Juve, al via la tournée: primo test con il Chelsea in Cina

I bianconeri proseguono la preparazione tra Asia e Oceania. Dopo i Blues, in programma le sfide contro Inter e Palermo

Domenica sera la Juventus è volata a Hong Kong, in Cina, prima tappa della tournée tra Asia e Oceania. Luciano Spalletti, oltre a Kenan Yildiz (ancora fermo a zero minuti nel precampionato), è riuscito a imbarcare sul volo gli ultimi acquisti (Kolo Muani e Alajbegovic) e anche Mattia Perin, reduce dal fastidio fisico dei giorni scorsi. Niente check-in per gli acciaccati (Khephren Thuram e Ekhator) e per i giocatori pronti a cambiare maglia: Adzic ripartirà dal prestito al Sassuolo, Joao Mario da quello alla Fiorentina. Rispetto al precampionato europeo – Basilea, Standard Liegi, Nizza – adesso Spalletti potrà lavorare con i big e testare una Juventus vera e non più virtuale: in Cina e Australia ci saranno anche tutti i “reduci” dal Mondiale, da Bremer a McKennie, da David a…

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Sebastiano Rossi intervista: “Franco Baresi e quel Milan…”

L’ex portiere del Milan ricorda la leggenda scomparsa: “Nessuno doveva toccare il mio capitano. Quando mi scaldavo mi insegnava a ragionare con lucidità”

Il pescatore Seba cala le reti nel suo mare. Una volta le proteggeva, le reti. Seba è Sebastiano Rossi, il portierone (1 e 97) del Milan degli Invincibili. Una volta era irascibile, scorbutico e permaloso. Litigava, prendeva per il collo gli attaccanti che gli facevano gol. Adesso si riposa, va nelle valli di Comacchio e in mare con la sua piccola barca e tira su qualche orata e qualche branzino. Con Rossi ci diamo del tu, ci conosciamo da molti anni, abbiamo viaggiato insieme. E adesso parliamo di Franco Baresi. 

Sebastiano ha la voce roca e impastata. Come stai, Seba? 

“Male, malissimo. Mi ha chiamato una radio e ho dovuto interrompere perché mi sono messo a piangere. Franco non c’è più, mi sembra impossibile, non faccio altro che pensare a lui. Non c’è più. l’ho sognato. Ho sognato che eravamo in campo e ridevamo. Poi mi ha sorriso e mi ha detto: ‘Ciao Seba, io devo andare’. Mi sono svegliato e mi sono messo a piangere”. 

Baresi era un esempio, il mio maestro”

Sebastiano Rossi

“Un mio caro e fraterno amico. Il mio maestro, una persona di cuore, mi è stato vicino, era un idolo, un esempio. Il Capitano, il grande Capitano Franco. Sembrano parole retoriche ma, credimi, è così. Lui era il cuore del Milan. Umile, dolce, attento, trasmetteva serenità. Aveva sempre il sorriso, non l’ho mai visto senza. Sdrammatizzava tutto. A volte non riuscivi a capire, sembrava freddo e distaccato. Invece semplificava le cose difficili”. 

Era il capo della vostra difesa. Comandava? 

“Sì, ma non alzava mai la voce. Bastava uno sguardo, un’occhiata. Non ha mai urlato, se non per chiamare e sistemare qualche posizione. Ma non c’era bisogno, avevamo tutti il pilota automatico”. 

Lui era davanti. Ti sentivi protetto? 

“Va bene dire in una botte di ferro? Beh, di più. Eravamo blindati. Lui era qualcosa di enorme, di superiore. Era un gigante. Adesso che non c’è più, che il tempo è passato, rivedo quei momenti e mi chiedo: ma come faceva a fare quelle cose? Era incredibile, gli ho visto fare certi recuperi che non si vedono nemmeno alla playstation. Franco era nato per il calcio e dentro un campo di calcio. Non si arrabbiava mai”. 

“No, mai. Non abbiamo mai litigato”. 

Neanche se prendevi per il collo gli avversari? 

“No. Anzi mi ha insegnato una cosa fondamentale. Io ero un po’ aggressivo con gli attaccanti. E lui mi diceva: ‘Seba, piano, rallenta, a volte fermati’. Aveva ragione: grazie ai suoi suggerimenti sono migliorato e ho fatto parate incredibili”. 

Quando vi siete conosciuti? 

“Al Milan. Lui era già grande. L’ho incontrato la prima volta quando giocavo a Cesena. La mia prima partita contro il Milan è finita 0-0. La ricordo bene, era il 1987, eravamo in settembre, la terza giornata. La ricordo perché nel Milan c’era polemica fra Sacchi e Van Basten. Arrigo l’aveva mandato in panchina. Marco è entrato nel secondo tempo e non ha segnato. Nel campionato successivo abbiamo vinto 1-0 con un gol dello svedese Holmqvist. Entrando negli spogliatoi Baresi mi ha detto: ‘bravo’…”. 

La vostra prima insieme nel Milan? 

“Purtroppo nella notte di Marsiglia, marzo 1991. La storia dei lampioni spenti, le luci, il ritiro della squadra. Era il mio esordio in Coppa dei Campioni. L’ho rimosso: una serataccia, meglio dimenticare”. 

La prima insieme in campionato? 

“Ero il secondo di Andrea Pazzagli e Sacchi mi ha fatto debuttare nel derby. Il massimo. Abbiamo vinto 1-0, gol di Van Basten. Ho giocato le ultime 9 partite e perso solo contro il Bari. Ero molto giù, io non volevo mai perdere. Franco mi disse: ‘Stai tranquillo, ne vincerai tante. Noi siamo il Milan’…”. 

Nessuno pensava ai record. Andavamo avanti”

Sebastiano Rossi

L’Invincibile Milan dei record. Tuoi e delle 58 partite consecutive. Ci pensavi a questi primati? 

“No, nessuno ne parlava. Si andava avanti. Franco aveva la sua parola d’ordine: mai mollare. Soprattutto quando si vince”. 

Raccontano: anche nelle partitelle, negli allenamenti… 

“Sì. Giocavamo sempre per vincere, io per non prendere gol, anche a Milanello. Non c’era seduta in cui uno di noi non uscisse con un’ammaccatura o un taglio: funzionava così ed era bellissimo. In allenamento Franco era il primo ad arrivare e andava giù deciso e duro. Io le prendevo, ma ero contento. Mi sono sempre impegnato e divertito, anche quando andavo in panchina”. 

E in pullman? Tu e Baresi sempre vicini. Scaramanzia? 

“No, amicizia. Nei primi posti, dietro l’autista Cipolletta, Capello e il team manager Ramaccioni. Noi dietro. Ore di viaggio, comodi e concentrati per sette-otto anni”. 

“Non si parlava. Solo qualche occhiata, avevamo in testa solo la partita e sapevamo cosa fare”. 

Non dovevano toccare il mio capitano”

Sebastiano Rossi

E l’entrata in campo? Baresi davanti, Rossi dietro. 

“Il capitano in testa, io subito dopo. Non si sa mai. Lui proteggeva me, io lui. In campo e davanti alla porta. Nessuno doveva toccare il mio capitano”. 

E se l’avessero fatto? 

“Avrebbero fatto i conti con me. Sai, io ero un po’ fumantino. C’è da dire che Franco non l’ho mai visto scontrarsi. Né con i compagni, né con gli avversari. Al massino discuteva perché si lamentavano per il suo braccio alzato. Lui sorrideva: ‘e cosa faccio? Non posso tagliarmelo'”.

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Juve su Vicario, il Tottenham e la richiesta di prestito: la trattativa

Alisson e Martinez restano a Liverpool e Aston Villa, Suzuki sta andando al Psg e così l’italiano degli Spurs è balzato in pole: i bianconeri lo vogliono in prestito

Il portiere di una grande squadra può fare lo spettatore per ottanta minuti, ma al momento giusto deve prendersi la scena. Guglielmo Vicario sta dimostrando di possedere questa qualità anche lontano dai pali e nella corsa alla porta della Juventus. In principio è stato Alisson del Liverpool il promesso sposo della Signora, poi è stata la volta del “Dibu” Martinez dell’Aston Villa e infine di Zion Suzuki del Parma. Vicario ha osservato l’evolversi delle varie situazioni da lontano, come un numero uno mentre la propria squadra attacca nell’altra area, però non è mai uscito dalla “partita” per il post Michele Di Gregorio e adesso è pronto a farsi trovare pronto. Il casting della Juventus non è ancora terminato del tutto, ma da qualche giorno il portiere del Tottenham è balzato in pole position e la sua posizione si sta rafforzando ogni giorno di più. 

suzuki verso il psg

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Da Parigi, come era nell’aria da un po’, è arrivato un nuovo – e forse decisivo – assist per l’italiano. Il Psg, incassati i 38 milioni della Juventus per Randal Kolo Muani, hanno rotto gli indugi col Parma per Suzuki, nel mirino da settimane: offerta ufficiale da 33 milioni. Tanto gli emiliani quanto il 23enne portiere giapponese vacillano: la fumata bianca è data per imminente. Della serie: fuori un altro (candidato) e avanti il prossimo. In questo momento, Vicario è quello più serio e concreto. Luciano Spalletti è volato dall’altra parte del mondo – Cina e Australia – con Michele Di Gregorio, ma i dirigenti sono rimasti in Italia e i prossimi giorni saranno decisivi per le ultime valutazioni. Se il Tottenham dovesse confermare l’apertura al prestito (senza obblighi) di Vicario, al rientro dalla tournée il tecnico toscano potrebbe trovare in porta il vice Donnarumma attuale e anche del suo periodo da ct della Nazionale. “Vicario è esperto e forte, bisogna soltanto valutare bene perché ha questa situazione al Tottenham”, ha spiegato Spalletti nei giorni scorsi e dopo i tanti inseguimenti ai numeri uno sul mercato. 

Corsa a ostacoli

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Alisson si è tolto dalla scena a giugno a causa dell’inversione a “U” del Liverpool, che si è rimangiato la promessa di liberarlo con un anno d’anticipo. L’uscita del “Dibu” è arrivata dopo il Mondiale, quando la Juventus ha capito che per meno di 12 milioni l’Aston Villa non si sarebbe nemmeno seduta: i bianconeri si sono fermati a 6,5 (tra prestito, riscatto e bonus). L’irruzione del Psg su Suzuki è un po’ come trovarsi Haaland in area di rigore: puoi soltanto sperare. Vicario è rimasto al suo posto, anzi ha compiuto un passo fuori dal Tottenham. Il tecnico Roberto De Zerbi non intende trattenere a forza i giocatori che vogliono cambiare aria e il portiere dell’Europa League 2025 dei londinesi nei mesi scorsi ha manifestato al club il desiderio di tornare in Italia. Tanto che gli Spurs prima hanno arruolato il sostituto (Dubravka) e poi hanno escluso Guglielmo dalla recente tournée tra Nuova Zelanda e Australia. Per il terzo passo, quello decisivo per sbarcare alla Juventus, Vicario aspetta il risultato dei contatti tra i dirigenti bianconeri e quelli del Tottenham. Tutto (o quasi) ruota intorno al prestito. 

Sondaggi

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Vicario in questi mesi ha dimostrato pazienza e perseveranza, adesso la chiamata giusta può arrivare da un momento all’altro. Il tempismo, però, è fondamentale nel mercato. In attesa della risposta del Tottenham al prestito (senza obblighi) proposto dalla Juventus, alla Continassa continuano a guardarsi intorno. Suzuki al Psg “libera” Chevalier. Atubolu non ha rinnovato col Friburgo ed è finito fuori rosa. Sullo sfondo resiste Vanja Milinkovic Savic, sempre in uscita da Napoli.

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Cairo intervista: “Il ct dell’Italia, Conte, Mancini, Malagò, il Torino e…”

Il presidente del Torino: “È interesse di tutti che la Nazionale vada bene già dalla Nations. Se sarà il mio ultimo anno in granata lo farò alla grandissima”

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Taveggia e quelle 39 rose portate da Baresi sotto la curva Z dell’Heysel

L’ex direttore organizzativo del Milan ricorda la serata in cui insieme al capitano omaggiò le vittime juventine della tragedia che era accaduta proprio in quello stadio: “Non potevamo non onorarne la memoria”

Giornalista

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HAOUDI PER IL CENTROCAMPO DEL FOGGIA

Il Calcio Foggia 1920 comunica di aver acquisito a titolo definitivo le prestazioni sportive del calciatore Hamza Haoudi, che si lega al club rossonero fino al 30 giugno 2028.
Centrocampista/trequartista, nato a Lucca il 9 marzo 2001, Haoudi cresce calcisticamente nel settore giovanile del Livorno, con cui fa anche l’esordio tra i professionisti. Successivamente passa al Frosinone, club con cui colleziona presenze in Serie B prima di maturare un’importante esperienza in Serie C vestendo le maglie di Turris, Olbia e Pro Vercelli, mettendosi in luce per qualità tecnica e dinamismo sulla trequarti.

In carriera vanta complessivamente oltre 100 presenze nei campionati professionistici italiani tra Serie B e Serie C, impreziosite da reti e assist fondamentali.

“Vestire questi colori e rappresentare una città come Foggia è un vero motivo d’orgoglio per me. Parliamo di una piazza che vive di calcio, con una storia importante e un tifo che trasmette un calore unico. Sentire la spinta dello Zaccheria sarà qualcosa di speciale”.

Benvenuto Hamza!

Fonte: Foggia Calcio Official Site

Atalanta, ko in amichevole contro il Feyenoord: Krstovic non basta, finisce 2-1

L’Atalanta esce sconfitta dal test amichevole contro il Feyenoord. A Rotterdam la squadra di Maurizio Sarri viene battuta 2-1 dagli olandesi, avanti con Ueda su calcio di rigore, raggiunti nel recupero del primo tempo da Krstovic e nuovamente in vantaggio nella ripresa con Shaqueel van Persie. Feyenoord avanti, Krstovic firma il pareggio La formazione olandese…

L’Atalanta esce sconfitta dal test amichevole contro il Feyenoord. A Rotterdam la squadra di Maurizio Sarri viene battuta 2-1 dagli olandesi, avanti con Ueda su calcio di rigore, raggiunti nel recupero del primo tempo da Krstovic e nuovamente in vantaggio nella ripresa con Shaqueel van Persie.

Feyenoord avanti, Krstovic firma il pareggio

La formazione olandese parte con maggiore brillantezza e mette subito in difficoltà i nerazzurri, ancora impegnati nella fase iniziale della preparazione estiva. Il vantaggio arriva dal dischetto con Ueda, che trasforma il rigore dell’1-0. L’Atalanta cresce con il passare…

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