Taranto, l’obiettivo è ripartire da Giovinco e Saraniti


Il nuovo Taranto prende forma, Dionisio come direttore sportivo e la probabile nomina di Nello Di Costanzo come nuovo tecnico dopo l’improvviso addio di Giuseppe Laterza. Come riportato dal Quotidiano di Puglia, il club vuole ripartire dai pezzi pregiati ovvero da Giuseppe Giovinco e Andrea Saraniti.

Fonte:TuttoC.com

Nardò, brutto infortunio per Cristaldi: sarà operato per ricostruire il menisco


“Lesione del legamento crociato e del menisco del ginocchio”,  questo l’esito degli esami diagnostici per Matias Cristaldi, attaccante del Nardò che domenica scorsa si é procurato il grave infortunio dopo pochi minuti dal suo ingresso in campo nel play-out che ha poi dato la salvezza ai neretini.

Lesioni che necessitano di intervento chirurgico ricostruttivo che verrà effettuato nella patria natia nei prossimi giorni. Matias farà ritorno in Argentina.

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Le decisioni del Giudice Sportivo della Serie D

Queste le decisioni del giudice sportivo relative le gare disputate mercoledì scorso.

Domenico Botticella, il cuore rossonero

Disponibile al confronto e sorridente, così si è presentato ai microfoni Domenico Botticella, estremo difensore classe 1976, nato e residente a Deliceto (FG) anche se, per motivi logistici, l’intervista si è tenuta di fronte al porto di Manfredonia (FG).

Orgoglioso delle sue semplici origini, tutti lo conoscono in paese e lo considerano una bandiera. Dopo un pò di tempo e alcune grandi esperienze, come l’invito di Delio Rossi ad accompagnarlo ad allenare in Bulgaria, il portiere decide di seguire mister Zeman a Foggia, così racconta il vissuto: “Innanzitutto lavorare con Zeman è sempre stato piacevole e non ci ho pensato due volte ad accettare. Il ruolo dell’allenatore è più complicato, hai una responsabilità maggiore rispetto ai ragazzi che alleni, già è delicato fare il portiere (ride, ndr). Quest’anno, nonostante le nostre strade si siano divise, credo di aver fatto un ottimo lavoro per quanto riguarda la crescita dei miei allievi”.

Riguardo agli estremi difensore rossoneri, Botticella spiega che a causa di alcuni infortuni che gli hanno riguardati, hanno potuto gareggiare tutt’e tre: “Da un altro punto di vista, è importante notare che tutti abbiano avuto il loro spazio. Ho instaurato un buon rapporto con Fabrizio Alastra, Giacomo Volpe e Joaquin Dalmasso ma non gli ho mai messi nella condizione di dover competere tra di loro. Nel calcio, come in tutti gli sport di gruppo, è più importante la compattezza del gruppo che il singolo”.

Botticella simpaticamente dichiara la motivazione per cui la sua postazione, che gli ha dato tanto, sia stata scelta: “All’inizio, nella mia piccola e amara Deliceto, giocavo a calcio come tutti i bambini, ricordo il n. 17 come primo numero di maglia, ed essendo molto timido non sapevo come espormi. Il mio amico Giuseppe, che al contrario era un furfante (ride, ndr), propose al mister di farmi difendere i pali e quest’ultimo acconsenti. Da lì in poi, ho avuto i guantoni incollati alle mani”.

Gli aspetti calcistici cambiano col passare degli anni, per questo il portiere appunta: “Lo sport è diventato come un foglio su cui creare progetti, si è più ingegneri o architetti che atleti. Ciò va a svilire la radice propria del calcio, l’istinto è l’audacia. La naturalezza del gioco è stata un po’ sostituita dal più ricercato spettacolo e artificio. Non è sempre colpa dei giovani, anche noi genitori ed educatori dovremo cercare di portare in gareggiato il vero spirito agonistico”.

Il suo pensiero non è lontano da chi non ha timore di ammettere i punti fallaci della modernità che, per quanto possa giovare alle comodità, non bisogna negare che in vari ambiti dimezzi o persino azzeri del tutto le emozioni e il calcio sembrerebbe essere tra questi. Per il futuro, il giovane allenatore non fa castelli in aria (essendo anche conclusa da poco la stagione, ndr) ma ringrazia il Foggia e la tifoseria rossonera per averlo ottimamente ospitato. 

Michela Rinaldi

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COMUNICATO UFFICIALE N. 331/DIV del 3 Giugno 2022

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LEGA PRO

Napoli, Centro Paradiso in vendita: era il campo di Maradona

Era la sede storica di allenamento del Napoli, da anni abbandonato. E un’associazione di volontariato spera di farlo rinascere per restituirlo alla città

Quell’opera d’arte sul muro di cinta rimane l’unica cosa bella di quel centro il cui nome oggi appare stonato: Paradiso. Realizzato nel 1975 come campo di allenamento con annessa sede societaria e sala stampa, negli Anni Ottanta il Centro Paradiso ebbe il suo massimo fulgore quando qui si allenava la squadra di Diego Armando Maradona. Poi il declino sino al fallimento della Ssc Napoli del 2004, il centro rimane inutilizzato e viene nel tempo vandalizzato. Oggi resta solo un cancello arrugginito, una spianata piena di sterpaglie dove si intuisce ci fosse un campo di calcio e i resti delle vecchie strutture intorno. Unico ricordo vivo il murale realizzato da Mario Casti Farina un paio di anni fa, che ha disegnato la piccola Dalma, primogenita dei Maradona, che infila dolcemente una margherita nel calzettone di papà Diego,…

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