Nkunku punge il Milan: “Scelta che non capisco”

L’attaccante in prestito al Lipsia sull’addio al Diavolo: “È una scelta da rispettare, ma non so perché si siano comportati così. Comunque la concezione di calcio era differente rispetto alla mia”

E’ tornato in Italia poche settimane dopo averla lasciata – o meglio: dopo essere stato costretto a lasciarla -, e lo fa a una manciata di chilometri dai luoghi in cui immaginava di trascorrere questa stagione. Christopher Nkunku è a Como per il primo round di Champions del suo Lipsia contro i lariani: San Siro da qui dista 48 chilometri, Milanello uno in più. E a poche ore dalla partita, il francese ha preso la parola, toccando inevitabilmente la sfera rossonera. Lo ha fatto in modo educato, ma molto fermo e senza giri di parole.

scelte

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“Al Milan non ho avuto infortuni ma la concezione di calcio era differente rispetto alla mia. E così, appena c’è stata…

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Inter, Chivu lancia Stones verso la prima da titolare contro l’Udinese

Dopo i 45 minuti di Madrid, l’inglese verso la prima gara da titolare in nerazzurro: il periodo di ambientamento sembra terminato

“Curtis, vai a sinistra”. “Yann, attento”. In un tempo, nel tempio, John Stones è sembrato già impadronirsi dei meccanismi dell’Inter. Un novizio veterano. Lo hanno preso per questo, per partite così: giocare al Santiago Bernabeu contro il Real Madrid o in allenamento alla Pinetina contro l’Under 23 per lui non fa differenza. Le Pietre sono toste, ruvide. È il loro lavoro, è la loro natura.

IMPATTO CHIC

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Non era affatto scontato che Stones si presentasse così. Intanto perché la condizione, dopo il Mondiale e le successive vacanze ritempranti, non è ancora ottimale. E poi perché dopo l’intervallo, con la squadra sotto 2-0, Chivu ha chiesto ai suoi di rischiare tutto, di azzardare la rimonta. “Non è finita, giochiamocela”. Non si sbagliava, in fondo: l’Inter è stata molto vicina a riacchiappare il risultato, nonostante il doppio harakiri del primo tempo che aveva compromesso la situazione a favore di un incredulo Mourinho. Merito anche del nuovo leader della difesa, che ha cominciato subito con un tackle pulito su Vinicius ad altissimo coefficiente di difficoltà. E poi ha guidato il reparto distribuendo indicazioni sagge. Al compagno inglese che esordiva da titolare, Jones, e ai suoi vicini di banco: Bisseck, che aveva qualcosa da farsi perdonare, e Bastoni, che ha partecipato di più alla manovra e ha anche impegnato il fenomeno Courtois con un tiro da fuori area. Ha sofferto gli strappi in velocità, Stones. Impossibile chiedergli di marciare al passo di Mbappé. Ma non è mai andato in tilt, mantenendo la calma e la lucidità che spesso in carriera gli hanno permesso di andare oltre ai propri limiti dinamici. La testa ha il potere di minimizzare le debolezze.

PROMOSSO

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E allora il futuro prossimo appare già scritto: lunedì contro l’Udinese a San Siro toccherà a lui giocare dall’inizio. L’inserimento graduale, minuti un po’ qua e un po’ là, è servito a garantire un atterraggio morbido, senza eccessive pretese. Ora non resta che la prova completa, il test definitivo, per certificarne l’avvenuta integrazione. Del resto l’Inter senza di lui ha incassato 4 reti in due tempi. Troppe. Stones avrebbe potuto giocare anche Inter-Napoli, dopo una congrua serie di allenamenti che ne aveva svelato i progressi atletici. Ma in quel caso Chivu ha preferito confermare Akanji in mezzo e Bisseck sul centrodestra, in quanto reduci rodati dei successi passati. Stavolta invece Akanji, rimasto tutta la partita in panchina al Bernabeu, potrebbe rientrare in posizione più decentrata lasciando spazio al centro al totem british: sarebbe il primo esperimento del terzetto, con Bastoni braccio mancino del tavolo, immaginato durante l’estate da Marotta, Ausilio e Baccin.

MERITOCRAZIA

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Non c’è motivo di aspettare oltre: non parliamo mica di un ragazzino da svezzare ma di un campione di 32 anni arrivato dal Manchester City più forte di sempre. I numeri di Stones a Madrid sono in effetti incoraggianti: 23 passaggi azzeccati su 23, cioè 100 per cento di riuscita di movimento palla. Un solo fallo commesso a fronte di 4 duelli aerei (record della serata per l’Inter), 2 dei quali vinti (altro primato), più 1 tiro respinto. L’inizio, insomma, è stato di sostanza: nessuno potrà offendersi d’ora in avanti se dovrà sedersi in panchina al cospetto di un gigante del mestiere.

GESTIONE

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Poi è chiaro: entrare in squadra non significa garantirsi il posto per sempre. Tanto più che Stones ha uno storico di infortuni recente che ne suggerisce un utilizzo sobrio: nell’ultima stagione ha raccolto appena 9 presenze in Premier League, anche per la concorrenza molto qualificata a disposizione di Guardiola; e dal 2024, post Europeo, ha accumulato complessivamente 38 apparizioni tra campionato e coppe, 20 + 18. Ma all’Inter conoscono il problema e anche la soluzione: non gli chiedono quantità ma qualità, in quelle serate dove un campione non trema davanti all’ipotesi di fallimento. “Gente come lui si trova come il burro sul pane se gioca in certi campi” ha osservato Chivu. Il senso della comodità e del piacere, in prospettiva reciproci, non poteva essere riassunto meglio.

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10 SETTEMBRE SERIE C – CERCASI ATTACCO ANTI FOGGIA

Fonte: TeleRegione Color Official Youtube channel

Lang, Allegri, Vergara e l’esclusione da Napoli-Arsenal

L’allenatore degli azzurri ha deciso di punire il comportamento tenuto dall’attaccante olandese in allenamento

Prime Video svela il retroscena che ha portato Max Allegri, con l’appoggio della società, ad escludere Noa Lang dalla partita di ieri sera del Napoli contro l’Arsenal. Il motivo della discussione tra i due sarebbe legato a un passaggio sbagliato di Vergara e a una reazione dell’olandese reputata esagerata dall’allenatore degli azzurri.

l’episodio con allegri

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Durante l’allenamento a Castel Volturno, precedente alla sfida contro i Gunners, Vergara ha sbagliato la misura di un passaggio, Lang non l’avrebbe presa bene, replicando con alcune espressioni in inglese considerate inappropriate dalla squadra e dallo staff tecnico. Allegri sarebbe intervenuto immediatamente, allontanando il calciatore dal campo e decidendo di impartire una lezione esemplare, lasciandolo in panchina nel match europeo. Lang avrebbe poi chiesto scusa al tecnico, alla società e ai compagni. Il Napoli ha però scelto di non indietreggiare dalla scelta, confermando l’esclusione dalla partita di Champions per ribadire il rispetto delle regole interne.

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Arteta non ha dubbi: "De Bruyne? È uno dei migliori centrocampisti di sempre"

Parole al miele quelle di Mikel Arteta per Kevin De Bruyne, suo ex giocatore ai tempi del Manchester City: secondo l’allenatore dell’Arsenal, il centrocampista del Napoli è uno dei migliori di sempre nel suo ruolo. [continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]

De Bruyne è tornato: corre, è il migliore del Napoli e… litiga con Di Lorenzo: “È perché siamo vivi”

Il centrocampista belga è stato il migliore in campo dei suoi contro l’Arsenal, mostrando giocate di talento e spirito di sacrificio. Il battibecco nel finale ridimensionato dal capitano: “Un attimo di nervosismo in partita ci sta” 

Il calcio toglie e però non sempre dà: perché quando una serata se ne va, ricompaiono certi fantasmi che sembra siano nascosti nei finali di partita. Minuto 89’, più o meno quello in cui Anguissa a San Siro l’ha messa fuori da centimetri zero alimentando la spirale dei rimpianti: c’è quel pallone che danza nell’area, è avvolto nella materia grigia di Kevin De Bruyne, che lo accarezza, lo doma e, non avendo angolo per calciare, lo sistema al centro di un’area stavolta vuota e poi disperata. È una notte che sa di nuovo, perché pure le sconfitte vanno analizzate dopo aver rilette con l’aiuto della lente d’ingrandimento, e nel Napoli che esce a testa…

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Zero rigori in tre giornate di Serie A: avanza la linea Orsato. La sveglia di Garlando

Da un estremo all’altro, la Serie A è un unicum in Europa. Ma questa è vera giustizia?

Si ha notizia di nostalgici che si ritrovano dopo cena per rivedersi i rigori della finale 2006 e gustarsi penalty d’annata come il Panenka ’76 o il Totti 2000. Il rigore non c’è più. È finito nello sgabuzzino dei vinili e dei tram a cavallo. Nelle prime 3 giornate: 0 rigori, neppure uno in 30 partite. Mai successo nella Serie A a 20 squadre. Negli ultimi 10 anni, da un minimo di 4 rigori a un massimo di 14. Nella Liga finora 13 rigori, in Ligue1 9, in Premier 5, in Bundesliga 1. Solo da noi il dischetto si è inceppato. Uno 0 che suona sospetto, contro natura, perché anche da noi sono aumentati lo spirito offensivo e l’intensità di gioco, quindi i contrasti in area dovrebbero crescere, non diminuire. I difensori di colpo sono diventati seminaristi?

Invece di preoccuparsi, i più osannano la “linea Orsato”: basta rigorini, si gioca di più, bello! Sì, bello, ma il designatore non deve preoccuparsi della qualità del gioco, deve badare alla giustizia. Le moviole hanno evidenziato più di un rigore mancante (non rigorini). Il calo degli arresti può significare aumento della giustizia, ma anche dell’impunità. A Lissone giocano a carte, il Var non interviene più. Ma non si cancellano i furti spegnendo le telecamere di sorveglianza. Molti episodi sospetti avrebbero giustificato un’occhiata della Var che Orsato ama come la carie. Forse siamo solo all’inizio di una svolta e presto ci sarà più equilibrio, torneremo ad allinearci agli altri tornei, sparirà quello 0 patologico. I nostalgici non rivedranno più Grobbelaar che fa il pagliaccio, ma torneranno ad emozionarsi dal vivo per un’attesa lunga 11 metri.

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Arriva con la corazzata Squinzano il primo punto stagionale dell’Ugento

Arriva con la corazzata Squinzano il primo punto stagionale dell’Ugento. E se ai punti il pareggio è il risultato sostanzialmente giusto, sulla gara pesano un paio di episodi in area di rigore ospite, sui quali l’arbitro lascia correre mentre i locali lamentano la concessione del rigore.

Dopo la sconfitta beffa col Trani arrivata al termine di una prestazione gagliarda e di qualità, mister Oliva ridisegna un poco la sua formazione: tra gli under dentro Mbodji e Zingarelli, in difesa rientra Macias dopo le due giornate di squalifica.

Pronti via e Simone D’Anna si presenta con un destro a giro che corre via non lontano dal palo alla sinistra di Colazo.

Al 4’, occasionissima per l’Ugento: imbeccato in verticale sul filo del furigioco, Hidalgo si presenta davanti al portiere e colpisce una clamorosa traversa sull’uscita dell’estremo difensore.

È il preludio del vantaggio giallorosso che arriva al minuto 9.

Junior pesca sulla corsa Hidalgo che stavolta non lascia scampo al portiere e fa esplodere il Comunale.

La partita rimane godibile e su buoni ritmi, nonostante il gran caldo di giornata.

Il pareggio dello Squinzano, il risultato non cambierà più sino al triplice fischio di gara, giunge al 19’.

Castillo tocca con la mano di rigore, il penalty assegnato dal direttore di gara è siglato da D’Anna che mette il pallone sotto la traversa spiazzando Colazo.

Gli ospiti vanno vicini a ribaltare la gara alla mezzora. Citro inventa da appena dentro l’area di rigore una traiettoria che sbatte sul palo e pareggia il conto dei legni.

L’ultima azione del primo tempo è di marca ugentina. Minuto 44’: Hidalgo imbecca Zingarelli dalla sinistra, il tocco di un difensore per poco non cuoce la frittata per il nuovo vantaggio giallorosso.

La ripresa si apre con Barroso, messo in campo da Oliva al posto di Junior, che impegna di testa il portiere avversario a una complicata respinta in angolo.

Sul fronte opposto, la zampata di D’Anna sottomisura non trova la porta.
Dopo uno spunto di Hidalgo che per poco dalla trequarti non pesca il jolly, primo episodio dubbio in area bianconera: l’arbitro non vede un tocco di mano di un difensore dopo un’uscita kamikaze di Bandini.

Ancora più evidente un altro fallo di mano qualche minuto più tardi nei 16 metri squinzanesi: la dinamica è simile a quella dell’azione del rigore decretato agli ospiti, stavolta il direttore di gara lascia correre.

Colazo è attento su D’Anna che calcia dal limite, sul fronte opposto l’Ugento spreca almeno un paio di ripartenze interessanti con gli avversari sbilanciati in avanti.

La contesa si chiude dopo sei minuti di recupero.

Domenica prossima l’Ugento torna in campo nel derby in trasferta con il Taurisano.

Di seguito, il tabellino completo della partita.

ECCELLENZA PUGLIESE 2025/2026

GIRONE UNICO

TERZA GIORNATA DI ANDATA

DOMENICA 6 SETTEMBRE 2026– ORE 17

STADIO COMUNALE UGENTO (LECCE)

UGENTO CALCIO – SQUINZANO CALCIO 1-1

UGENTO: Colazo, Mbodji (16’st Mennea), Marcè (16’st Garofalo), Graziano, Castillo, Macias, Junior (1’st Barroso), Romano, Zingarelli (16’st Larrucea), Albin Gomez (K), Hidalgo (35’st Russo). All. Oliva. A disposizione: Stella, Pignataro, Lombardo, Fiorella.

SQUINZANO: Bandini, Telera (13’st Haas), Gautieri, Vilson (16’st Urbano), Ortigao (1’st Mancarella), Citro, D’Anna (34’st Espindola), Arnesano, Greco (K), Fineo (24’st Ciracì), Iaia. All. Funaro. A disposizione: Partal, Montinaro, Sanchez, Getti.

ARBITRO: Luigi Bruno di Lecce

ASSISTENTI: Matteo Filiberto Spedicato di Lecce – Leonello Biagi di Taranto.

RETI 9’pt Hidalgo, 19’D’Anna (r).

AMMONITI: Albin Gomez e Mennea (U); Greco (S).

CALCI D’ANGOLO: 2-2.

RECUPERO: 4’pt; 6‘st

Grazie Ufficio Stampa Ugento Giuseppe Martella. Vincenzo Nannavecchia divulgatore

IL SALOTTO DEL CALCIO – PUNTATA DEL 9.09.2026

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Fonte: AntennaSud Official Youtube channel