuori, la paura e l’ incertezza del domani non erano argomenti che potevano destabilizzare questo status.
La fiducia e l’ entusiasmo erano ormai dei valori aggiunti al gruppo e la semifinale contro la Polonia lo confermarono con Pablito nazionale ancora sugli scudi, autore di una doppietta che regalò al popolo italiano il sogno di potersi giocare una finale storica contro la Germania Ovest.
Una finale mondiale unica nel suo genere, considerando che le due precedenti affermazioni della nostra Nazionale nella Coppa Rimet del 1934 e del 1938 si portavano dietro l’ onta ed il sospetto che il regime fascista avesse favorito il trionfo azzurro a sfondo propagandistico per esaltarne le gesta, nonostante fosse adottata una politica pessima da parte del Duce il quale condusse il Paese nel baratro.
Una finale che ribaltò questa visione e condizione, grazie anche all’ entusiasmo del più grande Presidente della Repubblica Sandro Pertini che con la sua esultanza spontanea e fiera dimostrò l’ orgoglio di essere italiano, più di quanto in precedenza qualcun altro lo avesse manifestato a livello propagandistico, spodestando in un batter d’ occhio tutti gli incubi che avevano accompagnato la nostra nazione.
La finale di Madrid contro la Germania Ovest, visti i presupposti che avevano caratterizzato il cammino di Zoff e compagni, fu quasi una formalità.
Il risultato finale di 3-1 fu il coronamento di un sogno ma, nello stesso tempo, anche una liberazione, un’ esplosione di gioia da nord a sud, senza distinzione di genere e ceto sociale.
Il rigore sbagliato da Cabrini nel primo tempo non intimorì minimamente gli azzurri che passarono in vantaggio con il solito Paolo Rossi, raddoppiarono con Tardelli, che si lasciò andare a un urlo che come tutti sappiamo oltre ad aver fatto storia rappresentava quasi una “liberazione“, e triplicarono con Altobelli. A nulla valse il gol della bandiera dei tedeschi con Breitner.
Al triplice fischio finale l’ Italia era ufficialmente Campione del Mondo, ma soprattutto era finalmente era LIBERA, felice, orgogliosa, fiera, viva!
I fantasmi del passato erano stati definitivamente sconfitti, gli eroi di quei giorni avevano trionfato e con essi la felicità di sentirsi italiani.
La festa ebbe inizio, durò per tutta la notte, alcuni dicono per tutta l’ estate, ma forse è proprio il caso di dirlo che sia durata per tutti questi 40 anni perchè oggi come ieri si sente ancora nell’ aria la magia di quel momento storico e unico e vista la mediocrità sociale in cui tergiversiamo non possiamo non nutrire un pò di nostalgia per quell’ estate rimasta negli annali e, forse, unica ancora di speranza e salvezza in questi tempi bui.
La nostalgia di quei tempi si avverte e si sente, la mancanza di un Presidente della Repubblica come Sandro Pertini è un vuoto con il quale bisogna convivere, la scomparsa di Pablito è un dolore che ci portiamo appresso, la necessità di avere un uomo guida come il “vecio” è una necessità che forse non potremo mai più soddisfare, però i valori che ci hanno lasciato in eredità questi grandi uomini è più grande del vuoto e del nulla che ci circonda.
A loro va il nostro ETERNO GRAZIE!

Gli eroi del Mundial:

1 Zoff Dino (Juventus)
2 Baresi Franco (Milan)
3 Bergomi Giuseppe (Inter)
4 Cabrini Antonio (Juventus)
5 Collovati Fulvio (Milan)
6 Gentile Claudio (Juventus)
7 Scirea Gaetano (Juventus)
8 Vierchowod Pietro (Fiorentina)
9 Antognoni Giancarlo (Fiorentina)
10 Dossena Giuseppe (Torino)
11 Marini Giampiero (Inter)
12 Bordon Ivano (Inter)
13 Oriali Gabriele (Inter)
14 Tardelli Marco (Juventus)
15 Causio Franco (Udinese)
16 Conti Bruno (Roma)
17 Massaro Daniele (Fiorentina)
18 Altobelli Alessandro (Inter)
19 Graziani Francesco (Fiorentina)
20 Rossi Paolo (Juventus)
21 Selvaggi Franco (Cagliari)
22 Galli Giovanni (Fiorentina)

Danilo Sandalo

Roma, Kluivert e Veretout: si apre la pista francese

I due piacciono al Marsiglia, ma in corsa ci sono anche Monaco e Nizza. E la loro partenza aprirebbe la via a Frattesi e Solbakken

In teoria entrambi dovrebbero partire, domani, per il ritiro in Portogallo. In pratica sono ore calde, e non solo come temperatura, per il futuro di Jordan Veretout e Justin Kluivert. Il primo piace al Marsiglia, il secondo anche, ma ci sono pure Monaco e Nizza (dove Kluivert ha giocato l’ultima stagione) alla finestra. L’asse col mercato francese è forte, anche ieri Tiago Pinto ci ha lavorato a lungo, e la Roma sta cercando di spingere sull’acceleratore perché ha bisogno, situazione Zaniolo a parte, di mettere insieme soldi freschi e di liberare il monte ingaggi. L’equazione, sulla carta, è semplice: via Veretout e Kluivert, dentro Frattesi e Solbakken. I problemi però, per quanto si registri ottimismo su entrambe le trattative in entrata, sono due: non c’è ancora accordo con Sassuolo e Bodo per il centrocampista e l’esterno, non ci…

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