SS Taranto, Fabio Delvino ancora in rossoblù


La SS Taranto è lieta di comunicare che Fabio Delvino resterà rossoblù anche per la stagione sportiva 2026/27.

Classe 1998, Delvino ha sempre fatto della professionalità, dell’impegno e del lavoro quotidiano i suoi punti di forza, mettendosi costantemente al servizio della squadra.

La SS Taranto rivolge a Fabio i migliori auguri per una stagione ricca di soddisfazioni, con la certezza che continuerà a mettere in campo la stessa determinazione, dedizione e spirito di sacrificio.

Fonte: Taranto Football Club Official Site

Canosa Calcio – 𝗖𝗔𝗠𝗣𝗔𝗚𝗡𝗔 𝗔𝗕𝗕𝗢𝗡𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗜 𝟮𝟲/𝟮𝟳, “𝗨𝗡 𝗖𝗔𝗡𝗢𝗦𝗜𝗡𝗢 𝗩𝗘𝗥𝗢”

Ognuno di noi, la canosinità, ce l’ha nel sangue. E siamo fieri di mostrarla, sempre. É una questione di orgoglio, appartenenza, fierezza. Perché le radici della nostra terra fanno parte di anima, cuore e mente.

“𝗦𝗼𝗻𝗼 𝘂𝗻 𝗰𝗮𝗻𝗼𝘀𝗶𝗻𝗼, 𝘂𝗻 𝗰𝗮𝗻𝗼𝘀𝗶𝗻𝗼 𝘃𝗲𝗿𝗼” é il leitmtoiv della campagna abbonamenti 26/27 che ci accompagnerà per tutta la stagione. Perché esserci, fa la differenza. Perché il “noi” viene prima dell’io. Perché noi siamo canosini, e lo grideremo in eterno.

Non fartelo raccontare, abbonati anche tu al Canosa Calcio 1948. Insieme per scrivere un’altra pagina di storia. Ora tocca a te!

𝗖𝗔𝗠𝗣𝗔𝗚𝗡𝗔 𝗔𝗕𝗕𝗢𝗡𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗜 𝟮𝟲/𝟮𝟳 “𝗨𝗡 𝗖𝗔𝗡𝗢𝗦𝗜𝗡𝗢 𝗩𝗘𝗥𝗢”: 𝗟𝗘 𝗜𝗡𝗙𝗢𝗥𝗠𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜

📍𝗧𝗶𝗽𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝗮𝗯𝗯𝗼𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼:

➡️ Fan Base: 100 euro
➡️ Tifoso Sostenitore: 150 euro + omaggio
➡️ Pink: 25 euro
➡️ Young (15-18 anni): 25 euro

📍𝗗𝗼𝘃𝗲 𝗮𝗰𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗮𝗿𝗹𝗼:

➡️ Presso la Sede in via Giotto n.9 (LUN-VEN dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 20.00);

➡️Online su ciaotickets al seguente link: urly.it/31g791

➡️ Nei seguenti punti vendita:
– Internet C@fé
– Jolly Blu
– Tabaccheria Silvestri
– Bar Sette Nani
– Garage La Madonnina

Fonte: Facebook official page

Polimnia Calcio – 𝗥𝗜𝗣𝗔𝗡𝗧𝗢 𝗔 𝗣𝗢𝗟𝗜𝗚𝗡𝗔𝗡𝗢!

La Polimnia Calcio comunica che Giuseppe Ripanto è un nuovo difensore rossoverde.

Classe 2001, centrale di struttura, Ripanto ha percorso un iter di formazione di tutto rispetto: settore giovanile tra Matera, Monopoli e Venezia, prima di affermarsi tra i grandi con esperienze in Eccellenza e categorie limitrofe con Brindisi, Virtus Matino, Trinitapoli, Corato, Bitonto e, nella scorsa stagione, Spinazzola.

“Sin dai primi contatti ho percepito serietà e organizzazione – esordisce Peppe ai nostri microfoni – Il grande rapporto che mi lega al mister ha sicuramente inciso sulla mia scelta: conosco le sue qualità umane e professionali. Credo che questo sia l’ambiente ideale per continuare a crescere e dare il massimo per la squadra.”

Su nuovo ambiente e il campionato che verrà.
“Troverò uno staff preparato e una società che cura ogni dettaglio. Mi aspetto un campionato competitivo, in cui ogni partita andrà affrontata con grande determinazione. A livello personale voglio farmi trovare sempre pronto e migliorare giorno dopo giorno.”

Un saluto alla tifoseria: “Spero di vedervi numerosi allo stadio, il vostro sostegno sarà fondamentale. Non vedo l’ora di iniziare e vivere insieme tante soddisfazioni. Forza Polimnia!”

Benvenuto, Peppe! La società ti augura un buon lavoro.

Fonte: Facebook official page

Malcore, il re dei bomber di provincia che torna a sognare la C con Altamura


Più di ogni altri, esiste un mestiere nel calcio italiano, che nessuno insegna nei corsi per allenatori e che pochi sanno svolgere davvero bene: quello del bomber di provincia, l’uomo che arriva in una piazza e la trasforma, gol dopo gol, in una macchina da promozione. Giancarlo Malcore lo fa da tredici anni, e lo fa così bene che il calcio dilettantistico italiano ha smesso di sorprendersi. Nato a San Donaci, in provincia di Brindisi, classe 1993, esordì nel Lecce giovanissimo, al “Via del Mare” contro il San Marino, in quella che sembrava la classica storia di un ragazzo destinato al grande calcio. Poi la strada si è fatta più tortuosa, come capita a tanti: Nocerina, Chieti, Paganese, fino al primo, vero salto di qualità con Cittadella e Carpi, dove ha assaggiato la Serie B con 24 presenze e 5 gol, incluso quello che nel 2017 gli permise di punire il Napoli di Sarri in amichevole. Un lampo, non ancora una consacrazione.




La vera trasformazione arriva più tardi, e paradossalmente scendendo di categoria. Dopo un 2020 anonimo alla Pergolettese, Malcore approda all’Audace Cerignola nel 2021, e lì succede qualcosa che ha del clamoroso: 48 gol in due stagioni tra girone H, Coppa e poule scudetto, un Pallone d’Oro di Serie D conquistato nel 2021-22 con 22 reti da capocannoniere, e la promozione in Serie C conquistata da assoluto trascinatore. Neanche la categoria superiore lo ferma: con la maglia gialloblù continua a segnare con costanza, arrivando a 28 gol complessivi in C. Un attaccante che sembra migliorare invecchiando, come il vino buono, capace di ripetersi puntualmente ogni volta che qualcuno gli affida le chiavi dell’attacco. Nel 2024 è il turno del Casarano, altra scommessa vinta: nonostante un avvio complicato da problemi fisici, da fine gennaio in poi mette a segno 12 gol decisivi, trascinando i rossazzurri alla promozione in Serie C con il titolo di capocannoniere del proprio girone. Il numero totale, tra Serie D e Lega Pro, parla da solo: 132 partite in terza serie con 33 reti, 111 in Serie D con 67 gol.



Ora la nuova sfida porta il nome di Altamura, e non è una sfida qualunque: Malcore è chiamato a trascinare una piazza pugliese verso la salvezza in un campionato di Serie C che, ogni anno, si conferma più duro del precedente. Non è più il ragazzo che sognava la Serie A al Via del Mare, ma un attaccante maturo, consapevole del proprio mestiere, capace di trasformare ogni categoria in cui approda in un palcoscenico su misura. La storia di Malcore, in fondo, racconta qualcosa che il calcio moderno fatica a comprendere: che non serve sempre bruciare le tappe per lasciare il segno, basta saper segnare, ancora e ancora, ovunque ti chiamino. Altamura ora scommette su questo, sulla fame di un bomber che a 32 anni ha ancora voglia di dimostrare, ancora una volta, che il gol non conosce età.


Fonte:TuttoC.com

Antonio Caputo resta a Brindisi: rinnovo per l’attaccante brindisino


Il Brindisi FC prosegue il proprio percorso sportivo insieme ad Antonio Caputo. Il club biancazzurro ha reso noto il prolungamento del rapporto con l’attaccante, nato nel 1991, che indosserà nuovamente la maglia brindisina anche nella prossima annata calcistica, la 2026/27.

Per la società pugliese si tratta di una conferma di peso, considerando l’esperienza maturata dal giocatore e la sua approfondita conoscenza della categoria. Caputo, originario di Brindisi, viene descritto dal club come una figura di riferimento tanto sul rettangolo verde quanto nello spogliatoio, capace di unire alle qualità tecniche un contributo di leadership e di attaccamento ai colori sociali.

Nel comunicato diffuso dalla dirigenza biancazzurra viene sottolineato il legame profondo che unisce l’attaccante alla propria città natale, un rapporto che il club intende valorizzare ulteriormente nella stagione ormai alle porte. La società ha inoltre espresso soddisfazione per la prosecuzione di questa collaborazione, formulando ad Antonio l’augurio di poter vivere nuove soddisfazioni professionali nel corso della prossima annata.

Il rinnovo di Caputo si inserisce nel percorso di programmazione che il Brindisi FC sta portando avanti in vista della stagione 2026/27, puntando sulla continuità e su elementi che rappresentano un forte senso di appartenenza al progetto biancazzurro.

Fonte:NotiziarioCalcio.com

Napoli, Hojlund al centro del progetto: ecco come giocherà con Allegri

Il tecnico cerca gol e intende sfruttarlo di più in area di rigore

Dal nostro inviato  Vincenzo D’Angelo

Il fisico è scolpito, le gambe già potenti. Che vanno forte, pedalano, accelerano. Rasmus Hojlund è più carico che mai, perché in fondo sa anche lui che questa dovrà essere la stagione della definitiva consacrazione. Napoli lo ha adottato e lui si è lasciato coccolare. E in campo ha ringraziato a suo modo il club per la fiducia. Con Conte ha dimostrato di essere pronto al ruolo di leader: primo violino, per prendersi la scena.

Ultimo step a dimaro

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Dimaro, per la prima volta da quando gioca in Italia, comincia il ritiro dal primo giorno al servizio del nuovo allenatore. Gasperini a Bergamo iniziò a lavorarci a fine agosto, Conte addirittura a settembre, dopo la pausa delle nazionali. Allegri, invece, può cercare da subito la strada migliore per rendere Hojlund immarcabile. Per esaltare la sua capacità di attaccare la profondità, di essere letale in campo aperto. Conte ha completato il processo di maturazione di Hojlund, tornato ancora più convinto dei propri mezzi. Ora tocca a Max trasformarlo in un killer d’area di rigore, metterlo nelle condizioni migliori per attaccare di più la porta. E non farlo soffrire troppo di solitudine.

TRASCINATORE

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Rasmus ha una capacità aerobica impressionante, sembra quasi non avvertire la fatica. E trascina tutti: nelle partitelle a pressione, nelle esercitazioni, nella voglia di spaccare la porta ogni volta che calcia. Di destro, di sinistro. Hojlund di questi primi giorni a Dimaro è un’arma micidiale che sembra rasserenare l’ambiente azzurro e invita all’ottimismo. Come Rasmus, in Italia, ce ne sono pochi e Max questo lo sa benissimo: lo voleva un anno fa, ha fatto pressione un’estate intera con la dirigenza milanista pur di vestirlo di rossonero. E sul più bello, il Napoli gli ha rubato la merenda dal piatto. Un anno dopo, Allegri può finalmente abbracciare il centravanti che sognava. E costruire un Napoli all’altezza delle ambizioni del club e delle aspettative dei suoi tifosi.

NUOVI OBIETTIVI

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Hojlund è stato il primo acquisto della nuova stagione: il riscatto dal Manchester United è costato al club di De Laurentiis 44 milioni di euro e Rasmus se lo è guadagnato sul campo, eguagliando il record di gol in carriera in una singola stagione (16) fatto registrare al primo anno con i Red Devils e poi stabilendo il nuovo primato personale in un campionato: 12 reti non le aveva mai fatte prima. E quest’anno si è messo in testa di provare a lottare anche per la classifica dei marcatori. Rasmus è rimasto scottato dall’esclusione della sua Danimarca dal Mondiale e il modo migliore per cancellare la delusione è tornare a essere protagonista anche in Champions. Lo scorso anno ha chiuso con tre reti in Europa, firmando la vittoria sullo Sporting nella prima notte di stelle al Maradona. Quest’anno, sotto la guida di Max, l’obiettivo sarà innanzitutto superare la fase a gironi. Il resto si vedrà, strada facendo.

ALTA FEDELTÀ

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Rasmus sorride e sgobba, sa di godere della fiducia piena di Allegri ma anche di dover dimostrare ancora di essere il centravanti ideale per un progetto importante. Il Napoli, intanto, lo ha blindato: contratto fino al 2030, con clausola rescissoria da quasi 90 milioni (dal 2027). Hojlund è presente e futuro, si candida per essere l’uomo copertina dell’era Allegri e lavora per diventare dominante, come voleva Conte. “È tempo di sognare nuovi obiettivi, quindi andiamoli a inseguire” aveva detto il danese dopo l’ufficialità del suo riscatto. A Napoli ha ritrovato la fiducia necessaria per tornare a esaltarsi. E il sorriso che aiuta a non porsi limiti. Max in campo lo guarda felice: ora ha il centravanti vero, per sognare un altro finale vincente.

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Ekhator, infortunio: esito degli esami e tempi di recupero dell’attaccante della Juventus

Gli esami strumentali hanno confermato la lesione di basso grado del bicipite femorale della coscia destra per il neoacquisto bianconero

Non comincia nei migliori dei modi l’avventura di Jeff Ekhator alla Juventus. L’attaccante prelevato dal Genoa dovrà stare fermo per 20 giorni a causa di una lesione di basso grado del bicipite femorale della coscia destra. L’esito è emerso dopo gli esami svolti ieri mattina al J Medical, dove ad attenderlo c’erano diversi tifosi. Il giocatore si era fermato (dopo uno contrasto) nell’amichevole col Basilea di sabato, al suo debutto in maglia bianconera, dopo aver giocato i primi 28 minuti. Il classe 2006 ha già cominciato l’iter riabilitativo, dovrebbe saltare tutte le amichevoli in programma a Perth nella prima metà di agosto (sabato 8 con l’Inter, martedì 11 con il Palermo). Ekhator nel frattempo potrebbe anche diventare uomo mercato, con la Juventus pronta a dirottarlo al Parma (in prestito) per giungere all’accordo per Pellegrino. Prima, però, dovrà essere completamente recuperato.

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Oristanio intervista: “Il Torino, Abate e..”

Il fantasista: “Casadei lo ricordo dalle giovanili dell’Inter, un grandissimo giocatore. In granata c’è un’atmosfera bellissima”

A pensarci bene, il Toro sembra essere stato sempre nel suo destino. Perché la sua prima maglia era tutta granata nella scuola calcio di Roccadaspide (Salerno), dove è cresciuto con mamma Raffaella a fare da presidente e sotto gli occhi di papà Rosario (ex calciatore). Come se non bastasse, l’esordio in Serie A lo ha bagnato proprio al Grande Torino: era il 21 agosto 2023, giocava nel Cagliari di Claudio Ranieri e l’avversario era il Toro. “Quella partita me la ricordo benissimo, una grande emozione, avevo diciannove anni. Questo mi consente di dire che conservo un ricordo bellissimo di mister Ranieri, da lui ho potuto apprendere tante cose: per me è stato un momento importante”. 

Oristanio, che cosa l’ha spinta ad accettare il Toro? 

“Questo club mi ha dato tanta fiducia dal primo momento: è stato importante. Anche quando mi ha cercato un’altra squadra, avevo deciso e avevo dato la parola al direttore Petrachi. Semplicemente l’ho mantenuta, volevo solo il Toro. Sono felice di iniziare questo bellissimo percorso. Non vedo l’ora”. 

Come sta andando il ritiro? 

“Ogni ritiro è sempre duro, ma in questo periodo si deve fare fatica. L’importante è restare lucidi e seguire le idee del mister”. 

Il Toro ha un grande serbatoio di qualità e di fantasia grazie a lei, Vlasic, Casadei, Njie, Simeone: come immagina che sarà giocare con questi calciatori? 

“Sarà bellissimo. Avere molti giocatori di fantasia, di carattere, estro e personalità è sempre una cosa molto positiva: abbiamo tutti la possibilità di apprendere, di crescere insieme, perché c’è molta competitività e questo vuol dire alzare il livello. È un bene per la squadra”. 

Quali sono state le sue prime sensazioni in questo gruppo? 

“Mi hanno accolto in una maniera eccezionale, dal capitano Zapata fino ai ragazzini”. 

Quali sono i suoi obiettivi? 

“Cerco la continuità che mi è mancata in questi anni. Mi auguro che riuscirò a esprimere tutto il mio potenziale: è arrivato il momento. Devo lavorare ed essere a disposizione con umiltà. Non conosco altre strade: sudare, ascoltare, sacrificarsi”. 

Che cosa ha già capito del mondo granata? 

“Qui c’è una bellissima atmosfera, perché ogni giorno è pieno di tifosi. Anche quando non ci alleniamo, i tifosi sono insieme a noi. Mi ha stupito che tanti tifosi non siano di Torino, ma provengano da tutte le zone d’Italia. Questo ti fa capire subito la grandezza del Toro, quanto sia speciale, perché parliamo non solo di un club amato nella città di Torino ma in tutta Italia. Questo mi ha emozionato”. 

Quali impressioni su Abate? 

“Ogni giorno il mister ti fa alzare l’asticella, ogni giorno ti fa dare il massimo e anche di più. Anche nei momenti in cui sei più stanco, riesce a estrarre quel qualcosa in più. Sta tirando fuori il 110% da ognuno di noi”. 

Qual è la sua prima richiesta? 

“Coraggio e personalità. Ha concetti chiari, idee definite. Vuole che riusciamo a essere sia sfrontati sia disciplinati. La parola giusta per descrivere le richieste di Abate è coraggio”. 

Lei in un Venezia-Como di Serie A segnò direttamente da calcio d’angolo: cura molto gli allenamenti sui calci da fermo? 

“Ogni piccolezza può fare la differenza in una partita. Io do molta importanza ai calci di punizione, ai rigori, agli angoli: sì, mi alleno provando spesso”. 

Come ha ritrovato Casadei? 

“Lo conoscevo da molti anni perché abbiamo fatto insieme il settore giovanile all’Inter. Era un ragazzo, ho ritrovato un grandissimo calciatore”. 

Dove le piace giocare di più? 

“Nel 3-4-2-1, essendo un mancino, la mia posizione preferita è più defilato sulla destra, sotto la punta. Ma più del modulo sono importanti le idee del mister”. 

A proposito della storia del Toro, ha già messo in programma una visita al Colle di Superga? 

“Nei miei primi giorni a Torino non ci sono andato, però sarà una delle prime cose che farò perché la voglio fare. Ma la voglio fare da solo: per ora ho letto molto sulla storia del Toro, ne ho sentito parlare, ma non ho mai provato l’emozione di vivere quel luogo. La prima volta voglio andarci da solo per capirne l’emozione, dopo ci tornerò accompagnato da qualcuno della società per farmi spiegare la storia. Qui è tutto magico”. 

Campano come lei, in prima squadra c’è il diciottenne Andrea Luongo: che ne pensa? 

“È un ragazzo molto ma molto talentuoso, sono convinto che con il lavoro e con il sacrificio potrà raccogliere nel suo futuro davvero tante soddisfazioni”.

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𝗠anfredonia, al via la nuova stagione: 𝗖iaramella accende l’entusiasmo. “𝗤ui per far diventire la gente”

È iniziata ufficialmente la stagione in casa Manfredonia Calcio 1932. Con i primi test fisici sotto la guida del preparatore atletico Prof. Zano, la truppa biancoceleste ha dato il via alla preparazione pre-season per il campionato 2026/2027. A guidare il nuovo corso in panchina c’è mister Andrea Ciaramella, che al termine della prima giornata di lavoro ha rilasciato le sue prime dichiarazioni ufficiali, tracciando le linee guida della stagione alle porte.

L’impatto con la piazza: “Passione indescrivibile”

A distanza di due mesi dalla firma, l’allenatore ha confermato con grande trasporto i motivi che lo hanno spinto ad abbracciare il progetto sipontino: «L’ho detto subito ai ragazzi: ciò che mi ha spinto a scegliere Manfredonia è il grande entusiasmo che questa piazza sa trasmettere. Quando venivo qui da avversario vedevo uno stadio strapieno e una passione indescrivibile. Per chi fa il nostro lavoro, essere spinti da un pubblico simile è il massimo degli stimoli».

Fondamentale nella scelta del tecnico anche l’intesa con i vertici societari: «Ho trovato una dirigenza seria, con idee chiare e molto attenta. Per un allenatore questo rappresenta la garanzia di poter lavorare bene».

Nel tracciare l’identità della nuova squadra, Ciaramella ha rimarcato l’importanza del fattore giovani, ritenuto l’asse portante per garantire continuità in una categoria complessa come la Serie D: «La sostenibilità è fondamentale. Dobbiamo creare il giusto mix tra elementi esperti e giovani di prospettiva. I ragazzi più grandi dovranno fare da “chiocce”, da esempio quotidiano per permettere ai più giovani di crescere e, magari, spiccare il volo verso il calcio professionistico».

Sul piano tattico e dell’impronta di gioco, le idee del nuovo tecnico sono chiare. Senza snaturare lo spirito e l’intensità che hanno caratterizzato il Manfredonia nella scorsa annata, l’obiettivo sarà quello di proporre un calcio propositivo: «Mi piace il possesso palla, voglio una squadra che cerchi di dominare il gioco. Il mio motto è sempre stato uno: dobbiamo far divertire la gente».

Infine, un messaggio chiaro e d’apertura verso i tifosi, invitati a seguire da vicino la squadra fin dai primi giorni di ritiro: «Per me non ci sono problemi a tenere le porte aperte durante gli allenamenti, anzi ci fa enormemente piacere. Si deve creare una simbiosi totale e una forte empatia tra squadra, società e tifoseria, sia durante la settimana che la domenica sul campo».

Con le prime valutazioni atletiche andate in archivio, da domani si inizierà a lavorare intensamente con il pallone. La nuova stagione del Manfredonia è ufficialmente partita.

Juve su Zirkzee, la trattativa e la pista Kolo Muani

Con la trattativa per il francese che diventa sempre più lunga ed estenuante, i bianconeri tornano a sondare un vecchio pallino

Giornalista

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