Oliver Glasner, alle radici dell’allenatore che vuole il Milan

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L’allenatore che vuole il Milan raccontato da chi lo ha visto crescere in campo e fuori. E che garantisce: “Sa quando servono bastone e carota, sa vincere e dare un’identità alla sua squadra. Ma se perde anche solo un’amichevole, per due giorni…”

Oliver Glasner ha lo stesso approccio da trent’anni. Lo aveva da calciatore, lo ha adesso da allenatore. Metodico, pratico, attento al dettaglio fino a diventare maniacale. Eppure, non ha raccolto chissà che frutti in carriera, anche a causa di un infortunio che l’ha costretto a dire basta. “Ha rischiato di morire per un ematoma subdurale al cervello. Poi tutto si è risolto e Oliver ha iniziato ad allenare”. Arrigo Sacchi gli direbbe che il fantino non ha mai fatto il cavallo e che si può diventare un grande allenatore anche senza essere stato un grande dieci o aver vinto trofei. Oli – così lo chiamano tutti a Ried, casa sua, nell’alta Austria – è stato un buon…

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