Picerno, De Luca: “Non si possono prendere due gol del genere, dobbiamo crescere”


Terza sconfitta nel giro di una settimana per il Picerno che, dopo Sorrento e Catania, lascia i tre punti anche all’Altamura. Claudio De Luca, allenatore dei rossoblù, prova a vedere anche gli aspetti positivi: “Entrambe le squadre venivano da una sconfitta e avevano bisogno di fare una prestazione di un certo tipo. Nel primo tempo sapevamo di trovare una squadra che gioca bene, veloce ed eravamo consapevoli di dover soffrire. Lo abbiamo fatto, concedendo poco, anche se potevamo essere più attenti nelle ripartenze. Nel secondo tempo abbiamo iniziato benissimo, alzando il baricentro ma non dovevamo prendere gol così banali, una volta passati in vantaggio e dopo essere andati vicini al raddoppio. Su questi aspetti dobbiamo crescere”.

De Luca ha visto dei miglioramenti rispetto alla gara di martedì scorso: “Ho visto un atteggiamento ben diverso rispetto alla partita col Catania, in cui avevamo concesso troppo. Oggi abbiamo saputo soffrire, mi dispiace vedere i ragazzi abbattuti per la sconfitta ma questi errori ci possono aiutare a crescere per non commetterli più in futuro”. 

Fonte: TuttoC.com

Manfredonia-Ebolitana 3-0: Mister Ciaramella.




Fonte: Spontina Prencipe Official youtube channel

Arbitri, le pagelle e i voti della Gazzetta alla quinta giornata

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L’Ostuni passa al “Comunale” di Ugento e lascia i giallorossi in fondo alla classifica

La compagine di casa recrimina per le tre traverse colpite nei primi 27’di gara e contro una direzione arbitrale, non la prima in questo scorcio iniziale di stagione, ritenuta “inadeguata”.

A fine partita, lo sfogo è affidato alle parole del vicepresidente Cosimo Bellisario.
«È davvero inacettabile che questa società continui a essere fatta oggetto di arbitraggi non all’altezza. Anche oggi la terna ha dimostrato evidenti limiti, sbagliando la quasi totalità delle decisioni all’interno di una partita pure senza sostanziali difficoltà.
Pure riconoscendo i meriti dell’avversario di giornata, è davvero mortificante recitare ogni domenica il ruolo delle vittime sacrificali.
Ugento è una piazza tranquilla, ma sono tantissimi i sacrifici che la società fa, assieme agli sponsor che la sostengono, al fine di tenere fede a tutti gli impegni.
Dinanzi al perdurare di queste situazioni, che possono essere verificate attraverso i filmati video a disposizione, esiste la possibilità concreta di ritirare la squadra dal torneo di Eccellenza pugliese».

Tornando alla gara, cinico l’Ostuni che capitalizza nel primo tempo due svarioni difensivi dei salentini, sfortunato l’Ugento che colpisce due traverse su altrettanti calcio d’angolo a cavallo del minuto 13 con Romano e Graziano che colpiscono due volte di testa.

Gli ospiti, dopo un palo colpito da Sowe, trovano il vantaggio con una conclusione sul primo di Mercurio dalla sinistra dell’area di rigore.

Passano pochi minuti e al 27’terzo clamoroso montante. Azione avvolgente che libera a sinistra Marcè la cui botta si stampa sul legno.

In chiusura di frazione, il raddoppio è di Marasciulo ancora su pasticcio ugentino.

A inizio di ripresa, i brindisini triplicano con Ferrante che capitalizza al meglio l’ennesimo regalo giallorosso.

Zingarelli trova il gol due minuti dopo, sinistro sotto la traversa da posizione defilata. L’Ugento getta il cuore oltre l’ostacolo alla ricerca della segnatura che potrebbe riaprire la contesa ma l’Ostuni tiene senza particolari problemi e anzi punge in ripartenza, in un secondo tempo nel quale si gioca pochissimo.

Di seguito, il tabellino completo della partita.

ECCELLENZA PUGLIESE 2025/2026

GIRONE UNICO

QUINTA GIORNATA DI ANDATA

DOMENICA 20 SETTEMBRE 2026– ORE 16

STADIO COMUNALE UGENTO (LECCE)

UGENTO CALCIO – OSTUNI CALCIO 2024 1-3

UGENTO: Colazo (1’st Stella), Mbodji (1’st Larrucea), Marcè, Graziano, Castillo, Macias, Giacobbe, Romano (25’st Unai Veiga), Zingarelli, Albin Gomez (c) (43’st Fiorella), Hidalgo (25’st Becerri). All. Oliva. A disposizione: Angelelli, Garofalo, Pignataro, Russo.

OSTUNI: Trevisano, Fortunato, Parisi, Marasciulo (23’st Massari), Gomez, Patronelli, Zaccaria, Ferrante, Ingredda (17’st Zolezzi), Mercurio (29’st Bari), Sowe . All. Solidoro. A disposizione: Bozzi, Barletta, Frumento, Pastore, Cota, Oliveira.

ARBITRO: Giuseppe Simone di Molfetta.

ASSISTENTI: Dario Gagliardi di Molfetta – Pietro Walter Soriano di Molfetta.

RETI: 21’pt Mercurio, 41’Marasciulo; 12’st Ferrante, 14’Zingarelli.

CALCI D’ANGOLO: 6-4.

RECUPERO: 1’pt; 5‘st

Un grazie a Giuseoppe Martella Ufficio Stampa Ugento. Sara Urso per le foto concesse. Vincenzo Nannavecchia per la gentile divulgazione

Lorenzo Palmisani, portiere per caso. Storia e curiosità sull’eroe di Frosinone.

La scorsa stagione è stato fra i protagonisti della promozione in A con 15 clean sheet e una percentuale di tiri parati dell’80%. Nazionale U21, da Baldini è stato chiamato anche fra i grandi

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Daniel Maldini dopo l’incidente vola è l’uomo copertina del Cagliari

Una settimana in copertina per il figlio d’arte: i rossoblù grazie a lui sono al 4° posto

Baciato dalla fortuna, ma anche dal talento. Perché la fortuna devi anche andartela a cercare. E così sabato pomeriggio Daniel Maldini è andato a depositare in rete il gentile omaggio del trio, Miller-Kabasele-Ebosse che non è un trio comico, ma si tratta di tre, attuali, titolari dell’Udinese che hanno confezionato il pasticcio che ai friulani è costato la partita e al Cagliari ha regalato la quarta vittoria in cinque gare. Ma quel pallone arpionato è uno dei sette recuperati in una partita di grande sofferenza. 

copertina

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Tre gol di fila. Uno di grande livello, di testa, che ha dato i tre punti contro il Lecce, uno su rigore contro la sua ex squadra, l’Atalanta, che ha determinato il successo di Bergamo dove la curva Pisani lo fischiava, e, quindi, quello di a Udine dopo una settimana che definire burrascosa è poco. Non c’è dubbio che Maldini oggi sia l’uomo copertina del Cagliari quarto in classifica a 12 punti a uno da Roma, Inter e Lazio. Cagliari che gli ha dato piena fiducia. Con il presidente Tommaso Giulini che dai primi caldi ha pensato a lui, parlando anche con suo padre Paolo col quale ha concordato che quella sarda era la piazza giusta per rilanciarsi.

difficoltà

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Sembrava una pazza idea quella di Giulini visti i trascorsi sul campo di Daniel che, di fatto, non è mai riuscito a decollare. Se si dice che non esistono più le mezze stagioni, per Maldini esistono eccome. Dal 2023, quando, dopo Spezia (campionato intero con Luca Gotti prima e Leonardo Semplici poi: 18 presenze e 2 reti), è passato sei mesi da Empoli (dove non si è ambientato), l’attaccante milanese e figlio d’arte non ha mai fatto una stagione intera. Dai promettenti debutti nella ovvia squadra del cuore, il Milan, ha cambiato altre sei piazze, tutte di A, chiudendo l’ultimo torneo alla Lazio con Maurizio Sarri. Che un mese dopo è approdato all’Atalanta che ha acquistato Daniel da Monza e Milan per circa 14 milioni. Ma il Komandante, dopo aver cercato di trasformarlo in centravanti a Roma, non ci ha puntato. E da lì l’idea di Giulini che di affari con i Percassi dal 2021 ne ha fatti una decina, ultimo la cessione ai nerazzurri di Gianluca Gaetano per una dozzina di milioni. Daniel è stato affidato alle cure di Fabio Pisacane che con i ragazzi ha imparato a saperci trattare avendo cominciato dalle giovanili e il tecnico è partito da una base solida: fargli crescere l’autostima considerandolo da subito un “fuoriclasse”. Daniel ci ha messo del suo. È partito in sordina, estraniandosi un po’ dal gioco, mancando di continuità, cosa che lui stesso in sede di presentazione, ha dichiarato: “È il mio punto debole”. Ma non ha mollato e dalla gara col Lecce ha messo la quinta regalando nove punti al Cagliari. Lui a Udine ha fatto il modesto dando i, giusti, meriti al portiere Batman Elia Caprile. Non convocato da Roberto Mancini. Che, invece, come Giulini e Pisacane, ha voluto rilanciare il numero 70 rossoblù che con un solo gol può eguagliare il record di Monza dove da gennaio a giugno del 2024 partì a razzo e segnò 4 reti in 11 partite con Raffaele Palladino.

Azzurro

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La settimana di Maldini comincia da Coverciano, ma anche a Milano dove in questi giorni dovrebbero uscire i dati definitivi degli esami effettuati dopo il pre-test agli stupefacenti in cui è risultato positivo. Tutto dopo l’incidente avuto a Milano nel post Atalanta e nel post discoteca alla guida della sua Porsche. Guaio che gli è costato pure il ritiro della patente e la denuncia per guida in stato di ebbrezza in quanto positivo all’alcoltest. Daniel ha assicurato a tecnici e staff di non aver preso niente, se non due gin tonic nel locale di corso Como. Un peccato di gioventù (compirà 25 anni l’11 ottobre). Ha affrontato la settimana più difficile della sua carriera con la giusta concentrazione. E a Udine ha colpito. Facendo impazzire Cagliari.

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Var, troppi errori in Serie A, serve riaccenderlo

Gli arbitri sono centrali ma gli errori restano tali: si è passati da troppe “on field review” a quasi nulla

La domanda da porsi è una: quel che è “tutto bello” alla quinta giornata sarà altrettanto apprezzato dal Mondo Calcio quando i punti attorno alla trentesima (e oltre) varranno scudetto, Champions, Europa o retrocessione? Domandona dalle cento pistole e ovviamente legata al Var che… non va. Forse si è passati dal troppo al nulla: e gli interrogativi salgono. Ogni rivoluzione comporta rischi. Perché un conto sono lo scorrere del gioco e il tempo effettivo aumentato; un altro sono gli errori non corretti. 

Da Oristanio a Taylor

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Ultimo esempio, il rigore non assegnato per il contatto Heggem-Oristanio: Guida fa correre e Santoro (al Var) non apre l’interruttore della chiamata ma la chiamata a video sarebbe potuta scattare quantomeno per studiare fino in fondo l’episodio. Oristanio frena e sterza; e il primo porta il gambone sull’avversario spostandogli sostanzialmente il piede destro. Era rigore. Guida magari è stato “ingannato” dal fatto che Oristanio compie un altro passo che lo induce a supporre che lo sgambetto (chiaro) non sia stato efficace. Ma quell’arto destro dell’attaccante granata viene semplicemente e palesemente spostato. Conseguenze dinamiche. Ma niente. Silenzio. Ai vertici pensano che la decisione di Guida è quella e va rispettata: si poteva dare o no rigore e se lo avesse concesso, beh, massimo riguardo per la scelta di campo. Vabbé, ma l’errore resta. Altro episodio, ben più lieve nella sua dinamica, quello Yeboah-Taylor in Venezia-Lazio. Prima Sozza non aveva giustamente assegnato rigore in una situazione fra Juan Jesus e Cancellieri, poi dà il rigore al 5’ st (dopo check del Var): Yeboah incrocia la gamba ma è certamente tutto più lieve rispetto a Heggem-Oristanio. A Bologna non rigore, a Venezia sì: quanto è alta la soglia? Quanto vale una botta? 

Da De Bruyne a Rowe

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Insomma tutti a discuterne, come accadrà oggi a Lissone. E come ancora – volendo – si discute su altri episodi di questo campionato. Si è partiti dalla spinta di De Bruyne a Vasquez alla prima giornata (Di Bello in Genoa-Napoli), oppure al braccio di Vlasic in Torino-Milan considerato non-rigore, decisione poi replicata in Coppa Italia – e coerentemente – nel match fra Toro e Monza (mano di Lucchesi); si è passati al tocco di mano di Lobotka in Inter-Napoli, episodio nel quale è stato detto che le telecamere non hanno dato chiarezza totale anche se molte immagini evidenziano un “cambio di giro” del pallone che per questo va verso il petto di Barella. O ancora: Alajbegovic-Keita (non è stato dato rigore e rigore in effetti non era), il doppio pugno di Jimenez a Bracaglia in Fiorentina-Frosinone, evidente condotta violenta non sanzionata; ma poi il rigore “saltato” nel colpo che Gagliardini dà a N’Dri per Cagliari-Lecce. Ieri, poi, Kalulu che trattiene in maniera reiterata la maglia di Rowe, direzione-uomo, l’inglese va giù a maglia già lasciata ma l’ostacolo iniziale è stato evidente e continuato: Zufferli non assegna alcun rigore, il Var tace e non va bene. Alla fine dovremo veramente segnarci una data sul calendario: 12 settembre, quarta giornata, Genoa-Frosinone, mani di Cittadini, “on field review” con chiamata del Var Camplone, rigore assegnato dall’arbitro Rapuano alla trentaduesima partita dell’anno. E’ stata la prima volta di questo campionato e forse va segnata come rarità.

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