Intervista post gara con l’ attaccante Marco Meliddo .
Fonte: Facebook official page
Intervista post gara con l’ attaccante Marco Meliddo .
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La sconfitta subita dalla Paganese sul campo del Manfredonia lascia un retrogusto amaro in bocca a mister Raffaele Novelli, che nel post-partita ha analizzato con estrema lucidità un 3-1 che, a suo dire, non rispecchia pienamente quanto visto sul rettangolo verde. Il tecnico ha evidenziato come la sua squadra sia stata pienamente in partita per gran parte del match, mostrando un’identità precisa e un’ottima capacità di occupare gli spazi, soprattutto in una prima frazione di gioco condotta con autorevolezza.
Il rammarico più grande espresso dall’allenatore riguarda la gestione del vantaggio iniziale: dopo aver sbloccato la gara, la compagine azzurrostellata ha avuto per le mani almeno due nitide occasioni per siglare il raddoppio e chiudere virtualmente la contesa. In quei frangenti, tuttavia, sono mancate la precisione e la freddezza necessarie per finalizzare la mole di gioco prodotta, un difetto che alla lunga ha permesso agli avversari di restare in scia e ribaltare l’inerzia del confronto.
«Siamo stati squadra nelle idee e nelle due fasi di gioco, attaccando bene gli spazi, ma sul vantaggio di 1-0 abbiamo fallito due situazioni per il raddoppio sbagliando alcune scelte negli ultimi metri» ha dichiarato Novelli, sottolineando come la mancata concretizzazione della qualità espressa sia stata la prima causa del risultato negativo maturato in terra pugliese.
L’analisi del tecnico si è poi spostata sugli errori individuali che hanno spianato la strada alla rimonta del Manfredonia. Nonostante la Paganese non abbia rischiato quasi nulla per lunghi tratti della gara, tre disattenzioni specifiche sono costate carissimo. Per Novelli, con il diminuire delle giornate a disposizione nel girone di ritorno, il margine di errore deve necessariamente ridursi, poiché le opportunità per recuperare punti preziosi si fanno sempre più rare e pesanti.
Un altro tema centrale dell’intervento del mister ha riguardato la gestione emotiva di alcuni episodi arbitrali ritenuti controversi. Il tecnico ha ammesso che un paio di decisioni direttoriali sono state molto discutibili, ma ha ammonito i suoi uomini sul rischio di perdere la bussola e la serenità necessaria per difendere correttamente. Protestare eccessivamente o restare rivolti verso l’assistente toglie energie mentali preziose e distoglie l’attenzione dal compito principale.
«Dobbiamo cercare di non innervosirci su alcune decisioni discutibili perché non dobbiamo perdere la tranquillità; in occasione di un gol eravamo troppo concentrati sull’arbitro e questo ci ha tolto la serenità di difendere nel modo giusto» ha spiegato l’allenatore, richiamando la squadra a una maggiore forza d’animo di fronte alle avversità esterne.
Nonostante il passivo pesante, la Paganese ha provato a reagire fino all’ultimo, colpendo anche una traversa nei minuti finali che avrebbe potuto riaprire la partita. Questo spirito combattivo è l’elemento da cui ripartire, ma il mister insiste sulla necessità di una crescita repentina sotto il profilo dell’attenzione e della gestione dei momenti chiave della gara, specialmente nelle fasi di transizione difensiva.
Il calcio, come ricordato da Novelli, non perdona chi non sa chiudere le partite quando ne ha l’occasione. La prestazione corale è stata giudicata positiva sotto il profilo della manovra, ma il campo ha emesso un verdetto differente a causa di quegli aspetti fondamentali che vanno curati con ossessione se si vuole ambire a risultati di prestigio in un campionato così equilibrato.
«Bisogna capire che dobbiamo crescere e ridurre gli errori individuali che pesano sull’economia della gara; la strada è quella di diventare più forti di alcune situazioni spiacevoli che possono capitare durante i novanta minuti» ha concluso Raffaele Novelli, già proiettato verso il lavoro settimanale per correggere le sbavature emerse a Manfredonia.
Fonte:NotiziarioCalcio.comDopo una fase iniziale di studio, al 28’ Sanyang parte in profondità, brucia in velocità il diretto avversario e con il sinistro trafigge il portiere ospite per l’1-0. Al 43’ lo stesso Sanyang viene lanciato ancora in campo aperto, supera il portiere in uscita e laacia a Rutigliano un pallone solo da spingere in rete per il raddoppio. Sul finale di tempo, però, il Sava accorcia con Lippo, che sorprende Bardoscia con un preciso tiro di punta all’incrocio.
In avvio di ripresa il Leverano ristabilisce subito le distanze: al 48’ Alemanni è rapido nel concludere in porta con il destro, firmando il 3-1. Gli ospiti non si arrendono e al 59’ trovano il 3-2 con Mirizzi, che colpisce al volo su un traversone dalla sinistra.
Al 69’ i bianconeri restano in dieci per l’espulsione di De Luca, che reagisce malissimo alle continue provocazioni avversarie colpendo un avversario a palla lontana. Il Sava prova allora a sfruttare la superiorità numerica e spinge in avanti alla ricerca del pareggio, ma nel recupero arriva il colpo del definitivo KO: Kalou penetra in area e impegna il portiere, sulla ribattuta Spedicato è il più lesto a intervenire e depositare in rete il 4-2 che chiude definitivamente i conti.
Tre punti pesanti per il Leverano, autore di una prova di carattere e concretezza, capace di reagire anche all’inferiorità numerica e di regalare al suo pubblico una vittoria meritata.
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I ragazzi di mister Zinfollino la riprendono al fotofinish, con un gol in pieno recupero del neo entrato Meliddo, bravo e rapido a risolvere con un ta-pin vincente una mischia furibonda nata dagli sviluppi di un calcio d’angolo.
Un punto d’oro per come si erano messe le cose, visto che gli ospiti al novantesimo erano riusciti con una rapida azione di contropiede a portarsi in vantaggio con De Blasi. Tutto sembrava compromesso, la sconfitta sembrava inevitabile ed invece la zampata dell’ex attaccante del Gravina, ha permesso alla squadra neroverde di evitare un ko che sarebbe stato davvero complesso da metabolizzare. Un punto dunque che serve a muovere la classifica. Ne servono almeno altri cinque per garantirsi con piena sicurezza la permanenza in eccellenza. Obiettivo da raggiungere nelle ultime quattro sfide della regular season. Ad iniziare dal difficilissimo turno esterno di domenica prossima contro un Massafra alla disperata ricerca di punti salvezza. Una gara per Palazzo e compagni da vivere e da affrontare con il coltello tra i denti.
Tornando alla sfida di ieri, chiaramente il punto raccolto si accoglie con positività, anche analizzando appunto come si era messa la gara. Ma se andiamo invece a considerare le palle gol costruite da Cozzella e soci il rammarico per non aver fatto bottino pieno rimane. Nella prima frazione tra il trentesimo e il quarantacinquesimo per due volte con Palazzo, Chacon e De Michele i leoncelli hanno avuto occasioni importanti per andare in vantaggio. Purtroppo il portiere del Novoli, ieri in giornata di grazia ha chiuso costantemente la saracinesca.
Ad inizio ripresa gli ospiti hanno la grande chance di passare in vantaggio, grazie ad un rigore assegnato dal signor Regina, sul dischetto si presenta Mancarella, Cozzella lo ipnotizza e con la sua parata determinante mantiene il punteggio a reti bianche. Da quel momento in poi parte una sfida con occasioni da rete da un lato e dall’altro. Fino ad arrivare a quel convulso finale di partita che abbiamo raccontato all’inizio del nostro articolo.
Da domani ripresa degli allenamenti in casa neroverde, parte l’operazione Massafra, un incontro da approcciare bene, da affrontare ancora meglio e soprattutto da non fallire per quanto concerne il risultato finale.
Fonte: Facebook official page – Clemente Calabrese ufficio stampa Us Bitonto
E poi all’improvviso: Ashley Cole sulla panchina del Cesena. L’allenatore che non ti aspetti. E che innesca la domanda: perché lui? I motivi li scopriremo, per ora ci basti sapere che la storia del calcio italiano ogni tanto ha vissuto di questi exploit. Durano un attimo o una vita, sono scintilla o fuoco. E poi all’improvviso, la Top 10.