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Atalanta, rivoluzione Sarri: gioco, difesa e due bomber

Crescita costante per la nuova Dea con il 4-3-3. Nessuna fretta sul mercato: Kristensen sullo sfondo, Djimsiti in Arabia

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Milan, perché Rabiot e Maignan hanno prolungato le ferie: quando tornano

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Mercato Napoli, Gabriel Jesus ha detto sì: ecco cosa manca per chiudere

I partenopei cercano un colpo in attacco: il brasiliano vuole lasciare l’Arsenal ed è pronto a vestirsi d’azzurro

Dal nostro inviato  Vincenzo D Angelo

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Inter, Lautaro torna ad allenarsi: e per il Monza…

Il primo giorno ad Appiano dopo la finale persa: Chivu lo ha già chiamato e intanto si allena con Thuram e Stones

Giornalista

Niente battutine velenose o frecce scoccate in amicizia, anche perché la conoscenza nerazzurra è freschissima e la ferita mondiale sanguina ancora, sia sul corpo di Lautaro Martinez sia su quello del nuovo compagno John Stones. Entrambi hanno iniziato ieri le loro fatiche di stagione ad Appiano, luogo dell’anima per il capitano nerazzurro e centro di lavoro ancora tutto da scoprire per il difensore appena arrivato. Per questo ieri Lautaro ha ripreso solennemente possesso delle sue terre e fatto conoscenza dell’ormai ex City, a 25 giorni esatti dalla semifinale della Coppa del Mondo Argentina-Inghilterra: ad Atlanta i due si sono incrociati per l’ultima volta, allora il centravanti è piombato come uno sparviero alle spalle del centralone con la maglia dei Tre Leoni. Con una testata leggendaria ha completato la rimonta per la finale: il 2-1 dell’interista ha gonfiato l’orgoglio patriottico, come ogni vittoria contro gli odiati inglesi. Nello stesso tempo, la rete dell’interista ha depresso nel profondo lo stesso Stones e tutto il suo popolo, convinto che fosse arrivato il tempo di una festa mondiale attesa da 60 anni nel Regno Unito. Dopo quella notte di gloria Lautaro non si aspettava di certo di vedere l’intera finale con la Spagna dalla panchina, senza neanche lo straccio di un minuto per rovesciare il destino: anche per questo, e non solo per la sconfitta ai supplementari, la delusione è stata tremenda e non basteranno certo le ultime tre settimane di ferie a sbollirla. L’Inter, però, è la cura migliore in un caso di questo tipo: non può cancellare il passato, ma può permettere di costruire un futuro ancora glorioso. Lo stesso Stones avrà modo di parlare bonariamente dell’estate americana, ma ha già capito il peso specifico del suo nuovo capitano in tutto il mondo interista. 

il rientro

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Ogni ritorno dell’argentino nella casa madre nerazzurra è atteso, anzi bramato, figurarsi quest’ultimo, visto il recente vissuto sulle spalle di Martinez. È dunque iniziata la nona stagione del Toro ad Appiano, la quarta da capitano che ha la fame di sempre, forse perfino più del solito dopo 376 presenze e 175 gol messi a referto che lo elevano a terzo miglior marcatore della storia del club. Oltre a conoscere il collega inglese che lo proteggerà alle spalle oltre ogni ruggine in nazionale, Lautaro ha riabbracciato Marcus Thuram, altra metà della ThuLa pronta a riconnettersi nell’attacco titolare di Chivu, più il neopapà Petar Sucic e pure Manuel Akanji, altro reduce del Mondiale che ha evitato il viaggio stressante verso Asia e Australia. Per tutti una seduta personalizzata con cyclette, lavoro in palestra e prima sgambata in campo ripresa dai canali ufficiali del club. Mercoledì si riconnetteranno con il resto della squadra, tornata ieri mattina dopo 17 ore di volo da Perth in conclusione della tournée estiva. Per il capitano sarà l’occasione di rivedere vis a vis l’allenatore che aveva incrociato velocemente a Miami durante il Mondiale, anche se in realtà la comunicazione tra i due non si è mai interrotta. Terminate di fatto le vacanze, Lautaro ha già avuto modo di comunicare con Chivu sull’anno che verrà e sui nuovi piani di battaglia. 

nuova furia

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Il numero 10 è lo strumento attraverso cui il pensiero del romeno viene calato con successo nello spogliatoio: Martinez, bandiera ed esempio, indica la via e viene seguito da tutti. Nel frattempo, è tornato a parlare: “Felice di essere tornato. Per il nono anno con la stessa voglia e la stessa ambizione di sempre”, ha scritto sul suo canale, accanto ad un #ForzaInter come hashtag. Nelle ultime ore ha riempito il profilo con un crescendo di foto nerazzurre nelle stories, ancora prima di tornare ad allenarsi, quasi a mostrare al mondo la voglia di ricominciare. Da qui al 22 agosto, giorno del debutto in campionato con il Monza, la forma fisica non potrà mai essere brillante e Chivu lo sa: inizialmente, alla vigilia del derby australiano, il tecnico aveva lasciato intendere che non avrebbe potuto schierare subito la ThuLa dall’inizio, ma quelle considerazioni sono state subito annacquate nelle successive dichiarazioni post-vittoria con la Juve. Il tecnico sa bene quanto sia difficile privarsi delle sue punte principali, soprattutto dell’argentino che ritroverà furente dopo la panchina indigesta nella finale del MetLife Stadium: gli è mancato il bis Mondiale, non vuole fallire per nulla al mondo il bis scudetto.

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Mercato Inter, nuova offerta per Diaby: intanto Jones…

Dopo la tournée, ora i nerazzurri guardano al mercato: la priorità è l’esterno destro, poi c’è un piano per arrivare all’inglese del Liverpool

Giornalista

Tre settimane alla fine del mercato ma per l’Inter lo sprint è dietro l’angolo. I nerazzurri mettono la freccia a destra, la fascia che sembra maledetta dall’addio di Denzel Dumfries, la porzione di campo ancora senza un titolare e che ha visto saltare due colpi nel giro di un mese sotto gli occhi incolpevoli, in entrambe le situazioni, della stessa Inter. Ora per il club la priorità è l’esterno. In cima alla lista al momento c’è sempre quel Moussa Diaby che lo scorso gennaio il club aveva soltanto sfiorato e per il quale adesso sta preparando una nuova offerta. La prima proposta all’Al-Ittihad era sui 20 milioni più il cartellino di un esubero come Kristjan Asllani. Ma questa si è “scontrata” un po’ con le resistenze della società di Gedda, non particolarmente scaldata dalla contropartita, un po’ con la concorrenza del Bayer Leverkusen, pronto a offrire soltanto cash. 

L’affondo

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Il francese, meteora anni fa in Serie A con la maglia del Crotone, tuttavia non ha mai detto sì ai tedeschi (coi quali aveva già giocato tra il 2019 e il 2023, prima di volare all’Aston Villa). Ed è proprio in questo temporeggiare dell’ala 27enne che l’Inter potrà inserirsi provando di nuovo a convincere quell’osso duro dell’Al-Ittihad. Da qui a Ferragosto, i prossimi potranno essere giorni decisivi, giorni in cui il club potrà fare un rilancio, una nuova offerta per ripresentarsi ai sauditi stavolta con tutta l’intenzione di regalare a Cristian Chivu l’esterno che vuole e che aspetta da tempo. 

La voragine

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Durante tutto il pre campionato, lì a destra si sono alternati Luis Henrique e soprattutto Andy Diouf. Quest’ultimo si è anche tolto lo sfizio di segnare diverse reti da lì (l’ultima contro la Juve nell’ultimo test a Perth). Una posizione che, in più occasioni, lo stesso Diouf ha ribadito non essere il suo ruolo naturale. Lui lo ripete, il suo allenatore lo sa bene. E sa anche che la sua squadra sul mercato è ancora da sistemare, soprattutto in quella casella. L’esperimento riuscito del francesino lì a destra — che avremo modo di vedere e rivedere — ha tamponato quella voragine che potrà essere definitivamente colmata soltanto grazie al calciomercato. Chivu aspetta. I tifosi anche. 

In mezzo

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Un altro pallino dell’Inter è Curtis Jones. Ieri la sua assenza nell’amichevole col Monaco non è passata inosservata. Forfeit per un problema all’anca col quale combatteva da sabato: questa la spiegazione di Iraola. Ma vai a spiegarlo ai tifosi del Liverpool che in realtà ci hanno visto l’anticamera di un addio. L’Inter osserva, o meglio continua a farlo. Perché Jones è ancora il preferito per il centrocampo di Chivu. Per caratteristiche e duttilità. Profilo pronto, giovane ma non un ragazzino, con esperienza europea e 7 trofei in bacheca. Il suo contratto scade nel 2027 ma i Reds sembrano non curarsene. Non c’è aria di rinnovo né di ridimensionamento della richiesta economica. Il Liverpool 40 milioni chiede e quelli vuole. La partita col Monaco sarà stata pure un’amichevole ma ha ribadito che questo Liverpool può fare a meno di lui. L’incastro tuttavia non è semplice, all’Inter il problema ora è numerico. Il centrocampo è il reparto più popoloso e quello su cui il mercato può piombare da un momento all’altro perché c’è in vetrina Stankovic (e occhio alle maxi offerte) e due esuberi come Frattesi e Asllani.

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