Mourinho e il mistero (europeo) del tatuaggio

Su Instagram l’allenatore giallorosso esprime solidarietà ai Vigili del fuoco portoghesi e mostra un cerotto sulla spalla: nasconde il disegno eseguito 10 giorni fa a Roma. Sarà un omaggio al trionfo in Conference League?

Ancora, sempre e solo Josè Mourinho. È da lui che arrivano, anche dal ritiro in Portogallo, le cose più curiose, e a volte importanti, che riguardano la Roma. In un video pubblicato sul suo account Instagram Mou prima ringrazia i pompieri per il grande lavoro che stanno facendo in questa estate complicata, poi aumenta la curiosità facendo vedere il tatuaggio, coperto da un cerotto, dedicato alla Conference League e promette che presto lo svelerà. “Sono vicino ai Vigili del fuoco che stanno gestendo gli incendi e i roghi nel mio Paese, e non solo nel mio Paese. Sono persone molto coraggiose che meritano il nostro rispetto. Per non focalizzarci solo sulle cose negative vi faccio vedere questo”. E mostra il cerotto, proprio sotto la spalla.

Grande…

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Milan, Ibrahimovic show sul lago di Garda: “Sei interista? Peggio per te…”

Zlatan a Desenzano in versione turista, in attesa di firmare il rinnovo coi rossoneri. E non s’è negato alle attenzioni dei tifosi (anche nerazzurri)

Dove c’è Ibrahimovic, c’è spettacolo. Anche quando è lontano dal campo, forzatamente, perché alle prese con la riabilitazione post-intervento chirurgico al ginocchio sinistro. Ieri Zlatan è andato a Desenzano, in versione turista sul lago di Garda dove sta lavorando col fisioterapista di fiducia (meta già scelta qualche settimana fa da Oliver Giroud, altro attaccante rossonero, che aveva visitato Limone). S’è intrattenuto al locale “Cibo sano” per mangiare e bere un caffè: i passanti non hanno faticato a riconoscerlo anche col cappellino e gli occhiali da sole. Il 40enne fuoriclasse svedese ha poi postato la foto su Instagram e come al solito ha improvvisato un mini-show, dedicando una battuta delle sue anche un tifoso nerazzurro che gli chiedeva un selfie: “Sei interista? Peggio per te…”.

Firma imminente

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Il…

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Le squadre della Serie BKT 2022/23 – Parte quinta

Cosenza: arriva Dionigi per provare la storia

La stagione 2022-2023sarà per il Cosenza la 24ª partecipazione alla Serie B. Competizione, che al pari di Cittadella e Sudtirol, non l’ha mai vista protagonista della promozione nella massima serie. A provarci, e quindi a fare la storia, è stato chiamato Davide Dionigi che la B la conosce bene avendola giocata per 13 campionati e per aver condotto, come allenatore, Reggina, Varese, Ascoli e Brescia.

 

Spal: ancora Venturato per cercare il riscatto

Spal al campionato di Serie BKT numero 24 della propria storia, il terzo consecutivo dopo il ritorno, da retrocessa, nel 2019/20, a seguito di 3 annate consecutive in Serie A. La formazione ferrarese vanta 3 promozioni in massima serie, datate 1950/51, 1964/65 e 2016/17. Confermato in panchina Roberto Venturato arrivato in Emilia dopo l’esonero a gennaio di Pep Clotet e che ha un contratto che scade nel 2023. Il suo passato in B si chiama Cittadella che ha allenato dal 2016 al 2021 con due finali playoff perse con Hellas Verona e Venezia nella stagione 2020/2021.

 

Sudtirol: la prima volta del club in B

E’ la prima volta che il club altoatesino si affaccia alla Serie BKT, frutto di un percorso di crescita costante e cadenzato da promozioni a ritmo quasi perfetto: vittoria in D nel 1999/2000, in C2 nel 2009/10 e infine in C nella 2021/22. In panchina è stato chiamato Lamberto Zauli per la prima volta alla guida di un club di B, serie che però ha conosciuto ottimamente come giocatore dive ha maturato 158 presenze e realizzato 28 reti. Zauli è reduce dai play-off con la Juventus under 23.

 

Venezia: Javorcic per il dopo Zanetti

Dopo il suo 13° campionato in A, il Venezia si appresta a giocare per la 38a volta in B, torneo che ha vinto due volte, nel 1960-1961 e nel 1965-1966. Il Venezia si affida a Ivan Javorcic, l’allenatore croato che ha portato proprio in B il Sudtirol vincendo il proprio girone di C. Per lui quasi una prima volta visto che a Brescia è stato promosso allenatore della prima squadra nel dicembre 2014 a seguito dell’esonero di Ivo Iaconi per poi diventare vice di Giunta qualche settimana dopo.

 

Nella foto La Presse Venturato


Fonte: LEGA BTK – legab.it

UFFICIALI LE RICONFERME DI PINTO e PANEBIANCO

Il Molfetta Calcio annuncia due importanti riconferme in vista della Stagione 2022/2023.

La prima riconferma riguarda NICOLA PANEBIANCO, classe 1998, difensore cresciuto nel settore giovanile del Bari e che ha vestito le maglie di Gravina, Fasano e Molfetta nella passata stagione.

Le prime dichiarazioni di Panebianco: “L’anno scorso a Molfetta mi sono trovato molto bene ed è per questo che ho scelto di esserci anche quest’anno, anche grazie al rapporto con mister Bartoli, tutto il suo staff e soprattutto ai miei fantastici compagni di squadra.”
Il difenore parla di se: “Sono un ragazzo con la testa sulle spalle fuori e dentro il campo, determinato nel raggiungimento degli obiettivi. Mi reputo un giocatore forte fisicamente, molto bravo a difendere e quest’anno il mio obiettivo è quello di migliorare anche sotto l’aspetto realizzativo, cercando di segnare più di due reti, score dello scorso anno.”
Sugli obiettivi stagionali conclude: “Quest’anno, più dell’anno scorso, ho constatato che la società punta più in alto, grazie ad un progetto ambiziozo e competitivo e sono orgoglioso di farne parte. Mi aspetto un campionato di alto livello, perchè abbiamo tutte le carte in regola per far bene.”
Infine Panebianco si rivolge ai tifosi: “Venite a sostenerci allo Stadio “Poli” perché abbiamo bisogno di voi. Forza Molfetta!”

La seconda riconferma riguarda ALESSANDRO PINTO, classe 2002, anch’esso difensore, ma con caratteristiche differenti, centrale, ma all’occorrenza terzino. Prima di Molfetta ha vestito le maglie di Gravina e Brindisi.

Le prime dichiarazioni di Pinto: “Lo scorso anno mi sono trovato molto bene, infatti dopo aver ricevuto la chiamata di mister Bartoli, non ho esitato a tornare e sono orgoglioso di far parte di questo nuovo progetto. Mi considero una persona molto tranquilla e ambiziosa e cerco sempre di migliorare e dare il massimo.”
Sulle differenze rispetto alla passata stagione, spiega: “Rispetto allo scorso anno la società è cambiata e ha un progetto importante. Mi aspetto un campionato molto difficile, ma con la mentalità giusta possiamo ambire al massimo.”
Sulle sue caratterisiche tecniche, il difensore aggiunge: “Mi considero un difensore “pulito” che fa del suo punto di forza il gioco aereo. Con il mister ho un bel rapporto e nella passata stagione mi ha fatto una bellissima impressione, grazie alla sua grinta e passione”.
Un messaggio ai tifosi: “Ai tifosi voglio dire di venire in tanti allo Stadio. Sosteneteci per tutta la stagione perché sarà un anno bellissimo !”

UFFICIO STAMPA MOLFETTA CALCIO

Fonte: Molfetta Official

I criteri del calendario della Serie BKT 22-23

Sale l’attesa. Cresce la voglia di scoprire la nuova Serie BKT 2022-2023. La presentazione del calendario della nuova stagione sportiva avverrà venerdì 15 luglio, dalle ore 20:30, nella meravigliosa cornice dell’Arena dello Stretto “Ciccio Franco” di Reggio Calabria.

In attesa di sapere i match delle 38 giornate di campionato, la Lega Nazionale Professionisti Serie B ha reso noti, come ogni anno, i criteri utilizzati per la composizione del calendario, di seguito riportati:

– negli ultimi 4 turni le gare casalinghe devono essere perfettamente alternate alle trasferte;

– non possono esserci più di due coppie di partite consecutive in casa e fuori casa per girone per squadra;

– in caso di due doppi incontri consecutivi in casa e/o fuori casa per girone, uno deve essere necessariamente in casa e l’altro in trasferta;

– le squadre che si sono già incontrate durante la prima giornata di Serie BKT 2021/2022 non possono incontrarsi nel primo turno di Serie BKT 2022/2023;

– relativamente all’ultima giornata, le squadre che si sono già incontrate durante l’ultimo turno della Serie BKT 2021/2022 non possono incontrarsi nell’ultimo turno della Serie BKT 2022/2023.

 

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Fonte: LEGA BTK – legab.it

Roberto Venturato, cresciuto dal basso

La storia di Roberto Venturato ha pochi termini di paragone nel panorama calcistico italiano. Come Maurizio Sarri, l’allenatore della SPAL ha puntato tutto sul calcio solo in età relativamente tardiva. Come Sarri, anche Venturato lavorava in banca come promotore finanziario, e vedeva il suo ruolo in panchina più come un hobby da coltivare con passione che come la propria attività principale, almeno fino ad un certo punto della vita.

Formatosi ricoprendo il ruolo di vice di Emiliano Mondonico, il nativo di Atherton (località australiana) ha detto nel corso di un’intervista a Repubblica rilasciata nel 2016 di aver appreso da lui la concretezza. Per questo motivo, quando ha perso i playoff di Serie C con la Cremonese nel lontano 2010 rimanendo per due anni senza una squadra, ha comunque continuato a studiare per un posto in panchina, ruolo per cui ha ottenuto l’abilitazione nel 2001. In seguito ad alcune esperienze minori con Castellana e Piacenza, nella stagione 2014 – 2015 riuscirà a farsi nuovamente notare pur militando tra i Dilettanti.

Con la Pergolettese, infatti, vince il campionato di Serie D e solletica l’interesse del DG del Cittadella Stefano Marchetti. La società granata, alle prese con la delusione per la retrocessione in Serie C e la conseguente separazione dall’allenatore  Claudio Foscarini, fa quello che le è sempre riuscito meglio: pesca dalle categorie minori e ingaggia Roberto Venturato, proiettandolo di nuovo il tecnico nel mondo del calcio professionistico.

Il suo impatto nella piccola ma fiorentissima realtà veneta è semplicemente impressionante. Al primo anno compie un’impresa sempre complicatissima per un club che deve smaltire le scorie di una discesa in Serie C: trionfa nel Girone A conquistando 76 punti e a 53 anni si regala la propria prima esperienza in Serie BKT.

A Cittadella scriverà nel lustro trascorso in cadetteria pagine memorabili non soltanto della storia della squadra, ma del campionato stesso. Rappresentando un comune di appena 20.000 abitanti, la sua formazione centra i playoff in 5 campionati su 5 e per ben due volte si gioca la promozione in Serie A nella finale degli spareggi. I meriti ovviamente sono da dividere anche con la proprietà del club immedesimata nella persona di Andrea Gabrielli, e della mente brillante e lungimirante del direttore Stefano Marchetti. Collocarsi costantemente tra le prime 8 del campionato nonostante il budget nettamente più basso della Serie BKT significa essere in grado di osservare calciatori e programmare come nessun altro club italiano. Emblematico il caso della semifinale playoff 2020-2021 vinta contro il Monza grazie a una tripletta di Enrico Baldini: nessun calciatore della rosa brianzola aveva un valore di mercato inferiore al trequartista prelevato nel mercato di riparazione dal Fano.

Un club che ha dato continuità ai risultati nel corso del tempo in cui si è saputo incorniciare alla perfezione il lavoro svolto da Roberto Venturato. Mai banale o da sottovalutare .

Il suo 4-3-1-2, mantra ma non dogma, si è sposato alla perfezione con le campagne acquisti della società. Privilegiando un calcio verticale con calciatori di talento e altri di gamba che si sono completati e valorizzati alla perfezione. Profili come il già citato Baldini o Christian D’Urso o, andando più indietro nel tempo, Andrea Schenetti, hanno trovato la loro dimensione nel ruolo di trequartista. Il suo gioco rapido sembra pensato per valorizzare chi invece di rapidità ne ha meno, ma compensa con un’eccezionale visione. Attaccanti come Davide Diaw o Gabriele Moncini hanno potuto sfruttare le rispettive caratteristiche come mai in carriera: il primo ha catalizzato tutti i contropiedi granata, il secondo ha messo in mostra le proprie doti aeree grazie ai continui inneschi di un terzino sinistro quale Amedeo Benedetti. Notevole anche il rendimento di mezzali che non fanno della tecnica il proprio punto di forza come Federico Proia e Mario Gargiulo. I migliori marcatori della rosa dell’ultima stagione della sua era hanno messo quantità e intensità al servizio della squadra, ma poi sono stati lasciati liberi di finalizzare le azioni sfruttando doti in inserimento fuori dal comune.

In seguito alla finale persa contro il Venezia, Venturato ha deciso di separarsi dal Cittadella.

L’addio al Cittadella e la nuova esperienza alla SPAL

 

La consapevolezza di aver fatto il massimo, e anche di più, lo ha spinto a ricercare nuovi stimoli ed esperienze altrove. Stavolta la chiamata in seguito a un playoff sfumato non è giunta dopo due anni ma dopo pochi mesi. La SPAL del presidente Joe Tacopina ha affidato a lui il compito di sostituire Pep Clotet e centrare una salvezza che ad un certo punto non era più scontata, giunta dopo qualche patema d’animo. Adesso per l’allenatore arriva l’anno zero: potendo cominciare dall’inizio, è chiamato a replicare i capolavori degli ultimi sei anni in una piazza piuttosto ambiziosa.

Al momento la società sta operando “da Citta” puntando più su calciatori funzionali, da rivalutare e da far esplodere che su profili reclamizzati do molti.

Gli estensi hanno ingaggiato anche il difensore Marco Varnier, che col mister ha vissuto il momento migliore della sua carriera ma che negli anni successivi ha patito gravissimi infortuni. Il difensore centrale è l’emblema di ciò che la dirigenza cerca sul mercato: profili idonei al calcio del proprio allenatore, a cui spetterà il compito di elevare il rendimento di ognuno.

Roberto Venturato è pronto per la nuova sfida che lo attende, con la serenità di chi in questo sport ha già vissuto molte vite e ha saputo rialzarsi dopo ogni debacle per poi raccogliere successi e soddisfazioni degni delle sue capacità.

La SPAL costituisce un’occasione importante per alzare ulteriormente l’asticella e, magari pianificando un progetto pluriennale, ottenere la Serie A sempre sfiorata.

 

Nella foto LaPresse Roberto Venturato


Fonte: LEGA BTK – legab.it