𝗜𝗟 𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗡𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗗𝗢𝗠𝗘𝗡𝗜𝗖𝗔 Prestazione dominante dei nostri ragazzi, che superano il Bitetto con un netto 4-0 al termine di una gara senza storia. Il recap di #TROVSBIT a cura di Angelo Petrucci.
Fonte: Facebook official page
𝗜𝗟 𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗡𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗗𝗢𝗠𝗘𝗡𝗜𝗖𝗔 Prestazione dominante dei nostri ragazzi, che superano il Bitetto con un netto 4-0 al termine di una gara senza storia. Il recap di #TROVSBIT a cura di Angelo Petrucci.
Fonte: Facebook official page
La gara inizia su ritmi vivaci e l’episodio che scuote il match arriva già all’8’: Secka si ritrova a colpo sicuro davanti alla porta, ma Bardoscia compie un autentico miracolo d’istinto. Scampato il pericolo, il Leverano prende in mano le redini del gioco. Al 13’ è la sfortuna a fermare i padroni di casa, con una conclusione potente di Rutigliano dalla distanza che si stampa contro il palo.
Il vantaggio bianconero è però nell’aria e si concretizza al 16’: Alemanni si accende sulla corsia destra, salta secco Di Mauro con un dribbling bruciante e trafigge il portiere con un fendente preciso sul primo palo. Il Ginosa accusa il colpo e il Leverano ne approfitta per raddoppiare al 25’: questa volta Rutigliano si traveste da uomo assist, pennellando un cross dalla sinistra per lo stacco imperioso di Sanyang, che di testa firma il 2-0.
Prima della chiusura del tempo, al 38’, arriva il sigillo definitivo: ancora uno scatenato Alemanni vince un duello fisico sulla destra, penetra in area e batte l’estremo difensore ospite con un diagonale che si insacca sul secondo palo.
Nel secondo tempo, il Ginosa prova a riaprire la contesa alzando il baricentro. L’occasione d’oro arriva al 64’, quando ancora Secka, svettando di testa su sviluppi di un’azione manovrata, colpisce la traversa.
Il Leverano, dal canto suo, ha diverse opportunità in contropiede per rendere il passivo ancora più pesante, ma pecca di eccessiva superficialità sotto porta, sciupando diverse trame interessanti. Nel finale, i padroni di casa avrebbero anche la chance del poker su calcio di rigore, ma dal dischetto Kalou fallisce la trasformazione.
Termina 3-0, con il Leverano che dimostra ancora la sua forza tra le mura amiche.
Fonte: Facebook official page
Massimo Paci ha vissuto i novanta minuti contro il Fasano con un’intensità fuori dal comune, consapevole dell’importanza vitale della posta in palio per il cammino del suo Barletta.
Il tecnico non ha fatto mistero delle difficoltà incontrate durante il match, sottolineando come la gestione dalla panchina sia stata tutt’altro che agevole.
«Ho vissuto la gara in maniera concitata, ma sono rimasto molto concentrato perché cercavo costantemente di capire di cosa avesse bisogno la squadra in ogni momento», ha spiegato l’allenatore nel post-partita.
Il merito del successo, secondo Paci, va equamente diviso tra chi ha iniziato la sfida e chi è subentrato a gara in corso, stravolgendo gli equilibri di un match che sembrava stregato.
«Devo dire che oggi i cambi hanno fatto davvero la differenza, a prescindere dalle scelte iniziali, gli uomini che sono entrati in campo sono stati determinanti», ha ammesso con onestà il mister biancorosso.
Nonostante la prestazione complessiva fosse già di buon livello, è stata la freschezza e la mentalità dei nuovi entrati a permettere il sorpasso definitivo.
«La squadra stava disputando una buona partita, però chi è entrato ha dato quella spinta in più; è stata una gara emozionante per tutti noi», ha proseguito Paci.
La vittoria è arrivata al termine di una vera e propria battaglia sportiva, dove ogni singolo centimetro di campo è stato sudato e conquistato con le unghie.
«Siamo riusciti a portare a casa questi tre punti con tanto sforzo, d’altronde credo che avere successo senza faticare sia una missione impossibile nel calcio attuale», ha rimarcato il tecnico.
Paci ha poi reso onore agli avversari, definendo il Fasano come una delle compagini più preparate e ostiche affrontate finora in questo campionato di Serie D.
«Abbiamo incontrato una squadra forte, a mio avviso probabilmente la migliore vista finora, superiore anche al Martina e alla Paganese per qualità di palleggio», ha confessato l’allenatore.
La pericolosità dei rivali, specialmente nella fase avanzata, ha costretto il Barletta a una prova di resistenza e carattere oltre che di tattica.
«Loro hanno una qualità di manovra importante e oggi si giocavano tantissimo, quindi le loro motivazioni erano estremamente alte», ha analizzato Massimo Paci.
Dopo una prima frazione di gioco sostanzialmente equilibrata, la ripresa ha visto saltare tutti gli schemi, trasformando la sfida in una prova di nervi.
«Il primo tempo è stato molto bilanciato, poi con gli ingressi dalla panchina la partita si è letteralmente spaccata», ha ricordato il mister commentando l’evoluzione del match.
In quel momento di massima tensione, è emersa la parte più profonda e identitaria del gruppo biancorosso.
«Lì è venuto fuori il cuore, il carattere e la mentalità di questi ragazzi, sono stati semplicemente eccezionali e ci stanno rendendo davvero orgogliosi», ha aggiunto con soddisfazione.
Ora il calendario mette il Barletta davanti alle ultime tre fatiche stagionali, tre finali che decideranno il destino del club in un finale di stagione caldissimo.
«Ho detto poco fa che abbiamo appena superato l’ultima curva, adesso davanti a noi c’è il rettilineo finale», ha dichiarato Paci usando una metafora automobilistica.
La visione del tecnico è chiara: l’obiettivo è lì a portata di mano, ma non è ancora il momento di abbassare la guardia.
«Il traguardo è laggiù in fondo, lo vediamo, è vicino e non è più lontano, ma mancano ancora tre partite da disputare», ha ammonito l’allenatore.
La strategia per affrontare quest’ultimo scorcio di campionato rimane quella che ha portato il Barletta a risalire la china.
«Le prepareremo una alla volta: dopo la giornata libera, da martedì ci rimetteremo al lavoro per la sfida di domenica che per noi è fondamentale», ha concluso Paci.
Fonte:NotiziarioCalcio.comAl termine della partita contro il Don Bosco Manduria sono intervenuti ai nostri microfoni Pasquale Ninni e Davide Ariano. Ascolta l’intervista!
Fonte: Facebook official page
Gennaro Casillo, presidente del Foggia, parla via social condividendo un messaggio col vicepresidente Giuseppe De Vitto: “Leggiamo su molte testate giornalistiche che al nostro percorso nel Foggia viene attribuita la parola “inesperienza”. Io e Giuseppe De Vitto siamo imprenditori del territorio con due caratteristiche ben precise: ascoltiamo la gente, vivendo quotidianamente la città, e soprattutto manteniamo sempre ciò che diciamo, a differenza di molti. Se c’è una colpa che ci riconosciamo, perché non abbiamo mai avuto paura di assumerci le nostre responsabilità, è stata la fretta. La maledetta fretta di acquisire il Foggia, spinti dalla passione. Potevamo starcene a casa oppure magari al bordo di un fiume. Ma non siamo questo noi. Non ce ne siamo pentiti, anzi: ci siamo dedicati anima e corpo a questo progetto.
Lo abbiamo fatto per tutti, condividendo questo percorso con le istituzioni e con l’imprenditoria locale. Tutta questa negatività non ci appartiene. Oggi il nostro destino dipende solo da noi e, per questo, combatteremo fino all’ultimo secondo per raggiungere l’obiettivo prefissato. Non si molla di un centimetro. Ringrazio i 5500 spettatori di ieri. Semplicemente grandi”.