Sono online nella sezione “Comunicati” del sito i seguenti Comunicati Ufficiali relativi alla Coppa Italia Frecciarossa 2022/2023:
Tabellone Coppa Italia Frecciarossa 2022/2023
(Foto Giacomo Cosua)
Fonte: legaseriea.it
Sono online nella sezione “Comunicati” del sito i seguenti Comunicati Ufficiali relativi alla Coppa Italia Frecciarossa 2022/2023:
Tabellone Coppa Italia Frecciarossa 2022/2023
(Foto Giacomo Cosua)
Fonte: legaseriea.it
E’ un emozionato Giuseppe Laterza quello che si presenta nella sala stampa dello Stadio Veneziani di Monopoli per la sua presentazione. Si percepisce entusiasmo e voglia di stupire e di stupirsi. Gli onori di casa sono rotti dalle dichiarazioni del direttore generale del club biancoverde Giuseppe Comes che torna nella sua Monopoli dopo un’ottima esperienza in quel di Fasano dal 2018 ad oggi. E poi la parola passa a mister Laterza visibilmente emozionato e sorridente per questa nuova avventura.
Ecco le sue parole: ” Ringrazio tutti per l’accoglienza. Ringrazio tutta la società del Monopoli per la grande opportunità data a me e al mio staff per lavorare in questa piazza cosi importante e cosi piena di entusiasmo. Siamo orgogliosi di essere qui ed è davvero motivo di orgoglio poter lavorare per questi colori e questa squadra. Qui si fa calcio davvero ad alti livelli. E’ una società abituata a programmare con serietà ed impegno. Sono tanti anni che è in Serie C ed anno dopo anno si è consolidata diventando davvero un modello per tutta la categoria. Ci sono tanti professionisti bravi che danno tutti il loro contributo per far crescere questa società. Mi è bastato un colloquio di pochi minuti con la società per capire il loro entusiasmo e la loro ambizione. Monopoli è un ambiente sano e pieno di grandi prerogative. Da parte mia ci sarà sempre tanto impegno insieme al mio staff per raggiungere i traguardi messi in campo dalla società’. Abbiamo un sogno e ce l’abbiamo nel cassetto. Per scaramanzia non parlo perchè lo sono particolarmente. Se sono qui è perchè ci sono ambizioni importanti in una piazza importante e voglio giocarmi questa grande opportunità’.
Sul modulo tattico: ”Si giocherà con la difesa a quattro ma quello che conterà, al di là dei numeri e della tattica, sarà l’atteggiamento della squadra; si dovrà lottare su ogni pallone, sudare la maglia e capire l’importanza che questa maglia ha. Dovremo difendere il buon nome di Monopoli e del Monopoli. Io e i miei giocatori dovremo dare il massimo durante gli allenamenti per costruire un gruppo solido e forte e che possa trascinare i nostri tifosi. Tatticamente per poter fare un 4-3-3 o un 4-2-3-1 dovrò avere molti giocatori offensivi che mi permettano di sfruttare questo modulo. Il direttore sportivo Pelliccioni sta lavorando tantissimo per mettermi a disposizione una squadra forte e competitiva per raggiungere obiettivi importante. Lo scopo finale sarà quello di fare meglio dell’anno scorso”
Riferimenti poi al recente passato con il Taranto: ” A Taranto devo tutto. Ringrazio il presidente e il direttore del club ionico per avermi lasciato libero dandomi questa grande opportunità. A Taranto mi legano ricordi importanti, la vittoria del campionato di Serie D, la salvezza di quest’anno ma soprattutto conservo scene indelebili in me e sarà sempre per me una piazza di grande importanza e riferimento. Devo ancora ringraziare la società ionica in quanto ero un allenatore ancora sotto contratto ma, come dicevo prima, mi hanno lasciato libero di poter venire qui a Monopoli. Quanto alla possibilità di portarmi qualche giocatore del Taranto che ho avuto lo scorso campionato ho già detto che non farò prendere mai giocatori sotto contratto con la società ionica e che è giusto lasciarli li tranquilli. Con il direttore Pelliccioni stiamo lavorando per portare a Monopoli calciatori importanti funzionali ai nostri obiettivi”
Sull’importanza dell’allenare il Monopoli: ”Questa è una piazza importante e raccolgo un’eredità importante. Il mio pensiero va a chi mi ha preceduto e, dunque, a mister Scienza e a mister Colombo, due grandi allenatori che hanno fatto benissimo qui e che hanno portato il Monopoli in alto e alla ribalta nazionale. Ho in testa le foto della partita di Cesena dove il Monopoli ha fatto benissimo e si è fatto conoscere per la sua forza e la forza dei suoi tifosi. Dovremo fare tanto, lavorare tantissimo per fare ancora meglio. In questo lavoro devi capire quando ci sono quelle opportunità da prendere al volo e qui a Monopoli ho subito capito che era il treno da prendere ed ora sono qui”
Infine una chiosa sul lavorare vicino casa: ”Lavorare vicino casa ti dà stimoli in più. Sono stato sei anni a Fasano ( cfr città natale di Laterza) e sentivo maggiore responsabilità perchè sai che devi dare di più. La stessa cosa l’ho sentita a Taranto e a maggior ragione l’ho sentita e la sento a Monopoli. Ho tanti amici qui e spero di regalare tante soddisfazioni a queste persone portando tanta gente allo stadio. Qui la passione non manca. Monopoli è una bellissima città con entusiasmo e passione verso la propria squadra”
Fonte:TuttoC.com
Grande emozione per Giuseppe Comes tornato nella sua Monopoli a distanza di qualche anno quando esattamente nel 2018 andò a lavorare per il Fasano calcio ottenendo risultati importanti. Durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore dei biancoverdi Giuseppe Laterza, Comes, in qualità di direttore generale del club pugliese, esterna le sue sensazioni facendo un piccolo cenno ai motivi che lo hanno riportato a Monopoli.
Ecco le sue dichiarazioni: ”C’è grande emozione dentro di me per essere tornati a casa nella mia Monopoli. Nel 2018, quando andai via per lavorare a Fasano, mai avrei immaginato di poter tornare qui. Adesso è realtà e devo naturalmente ringraziare Onofrio Lopez per quest’opportunità e per avermi voluto fortemente di nuovo qui. Quando si lavora nella propria città c’è sempre un quid in più di motivazione e di grande ambizione. Approfitto, comunque, di questo momento per ringraziare Franco D’Amico per l’opportunità concessa a me di poter fare un buon lavoro a Fasano e per avermi fatto fare un’esperienza fuori Monopoli. Sia professionalmente che umanamente porterò sempre con questo bagaglio di esperienza. A Fasano ho trovato grandi professionisti e un’ottima società. Stessa cosa dicasi per Monopoli. C’è grande ambizione e solidità soprattutto con la venuta di Francesco Rossiello che dà nuova linfa e forza alle ambizioni del Monopoli e di Monopoli. Sono anche felicissimo di aver ritrovato con me mister Laterza con cui ho lavorato benissimo a Fasano. Davvero incredibile questo ritrovarsi insieme. Sono davvero felice”
Fonte:TuttoC.com
Tommaso Nobile, nuovo portiere del Foggia, come si legge sui canali ufficiali rossoneri, ha dichiarato: “Sono contentissimo di essere qui. Foggia è sempre stata la mia prima scelta e questa chiamata arriva nel momento migliore. Nelle ultime ore c’è stato l’interesse di un club di Serie B ma non potevo rifiutare una piazza come questa. Ringrazio la società per avermi voluto fortemente qui, sono onorato di vestire questi colori. Ora voglio solo dare il massimo, Forza Foggia”.
Fonte:TuttoC.com
Intervenuto ai microfoni del Quotidiano di Puglia, ha parlato così il direttore generale della Virtus Francavilla Domenico Fracchiolla riguardo il mercato. “Siamo sempre presenti sul mercato e abbiamo le idee chiare su ciò che dobbiamo fare. Con il presidente, il direttore Antonazzo e il mister c’è un continuo confronto. Non dobbiamo avere fretta in quanto é un mercato atipico che vede diversi club importanti muoversi sugli under, ciò comporterà che numerosi over dovranno abbassare le loro richieste ed è lì che dobbiamo farci trovare pronti”.
Fonte:TuttoC.com
La ricerca continua e il casting si intensifica, logicamente in attesa di novità sul fronte Skriniar. Sono ore frenetiche in casa nerazzurra, dove ci si aspetta il decisivo assalto del Psg al centrale slovacco con un’offerta consona alle attese, in modo da poter così sbloccare le ultime operazioni in entrata ritenute fondamentali per completare la rosa a disposizione di Inzaghi.
Dopo un triennio alla guida del Leverano, 𝑻𝒐𝒏𝒊 𝑹𝒆𝒏𝒊𝒔 ha lasciato i bianconeri e si è si è accasato al Copertino. Sarà lui, infatti, a guidare la neo promossa compagine rossoverde.
A darne l’annuncio la stessa società su Facebook: “Dopo un lungo corteggiamento, si è giunti alla fumata bianca. 𝑻𝒐𝒏𝒊 𝑹𝒆𝒏𝒊𝒔 è 𝒊𝒍 𝒏𝒖𝒐𝒗𝒐 𝒂𝒍𝒍𝒆𝒏𝒂𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝑪𝒐𝒑𝒆𝒓𝒕𝒊𝒏𝒐 𝑪𝒂𝒍𝒄𝒊𝒐. Dopo tre stagioni al Leverano football torna a sedersi sulla panchina rossoverde accettando il progetto della famiglia Ciccarese. L’ ex bomber da qualche annata si sta facendo conoscere con le sue doti da trainer ottenendo ottimi risultati. Non poteva esserci scelta migliore. Benvenuto Mister“.
Viva l’Italia, l’Italia liberata,
l’Italia del valzer e l’Italia del caffè.
L’Italia derubata e colpita al cuore,
viva l’Italia, l’Italia che non muore.
Viva l’Italia, presa a tradimento,
l’Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l’Italia, l’Italia che non ha paura.
Viva l’Italia, l’Italia che è in mezzo al mare,
l’Italia dimenticata e l’Italia da dimenticare,
l’Italia metà giardino e metà galera,
viva l’Italia, l’Italia tutta intera.
Viva l’Italia, l’Italia che lavora,
l’Italia che si dispera, l’Italia che si innamora,
l’Italia metà dovere e metà fortuna,
viva l’Italia, l’Italia sulla luna.
Viva l’Italia, l’Italia del 12 dicembre,
l’Italia con le bandiere, l’Italia nuda come sempre,
l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l’Italia, l’Italia che resiste.
(Francesco De Gregori)
L’ 11 luglio 1982 rappresenta una data storica per la nostra nazione, uno di quei momenti che sono destinati a diventare parte integrante della vita di ognuno di noi, anche di coloro (come il sottoscritto) che per motivi anagrafici non hanno vissuto in prima persona quel momento.
Un’ emozione lunga 40 anni che ancora oggi ci fa venire la pelle d’ oca ripensando all’ epopea della Nazionale Italiana più bella e genuina di sempre, guidata da un uomo dai sani e antichi valori che seppe costruire un gruppo di ragazzi fantastici che per lui non furono solo calciatori, ma dei veri e propri figli adottivi e che fece diventare “uomini” con la “U” maiuscola.
Come tutti ricorderemo l’ inizio del Mundial ’82 non fu dei migliori e le critiche non tardarono ad arrivare, ma la grandezza del CT. Enzo Bearzot venne fuori proprio in quel momento, prendendo posizione e difendendo a spada tratta i suoi ragazzi proprio come un padre fa con i suoi figli.
La svolta non tardò ad arrivare, proprio quando nessuno ci poteva credere l’ Italia venne fuori dimostrando il proprio valore, rendendo orgogliosi e fieri tutti gli italiani esserlo.
Nel secondo turno, infatti, la nostra Nazionale era inserita in un girone di ferro insieme all’ Argentina di Maradona ed il Brasile di Socrates, Falcao, Zico e Cerezo.
Nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul passaggio del turno da parte degli azzurri e forse nemmeno su una buona prestazione, ma il destino non la pensava allo stesso modo ed il 29 giugno 1982 avviene il primo colpo di scena: a Barcellona Tardelli e Cabrini stendono l’ Argentina ribaltando i pronostici e facendo aumentare la fiducia nell’ ambiente.
Una vittoria bella ed inaspettata che però non sarebbe bastata per passare il turno in quanto il Brasile, avendo superato l’ albiceleste con il risultato di 3-1, godeva di una migliore differenza reti oltre che di una squadra che faceva rabbrividire chiunque al solo pensiero di doverla affrontare.
Ma il risvegliato orgoglio italiano e lo spirito di compattezza, unità e fratellanza non si curò minimamente di questi particolari ed il 5 luglio 1982, nel caldo infernale di Barcellona, il sogno diventò realtà: il figliol prodigo Paolo Rossi uscì dal letargo e con una tripletta liquidò la corazzata carioca facendo esplodere di gioia tutto lo stivale: risultato finale Italia-Brasile 3-2!
Una vittoria inaspettata quanto voluta che restituiva finalmente dignità a un popolo martoriato dalla strategia del terrore e dalle stragi nere che avevano caratterizzato il periodo precedente.
Una nazione intera si riversò per le strade a festeggiare, lo spirito di unità aleggiava sui nostri corpi e batteva nei nostri cuori, la paura e l’ incertezza del domani non erano argomenti che potevano destabilizzare questo status.
La fiducia e l’ entusiasmo erano ormai dei valori aggiunti al gruppo e la semifinale contro la Polonia lo confermarono con Pablito nazionale ancora sugli scudi, autore di una doppietta che regalò al popolo italiano il sogno di potersi giocare una finale storica contro la Germania Ovest.
Una finale mondiale unica nel suo genere, considerando che le due precedenti affermazioni della nostra Nazionale nella Coppa Rimet del 1934 e del 1938 si portavano dietro l’ onta ed il sospetto che il regime fascista avesse favorito il trionfo azzurro a sfondo propagandistico per esaltarne le gesta, nonostante fosse adottata una politica pessima da parte del Duce il quale condusse il Paese nel baratro.
Una finale che ribaltò questa visione e condizione, grazie anche all’ entusiasmo del più grande Presidente della Repubblica Sandro Pertini che con la sua esultanza spontanea e fiera dimostrò l’ orgoglio di essere italiano, più di quanto in precedenza qualcun altro lo avesse manifestato a livello propagandistico, spodestando in un batter d’ occhio tutti gli incubi che avevano accompagnato la nostra nazione.
La finale di Madrid contro la Germania Ovest, visti i presupposti che avevano caratterizzato il cammino di Zoff e compagni, fu quasi una formalità.
Il risultato finale di 3-1 fu il coronamento di un sogno ma, nello stesso tempo, anche una liberazione, un’ esplosione di gioia da nord a sud, senza distinzione di genere e ceto sociale.
Il rigore sbagliato da Cabrini nel primo tempo non intimorì minimamente gli azzurri che passarono in vantaggio con il solito Paolo Rossi, raddoppiarono con Tardelli, che si lasciò andare a un urlo che come tutti sappiamo oltre ad aver fatto storia rappresentava quasi una “liberazione“, e triplicarono con Altobelli. A nulla valse il gol della bandiera dei tedeschi con Breitner.
Al triplice fischio finale l’ Italia era ufficialmente Campione del Mondo, ma soprattutto era finalmente era LIBERA, felice, orgogliosa, fiera, viva!
I fantasmi del passato erano stati definitivamente sconfitti, gli eroi di quei giorni avevano trionfato e con essi la felicità di sentirsi italiani.
La festa ebbe inizio, durò per tutta la notte, alcuni dicono per tutta l’ estate, ma forse è proprio il caso di dirlo che sia durata per tutti questi 40 anni perchè oggi come ieri si sente ancora nell’ aria la magia di quel momento storico e unico e vista la mediocrità sociale in cui tergiversiamo non possiamo non nutrire un pò di nostalgia per quell’ estate rimasta negli annali e, forse, unica ancora di speranza e salvezza in questi tempi bui.
La nostalgia di quei tempi si avverte e si sente, la mancanza di un Presidente della Repubblica come Sandro Pertini è un vuoto con il quale bisogna convivere, la scomparsa di Pablito è un dolore che ci portiamo appresso, la necessità di avere un uomo guida come il “vecio” è una necessità che forse non potremo mai più soddisfare, però i valori che ci hanno lasciato in eredità questi grandi uomini è più grande del vuoto e del nulla che ci circonda.
A loro va il nostro ETERNO GRAZIE!
Gli eroi del Mundial:
1 Zoff Dino (Juventus)
2 Baresi Franco (Milan)
3 Bergomi Giuseppe (Inter)
4 Cabrini Antonio (Juventus)
5 Collovati Fulvio (Milan)
6 Gentile Claudio (Juventus)
7 Scirea Gaetano (Juventus)
8 Vierchowod Pietro (Fiorentina)
9 Antognoni Giancarlo (Fiorentina)
10 Dossena Giuseppe (Torino)
11 Marini Giampiero (Inter)
12 Bordon Ivano (Inter)
13 Oriali Gabriele (Inter)
14 Tardelli Marco (Juventus)
15 Causio Franco (Udinese)
16 Conti Bruno (Roma)
17 Massaro Daniele (Fiorentina)
18 Altobelli Alessandro (Inter)
19 Graziani Francesco (Fiorentina)
20 Rossi Paolo (Juventus)
21 Selvaggi Franco (Cagliari)
22 Galli Giovanni (Fiorentina)
Danilo Sandalo