Atletico Acquaviva – 𝗚𝗶𝗼𝘃𝗲𝗻𝘁𝘂̀, 𝘁𝗮𝗹𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗽𝗲𝗿 𝗹’𝗮𝘁𝘁𝗮𝗰𝗰𝗼 𝗿𝗼𝘀𝘀𝗼𝗯𝗹𝘂̀.

L’Atletico Acquaviva è lieto di annunciare l’arrivo di 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼 𝗗𝗶 𝗖𝗮𝗴𝗻𝗼, esterno d’attacco classe 𝟮𝟬𝟬𝟳, nuovo innesto della Prima Squadra per la stagione sportiva 𝟮𝟬𝟮𝟲/𝟮𝟬𝟮𝟳.

Carlo approda in rossoblù dopo un importante percorso di crescita nei settori giovanili di 𝗕𝗮𝗿𝗶, 𝗟𝗲𝘃𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗔𝘇𝘇𝘂𝗿𝗿𝗼 e 𝗠𝗼𝗻𝗼𝗽𝗼𝗹𝗶, fino alla recente esperienza con la Primavera dell’𝗔𝘂𝗱𝗮𝗰𝗲 𝗖𝗲𝗿𝗶𝗴𝗻𝗼𝗹𝗮, realtà che gli hanno consentito di maturare e confrontarsi con contesti di alto livello. GetFile (47).pdf

Giocatore giovane e di prospettiva, arriva ad Acquaviva con entusiasmo e voglia di mettersi in gioco, pronto a mettere le proprie qualità al servizio della squadra e a proseguire il proprio percorso di crescita con i colori rossoblù.

La società accoglie @carlo_di_cagno con grande entusiasmo e gli augura il meglio per questa nuova avventura, certa che saprà dare il proprio contributo dentro e fuori dal campo.

𝗕𝗲𝗻𝘃𝗲𝗻𝘂𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗔𝘁𝗹𝗲𝘁𝗶𝗰𝗼 𝗔𝗰𝗾𝘂𝗮𝘃𝗶𝘃𝗮, 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼!

#AtleticoAcquaviva #Rossoblù #CarloDiCagno #Calciomercato #EccellenzaPugliese

Fonte: Facebook official page

Liberali insieme a Nico Paz: ecco l’idea del nuovo Como

Il talento strappato al Milan è il jolly di Fabregas. Garantisce tanta qualità ma anche duttilità

Lo ha fortemente voluto, chiamandolo quando il Milan lo voleva riprendere dopo averlo in pratica regalato al Catanzaro. Segno che crede ciecamente in lui, nelle sue potenzialità, in quello che può aggiungere a una squadra che parte da un livello già alto. L’approdo a Como di Mattia Liberali ha tanti significati. In primis quello tattico perché il trequartista può agire da alternativa a Nico Paz ma anche conviverci. E poi perché il Como ha bisogno di riempire le caselle degli italiani per le liste Uefa.

la benedizione

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Nel “dinamico” 4-2-3-1 di Fabregas, il mancino nato a Carate Brianza è destinato a offrire alternative di qualità nel ruolo di trequartista esterno, partendo da destra a piede invertito per accentrarsi, proprio come piace a Cesc che ama gli esterni…

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Guidolin: “Dai silenzi di Bagnoli ho imparato tante cose”

L’allenatore scomparso raccontato da un suo “allievo”: “Il Verona prese Dirceu, lui voleva tenere me. Guardandomi negli occhi, mi insegnò quanto fosse prezioso dire la verità”

Lui lo conosceva bene. Francesco Guidolin è stato un giocatore di Osvaldo Bagnoli, nel Verona degli anni Ottanta, prima dello scudetto, e quest’ultimo dettaglio è un ovvio motivo di rammarico. Bagnoli se ne è andato venerdì e domani pomeriggio, nella Basilica di San Zeno a Verona, si terranno i funerali. Così abbiamo chiesto a Guidolin di raccontarci il “suo” Bagnoli: “Era una persona straordinaria e un allenatore speciale. Non gli interessavano le apparenze. Lo ricordo ai raduni estivi in sandali, calzoncini e maglietta: meraviglioso”. 

Estate 1981, Osvaldo Bagnoli diventa allenatore del Verona e in rosa trova anche lei Francesco Guidolin, 25enne centrocampista. 

“Arrivava dal Cesena, con cui aveva conquistato la promozione in Serie A, ma scelse lo stesso il Verona in Serie B. Noi venivamo da una stagione mediocre (16° posto, ndr) e lui per prima cosa volle parlare a tu per tu con tutti i giocatori, colloqui individuali. Io ero timido e riservato, un po’ come lui, e trovai la forza di dirgli: “Mister, credo di essere una persona che dà il massimo se viene responsabilizzata”. Lui mi squadrò e mi scelse come capitano. Disputammo un grande campionato, tornammo in Serie A. Segnai 8 gol. Mi impiegava come trequartista dietro le punte: la mia migliore stagione, non avrei più giocato così bene. Aveva la grande qualità di mettere tutti nei posti giusti”. 

“Era schivo. Una volta, lui arrivò all’allenamento e noi, che stavamo già in gruppo a fare una corsa di riscaldamento dentro il Bentegodi, lo salutammo: ”Buongiorno, mister”. Lui non ci rispose, non per maleducazione, ma perché era fatto così, parlava poco e quando parlava, usava un tono di voce basso, bisognava aguzzare le orecchie. Bagnoli mi ha insegnato a parlare con i silenzi, che a volte dicono più di tante parole”. 

“Sapeva infonderti autostima con piccole cose. Un giorno, prima di una partita neppure troppo importante, mi accorsi che in formazione mancava un mancino per calciare i corner a rientrare dalla sinistra, lui voleva che i calci d’angolo si battessero così. Glielo feci notare e rispose: “Fallo tu, sei destro, ma sai usare benissimo anche il sinistro”. Può sembrare una sciocchezza, però sono quelle cose che un giocatore mette da parte, sono quei particolari che fanno la differenza perché ti fanno sentire importante”. 

Estate del 1982, il Verona è promosso in A, ma lei deve andarsene. 

“E qui venne fuori la grandezza di Bagnoli. La società acquistò il brasiliano Dirceu. Il mister provò ad opporsi, disse ai dirigenti che c’era Guidolin e non avevamo bisogno di Dirceu. Niente, l’affare era fatto e non si poteva ritornare indietro. Mi chiamò nel suo stanzino, mi guardò negli occhi e mi parlò senza mai distogliere il suo sguardo dal mio: “Francesco, in questo momento mi sento tanto piccolo nei tuoi confronti. Purtroppo la società ha fatto una scelta e io non posso più garantirti il posto”. Passai dei giorni brutti, venni ceduto in prestito al Bologna, ma da allenatore mi sarei sempre ricordato di quella scena. Ai giocatori bisogna parlare chiaro, dire la verità faccia a faccia (Dirceu morì giovane, a 43 anni, nel 1995 in un incidente, ma questa è un’altra storia, ndr)”. 

Lei ritornò al Verona, stagione 1983-84. 

“Sì, però a Bologna mi ero rotto un ginocchio e non ero più lo stesso, giocai due partite e via”. 

Nel 1984-85 il Verona vinse lo scudetto e lei non c’era più, ceduto al Venezia in C2: rimpianti? 

Era timido e schivo, detestava le apparenze. Ai raduni ufficiali si presentava in sandali e calzoncini

Guidolin su Bagnoli

“Sì, chiaro. Conoscevo molti di quei ragazzi, ero legato a loro. Penso che, se non mi fossi fatto male, in quel Verona avrei potuto ritagliarmi un posto”. 

Lei ha iniziato ad allenare a poco più di 30 anni, nelle giovanili del Giorgione. 

“E chiesi un incontro proprio con Bagnoli. Non avevo le idee chiare su su sistemi, tattiche, allenamenti. Mi dedicò un’ora del suo tempo e, al di là dei consigli tecnici, mi disse che la cosa fondamentale è capire i giocatori ed essere credibili nel rapporto con loro”. 

Qual è stata la grandezza tecnica di Bagnoli? 

“Voleva che le sue squadre attaccassero per prime, che facessero il proprio gioco senza subire gli avversari. E nel Verona dello scudetto c’era un’idea attualissima: Tricella, il libero, un difensore, in possesso palla saliva a centrocampo. Lo faceva anche Scirea alla Juve, però nel calcio di Bagnoli questa è stata una costante. E poi i due attaccanti, uno piccolo e svelto, l’altro grande e grosso. Nel Verona dello scudetto erano Galderisi ed Elkjaer; in quello mio, della promozione in A, Gibellini e Penzo. Bagnoli mi ha insegnato che i movimenti delle punte determinano il gioco della squadra. Se gli attaccanti fanno le cose giuste, la squadra funziona”. 

Vi accomuna un’altra cosa: tutti e due avete smesso presto. Bagnoli a 58 anni, lei a 61. 

“Io non avevo più le energie per reggere la tensione. Non la pressione, che è una cosa diversa, quella la sostenevo. Ho lasciato dopo lo Swansea, in Premier, club in cui presi una decisione alla Bagnoli: tagliai certe riunioni chilometriche con lo staff, incontri che non servivano a nulla, e salvai la squadra”. 

Come va la pensione, Guidolin? 

“Bene, faccio avanti e indietro con Londra, dove vivono i miei nipotini Gabriel e Gia. Gabriel ha otto anni, gioca nel vivaio del Chelsea ed è bravino, e non lo dico perché sono suo nonno. Ha tre passaporti: italiano per via di suo padre, mio figlio Giacomo; brasiliano, perché sua madre Fernanda è del Brasile; e britannico perché è nato lì”. 

Speriamo che i brasiliani o gli inglesi non ce lo portino via! 

Risatona: “Ma no, ora l’importante è che si diverta e che studi, più avanti si vedrà”.

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I soldi sono pochi? Allora i club lanciano l’operazione recupero

Douglas Luiz, Pavard, Marin e Chukwueze: erano nascosti, adesso sono pronti all’uso

Avete rinunciato a quella vacanza a Capo Verde pensando che, tutto sommato, la casa di famiglia sull’Adriatico non è così male? Avete compagnia. I club di Serie A pianificano gli ultimi 40 giorni di mercato e tutti, nessuno escluso, sperano di vendere presto, e di vendere caro. Nell’attesa, fanno di necessità virtù: non avendo budget illimitati, provano a rivalutare i giocatori che hanno in casa. Alcuni sono appena tornati dai prestiti, altri erano semplicemente in casa, nascosti nel sottoscala e pronti all’uso. Fanno bene? Massì, il passato dice che l’operazione recupero ha un senso. 

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Inter: Ausilio raggiunge Chivu in ritiro

Anche il dirigente nerazzurro raggiunge la squadra in Germania. Priorità all’esterno destro e a due difensori 

Manca soltanto il presidente Beppe Marotta, ma arriverà anche lui. E Donaueschingen non è mai stata così nerazzurra. L’Inter prosegue il ritiro in Germania e oggi anche il direttore sportivo ha raggiunto la squadra e il suo vice Dario Baccin. Il dirigente è arrivato nel pomeriggio nel resort che ospita Barella e compagni e dopo un passaggio in camera è uscito col golf kart per un rapido sopralluogo al campo di allenamento. Al momento del rientro in hotel è stato anche lui fermato dai tifosi, presenti oggi che è domenica in maniera maggiore rispetto ai giorni scorsi, e si è fermato per foto e autografi.

il mercato parla tedesco

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Ausilio insomma si è immerso subito nell’atmosfera del ritiro e ora è da qui che potrà dialogare col suo…

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Juventus, Ekhator in prestito? I piani del club per l’attaccante

L’attaccante è in crescita, può giocare di più e maturare prima in un altro contesto: l’opzione Parma è da tenere in considerazione, ma anche il Sassuolo aveva chiesto di lui

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Juventus, chi è Owusu: promosso in prima squadra, Spalletti blocca la cessione

Il centrocampista è un prodotto del vivaio, dovrebbe prendere il posto di Miretti nelle liste. 

Tutti pazzi per Owusu. Buona parte dei club di Serie B, alcune squadre di A di medio-bassa dimensione e anche la Juve e Spalletti. Il tecnico ha avuto la possibilità di vederlo all’opera in partita col Basilea, dopo diversi allenamenti svolti pure l’anno scorso sul finale di stagione. La decisione sul futuro è presa: l’allenatore ha congelato il classe 2005, che dovrebbe rimanere in prima squadra alla Juventus per almeno un anno. La decisione mette d’accordo tutti e torna utile anche per le liste federali, considerato che il centrocampista è cresciuto nel vivaio e sarà dunque l’erede di Miretti, che invece saluterà definitivamente a breve. 

PROIEZIONE

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Mediano di struttura, maturato nella gestione della partita negli ultimi anni in Next Gen, Owusu non…

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https://video.gazzetta.it/calcio/video-roma-dybala-show-super-gol-in-amichevole-con-la-primavera-gli-highlights/0a3fd75a-cd4b-46a5-9a3f-264f03db6xlk

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𝗠𝗮𝗻𝗳𝗿𝗲𝗱𝗼𝗻𝗶𝗮 𝗖𝗮𝗹𝗰𝗶𝗼 𝟭𝟵𝟯𝟮: 𝗹’𝗲𝗹𝗲𝗻𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗼𝗰𝗮𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗿𝗮𝗱𝘂𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗲-𝘀𝗲𝗮𝘀𝗼𝗻

Tutto pronto per l’inizio ufficiale della nuova stagione del Manfredonia Calcio 1932. I motori del club biancoceleste torneranno a girare a pieno regime a partire da lunedì 20 luglio, giorno del raduno ufficiale e dell’avvio del pre-season presso lo Stadio Miramare.

Sotto la guida attenta e determinata del nuovo tecnico, Mister Andrea Ciaramella, la squadra si ritroverà sul sintetico di casa per iniziare a mettere benzina nelle gambe e costruire l’identità tattica che caratterizzerà il gruppo nel prossimo campionato di Serie D. Un mix di conferme importanti, giovani di prospettiva e nuovi innesti di spessore ed esperienza che sposeranno sin da subito la linea societaria voluta dal patron Gianni Rotice.

Ecco la lista ufficiale dei calciatori convocati.

Milan, test contro Milan Futuro: 7-0, brillano Camarda e Kostic

Test in famiglia di 90′ contro il Futuro di Navarro: i due attaccanti in evidenza. Chukwueze ancora impiegato da esterno destro

Novanta minuti di test in famiglia per vedere l’effetto che fa e iniziare ad avere lo stimolo di una partita verosimile. Il Milan inizia la serie di amichevoli estive contro i “cugini” di Milan Futuro. Appuntamento logisticamente agevole – le due squadre condividono tutto l’anno il centro sportivo di Milanello – e utile sia per iniziare a mettere benzina nelle gambe, sia per riavviare la sinergia fra le due squadre, soprattutto in questa estate dove sono cambiati entrambi gli allenatori.

in luce

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È finita 7-0, con un parziale di 2-0 dopo un primo round in cui si è particolarmente messo in luce Kostic. Il centravanti montenegrino ha confermato le ottime sensazioni regalate ad Amorim già durante i primissimi allenamenti e, sebbene sia…

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