07 GIUGNO 2026 UNDER 16 LEVANTE AZZURRO BARI VIRTUS FRANCAVILLA 0 2
07 GIUGNO 2026 LEVANTE AZZURRO VIRTUS FRANCAVILLA CAMPIONATO REGIONALE UNDER 17
Nuovo allenatore per l’Unione Calcio Bisceglie
Fonte: Facebook official page
Luigi Barbiero fa il bilancio della Serie D: «Stagione esaltante. Riforma dei playoff? Un sogno a cui non rinunciamo»
L’attesa è finita, siamo finalmente arrivati all’ultimo atto. A pochi istanti dal fischio d’inizio dell’attesissima finale scudetto tra Vado e Scafatese, che decreterà la squadra regina dell’intera Serie D, ha preso la parola Luigi Barbiero. Il Coordinatore del Dipartimento Interregionale della Lega Nazionale Dilettanti ha colto l’occasione per fare un bilancio a tutto tondo di un’annata sportiva intensa, toccando i temi nevralgici del calcio dilettantistico italiano: dalla competitività dei gironi all’impiego dei giovani, fino ad arrivare all’attesa e discussa riforma dei playoff.
Ecco le dichiarazioni integrali del Coordinatore, che non ha nascosto il suo orgoglio per i risultati raggiunti e ha voluto lanciare uno sguardo ambizioso verso il futuro.
Interpellato sul livello della stagione appena trascorsa, Barbiero non ha avuto dubbi: “Per il Dipartimento Interregionale e per la Lega Nazionale Dilettanti è stata una stagione esaltante. Abbiamo assistito a una grandissima competizione in tutti e nove i gironi: se in alcuni raggruppamenti c’è stato un largo vantaggio, soprattutto per le posizioni di testa, in tutti gli altri gli esiti sono stati incerti fino all’ultima giornata, sia nella lotta alla promozione, sia in quella alla retrocessione e al posizionamento nei play-out. Non possiamo che ritenerci molto soddisfatti”.
Un successo testimoniato in primis dai numeri sugli spalti: “Siamo soddisfatti anche dalle presenze di pubblico registrate durante tutta la stagione, con un incremento del 5% rispetto allo scorso anno. Quest’anno il campionato non aveva tantissime grandi piazze, e proprio per questo è motivo di ulteriore orgoglio constatare che anche i piccoli centri e i capoluoghi presenti abbiano potuto esprimere un calcio e una passionalità tali da fare invidia a tutti”.
Uno dei capisaldi della Serie D rimane la valorizzazione dei giovani, una scommessa vinta su tutta la linea dal Dipartimento: “L’impiego dei giovani per noi è una vera e propria ‘mission’, condivisa e sostenuta convintamente da parte di tutte le società. Crediamo che l’utilizzo dei ragazzi sia un valore aggiunto per i club, perché incide direttamente e positivamente sul budget, ma anche per gli eventuali introiti legati alla valorizzazione sul mercato dei talenti stessi. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: i nostri ragazzi, a partire da quelli selezionati per la Rappresentativa, sono già oggetto di attenzione sul mercato fin dal mese di gennaio”.
A supportare la tesi, Barbiero ha fornito una statistica emblematica legata all’impatto delle recenti normative: “Posso riferirvi un dato statistico importante: da quando è entrata in vigore la riforma del lavoro sportivo con i relativi contratti per i calciatori, i ragazzi ‘Under’ utilizzati nelle ultime tre stagioni – comprese le annualità di obbligo – risultano essere per il 94,6% italiani e solo per il 5,4% stranieri. Questo dice tutto e conferma il nostro impegno e la nostra soddisfazione, che fa il paio con quella delle società”.
Non è mancato poi un pensiero alle selezioni giovanili della LND, reduci da mesi da protagonisti: “La Rappresentativa della Lega Nazionale Dilettanti si conferma una realtà solida, come dimostrato anche dai quarti di finale raggiunti recentemente al prestigioso Torneo di Viareggio. Ne approfitto per fare il mio in bocca al lupo a mister Mazza e a tutto lo staff della Rappresentativa Under 19, che proprio questa sera si disputerà la finale del Torneo Dossena contro la Pergolettese: un traguardo prestigioso a cui formuliamo i migliori auspici per un grande successo”.
In chiusura, incalzato sul futuro e sulla tanto discussa riforma post-season che dovrebbe garantire l’accesso diretto alla Serie C per chi vince i playoff di Serie D, Barbiero ha fatto il punto della situazione, rivelando i retroscena istituzionali dei mesi scorsi: “Questa è una grande occasione per chiarire l’evoluzione dei fatti. Siamo pienamente consapevoli – e ci viene giustamente sollecitato dalle società – che è necessario riformare i nostri playoff: non dobbiamo più limitarli a produrre una graduatoria per i ripescaggi, ma vogliamo creare i presupposti affinché, attraverso una formula diversa, la vincente possa avere il diritto di partecipare alla Lega Pro dell’anno successivo”.
Un progetto già nei cassetti della LND, frenato solo dal tempismo politico: “Abbiamo già elaborato un progetto in merito, ma non lo abbiamo potuto presentare per un motivo semplice: in un periodo in cui la FIGC ha istituito un tavolo di lavoro per le riforme dei campionati professionistici, ci sembrava inopportuno e poco corretto fare una ‘fuga in avanti’ in tal senso. Il progetto però è sempre pronto, sostenibile e realizzabile. Prima di procedere formalmente aspetteremo le autorizzazioni istituzionali e federali del caso, dopodiché lo proporremo ai nostri presidenti. Vediamo quale sarà l’esito delle elezioni federali del 22 giugno, ma si tratta sicuramente di una finestra aperta e di un sogno a cui non abbiamo assolutamente rinunciato”.
Parole chiare e ricche di prospettive, che accendono ulteriormente l’entusiasmo di un movimento in costante crescita. Ma ora, spazio al campo: Vado e Scafatese sono pronte a contendersi lo Scudetto dei Dilettanti. Che vinca il migliore.
Fonte:NotiziarioCalcio.comPres. Altamura: “Bari nel nostro stadio? Non mi sono interessato di questa cosa”
Il presidente del Team Altamura, Franco Ninivaggi, è intervenuto ai microfoni del TG Norba Sport, per fare il punto sulla situazione dello stadio Tonino D’Angelo: “Ho letto qualcosa sui quotidiani di questo possibile interessamento del Bari a quello che può essere il trasferimento nel nostro stadio e francamente non ho approfondito perché sono preso dal gestire la questione Altamura Calcio col Comune. Non mi sono proprio interessato a questa cosa”.
Il futuro del progetto tecnico, dopo il divorzio da Devis Mangia verrà affidato a Ledian Memushaj: “Si continuerà sicuramente su questa linea dei giovani talenti, per due validi motivi: in primis per un fatto di sostenibilità visto che siamo una piccola società che si sforza di fare le cose in maniera seria e che non può prescindere dalla valorizzazione dei ragazzi. In secondo luogo, perché crediamo che soprattutto in Serie C il calcio si possa sostenere solo in questo modo e abbia un preciso compito che è quello della valorizzazione del giovane, non solo dal punto di vista economico ma anche da quello tecnico”.
L’ultima genialata di Gravina da presidente FIGC: «La Serie C così com’è non può sopravvivere»
Gabriele Gravina, ex presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), intervenne dal palco dello Sport Industry Talk organizzato da RCS, affrontando il tema cruciale della riforma del sistema calcistico nazionale. Al centro della sua analisi, come riportato da Tuttomercatoweb (TMW), si è posta la delicata questione della Serie C, un perno del professionismo italiano che necessita, a suo dire, di una profonda revisione strutturale per garantire maggiore sostenibilità e stabilità.
Il numero di squadre professionistiche attuali, ferme a quota cento, è stato individuato dal massimo esponente federale come un problema non più eludibile. Il presidente ha espresso apertamente la sua posizione critica riguardo all’eccessivo affollamento del settore: «Cento squadre professionistiche? Per cambiare il numero serve il consenso di tutte le componenti e oggi non c’è. E’ vero che sono troppe, siamo l’unica federazione al mondo con tre livelli professionistici».
Gravina ha rimarcato come l’Italia detenga un primato singolare a livello globale, essendo l’unica nazione ad annoverare ben tre categorie interamente professionistiche. Questo assetto, seppur radicato, richiede un atto di coraggio per essere modificato. La strada per la riforma è però già stata tracciata a livello normativo, offrendo strumenti concreti per l’evoluzione della Lega Pro.
Per intervenire in maniera risolutiva sulla situazione, il presidente ha menzionato la possibilità di transitare verso il semiprofessionismo, un’opzione resa attuabile grazie al decreto legislativo 36 del 2021. Tale misura consentirebbe alla terza serie di usufruire di importanti sgravi fiscali, fornendo un fondamentale respiro economico ai club.
Un altro elemento centrale della riforma auspicata riguarda il cosiddetto turnover, ovvero il ricambio di squadre attraverso promozioni e retrocessioni, ritenuto dal presidente Gravina «eccessivo e dannoso» per l’intero ecosistema. I dati esposti dal capo della FIGC sono allarmanti e sottolineano la volatilità dei campionati: in Serie A la quota di retrocessione si aggira intorno al 15-20%, in Serie B sale drasticamente al 35%, mentre in C è del 20%.
La conseguenza più grave di questo sistema instabile è l’elevato rischio di fallimento: «In C, negli ultimi quattro anni, tre retrocesse su quattro sono fallite».
È indispensabile, pertanto, intervenire per «raffreddare» il sistema, abbassando sensibilmente la percentuale di turnover e attuando al contempo una «distribuzione più equilibrata delle risorse» tra le diverse componenti del calcio professionistico.
Visione complessiva: oltre la riduzione del numero
Gravina ha chiarito che il processo di riforma non può limitarsi alla sola diminuzione del numero di squadre. La visione del calcio italiano deve essere «complessiva» e deve toccare diverse leve strategiche per assicurare un futuro solido al movimento.
Gli interventi, secondo il presidente, devono concentrarsi su tre assi fondamentali: la sostenibilità economica dei club, lo sviluppo del settore giovanile e delle strutture, e il miglioramento delle infrastrutture sportive, spesso obsolete e inadeguate.
Fonte:NotiziarioCalcio.comLuigi Barbiero: «Riforma Serie D? Inopportuno salto in avanti…»
A margine della finalissima che ha cucito sul petto della Scafatese lo scudetto di Serie D, ha preso la parola Luigi Barbiero. Il Coordinatore del Dipartimento Interregionale della Lega Nazionale Dilettanti ha colto l’occasione per fare un bilancio a tutto tondo di un’annata sportiva intensa, toccando i temi nevralgici del calcio dilettantistico italiano: dalla competitività dei gironi all’impiego dei giovani, fino ad arrivare all’attesa e discussa riforma dei playoff.
Ecco le dichiarazioni integrali del Coordinatore, che non ha nascosto il suo orgoglio per i risultati raggiunti e ha voluto lanciare uno sguardo ambizioso verso il futuro.
Interpellato sul livello della stagione appena trascorsa, Barbiero non ha avuto dubbi: “Per il Dipartimento Interregionale e per la Lega Nazionale Dilettanti è stata una stagione esaltante. Abbiamo assistito a una grandissima competizione in tutti e nove i gironi: se in alcuni raggruppamenti c’è stato un largo vantaggio, soprattutto per le posizioni di testa, in tutti gli altri gli esiti sono stati incerti fino all’ultima giornata, sia nella lotta alla promozione, sia in quella alla retrocessione e al posizionamento nei play-out. Non possiamo che ritenerci molto soddisfatti”.
Un successo testimoniato in primis dai numeri sugli spalti: “Siamo soddisfatti anche dalle presenze di pubblico registrate durante tutta la stagione, con un incremento del 5% rispetto allo scorso anno. Quest’anno il campionato non aveva tantissime grandi piazze, e proprio per questo è motivo di ulteriore orgoglio constatare che anche i piccoli centri e i capoluoghi presenti abbiano potuto esprimere un calcio e una passionalità tali da fare invidia a tutti”.
Uno dei capisaldi della Serie D rimane la valorizzazione dei giovani, una scommessa vinta su tutta la linea dal Dipartimento: “L’impiego dei giovani per noi è una vera e propria ‘mission’, condivisa e sostenuta convintamente da parte di tutte le società. Crediamo che l’utilizzo dei ragazzi sia un valore aggiunto per i club, perché incide direttamente e positivamente sul budget, ma anche per gli eventuali introiti legati alla valorizzazione sul mercato dei talenti stessi. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: i nostri ragazzi, a partire da quelli selezionati per la Rappresentativa, sono già oggetto di attenzione sul mercato fin dal mese di gennaio”.
A supportare la tesi, Barbiero ha fornito una statistica emblematica legata all’impatto delle recenti normative: “Posso riferirvi un dato statistico importante: da quando è entrata in vigore la riforma del lavoro sportivo con i relativi contratti per i calciatori, i ragazzi ‘Under’ utilizzati nelle ultime tre stagioni – comprese le annualità di obbligo – risultano essere per il 94,6% italiani e solo per il 5,4% stranieri. Questo dice tutto e conferma il nostro impegno e la nostra soddisfazione, che fa il paio con quella delle società”.
Non è mancato poi un pensiero alle selezioni giovanili della LND, reduci da mesi da protagonisti: “La Rappresentativa della Lega Nazionale Dilettanti si conferma una realtà solida, come dimostrato anche dai quarti di finale raggiunti recentemente al prestigioso Torneo di Viareggio. Ne approfitto per fare il mio in bocca al lupo a mister Mazza e a tutto lo staff della Rappresentativa Under 19, che proprio questa sera si disputerà la finale del Torneo Dossena contro la Pergolettese: un traguardo prestigioso a cui formuliamo i migliori auspici per un grande successo”.
In chiusura, incalzato sul futuro e sulla tanto discussa riforma post-season che dovrebbe garantire l’accesso diretto alla Serie C per chi vince i playoff di Serie D, Barbiero ha fatto il punto della situazione, rivelando i retroscena istituzionali dei mesi scorsi: “Questa è una grande occasione per chiarire l’evoluzione dei fatti. Siamo pienamente consapevoli – e ci viene giustamente sollecitato dalle società – che è necessario riformare i nostri playoff: non dobbiamo più limitarli a produrre una graduatoria per i ripescaggi, ma vogliamo creare i presupposti affinché, attraverso una formula diversa, la vincente possa avere il diritto di partecipare alla Lega Pro dell’anno successivo”.
Un progetto già nei cassetti della LND, frenato solo dal tempismo politico: “Abbiamo già elaborato un progetto in merito, ma non lo abbiamo potuto presentare per un motivo semplice: in un periodo in cui la FIGC ha istituito un tavolo di lavoro per le riforme dei campionati professionistici, ci sembrava inopportuno e poco corretto fare una ‘fuga in avanti’ in tal senso. Il progetto però è sempre pronto, sostenibile e realizzabile. Prima di procedere formalmente aspetteremo le autorizzazioni istituzionali e federali del caso, dopodiché lo proporremo ai nostri presidenti. Vediamo quale sarà l’esito delle elezioni federali del 22 giugno, ma si tratta sicuramente di una finestra aperta e di un sogno a cui non abbiamo assolutamente rinunciato”.
Parole chiare e ricche di prospettive, che accendono ulteriormente l’entusiasmo di un movimento in costante crescita. Ma ora, spazio al campo: Vado e Scafatese sono pronte a contendersi lo Scudetto dei Dilettanti. Che vinca il migliore.
Fonte:NotiziarioCalcio.comDilettanti, ma non per scelta: perché dalla Serie D i giovani non emergono più
Nel mondo del calcio, si parla sempre più spesso di filiere, progetti, scouting e valorizzazione dei giovani. Eppure, esiste un paradosso evidente: la Serie D, da sempre considerata un trampolino per i talenti emergenti, oggi fatica a promuovere i suoi protagonisti verso i palcoscenici professionistici. Ma perché? Dove si inceppa il meccanismo? Lo abbiamo chiesto a Luca Tardivo , foggiano, ex calciatore dilettante, oggi direttore di un’agenzia di scouting e allenatore con patentino UEFA B, ha lavorato in precedenza per società come Chievo Verona, Spal, ed è attivo con diverse società giovanili di Serie A e B, oltre che con club di Serie C e D . Negli ultimi quattro anni, grazie alle sue segnalazioni, diversi giocatori sono passati dai campionati regionali alla Lega Pro, alcuni addirittura alla Nazionale U21. Un osservatore attento, con i piedi ben piantati nei campi di periferia.
Il dilettantismo non è mancanza di qualità
«Nei dilettanti ci sono tanti ragazzi interessanti, il problema è scovarli. Vedere giocatori che passano dall’Eccellenza alla Lega Pro è una soddisfazione enorme. È proprio da qui che è iniziato il mio percorso da scout: quando giocavo, vedevo giovani fortissimi che non salivano di categoria, e non riuscivo a spiegarmelo. Oggi so che lo scouting è fondamentale, anche nei dilettanti. Non dico di creare un reparto nazionale, ma almeno a livello territoriale bisognerebbe fare di più».
Un esempio concreto? «Le rappresentative LND. Ogni anno, almeno un terzo dei ragazzi convocati finisce in club professionistici. Questo dimostra che il talento c’è. Se aiutassimo i giovani più meritevoli a entrare nei club della propria zona, si creerebbe una filiera virtuosa, capace di alimentare anche le squadre di vertice».
Poche le società che investono sui giovani
La crisi dei giovani non dipende solo dall’assenza di scouting o dalla fuga di talenti ma ci sarebbe anche il nodo della poca la progettualità da parte dei club dilettantistici. In Serie D e nelle categorie inferiori, sono pochissime le società che investono realmente nella crescita dei ragazzi. La maggior parte preferisce profili già formati, considerati più affidabili e pronti. Ma cosa significa davvero “formato”? Spesso la valutazione si riduce a un curriculum scarno, una statistica o la referenza di un amico. Manca un reale lavoro di osservazione, studio, analisi tecnica e umana, e per questo i giovani restano un’incognita che molti preferiscono evitare. Il calcio dilettantistico, peraltro, è vissuto da dirigenti e allenatori come un’attività secondaria, un hobby più che una missione professionale. Cercare, formare e valorizzare un under richiederebbe tempo, competenze, una visione a lungo termine, tutte cose che pochi possono o vogliono permettersi. Così, quando si tratta di scegliere un giovane da inserire, l’approccio è difensivo: si punta spesso su ruoli marginali – esterno basso, esterno alto o portiere – piuttosto che metterlo al centro di un progetto tecnico. Eppure in Serie D gli under sono obbligatori per il 30% del minutaggio complessivo, una quota che meriterebbe ben altra attenzione. Ma finché le società penseranno solo al danno minimo e non al potenziale massimo, la valorizzazione dei giovani resterà un’eccezione, non la regola.
Senza rete scouting, i talenti restano invisibili
Non è solo una questione di procuratori, anzi. Secondo Tardivo, il vero nodo è l’assenza di una rete di scouting strutturata e competente. «Il calcio dilettantistico — spiega — è pieno di ragazzi con qualità vere, ma senza visibilità. Se non hai un procuratore o qualcuno che parla per te, resti nell’ombra. Anche se sei forte, anche se potresti fare il salto». Ed è qui che entra in gioco la figura dello scout, spesso sottovalutata, ma decisiva per cambiare il destino di un giovane. Lo scout non si limita a guardare una partita: osserva in profondità, analizza comportamenti, atteggiamento mentale, adattabilità tattica, crescita fisica e margine di miglioramento. «Un bravo scout riconosce il talento prima che diventi evidente a tutti — sottolinea —. Va oltre il dato e oltre la categoria. Capisce quando un ragazzo può fare il salto, anche se oggi gioca in Promozione». Senza questo tipo di osservazione capillare, le carriere rischiano di spegnersi sul nascere. E il calcio italiano continua a perdere una risorsa preziosa: il talento nascosto nei campi di periferia.
Serve una rivoluzione culturale nei club dilettanti
Cosa dovrebbe cambiare per trasformare la Serie D in un vero laboratorio di sviluppo? Tardivo non ha dubbi: «Affidarsi a un’area scouting. La stragrande maggioranza dei DS dilettanti fa un altro lavoro e non può dedicarsi totalmente alla squadra. Uno scout, invece, può osservare, valutare, analizzare dati e caratteristiche tecniche, fisiche, psicologiche. Può davvero aiutare a fare scelte più consapevoli e a costruire un progetto».
La soluzione, quindi, non è nei regolamenti. «La regola degli under, se sfruttata bene, potrebbe funzionare. Ma serve cultura, professionalità e capacità di leggere i giocatori. Non basta dire che uno arriva da un settore giovanile professionistico per credere che sia pronto. La differenza tra campionati giovanili e prime squadre è enorme. Bisogna saper riconoscere chi è pronto e chi può crescere. Solo così la Serie D potrà tornare a essere ciò che dovrebbe: una vera fucina di talenti, non un parcheggio per illusioni».
Conclusione: un’occasione sprecata
La Serie D, con la sua storia, la sua passione e il suo potenziale, rischia di diventare sempre più un campionato per “reduci” o “esperti” e sempre meno una rampa di lancio per i giovani. Non per mancanza di qualità, ma per colpa di un sistema che non guarda, non ascolta e non investe. Ma come ci ricorda Luca Tardivo, il cambiamento può partire anche da qui: da chi nei campi di provincia sa ancora riconoscere un talento. E decide di crederci.
Foggia in Serie D: la retrocessione azzera i contratti e apre una nuova era
La retrocessione del Foggia Calcio in Serie D — in attesa di capire se eventuali ripescaggi potranno modificare lo scenario — produce effetti che vanno ben oltre il campo. La discesa nella quarta serie nazionale innesca un meccanismo regolamentare preciso: l’annullamento automatico di tutti i contratti professionistici in essere, con ricadute significative sia sul piano tecnico che su quello economico.
Il passaggio alla dimensione dilettantistica comporta l’interruzione immediata di circa venti contratti pluriennali. Un effetto domino che il club guidato da Casillo e De Vitto non può in alcun modo arginare, ma che — paradossalmente — alleggerisce in tempi rapidi il peso economico accumulato nella gestione della categoria superiore. Secondo quanto risulta, l’impatto complessivo supera 1,5 milioni di euro di uscite già iscritte a bilancio, voci che vengono cancellate grazie al meccanismo previsto dalle norme federali. Una “pulizia” contabile che, pur nascendo da una sconfitta sportiva, restituisce ossigeno finanziario alla società.
Con la retrocessione, la gran parte dei giocatori sotto contratto acquista automaticamente lo status di svincolato. Tra i calciatori destinati a lasciare il club figurano Longo, Valietti, Giron, Basiol, Pazienza, Garofalo e D’Amico, oltre ad altri elementi legati alla società da accordi di medio-lungo periodo costruiti nella prospettiva di una continuità sportiva che non si è concretizzata. L’unica potenziale eccezione al momento riguarda Sebastian Petermann, per il quale esisterebbe ancora uno spiraglio di permanenza nel progetto che verrà.
La retrocessione in Serie D non si limita a sancire un arretramento di categoria: cancella l’intero impianto contrattuale su cui era stata edificata la rosa negli ultimi anni. Per il Foggia si apre quindi una fase inedita, con la possibilità concreta di ricostruire la squadra partendo da zero, senza i vincoli economici derivanti dagli accordi precedenti.
Si tratta di una ripartenza radicale. Da un lato, una ferita profonda per la tifoseria e per l’identità di un club che ambiva a tutt’altri orizzonti; dall’altro, una finestra che consente alla dirigenza di ridisegnare il progetto tecnico con margini di manovra difficilmente immaginabili in condizioni ordinarie. Il futuro del Foggia si costruirà su fondamenta completamente nuove.
Fonte:NotiziarioCalcio.comSerie D 25-26, la classifica cannonieri globale finale: ecco tutti i bomber di quest’anno
Il campionato di Serie D 2025-2026 è ormai concluso e con esso anche la lotta per il titolo di “re dei bomber” dell’intera categoria. Guardando trasversalmente i nove gironi, emerge un quadro chiaro dei finalizzatori più implacabili della stagione.
In vetta alla graduatoria nazionale troviamo Davide Lorusso del Trastevere, autore di una stagione mostruosa con ben 25 centri. Lo segue a distanza Dardan Vuthaj, che ha diviso i suoi 22 gol tra Chieti e Ligorna, confermandosi un lusso per la categoria. Chiude il podio virtuale Federico Roberti del Valmontone con 20 reti.
Ecco la classifica completa e aggiornata di tutti i marcatori segnalati, ordinata per numero di reti realizzate:
25 reti
D. Lorusso (Trastevere)
22 reti
D. Vuthaj (Ligorna)
20 reti
F. Roberti (Valmontone)
19 reti
M. Bonseri (Leon)
18 reti
T. Carcani (Tau)
C. Ibe (Brian Lignano)
A. Minessi (Pro Palazzolo)
C. Sparacello (L’Aquila)
17 reti
A. Aloia (Monastir)
M. Chessa (Castellanzese)
E. Marzierli (Grosseto)
B. Samake (Igea Virtus)
L. Scotto (Treviso)
A. Tascini (Flaminia)
16 reti
S. Infantino (Notaresco)
M. Mustacchio (Piacenza)
J. Naamad (Biellese)
S. Raffini (Vado)
15 reti
S. Addessi (Sarnese)
V. Alfiero (Vado)
A. Arrighini (Scandicci)
G. Fasolo (Bassano)
C. Ingretolli (Albalonga)
L. Di Renzo (L’Aquila)
F. Tchaouna (Enna)
A. Vranic (Calvi Noale)
L. Zerbato (Caldiero Terme)
14 reti
V. Corvino (Fasano)
D. Maggio (Scafatese)
F. Russo (Pistoiese)
D. Santoro (Gravina)
R. Vitelli (Montespaccato)
13 reti
S. Banfi (Pro Sesto)
F. Belloli (Scanzorosciate)
G. Caon (Orvietana)
S. D’Agostino (Piacenza)
S. D’Anna (Nardò)
F. De Felice (Nissa)
D. Kouko (Ancona)
L. Mariotti (Ghiviborgo)
M. Pastore (Ligorna)
P. Terranova (Nissa)
I. Varela (Castrumfavara)
12 reti
D. Arras (Vado)
S. Beltrame (Biellese)
A. Brighenti (Desenzano)
T. Busatto (Sangiuliano City)
F. A. Djoulou Zohoki (Campodarsego)
A. Ferretti (Sestri Levante)
A. Klimavicius (Sestri Levante)
M. Lipari (Siena)
Mateus Castro (Barletta)
M. Menghi (Legnago Salus)
N. Micoli (Athletic Palermo)
G. Pacchioni (Tropical Coriano)
11 reti
M. Boriosi (Poggibonsi)
N. Brandi (Legnago Salus)
D. Buongiorno (Derthona)
M. Castelli (Breno)
N. Ciccone (Vado)
C. Coratella (Montespaccato)
D. Crescenzo (Trastevere)
G. Franceschinis (Oltrepo)
M. Gasperoni (San Marino)
F. Gioielli (Afragolese)
E. Gjonaj (Folgore Caratese)
M. Gningue (Casatese)
D. Hrom (Oltrepo)
L. Liurni (Gelbison)
P. Longo (Sondrio)
L. Magazzu (Camaiore)
M. Montini (Valenzana)
G. Pierfederici (Recanatese)
A. Polidori (Flaminia)
G. Siani (Brusaporto)
M. Silvestro (Martina)
D. Sirbu (Flaminia)
F. Sosa (Virtus Francavilla)
F. Umbaca (Savoia)
D. Valenti (Saluzzo)
10 reti
O. Adrian (Maceratese)
F. Bangal (Mestre)
V. Barone (Francavilla)
L. Berardocco (Nola)
L. Braconi (Vigor Senigallia)
A. Calabrese (Progresso)
E. Capra (Celle Varazze)
M. Carretta (Virtus Francavilla)
R. Convitto (Scafatese)
R. Costantino (Chievo)
D. Curatolo (Sora)
G. De Feo (Vigor Senigallia)
V. Della Pietra (Unipomezia)
D. Distratto (Enna)
O. Djorkaeff (Sanremese)
L. Donaggio (Celle Varazze)
F. Fabri (Seravezza Pozzi)
M. Gallo (Castelfidardo)
M. Guida (Savoia)
S. Jefferson (Anzio)
F. Maio (Atletico Ascoli)
S. Molinaro (Scafatese)
D. Munoz (Savoia)
A. Piu (Conegliano)
A. Procaccio (Desenzano)
R. Ravasi (Villa Valle)
G. Romano (Termoli)
S. Rossetti (Prato)
G. Santoro (Budoni)
M. Spinosa (Ostiamare)
T. Tentoni (Varese)
D. Viscardi (Ciserano-Bergamo)
E. Volpicelli (Scafatese)
A. Zini (Ancona)
9 reti
M. Ahmetaj (Virtus Francavilla)
D. Aloia (Este)
T. Andolfi (Siena)
L. Barzon (Este)
A. Basanisi (Gravina)
Bruno Cosendey (Vigor Lamezia)
M. Brusco (Obermais)
G. Carpani (Teramo)
M. Castro (Gelbison)
M. Coquin (Albalonga)
D. Costantino (Varesina)
N. D’Este (Chievo)
C. Favetta (Savoia)
D. Ferri Marini (Trestina)
B. Gioe (Prato)
S. Haoufadi (Scanzorosciate)
R. Lattanzio (Barletta)
F. Marquez (Fidelis Andria)
M. Mascanzoni (Progresso)
L. Nanni (Lentigione)
M. Oboe (Real Calepina)
L. Paudice (Notaresco)
D. Ragatzu (Olbia)
M. Rizzi (Imolese)
D. Stefanoni (Pro Sesto)
C. Traore (Milan U23)
L. Tremolada (Folgore Caratese)
M. Valori (Scandicci)
F. Verde (Prato)
8 reti
G. Aliu (Cjarlins Muzane)
R. Arma (Altavilla)
G. Avinci (Casatese)
M. Barzotti (Varese)
B. Bayou (Vigasio)
F. Bonfiglio (Athletic Palermo)
F. Cardella (Ostiamare)
M. Cericola (Ancona)
G. Cicirello (Igea Virtus)
B. Ciravegna (San Donato)
A. Compaore (Calvi Noale)
A. Corti (Mestre)
R. D’Antoni (Lavagnese)
A. Demarcus (Sarrabus Ogliastra)
D. Favale (Chisola)
L. Ferraro (Reggina)
M. Ferreira (Gelbison)
C. Foggia (Sarnese)
W. Furtado (Olbia)
F. Galeazzi (Nola)
T. Henry (Club Milano)
W. Khribech (Foligno)
V. Labriola (Paganese)
L. Loru (Latte Dolce)
A. Magrassi (Milan U23)
G. Malcore (Barletta)
N. Marra (Sasso Marconi)
P. Matheu (Saluzzo)
A. Menato (Union Clodiense)
M. Montalbano (Trevigliese)
M. Moras (Vigasio)
M. Njambe (Teramo)
L. Nicoloso (Conegliano)
S. Nurchi (Sarrabus Ogliastra)
E. Odianose (Giulianova)
A. Paloschi (Chievo)
M. Pavesi (Gozzano)
A. Quaggio (Pavia)
N. Rastrelli (Chisola)
G. Recino (Crema)
E. Rovinelli (Ancona)
P. Sabelli (Grosseto)
V. Salducco (Sestri Levante)
M. Semprini (Villa Valle)
M. Sereni (Teramo)
L. Siligardi (Correggese)
S. Vianni (Ostiamare)
D. Vita (Vado)
7 reti
F. Alonzi (Vigor Senigallia)
A. Bakayoko (Desenzano)
A. Battistello (Lentigione)
R. Bellucci (Real Monterotondo)
P. Bencivenga (Anzio)
A. Bertazzoli (Rovato Vertovese)
M. Bongiorni (Camaiore)
S. Butti (San Luigi)
A. Capone (Pro Palazzolo)
L. Caprioni (Cittadella Vis Modena)
F. Casolla (Fossombrone)
J. Ciabuschi (Maceratese)
L. Dadic (Enna)
C. G. El Hadj (Ostiamare)
D. Fenotti (Crema)
A. Ferrara (Afragolese)
M. Gagliardi (Acireale)
G. Giordani (Follonica Gavorrano)
P. Grillo (Athletic Palermo)
M. A. Kone (Ischia)
N. Loiodice (Fasano)
S. Lovaglio (Saluzzo)
C. Manicone (Varesina)
A. Martiniello (Giulianova)
M. Minicucci (Atletico Ascoli)
M. Morais (Castelfidardo)
T. Orfeini (Caldiero Terme)
C. Palmieri (Scafatese)
C. Pasquato (Campodarsego)
M. Perrotti (Villa Valle)
A. Piazza (Castrumfavara)
M. Rajkovic (Sarnese)
C. Roseti (Messina)
L. Sangiorgio (Gozzano)
L. Sasanelli (Vibonese)
F. Scalzi (Derthona)
S. Tomassini (Foligno)
N. Tordiglione (Tau)
6 reti
S. Alessandrini (Lentigione)
S. Andreis (Sanremese)
S. Aperi (Gela)
G. Balan (Celle Varazze)
P. E. Banegas (L’Aquila)
B. Barranco (Fasano)
D. Bertuzzi (Rovato Vertovese)
C. Bigolin (Breno)
N. Bocci (Vivi Altotevere)
N. Boiga (Ghiviborgo)
S. Branca (Milan U23)
G. Busato (Imperia)
M. Cabeccia (Latte Dolce)
C. Calafiore (Igea Virtus)
F. Campagna (Pistoiese)
E. Caneva (Caldiero Terme)
A. Capelli (Folgore Caratese)
F. Cascio (Gelbison)
B. Cellai (Lentigione)
J. Ciofi (Siena)
F. Citarella (Orvietana)
B. Coulibaly (Atl. Lodigiani)
A. D’Angelo (Palmese)
M. D’Angelo (Recanatese)
L. Dambros (Scafatese)
L. Didio (Atletico Ascoli)
A. Doria (Valenzana)
F. D’Arcangelo (Martina)
A. Fall (Teramo)
O. Faridi (Saluzzo)
G. Gabbianelli (Desenzano)
L. Galesio (Palmese)
M. Gennari (Pistoiese)
N. Giannetti (Siena)
G. Gibilterra (Monastir)
D. Glamocanin (Cjarlins Muzane)
M. Gozzerini (Adriese)
F. Guerini (Varese)
V. Haberkon (Sambiase)
L. Hernaiz Daschner (Manfredonia)
F. Iuliano (Atl. Lodigiani)
L. Jallow (Manfredonia)
M. Jebbar (Cairese)
A. Kisseih (Ferrandina)
N. Lancini (Villa Valle)
L. Leonardi (Sasso Marconi)
A. Lombardi (Lavagnese)
L. Maniero (Cjarlins Muzane)
D. Marcandella (Mestre)
E. Mariani (Sant’Angelo)
D. Marras (Sondrio)
A. Mastalli (Siena)
F. Maurino (Athletic Palermo)
J. D. Molina (Gravina)
M. Musy (Vibonese)
M. Palermo (Nissa)
M. Pane (Sestri Levante)
F. Pavone (Teramo)
G. Pecchia (Sora)
M. Persano (Teramo)
C. Poesio (Pavia)
E. Priore (Trestina)
Y. Pupo Posada (Foligno)
A. Rozzi (Sancataldese)
F. Russo (Sancataldese)
F. Samb (Acireale)
P. Santarpia (Sarnese)
S. Saporetti (Pistoiese)
C. Silenzi (Cjarlins Muzane)
S. Sorrentino (Cassino)
G. Sueva (Sambiase)
J. Tenkorang (Real Monterotondo)
L. Tiana (Ligorna)
S. Tokic (Latte Dolce)
I. Toure (Messina)
M. Trotta (Sora)
E. Urain (Manfredonia)
M. Vasil (Sondrio)
G. Vedovati (Club Milano)
S. Zalazar (Athletic Palermo)
G. Zito (Vogherese)
A. de Cerchio (Chievo)
5 reti
N. Abdulai (San Luigi)
S. Akkari (Celle Varazze)
M. Alessio (Brian Lignano)
V. Alfiero (Pavia)
D. Arrondini (Cittadella Vis Modena)
B. Azizi (Chisola)
I. Badje (Ostiamare)
Y. Baraye (Desenzano)
D. Barbatosta (Tropical Coriano)
E. Bearzotti (Brian Lignano)
N. Bensaja (Albalonga)
R. Biancu (Olbia)
R. Bocalon (Altavilla)
L. Calemme (Palmese)
A. Cali (Valmontone)
V. Cali (Campodarsego)
F. Campani (Folgore Caratese)
G. Carannante (Casatese)
F. Carli (Tau)
I. Cela (Prato)
S. Chillemi (Asti)
P. Cogliati (Varese)
M. Colombi (Conegliano)
P. Costanzo (Paganese)
J. Da Silva (Francavilla)
M. De Rinaldis (Vado)
G. De Nuzzo (San Luigi)
D. Dell’Acqua (Club Milano)
R. Ejesi (Calvi Noale)
T. A. Ekuban (Brian Lignano)
H. Ferchichi (Vigasio)
A. Filiciotto (Legnago Salus)
A. Formato (Correggese)
A. Gatto (Fidelis Andria)
C. Gentile (Francavilla)
C. Giometti (Fossombrone)
J. Giuliani (Trestina)
L. Giannone (Nocerina)
M. Ibrahimovic (Milan U23)
G. Kernezo (Nocerina)
N. Kyeremateng (Fossombrone)
K. Laribi (Anzio)
F. Laringe (Barletta)
I. Lattarulo (Prato)
F. Longo (Afragolese)
G. Lugnan (Real Calepina)
F. Margiotta (Chieti)
N. Marras (Maceratese)
A. Maspero (Pro Sesto)
M. Mastrovito (Martina)
F. Meola (Savoia)
F. Morano (Trastevere)
F. Moratti (Legnago Salus)
L. Moraschi (Brusaporto)
R. Moreo (Sanremese)
G. Montaperto (Afragolese)
A. Murgia (Sarrabus Ogliastra)
C. Mutton (Follonica Gavorrano)
E. Nanapere (Recanatese)
N. Nardi (Siena)
M. Nieri (Camaiore)
N. Palazzolo (Valenzana)
P. Pasha (Vigasio)
M. Penta (Lentigione)
L. Persichini (Unipomezia)
S. Pinna (Monastir)
M. Poledri (Piacenza)
A. Porzio (Afragolese)
M. Rabbas (Mestre)
A. Ragusa (Reggina)
S. Resouf (Martina)
K. Rizq (Pistoiese)
A. Rosa (Ligorna)
A. Rossi (Sarrabus Ogliastra)
D. Rosso (Union Clodiense)
R. Rotulo (Nissa)
M. Sarao (Gela)
A. Santarpia (Martina)
C. Sarpa (Gozzano)
G. Sbrissa (Atletico Ascoli)
F. Scaffidi (Trastevere)
M. Scaringella (Gravina)
A. Schenetti (Heraclea)
G. Scidone (Rovato Vertovese)
D. Sesti (Terranuova Traiana)
G. Sinatra (Ragusa)
D. Spano (Vigor Lamezia)
D. Tarko (Brian Lignano)
F. Valentini (Sammaurese)
N. Verzeni (Legnago Salus)
N. Visinoni (Luparense)
E. Zenelaj (Martina)
A. de Respinis (Trevigliese)
Fonte:NotiziarioCalcio.com