Alessandro Nesta, intervista: “In Italia cresciamo giovani come polli d’allevamento”

L’ex difensore campione del mondo 2006: “Non è difficile ristrutturare un club se metti le persone giuste nel ruolo giusto. Oggi c’è troppa tattica, a 12-13 anni si parla di schemi e moduli quando invece si dovrebbero sviluppare genio e dribbling”

[continua a leggere sulla Gazzetta dello Sport ]

Nuovo allenatore per l’Unione Calcio Bisceglie

𝐋’𝐔𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐂𝐚𝐥𝐜𝐢𝐨 𝐁𝐢𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐚𝐧𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐋𝐮𝐢𝐠𝐢 𝐃𝐢 𝐒𝐢𝐦𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞𝐧𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐬𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐚 La società azzurra è lieta di comunicare di aver raggiunto un accordo con mister Luigi Di Simone, che sarà il nuovo allenatore della prima squadra per la prossima stagione. Classe 1978 e protagonista di un’importante carriera da calciatore, durante la quale ha vestito le maglie di squadre come Frosinone, Pistoiese e Andria – club di cui ha anche indossato la fascia da capitano – il tecnico si è successivamente messo alla prova in panchina, mettendo in mostra qualità di leadership e capacità nella gestione del gruppo in piazze come Spinazzola e Canosa, tra le altre. Per mister Di Simone si tratta di un ritorno sulla panchina dell’Unione Calcio, dopo la precedente esperienza in azzurro nella stagione 2019/20. Con questa scelta la società azzurra rilancia le proprie ambizioni in vista del prossimo campionato di Eccellenza pugliese, che rappresenterà il dodicesimo torneo consecutivo nella Premier League pugliese per gli azzurri e una tappa storica nel percorso del club biscegliese.

Fonte: Facebook official page

Luigi Barbiero fa il bilancio della Serie D: «Stagione esaltante. Riforma dei playoff? Un sogno a cui non rinunciamo»


L’attesa è finita, siamo finalmente arrivati all’ultimo atto. A pochi istanti dal fischio d’inizio dell’attesissima finale scudetto tra Vado e Scafatese, che decreterà la squadra regina dell’intera Serie D, ha preso la parola Luigi Barbiero. Il Coordinatore del Dipartimento Interregionale della Lega Nazionale Dilettanti ha colto l’occasione per fare un bilancio a tutto tondo di un’annata sportiva intensa, toccando i temi nevralgici del calcio dilettantistico italiano: dalla competitività dei gironi all’impiego dei giovani, fino ad arrivare all’attesa e discussa riforma dei playoff.

Ecco le dichiarazioni integrali del Coordinatore, che non ha nascosto il suo orgoglio per i risultati raggiunti e ha voluto lanciare uno sguardo ambizioso verso il futuro.

Interpellato sul livello della stagione appena trascorsa, Barbiero non ha avuto dubbi: “Per il Dipartimento Interregionale e per la Lega Nazionale Dilettanti è stata una stagione esaltante. Abbiamo assistito a una grandissima competizione in tutti e nove i gironi: se in alcuni raggruppamenti c’è stato un largo vantaggio, soprattutto per le posizioni di testa, in tutti gli altri gli esiti sono stati incerti fino all’ultima giornata, sia nella lotta alla promozione, sia in quella alla retrocessione e al posizionamento nei play-out. Non possiamo che ritenerci molto soddisfatti”.

Un successo testimoniato in primis dai numeri sugli spalti: “Siamo soddisfatti anche dalle presenze di pubblico registrate durante tutta la stagione, con un incremento del 5% rispetto allo scorso anno. Quest’anno il campionato non aveva tantissime grandi piazze, e proprio per questo è motivo di ulteriore orgoglio constatare che anche i piccoli centri e i capoluoghi presenti abbiano potuto esprimere un calcio e una passionalità tali da fare invidia a tutti”.

Uno dei capisaldi della Serie D rimane la valorizzazione dei giovani, una scommessa vinta su tutta la linea dal Dipartimento: “L’impiego dei giovani per noi è una vera e propria ‘mission’, condivisa e sostenuta convintamente da parte di tutte le società. Crediamo che l’utilizzo dei ragazzi sia un valore aggiunto per i club, perché incide direttamente e positivamente sul budget, ma anche per gli eventuali introiti legati alla valorizzazione sul mercato dei talenti stessi. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: i nostri ragazzi, a partire da quelli selezionati per la Rappresentativa, sono già oggetto di attenzione sul mercato fin dal mese di gennaio”.

A supportare la tesi, Barbiero ha fornito una statistica emblematica legata all’impatto delle recenti normative: “Posso riferirvi un dato statistico importante: da quando è entrata in vigore la riforma del lavoro sportivo con i relativi contratti per i calciatori, i ragazzi ‘Under’ utilizzati nelle ultime tre stagioni – comprese le annualità di obbligo – risultano essere per il 94,6% italiani e solo per il 5,4% stranieri. Questo dice tutto e conferma il nostro impegno e la nostra soddisfazione, che fa il paio con quella delle società”.

Non è mancato poi un pensiero alle selezioni giovanili della LND, reduci da mesi da protagonisti: “La Rappresentativa della Lega Nazionale Dilettanti si conferma una realtà solida, come dimostrato anche dai quarti di finale raggiunti recentemente al prestigioso Torneo di Viareggio. Ne approfitto per fare il mio in bocca al lupo a mister Mazza e a tutto lo staff della Rappresentativa Under 19, che proprio questa sera si disputerà la finale del Torneo Dossena contro la Pergolettese: un traguardo prestigioso a cui formuliamo i migliori auspici per un grande successo”.

In chiusura, incalzato sul futuro e sulla tanto discussa riforma post-season che dovrebbe garantire l’accesso diretto alla Serie C per chi vince i playoff di Serie D, Barbiero ha fatto il punto della situazione, rivelando i retroscena istituzionali dei mesi scorsi: “Questa è una grande occasione per chiarire l’evoluzione dei fatti. Siamo pienamente consapevoli – e ci viene giustamente sollecitato dalle società – che è necessario riformare i nostri playoff: non dobbiamo più limitarli a produrre una graduatoria per i ripescaggi, ma vogliamo creare i presupposti affinché, attraverso una formula diversa, la vincente possa avere il diritto di partecipare alla Lega Pro dell’anno successivo”.

Un progetto già nei cassetti della LND, frenato solo dal tempismo politico: “Abbiamo già elaborato un progetto in merito, ma non lo abbiamo potuto presentare per un motivo semplice: in un periodo in cui la FIGC ha istituito un tavolo di lavoro per le riforme dei campionati professionistici, ci sembrava inopportuno e poco corretto fare una ‘fuga in avanti’ in tal senso. Il progetto però è sempre pronto, sostenibile e realizzabile. Prima di procedere formalmente aspetteremo le autorizzazioni istituzionali e federali del caso, dopodiché lo proporremo ai nostri presidenti. Vediamo quale sarà l’esito delle elezioni federali del 22 giugno, ma si tratta sicuramente di una finestra aperta e di un sogno a cui non abbiamo assolutamente rinunciato”.

Parole chiare e ricche di prospettive, che accendono ulteriormente l’entusiasmo di un movimento in costante crescita. Ma ora, spazio al campo: Vado e Scafatese sono pronte a contendersi lo Scudetto dei Dilettanti. Che vinca il migliore.

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Pres. Altamura: “Bari nel nostro stadio? Non mi sono interessato di questa cosa”


Il presidente del Team Altamura, Franco Ninivaggi, è intervenuto ai microfoni del TG Norba Sport, per fare il punto sulla situazione dello stadio Tonino D’Angelo: “Ho letto qualcosa sui quotidiani di questo possibile interessamento del Bari a quello che può essere il trasferimento nel nostro stadio e francamente non ho approfondito perché sono preso dal gestire la questione Altamura Calcio col Comune. Non mi sono proprio interessato a questa cosa”.

Il futuro del progetto tecnico, dopo il divorzio da Devis Mangia verrà affidato a Ledian Memushaj: “Si continuerà sicuramente su questa linea dei giovani talenti, per due validi motivi: in primis per un fatto di sostenibilità visto che siamo una piccola società che si sforza di fare le cose in maniera seria e che non può prescindere dalla valorizzazione dei ragazzi. In secondo luogo, perché crediamo che soprattutto in Serie C il calcio si possa sostenere solo in questo modo e abbia un preciso compito che è quello della valorizzazione del giovane, non solo dal punto di vista economico ma anche da quello tecnico”.

Fonte:TuttoC.com

L’ultima genialata di Gravina da presidente FIGC: «La Serie C così com’è non può sopravvivere»


Gabriele Gravina, ex presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), intervenne dal palco dello Sport Industry Talk organizzato da RCS, affrontando il tema cruciale della riforma del sistema calcistico nazionale. Al centro della sua analisi, come riportato da Tuttomercatoweb (TMW), si è posta la delicata questione della Serie C, un perno del professionismo italiano che necessita, a suo dire, di una profonda revisione strutturale per garantire maggiore sostenibilità e stabilità.

Il numero di squadre professionistiche attuali, ferme a quota cento, è stato individuato dal massimo esponente federale come un problema non più eludibile. Il presidente ha espresso apertamente la sua posizione critica riguardo all’eccessivo affollamento del settore: «Cento squadre professionistiche? Per cambiare il numero serve il consenso di tutte le componenti e oggi non c’è. E’ vero che sono troppe, siamo l’unica federazione al mondo con tre livelli professionistici».

Gravina ha rimarcato come l’Italia detenga un primato singolare a livello globale, essendo l’unica nazione ad annoverare ben tre categorie interamente professionistiche. Questo assetto, seppur radicato, richiede un atto di coraggio per essere modificato. La strada per la riforma è però già stata tracciata a livello normativo, offrendo strumenti concreti per l’evoluzione della Lega Pro.

Per intervenire in maniera risolutiva sulla situazione, il presidente ha menzionato la possibilità di transitare verso il semiprofessionismo, un’opzione resa attuabile grazie al decreto legislativo 36 del 2021. Tale misura consentirebbe alla terza serie di usufruire di importanti sgravi fiscali, fornendo un fondamentale respiro economico ai club.

Un altro elemento centrale della riforma auspicata riguarda il cosiddetto turnover, ovvero il ricambio di squadre attraverso promozioni e retrocessioni, ritenuto dal presidente Gravina «eccessivo e dannoso» per l’intero ecosistema. I dati esposti dal capo della FIGC sono allarmanti e sottolineano la volatilità dei campionati: in Serie A la quota di retrocessione si aggira intorno al 15-20%, in Serie B sale drasticamente al 35%, mentre in C è del 20%.

La conseguenza più grave di questo sistema instabile è l’elevato rischio di fallimento: «In C, negli ultimi quattro anni, tre retrocesse su quattro sono fallite».

È indispensabile, pertanto, intervenire per «raffreddare» il sistema, abbassando sensibilmente la percentuale di turnover e attuando al contempo una «distribuzione più equilibrata delle risorse» tra le diverse componenti del calcio professionistico.

Visione complessiva: oltre la riduzione del numero

Gravina ha chiarito che il processo di riforma non può limitarsi alla sola diminuzione del numero di squadre. La visione del calcio italiano deve essere «complessiva» e deve toccare diverse leve strategiche per assicurare un futuro solido al movimento.

Gli interventi, secondo il presidente, devono concentrarsi su tre assi fondamentali: la sostenibilità economica dei club, lo sviluppo del settore giovanile e delle strutture, e il miglioramento delle infrastrutture sportive, spesso obsolete e inadeguate.

Fonte:NotiziarioCalcio.com