Gila, numeri da top player: si è preso il Milan e ora vuole la prima chiamata della Spagna

Il difensore in rossonero sta impressionando per concretezza, affidabilità e duelli vinti: il ct Luis de la Fuente non lo ha convocato in nazionale in questa sosta di settembre-ottobre, ma nella prossima…

Con il suo rendimento ha impressionato tutti. Non solo i tifosi rossoneri, ma anche il tecnico Amorim e il patron Cardinale, che avendo investito 30 milioni per il suo acquisto conoscevano bene il suo potenziale, senza però aspettarsi che avrebbe potuto essere fin dall’inizio così decisivo per gli equilibri della retroguardia del Diavolo. Dopo una sosta trascorsa a Milanello a lavorare insieme agli altri non convocati dalle nazionali, Mario Gila vuole ripartire forte e disputare un mese di ottobre importante. Il 31, nella notte di Halloween, ci sarà il derby e nei giorni successivi arriveranno le convocazioni del ct della Spagna, Luis de la Fuente. L’ex Real Madrid e Lazio spera di essere tra coloro che disputeranno le ultime due gare del girone di Nations League dopo essere andato a un passo dalla prima chiamata anche in questa sosta di settembre-ottobre. De la Fuente lo ha allenato nell’Under 21 e magari… 

NUMERI DA TOP

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Nelle prime cinque giornate di campionato Gila ha avuto un rendimento super, addirittura superiore come statistiche rispetto agli anni alla Lazio: con lui in campo i rossoneri hanno subito soltanto 2 gol e ottenuto 2 clean sheet. Mario è partito titolare in tutte le gare di Serie A e quando è uscito nel finale per problemi fisici, la squadra ha incassato 2 reti, tra le quali quella di Gatti che è costata la vittoria a Torino contro la Juventus. In questo primo spicchio di stagione si è confermato tra i centrali più brillanti dei cinque principali tornei del Vecchio Continente. Già la scorsa stagione era entrato nella top 10 dei difensori con più passaggi progressivi completati, con 8,19 a partita. In questa stagione i suoi numeri in costruzione sono sugli stessi livelli: Gila adesso ne completa 7,65 a gara, contro i 6,94 di Huijsen, i 6,33 di Laporte e i 4,16 di Le Normand. In fase difensiva continua a essere un muro: è il sesto centrale dei 5 grandi campionati per tackle riusciti (0,6 a incontro) e con questo dato precede, tra gli altri, Cubarsí (0,38 a partita), Huijsen (0,17), Le Normand (0,32), Lisandro Martínez (0,46) e Gabriel Magalhães (0,36). Nei duelli difensivi vinti è a quota 3,62 a gara, nettamente sopra i 2,48 di Huijsen, gli 1,91 di Cubarsí, i 2,05 di Laporte e i 2,24 di Le Normand. Ovvero i suoi concorrenti per una maglia nella Roja. Ha iniziato come centrale di destra nella linea a tre di Amorim, ma a partire dalla gara contro il Lecce ha iniziato ad allargarsi sulla destra, a fare il terzino nella linea a quattro. Da non dimenticare la velocità massima in sprint: contro il Lecce ha toccato i 31,4 km/h. Ancora più elevato il picco registrato contro il Benfica con 35,6 km/h. Un dato che, per esempio, supera i migliori valori della scorsa stagione in Liga di Rashford (34,16 km/h), Vinicius (33,92 km/h), Mbappé (33,55 km/h) e Raphinha (33,45 km/h).

LEADER

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Nella conferenza stampa pre Sassuolo Amorim non ha chiarito se la squadra tornerà alla difesa a tre o se utilizzerà la linea a quattro come successo contro il Lecce, nell’ultima sfida prima della sosta. Di certo, però, Gila non è in discussione: nell’unica occasione in cui non è stato titolare, nella gara di Europa League contro il Benfica, la squadra ha sbandato vistosamente. A Reggio Emilia il Milan non vince da tre incontri e nell’ultimo precedente, quello della scorsa stagione con Allegri in panchina, Tomori rimediò un’espulsione che condizionò l’incontro. L’inglese stavolta siederà in panchina e al suo posto ci sarà lo spagnolo che nei prossimi 29 giorni avrà 9 impegni ufficiali con la maglia rossonera per conquistare la prima convocazione con la Spagna. Un traguardo al quale ambisce da tempo. Il Diavolo può dargli una mano. E lui, se continua ad avere questi numeri, può darla al Diavolo. 

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Galatina Calcio – NUOVO INNESTO IN ATTACCO!

MAURO ARNALDO RUGGERI È BIANCOSTELLATO!

Classe 1999, argentino, Mauro è un attaccante capace di svariare su tutto il fronte offensivo, tecnica, rapidità e dribbling, pronto a mettere le proprie qualità al servizio della squadra.

Il suo percorso calcistico inizia in Argentina, per poi proseguire in Italia con il Cassano Sybaris, in Calabria e, successivamente, con l’Atletico Racale dove si rende protagonista nell’anno della vittoria del campionato.

Nel 2023 approda in Sardegna, vestendo prima la maglia della Nuorese, poi quella del Tuttavista Galtellì e infine del Tonara.
Un percorso che gli ha permesso di maturare esperienza e di mettere in mostra le sue qualità offensive, accompagnate da determinazione e voglia di fare la differenza.

Ora una nuova sfida: quella in biancostellato!

Benvenuto Mauro! Siamo pronti a vederti lottare, segnare ed esultare insieme a noi.

#AsdGalatinaCalcio
#EccellenzaPugliese
#GalatinaForever
#MauroArnaldoRuggeri

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Dilettanti, ma non per scelta: perché dalla Serie D i giovani non emergono più


Nel mondo del calcio, si parla sempre più spesso di filiere, progetti, scouting e valorizzazione dei giovani. Eppure, esiste un paradosso evidente: la Serie D, da sempre considerata un trampolino per i talenti emergenti, oggi fatica a promuovere i suoi protagonisti verso i palcoscenici professionistici. Ma perché? Dove si inceppa il meccanismo? Lo abbiamo chiesto a Luca Tardivo , foggiano, ex calciatore dilettante, oggi direttore di un’agenzia di scouting e allenatore con patentino UEFA B, ha lavorato in precedenza per società come Chievo Verona, Spal, ed è attivo con diverse società giovanili di Serie A e B, oltre che con club di Serie C e D . Negli ultimi quattro anni, grazie alle sue segnalazioni, diversi giocatori sono passati dai campionati regionali alla Lega Pro, alcuni addirittura alla Nazionale U21. Un osservatore attento, con i piedi ben piantati nei campi di periferia.

Il dilettantismo non è mancanza di qualità
«Nei dilettanti ci sono tanti ragazzi interessanti, il problema è scovarli. Vedere giocatori che passano dall’Eccellenza alla Lega Pro è una soddisfazione enorme. È proprio da qui che è iniziato il mio percorso da scout: quando giocavo, vedevo giovani fortissimi che non salivano di categoria, e non riuscivo a spiegarmelo. Oggi so che lo scouting è fondamentale, anche nei dilettanti. Non dico di creare un reparto nazionale, ma almeno a livello territoriale bisognerebbe fare di più».

Un esempio concreto? «Le rappresentative LND. Ogni anno, almeno un terzo dei ragazzi convocati finisce in club professionistici. Questo dimostra che il talento c’è. Se aiutassimo i giovani più meritevoli a entrare nei club della propria zona, si creerebbe una filiera virtuosa, capace di alimentare anche le squadre di vertice».

Poche le società che investono sui giovani
La crisi dei giovani non dipende solo dall’assenza di scouting o dalla fuga di talenti ma ci sarebbe anche il nodo della poca la progettualità da parte dei club dilettantistici. In Serie D e nelle categorie inferiori, sono pochissime le società che investono realmente nella crescita dei ragazzi. La maggior parte preferisce profili già formati, considerati più affidabili e pronti. Ma cosa significa davvero “formato”? Spesso la valutazione si riduce a un curriculum scarno, una statistica o la referenza di un amico. Manca un reale lavoro di osservazione, studio, analisi tecnica e umana, e per questo i giovani restano un’incognita che molti preferiscono evitare. Il calcio dilettantistico, peraltro, è vissuto da dirigenti e allenatori come un’attività secondaria, un hobby più che una missione professionale. Cercare, formare e valorizzare un under richiederebbe tempo, competenze, una visione a lungo termine, tutte cose che pochi possono o vogliono permettersi. Così, quando si tratta di scegliere un giovane da inserire, l’approccio è difensivo: si punta spesso su ruoli marginali – esterno basso, esterno alto o portiere – piuttosto che metterlo al centro di un progetto tecnico. Eppure in Serie D gli under sono obbligatori per il 30% del minutaggio complessivo, una quota che meriterebbe ben altra attenzione. Ma finché le società penseranno solo al danno minimo e non al potenziale massimo, la valorizzazione dei giovani resterà un’eccezione, non la regola.

Senza rete scouting, i talenti restano invisibili
Non è solo una questione di procuratori, anzi. Secondo Tardivo, il vero nodo è l’assenza di una rete di scouting strutturata e competente. «Il calcio dilettantistico — spiega — è pieno di ragazzi con qualità vere, ma senza visibilità. Se non hai un procuratore o qualcuno che parla per te, resti nell’ombra. Anche se sei forte, anche se potresti fare il salto». Ed è qui che entra in gioco la figura dello scout, spesso sottovalutata, ma decisiva per cambiare il destino di un giovane. Lo scout non si limita a guardare una partita: osserva in profondità, analizza comportamenti, atteggiamento mentale, adattabilità tattica, crescita fisica e margine di miglioramento. «Un bravo scout riconosce il talento prima che diventi evidente a tutti — sottolinea —. Va oltre il dato e oltre la categoria. Capisce quando un ragazzo può fare il salto, anche se oggi gioca in Promozione». Senza questo tipo di osservazione capillare, le carriere rischiano di spegnersi sul nascere. E il calcio italiano continua a perdere una risorsa preziosa: il talento nascosto nei campi di periferia.

Serve una rivoluzione culturale nei club dilettanti
Cosa dovrebbe cambiare per trasformare la Serie D in un vero laboratorio di sviluppo? Tardivo non ha dubbi: «Affidarsi a un’area scouting. La stragrande maggioranza dei DS dilettanti fa un altro lavoro e non può dedicarsi totalmente alla squadra. Uno scout, invece, può osservare, valutare, analizzare dati e caratteristiche tecniche, fisiche, psicologiche. Può davvero aiutare a fare scelte più consapevoli e a costruire un progetto».

La soluzione, quindi, non è nei regolamenti. «La regola degli under, se sfruttata bene, potrebbe funzionare. Ma serve cultura, professionalità e capacità di leggere i giocatori. Non basta dire che uno arriva da un settore giovanile professionistico per credere che sia pronto. La differenza tra campionati giovanili e prime squadre è enorme. Bisogna saper riconoscere chi è pronto e chi può crescere. Solo così la Serie D potrà tornare a essere ciò che dovrebbe: una vera fucina di talenti, non un parcheggio per illusioni».

Conclusione: un’occasione sprecata
La Serie D, con la sua storia, la sua passione e il suo potenziale, rischia di diventare sempre più un campionato per “reduci” o “esperti” e sempre meno una rampa di lancio per i giovani. Non per mancanza di qualità, ma per colpa di un sistema che non guarda, non ascolta e non investe. Ma come ci ricorda Luca Tardivo, il cambiamento può partire anche da qui: da chi nei campi di provincia sa ancora riconoscere un talento. E decide di crederci.

Fonte:NotiziarioCalcio.com

SAN MARCO–MOLFETTA: SFIDA AD ALTA INTENSITÀ AL “TONINO PARISI”

La Molfetta Calcio si prepara a tornare in campo per la 6ª giornata del campionato di Promozione Pugliese, Girone A, in una sfida di alto livello contro il San Marco. Il match è in programma domenica 11 ottobre alle ore 15:30, presso lo stadio “Tonino Parisi”.

Una trasferta tutt’altro che semplice per i biancorossi, attesi su un campo ostico contro una formazione di valore, protagonista di un buon avvio di stagione. La classifica testimonia l’importanza dell’incontro: la Molfetta occupa attualmente il terzo posto con 10 punti, mentre il San Marco segue in sesta posizione a quota 9.

Un solo punto separa le due squadre, rendendo la sfida particolarmente interessante e importante per gli equilibri delle zone alte della classifica.

Per la formazione guidata da mister Lopraino sarà un appuntamento fondamentale per ritrovare il ritmo, tornare a conquistare punti preziosi e cercare di allungare sulle dirette concorrenti.

Serviranno concentrazione, determinazione e una prestazione di carattere per affrontare un avversario che, soprattutto tra le mura amiche, saprà rendere la vita difficile ai biancorossi.

Tutti gli ingredienti sono dunque presenti per una gara intensa e combattuta tra due squadre intenzionate a confermare le proprie ambizioni.

Appuntamento a domenica 11 ottobre, ore 15:30, allo stadio “Tonino Parisi”.

FORZA #MolfettaCalcio! 🤍❤️

#AManoAMano

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Verso Real Aversa-Fidelis Andria: al “Bisceglia” incrocio tra voglia di riscatto e continuità


L’attesa sta per terminare e la settima giornata del Girone H di Serie D è pronta a regalare un’altra domenica di grande calcio in uno dei raggruppamenti più caldi d’Italia. Sotto i riflettori c’è senza dubbio il match dello Stadio “Augusto Bisceglia”, dove domenica 11 ottobre (fischio d’inizio alle ore 15:00) si affronteranno Real Aversa 1925 e Fidelis Andria. Una sfida dalle mille sfaccettature, che mette di fronte due formazioni con umori differenti ma con lo stesso, identico obiettivo: conquistar i tre punti.

Per i padroni di casa guidati da Salvatore Campilongo, la parola d’ordine è “riscatto”. I normanni, attualmente fermi a quota 10 punti (in ottava posizione), sono reduci da una settimana complicata. La pesante sconfitta esterna per 3-0 subita domenica scorsa al “Fanuzzi” di Brindisi ha lasciato il segno, interrompendo una buona striscia di risultati e punendo i granata oltre i propri demeriti.

Oltre all’umore, a pesare sulle gambe dei padroni di casa ci saranno anche le fatiche derivanti dal turno infrasettimanale di mercoledì, che li ha visti impegnati in trasferta sul campo della Paganese per la Coppa Italia.

Contro la Fidelis Andria, inoltre, la Real Aversa dovrà obbligatoriamente ridisegnare la difesa: il terzino sinistro Hernandez è squalificato dopo l’espulsione diretta rimediata proprio in terra salentina. Mister Campilongo chiederà ai suoi leader offensivi e all’intera rosa una prestazione di grande carattere per difendere il fortino amico.

Di tutt’altro umore la compagine pugliese. L’arrivo in panchina a settembre di Nicola Ragno, vero e proprio specialista in promozioni in queste categorie, sembra aver ridato slancio a un ambiente che era partito col freno a mano tirato. I federiciani arrivano in terra campana sulle ali dell’entusiasmo: in campionato sono reduci dal prezioso successo per 2-1 contro il Real Forio, mentre in settimana hanno festeggiato l’accesso ai sedicesimi di finale di Coppa Italia di Serie D eliminando il Bisceglie ai calci di rigore (dopo l’1-1 dei tempi regolamentari).

Ragno sa bene che il “Bisceglia” è un campo insidioso, ma vuole sfruttare l’onda emotiva e ha caricato l’ambiente elogiando pubblicamente i tifosi biancazzurri: “Il popolo andriese dimostra un attaccamento encomiabile, la mia priorità è regalare loro immense soddisfazioni”.

Dall’infermeria, per fortuna dei pugliesi, filtrano ottime notizie. Il tecnico conta di recuperare a pieno regime sia il centrocampista Brambilla, tenuto a riposo precauzionale in Coppa per un leggero affaticamento muscolare, sia il difensore Ronchi, anch’egli reduce da un lavoro differenziato ma essenziale per blindare la retroguardia andriese. Entrambi scalpitano per una maglia da titolare.

La gara in terra campana si preannuncia come un’intensa battaglia a scacchi. L’Aversa cercherà presumibilmente di fare la partita davanti al proprio pubblico, imponendo i ritmi e sfruttando le percussioni esterne, seppur dovendo dosare bene le energie spese in settimana. Dall’altra parte, la Fidelis Andria si affiderà alla solidità e al pragmatismo che storicamente contraddistinguono le squadre di mister Ragno, pronta a pungere negli spazi aperti e forte di una ritrovata serenità mentale.

L’appuntamento per gli appassionati è fissato: domenica alle 15:00, l’Augusto Bisceglia sarà il teatro di 90 minuti imperdibili. In palio ci sono punti pesantissimi per sognare in grande in uno dei gironi più competitivi dell’intera Serie D.

Fonte:NotiziarioCalcio.com

​Cuore, grinta e prestazione maiuscola per l’Atletico Racale

Atletico Racale – Canosa 2-0: ​Cuore, grinta e prestazione maiuscola per l’Atletico Racale, che batte meritatamente una delle big del campionato con un gol per tempo! ​Nonostante le assenze di peso, i biancazzurri partono subito a cento all’ora sorprendendo la retroguardia del Canosa: ​Subito avanti! My sblocca il match con una splendida mezza rovesciata sugli sviluppi di un corner battuto da Pirretti. Sul finire del primo tempo Il Canosa accusa il colpo e resta in inferiorità numerica per il doppio giallo all’esperto ex Lecce Di Piazza. ​Uno-due micidiale al 4′ del secondo tempo,Pirretti chiude virtualmente i conti con un gran tiro da fuori area che non lascia scampo a Masi. ​Nel finale i cambi ospiti non incidono, mentre i ragazzi di mister Tartaglia sfiorano più volte il tris in contropiede. ​Riscatto immediato dopo lo stop di domenica scorsa e prova di grande carattere fino al 95′. Avanti così, nessun traguardo è precluso! 💪 ​#AtleticoRacale #Eccellenza #ForzaRagazzi #StayTuned


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Giugliano, Di Napoli dopo il ko con il Bari: “Ci è mancata la spregiudicatezza”


La sconfitta per 2-0 contro il Bari lascia al Giugliano diversi spunti su cui lavorare, a partire dalla gestione del pallone e dalla capacità di attaccare la profondità. Nel post partita, Raffaele Di Napoli ha riconosciuto i meriti degli avversari, sottolineando anche le difficoltà della propria squadra, condizionata dagli infortuni e da un reparto offensivo con poche alternative. “Il Bari ha espresso quello che è: una grande squadra, come avevo detto nella mia intervista pre gara. Dovevamo fare una partita perfetta per cercare di uscire indenni o mettere in difficoltà il Bari. Abbiamo fatto degli errori e loro ci hanno punito, poi si è vista tutta la loro superiorità fisica”. Il tecnico ha quindi elogiato la formazione pugliese, indicandola tra le candidate alla vittoria del campionato e riconoscendo il lavoro di Massimo Rastelli.

Giugliano, Di Napoli: “Ci è mancata la spregiudicatezza”

L’allenatore ha poi spiegato cosa non abbia funzionato sul piano tattico e mentale. Il Giugliano, secondo le intenzioni iniziali, avrebbe dovuto affrontare la gara con maggiore libertà e coraggio, ma la squadra ha finito per abbassarsi troppo, favorendo il pressing del Bari. “Non siamo riusciti a essere liberi nel far girare la palla in maniera veloce e giocavamo quasi intimoriti. La palla la giocavamo semplice, ma all’indietro. Dovevamo attaccare”. Di Napoli aveva scelto di schierare due attaccanti per cercare la profondità, ma il piano non ha prodotto gli effetti sperati. “Ci siamo un po’ complicati la vita, ma c’è anche la bravura di una squadra che quando ti indirizza il pressing ti viene addosso. C’è bisogno di qualità e di spregiudicatezza, cosa che probabilmente oggi ci è mancata”. Anche nella ripresa, pur riuscendo a fraseggiare tra le linee, il Giugliano non ha trovato la necessaria incisività negli ultimi metri.

Infortuni e obiettivo salvezza: la linea del Giugliano

Di Napoli non cerca alibi, ma ha ricordato le difficoltà legate alle assenze e alle condizioni di alcuni giocatori. “Siamo un po’ corti in avanti, abbiamo degli infortuni e dei calciatori che stiamo cercando di recuperare perché vengono da un anno di inattività”. Il tecnico ha citato anche l’intervento al ginocchio a cui è stato sottoposto Gunsey e il problema all’adduttore di Baldé, sottolineando come in attacco ci siano anche ragazzi molto giovani, classe 2005 e 2007. La fiducia nel gruppo, tuttavia, resta intatta: “Dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo. Chi ho in campo, se è efficiente, per me può andare a fare la prestazione”. Archiviata la trasferta pugliese, l’attenzione si sposta sul recupero contro l’Inter, occasione per ritrovare energie e provare a ripartire. Gli obiettivi stagionali sono chiari: “Valorizzare i giovani come stiamo facendo e salvarci, mantenere il titolo”. Infine, il ringraziamento ai tifosi, presenti anche a Bari per sostenere la squadra.

Fonte: TuttoC.com

Sfida d’altre categoria al “San Francesco”: la Nocerina ospita il Brindisi


C’è profumo di grande calcio allo stadio “San Francesco d’Assisi”. Domenica 11 ottobre, con fischio d’inizio fissato per le ore 18:00, la settima giornata del Girone H di Serie D regala agli appassionati una vera e propria classica del calcio meridionale: Nocerina contro Brindisi. Due piazze storiche, due tifoserie passionali e due rose costruite in estate per recitare un ruolo da assolute protagoniste, pronte a trovarsi faccia a faccia in un match che promette spettacolo.

Dopo le apprensioni dei giorni scorsi legate a una possibile inagibilità dell’impianto, lo stadio di Nocera Inferiore è stato regolarmente confermato per fare da cornice a una sfida cruciale per gli equilibri del raggruppamento.

I padroni di casa arrivano all’appuntamento con il vento in poppa in campionato, smaltita la recente amarezza per l’eliminazione in Coppa Italia per mano della Turris. Nel torneo di Serie D i molossi viaggiano a ritmi altissimi: 13 punti nelle prime 6 uscite, secondo posto in solitaria a sole due lunghezze dalla capolista Virtus Francavilla (15 punti). Ad accrescere la fiducia c’è anche una tenuta difensiva invidiabile, con la porta rimasta inviolata negli ultimi due successi contro Palmese e Melfi.

In panchina non ci sarà Karel Zeman, costretto a scontare la terza e ultima giornata di squalifica. Le buone notizie, però, arrivano dalle rotazioni: contro i pugliesi tornerà dal primo minuto Federico Cardella. L’attaccante romano, arrivato dall’Ostiamare, si sta confermando un autentico lusso per la categoria, guidando la classifica marcatori del girone con 8 reti in 6 presenze. Occhi puntati anche su Simone Edera: l’ex talento del Torino ha messo minuti importanti nelle gambe nell’impegno infrasettimanale di Coppa (ben 70′ di grande qualità) e scalpita per un posto da protagonista, rendendo l’attacco rossonero ancora più imprevedibile.

Dall’altra parte del campo ci sarà un Brindisi in netta ripresa. I biancazzurri, approdati in Serie D dopo aver dominato da imbattuti il campionato di Eccellenza pugliese, hanno vissuto un avvio di stagione sull’ottovolante, raccogliendo 3 vittorie e 3 sconfitte che valgono l’attuale nono posto a quota 9 punti.

La truppa allenata da Roberto Taurino, profondo conoscitore del raggruppamento e del calcio del Sud, sembra però aver ingranato la marcia giusta. Dopo un inizio balbettante e aver incassato 8 gol nelle prime 4 uscite, la retroguardia adriatica ha blindato la porta, mantenendo la “clean sheet” negli ultimi 180 minuti. Il rotondo 3-0 inflitto nell’ultimo turno al Real Normanna ha restituito linfa vitale ed entusiasmo a tutto l’ambiente. Il Brindisi vanta un roster di grande esperienza: elementi abituati al professionismo come Mirko Carretta (a segno subentrando dalla panchina domenica scorsa), Franco Tomás Sosa, la fisicità di Ewan Urain e l’estro dell’argentino Valentín Barbero rappresentano pericoli costanti in qualsiasi momento della partita.

Sarà una partita a scacchi. La formidabile spinta offensiva della Nocerina (miglior attacco insieme alla capolista) si scontrerà contro un Brindisi che ha ritrovato compattezza e che proverà a sfruttare le ripartenze, le palle inattive e la freschezza dei suoi uomini di fascia. Fino a questo momento i campani hanno mostrato una maggiore continuità, ma i valori tecnici della rosa ospite rendono il pronostico estremamente in bilico.

A dirigere l’incontro sarà il fischietto piemontese Costanzo Cafaro, appartenente alla sezione AIA di Alba-Bra. Sarà coadiuvato dal primo assistente Vito Bensorte (sezione di Trapani) e dal secondo assistente Roberto Cusimano (sezione di Palermo).

Il tavolo è apparecchiato. Il fischio d’inizio si avvicina e il “San Francesco” è pronto a riscaldarsi: la rincorsa alla promozione passa (anche) da qui.

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Pres Altamura: “Un onore sfidare il Catania. Noi siamo dove volevamo essere”


Alla vigilia del prestigioso impegno casalingo contro il Catania, il presidente del Team Altamura, Franco Ninivaggi, ha tracciato il punto sul momento della società biancorossa e sull’importanza dell’evento: “È il terzo anno consecutivo che abbiamo il piacere, l’onore e l’orgoglio di ospitare ad Altamura una squadra e una piazza come Catania, che non ha bisogno di presentazioni. È un momento importante per lo sport altamurano e per la città intera. Mi auguro che, vista anche l’ora del calcio d’inizio alle 12:30, la città intera possa cogliere l’occasione per stare vicino alla squadra e alla società, godendosi una giornata di vero sport e di spettacolo. Come sempre, quando abbiamo la possibilità di disporre della gradinata, la società fa in modo che sia accessibile a tutti a un prezzo moderato. È quello che da sempre auspichiamo: avere posti da destinare alle famiglie e ai ragazzi a prezzi accessibili. La società si fa trovare pronta e anche questa volta non ha lesinato l’impegno per permettere a tutti di esserci.”

Il patron biancorosso ha poi analizzato l’avvio di campionato e le prospettive del club: “Siamo dove dovevamo essere. Io sono sempre stato chiaro sugli obiettivi di questa squadra e della società: rispetto i sogni e i pensieri dei tifosi, ma noi abbiamo l’obbligo di essere seri e concreti. Gli obiettivi sono dichiarati: la permanenza nella categoria attraverso una necessaria valorizzazione dei giovani che ci consenta di fare delle plusvalenze per continuare a investire in questo progetto. Abbiamo fatto benissimo all’inizio, magari abbiamo avuto qualche battuta d’arresto che non ci aspettavamo, ma fa parte di un processo di crescita. Quando si è una squadra giovane non si può pensare che certi scompensi non ci debbano essere; la crescita passa anche attraverso queste cose. I nostri ragazzi sanno reagire a queste situazioni e l’hanno dimostrato nei due anni passati, sono fiduciosissimo che a lungo andare verrà fuori il lavoro che sta facendo la squadra e che sta facendo il mister. Sugli elementi della rosa, penso veramente che la maggior parte dei nostri ragazzi possa fare bene, ambire a fare meglio e fare il salto di categoria.”

Infine, un passaggio sulle infrastrutture e sull’ampliamento dello stadio “D’Angelo”: “L’ampliamento della struttura è necessario, l’ho sempre detto, sia per un fatto di numeri sia di possibilità. Avere il famoso terzo settore e una gradinata in più ci consentirebbe di applicare prezzi più calmierati e dare la possibilità alle famiglie di accedere allo stadio per godersi lo spettacolo della Lega Pro. Non vorrei che affrontare squadre di questo calibro passasse come una normalità, perché solo fino a tre anni fa tutto questo era impensabile. So che a Palazzo di Città stanno lavorando tanto da questo punto di vista, proprio la scorsa settimana mi sono arrivate notizie confortevoli. Le notizie non bastano, serviranno i fatti, ma prendiamo per buono tutto quello che arriva.”

Fonte: TuttoC.com

Don Uva Calcio – Intervista prepartita

Intervista prepartita: Ideale Bari – Don Uva Giuseppe Loiodice

Fonte: Facebook official page