Stankovic resta all’Inter: Chivu ha deciso

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Il figlio di Dejan fra i preferiti del tecnico: “il bestione” ha giocato regista al Lucerna e mezzala al Bruges

“Lo ringrazierò a vita. Sono contentissimo di rivederlo”. Aleksandar Stankovic dalla sala dei trofei dell’Inter, nel cuore della sede del club, ha mandato subito questo messaggio a Cristian Chivu. Gli anni insieme nelle giovanili non si dimenticano e adesso tutti e due sono pronti a ritrovarsi per la prima volta insieme tra i big. Non c’è nessun piano di calciomercato legato al figlio d’arte, il 20enne è un capitale tecnico più che economico (valutato già ora non meno di 40 milioni) o da monetizzare. Chivu lo sa ed è per questo motivo che a una settimana esatta dalla partenza per il ritiro in Germania ha già le idee chiare sul fatto che Stankovic junior sarà un elemento del suo centrocampo della prossima stagione. 

Impatto

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Il piano è chiaro: tenere il figlio di Dejan permetterà al ragazzo di crescere ancora, di vivere in serenità la preparazione estiva, tournée tra Hong Kong e Australia compresa, e di giocarsi tutto non durante le prossime settimane ma direttamente in tutta l’annata che verrà. Stankovic si inserirà nella squadra campione d’Italia puntando a ritagliarsi sempre di più uno spazio da protagonista lì in mezzo, dove per il momento c’è ancora un certo sovraffollamento. Un po’ come ha fatto il coetaneo Pio un anno fa. E si giocherà la Champions, già assaggiata col Bruges in quattordici occasioni tra qualificazioni, fase a girone e playoff, con la stessa voglia dell’Inter tutta di brillare. Lo aiuterà quel suo Dna nerazzurro che Chivu sa già sarà componente fondamentale per alimentare le ambizioni di un ragazzo che nei confronti del suo allenatore ha ribadito tutta la sua riconoscenza: “Lui ha avuto un grande impatto nella mia carriera. Mi ha insegnato tantissime cose, in campo e fuori: Chivu mi ha fatto capire davvero cos’è il calcio e che alla fine conta ciò che fai in campo per poi vincere”. 

Cuore di papà

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È tanta la gioia di tornare “a casa” e soprattutto in quel San Siro che presto urlerà anche il suo cognome che in quell’impianto non si è più sentito dal 2013. Tredici anni più tardi, la dinastia continua. La storia riprende. Con un misto di nostalgia e voglia pazza di scrivere altri capitoli. Uno degli eroi del triplete del 2010 fa un altro regalo al mondo nerazzurro e anche lui non è rimasto impassibile nel vedere il minore dei suoi figli indossare una maglia che evoca così tanti (bei) ricordi. “Forse è anche più emozionato di me – ha ammesso Aleks —. Sicuramente per noi come famiglia interista, avendo un padre che ha giocato nell’Inter e ha vinto tutto, è veramente un sogno. Sono sicuro che anche lui è fiero di me”. 

In campo

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“Il bestione”, come lo chiama papà Deki, è sia regista sia mezzala. Nella sua inevitabilmente giovane carriera ha interpretato entrambi i ruoli. Ha imparato a impostare ma anche a salire, a recuperare palloni e a fare a spallate in ripiegamento. Certo, ora dovrà dimostrare di reggere nel centrocampo della squadra chiamata a difendere il tricolore in A, ma poi sarà anche compito di Chivu inserirlo e plasmarlo affinché renda al meglio nel suo 3-5-2. L’abbiamo visto regista al Lucerna, squadra svizzera in cui ha scelto di andare dopo essersi confrontato anche col suo amico Federico Dimarco che in quel campionato aveva già giocato, nel Sion. In Belgio ha cambiato abito, si è alzato e questa mossa gli ha permesso di far lievitare la percentuale di palloni recuperati nella metà campo avversaria e la media dei tiri in porta. Il risultato? La scorsa stagione, in cui con il Bruges ha vinto lo scudetto ed è stato eletto miglior talento della Jupiler Pro League, è stata la sua migliore in termini realizzativi: 9 gol (più 5 assist) in 55 partite in tutte le competizioni. Numeri che è impossibile sottovalutare. Chivu non lo fa. D’altronde non l’ha mai fatto. Fin da quando del giovane Stankovic diceva: “Ha un grande futuro. Il mio desiderio è che un giorno si dica che Dejan è il padre di Aleksandar e non Aleksandar il figlio di Dejan”.

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