Senza il capitano emergono le altre punte. E Carlos Augusto ci mette 49 secondi
Sul pianeta Inter, anche senza Lautaro, c’è vita. Tradotto: gol. Sopravvivenza garantita dalla capacità realizzativa di una squadra che ha ben più di qualche risorsa interna nonostante un attacco che sarà da ridisegnare sempre da qui alla prossima sosta. La trasferta di Bologna di ieri, la prima di sette partite senza il numero dieci, è diventata manifesto di quanto l’Inter riesca a non essere totalmente Lautaro-dipendente.
thuram c’è
—In poche parole: oltre il Toro c’è di più. E partiamo dal resto dell’attacco perché per ora c’è soprattutto un Marcus Thuram che appena ne ha l’occasione timbra e ci mette la testa. Nel vero senso della parola. È diventata una sua prerogativa, stacco e incornata, tanto che nessun giocatore ha segnato più gol in questo modo dall’inizio della passata stagione in A (sei, quanti Mateo Pellegino); e poi con Lamine Yamal è l’unico giocatore dei top cinque campionati europei con almeno 10 gol segnati e 5 assist serviti da inizio aprile ad oggi. Tikus, che ieri ha aperto alla rimonta interista (suo il momentaneo 1-1), anche se orfano del suo Lauti segna, eccome. A dimostrazione del fatto che la ThuLa dimezzata non accusa l’assenza della sua parte sudamericana. C’è come una rivoluzione francese in atto lì davanti, ma niente pericolo. Thuram a ogni gol si carica sempre di più questa Inter sulle spalle e si avvicina – o almeno questa è l’intenzione – a un ritorno in nazionale. Zidane sta ricevendo più di qualche messaggio.
il momento di bonny
—Poi c’è Bonny, uno degli uomini del momento. Veniva dalla rete al Bruges e ieri, di nuovo da subentrante, ha trovato il modo di lasciare ancora il segno. Ottobre lo ispira. L’anno scorso in questo stesso mese si presentò ai nuovi tifosi con due gol e 4 assist, dopo la primissima rete all’esordio. Ora sta bene e lo dimostra. Chivu lo sa ma nelle rotazioni ancora non è arrivato il suo momento dal primo minuto. Con tre punte per due maglie e un tandem da comporre di fatto ogni tre giorni fino a inizio novembre, l’occasione da titolare per un Bonny così però arriverà presto. Lui, intanto, continua a essere sicuro di sé e di quello che può dare: “Quando il mister mi chiama provo sempre a essere pronto. Qualsiasi momento è buono per far bene” ha detto l’ivoriano post Bologna. E poi sull’unione con i compagni di reparto: “Thuram è sempre vicino a me e Pio, così come Lautaro. Fanno il tifo per noi”.
cooperativa del gol
—Anche Pio è sempre lì e ci ha provato anche ieri a incidere, con scarso successo. Ci riproverà molto probabilmente dall’inizio in Champions ma questo è un altro discorso. È uno dei dieci marcatori interisti di stagione. Non sono pochi e non è un caso. L’attacco non gioca – e non segna – da solo. Chiamatela pure cooperativa del gol, il succo non cambia: Chivu può far male con chiunque e l’ha dimostrato. Dagli esterni (su tutti per ora Carlos Augusto, ieri in gol dopo 49 secondi dall’ingresso in campo), ai centrocampisti, Calha, Barella, Zielinski, Sucic, fino a un centralone come Bisseck. Dal resto del reparto avanzato in poi: oltre Lautaro c’è di più.
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