Dopo la bocciatura del Tar alle contestazioni legali, i club milanesi sono attesi ora da altri passaggi importanti: l’obiettivo resta avere lo stadio pronto per il 2031
Inter e Milan sorridono, il progetto del nuovo San Siro può continuare a correre. Il Tar della Lombardia ha infatti bocciato i cinque ricorsi presentati da cittadini e associazioni contro la vendita dell’attuale Meazza e dei terreni ai due club, chiudendo una partita davanti alla giustizia amministrativa iniziata addirittura nel 2022. Dopo l’udienza del 23 giugno scorso, ieri i giudici del tribunale hanno pubblicato le sentenze: in particolare, quattro sono stati dichiarati inammissibili per ragioni di carattere processuale, mentre uno è stato respinto nel merito. Un passaggio importante per le società, per le proprietà Oaktree e RedBird, alle prese con un progetto da 2,3 miliardi di euro, e per il Comune di Milano, l’altra principale parte in causa.
i ricorsi
—Più che il tema ha pesato la forma: il Tar non è entrato nel merito delle contestazioni per quattro dei cinque ricorsi, ma ha ritenuto che non fossero nelle condizioni di poter essere esaminati per vizi processuali. In sostanza, quindi, il rogito e la vendita dell’impianto restano validi e non vengono messi in discussione da queste sentenze, né sarà possibile riproporre davanti al Tar gli stessi temi per ottenere un giudizio nel merito. Un segnale di rilievo, anche se tutte le sentenze in questione sono appellabili al Consiglio di Stato (entro il prossimo 6 aprile secondo le tempistiche ordinarie) mentre resta ancora la spada di Damocle dell’inchiesta per turbativa d’asta del Tribunale di Milano, oltre ai possibili ricorsi sui prossimi procedimenti.
e ora?
—Intanto però il cronoprogramma può accelerare: dopo il via ai primi lavori già nei mesi scorsi (con l’abbattimento della biglietteria sud e alcuni interventi sul perimetro, in attesa dei cantieri veri e propri), i prossimi appuntamenti saranno la presentazione del nuovo rendering disegnato dagli studi Foster + Partners e Manica e atteso tra fine ottobre e inizio novembre, oltre al passaggio della Valutazione Ambientale Strategica. Su quest’ultimo, il parere è atteso entro metà dicembre e l’attenzione è puntata ovviamente soprattutto sull’impatto ambientale (1,5 milioni di metri cubi di terra da scavare e 126 mila metri cubi di macerie e decine di migliaia di viaggi di camion). Il tutto all’interno di un progetto, come detto, da 2,3 miliardi di euro complessivi, di cui, tra le spese principali, circa 700 milioni per il nuovo impianto da 71.500 spettatori, con oltre 13mila posti premium, 400 milioni per hotel, centro commerciale e uffici e altri 400 milioni di oneri finanziari, visto che il progetto sarà finanziato in project financing. Alcuni temi restano ancora da definire, come, ad esempio, cosa sarà dell’area dell’attuale San Siro: in piedi resterà solo un pezzo dei settori blu e arancio (con il resto demolito e circa 60mila seggiolini venduti o regalati ai tifosi), ma nella zona circostante i piani vanno da alcuni edifici a un’area interamente verde. Tornando al programma, dopo la valutazione ambientale seguirà il deposito del nuovo Piano di fattibilità, l’approvazione del piano attuativo (depositato lo scorso marzo) entro marzo 2027 e nel frattempo anche l’ok della Conferenza dei Servizi.
L’obiettivo resta quello di chiudere l’iter di approvazione entro l’estate 2027 e poi far partire i lavori: il traguardo è fissato a giugno 2031, giusto in tempo per avere una stagione intera di partite prima di poter ospitare (sperano club e Comune) gli Europei nell’estate 2032.
niente violazioni
—Niente violazioni La prima pietra in termini di giustizia, così, è arrivata ieri, quantomeno per quella amministrativa. Il tema di fondo di quattro dei cinque ricorsi su cui si è espresso il Tar della Lombardia è quello che i giudici riconducono all’“abuso del processo”: in sostanza, troppi ricorrenti che cambiano e troppi motivi aggiunti nel corso dei mesi. I primi esposti erano arrivati già nel gennaio 2022 e su questi i giudici spiegano di non essere entrati nel merito per vizi formali: basti pensare che in uno di questi i soggetti sono inizialmente 54 e tre anni dopo diventano 100. Su quelli più recenti, invece, il Tar sottolinea il caos da un punto di vista dei procedimenti messi nel mirino: in sostanza, era stato contestato soltanto un pezzo della procedura senza mettere in discussione anche gli atti precedenti dai quali quel passaggio dipendeva, rendendo impossibile un giudizio completo. L’unico ricorso giudicato nel merito è quello presentato nel novembre 2025 dal consigliere comunale Enrico Fedrighini, del gruppo misto, contro il percorso seguito dal Consiglio comunale di Milano. In questo caso, i giudici passano in rassegna tutti i vari passaggi politici, sottolineandone la legittimità in particolare per il cosiddetto emendamento “canguro” che, nella decisiva seduta del Consiglio, permise di farne decadere altri 214 in un colpo solo. Secondo il Tar, però, non ci sono state violazioni: Fedrighini aveva partecipato ai lavori delle commissioni e il “canguro” era previsto dal regolamento. Per il nuovo San Siro, dunque, cade un ostacolo importante: la partita non è finita, ma Inter e Milan ora possono accelerare.
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